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    Home Page > Movies & DVD > BlacKkKlansman

    BLACKKKLANSMAN

    VINCITORE del Grand Prix al 71. Cannes - RECENSIONE - Dal 27 Settembre

    "Questa è la storia di un uomo che va contro il Grande Odio che vede nel nostro Paese. Del coraggio che ci vuole per farlo. Se questa storia non fosse vera non ci crederemmo mai"
    Il produttore Ray Mansfield

    "Il tema è senza tempo. Oggi lottiamo ancora per le stesse cose. Immagino che questo sia il motivo per cui è stato un sollievo, una sorpresa e una gioia vedere che gli uomini e le donne di tutti i colori e di tutti i dipartimenti hanno lavorato con Ron per aiutarlo a raggiungere il suo traguardo. Se lo facevano a Colorado Springs a metà degli anni ’70, allora possiamo farlo anche noi oggi, adesso. Questi siamo noi; quello che vediamo è il comportamento umano. Non è finzione"
    L'attore John David Washington

    "Questo film è un’analisi del mondo in cui viviamo. Questo film è un esame di dove c’è una battaglia culturale di Amore versus Odio come gli anelli che Radio Raheem portava sulle nocche in 'Fa’ la cosa giusta', che venivano dai tatuaggi che Robert Mitchum aveva sulle dita in 'La morte corre sul fiume'. Amore versus Odio. Incroci le dita e speri e preghi che la gente lo capisca"
    Il regista e sceneggiatore Spike Lee

    (BlacKkKlansman; USA 2018; Biopic Dramedy; 134'; Produz.: Blumhouse Productions/Legendary Entertainment/Monkeypaw Productions/Perfect World Pictures/QC Entertainment; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana BlacKkKlansman

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    Titolo in italiano: BlacKkKlansman

    Titolo in lingua originale: BlacKkKlansman

    Anno di produzione: 2018

    Anno di uscita: 2018

    Regia: Spike Lee

    Sceneggiatura: Spike Lee

    Soggetto: PRELIMINARIA - Dalla vita vera, al libro di memorie fino al film:

    Preparatevi a della “fott*ta roba fott*tamente vera”.

    A metà degli anni ‘70, Ron Stallworth ha abbattuto le barriere come primo agente afroamericano del Dipartimento di Polizia di Colorado Springs. Stella nascente con grandi potenzialità, Stallworth si era distinto come agente esemplare nel suo primo importante incarico sotto copertura, partecipare a una conferenza del Leader del Partito dei Black
    Panther Kwame Ture. Subito dopo sul giornale si è imbattuto nell’inserzione che avrebbe cambiato per sempre la traiettoria della sua vita. Nero su bianco e in grassetto c’era un messaggio di reclutamento del Ku Klux Klan in cerca di nuovi membri. Attraverso una serie di coraggiosi incontri, Stallworth viene invitato ad entrare nella cerchia ristretta dell’Organizzazione. Coltiva addirittura un rapporto personale con il leader del Gruppo dell’Odio, David Duke, che non ha mai sospettato della vera identità di Stallworth né della sua razza. Decenni più tardi, uno Stallworth in pensione ha trascritto le sue incredibili esperienze nel memoir del 2014 Black Klansman, raccontando la storia straordinaria di come un poliziotto nero sia riuscito a diventare un membro associato del KKK. Quasi immediatamente, Hollywood ha cominciato a chiamare facendogli offerte per trasformare il suo libro in un film. Ma Stallworth, saggiamente, è stato cauto perché non voleva che la storia della sua vita capitasse nelle mani sbagliate. Poi è arrivata la QC Entertainment che ha acquisito i diritti del libro e, dopo una partnership di successo su Scappa - Get Out, Jordan Peele e la sua Monkeypaw si è ri-unito a Sean McKittrick e Ray Mansfield della QC per produrre il film. Tutti hanno subito convenuto che dovesse essere la voce originale di Spike Lee a portare la storia di Stallworth sul grande schermo. Quando poco dopo si è aggiunta la Blumhouse di Jason Blum, la squadra di produzione di Scappa - Get Out era di nuovo al completo.

    Cast: John David Washington (Ron Stallworth)
    Adam Driver (Flip Zimmerman)
    Topher Grace (David Duke)
    Laura Harrier (Patrice Dumas)
    Alec Baldwin (Dr. Kennebrew Beauregard)
    Ryan Eggold (Walter Breachway)
    Ashlie Atkinson (Connie Kendrickson)
    Jasper Pääkkönen (Felix)
    Corey Hawkins (Kwame Ture)
    Paul Walter Hauser (Ivanhoe)
    Damaris Lewis (Odetta)
    Isiah Whitlock Jr. (Mr. Turrentine)
    Michael Buscemi (Jimmy Creek)
    Harry Belafonte (Jerome Turner)
    Robert John Burke (Chief Bridges)

    Musica: Terence Blanchard

    Costumi: Marci Rodgers

    Scenografia: Curt Beech

    Fotografia: Chayse Irvin

    Montaggio: Barry Alexander Brown

    Effetti Speciali: Josh Hakian (supervisore)

    Makeup: Martha Melendez (direttrice); Janine JP Parrella

    Casting: Kim Coleman

    Scheda film aggiornata al: 23 Ottobre 2018

    Sinossi:

    In breve:

    L’incredibile storia vera di un eroe americano. Sono gli anni ’70 e Ron Stallworth (John David Washington) è il primo agente afro-americano che lavora nel Dipartimento di Polizia di Colorado Springs. Determinato a farsi un nome, Stallworth si imbarca coraggiosamente in una missione pericolosa: infiltrarsi e smascherare il Ku Klux Klan. Per l’importantissima indagine sotto copertura, Il giovane agente presto recluta un collega di maggiore esperienza, Flip Zimmerman (Adam Driver). Insieme i due fanno squadra per abbattere l’estremistico Gruppo dell’Odio mentre l’organizzazione si prefigge di dare una ripulita alla sua violenta retorica per conquistare la massa.

    In dettaglio:

    Sono gli anni ’70, un periodo di grandi disordini sociali causati anche dall’infuriare della lotta per i Diritti Civili. Ron Stallworth (John David Washington) è il primo agente afro-americano del Dipartimento di Polizia di Colorado Springs, ma il suo arrivo è accolto con scetticismo e aperta ostilità dai poliziotti di ogni ordine e grado del Dipartimento. Impassibile, Stallworth decide di farsi un nome e di fare la differenza nella sua comunità e si imbarca in una pericolosa missione: infiltrarsi e smascherare il Ku Klux Klan. Fingendosi un fanatico razzista, Stallworth contatta il gruppo e presto si trova a essere invitato a far parte del circolo ristretto dei pochi. Instaura anche un rapporto con il Grande Mago del Klan, David Duke (Topher Grace), che elogia l’impegno che Ron mette nella promozione dell’America Bianca. L’indagine sotto copertura diventa sempre più complessa e il collega di Stallworth, Flip Zimmerman (Adam Driver), finge di essere Ron negli incontri di persona con i membri del Gruppo dell’Odio e da insider viene a conoscenza di un complotto fatale. Insieme Stallworth e Zimmerman fanno squadra per abbattere l’organizzazione il cui vero obiettivo è quello di mitigare la violenta retorica per piacere alle masse.

    Synopsis:

    Ron Stallworth, an African-American police officer from Colorado, successfully manages to infiltrate the local Ku Klux Klan with the help of a white surrogate, who eventually becomes head of the local branch.

    Director Spike Lee's drama was produced by the team behind Get Out and offers another provocative exploration of American race relations. In the midst of the 1970s civil rights movement, Ron Stallworth (John David Washington) becomes the first black detective on the Colorado Springs Police Department. He sets out to prove his worth by infiltrating the local chapter of the Ku Klux Klan and convinces his Jewish colleague (Adam Driver) to go undercover as a white supremacist

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    A proposito di Blackkklansman - è già complicato il titolo! - non si può dire che Spike Lee (Fà la cosa giusta) non avesse messo le carte in tavola fin dall'inizio. E non si può dire che solo strada facendo cambi più volte rotta e genere cinematografico. Un film con un prologo come quello inscenato in Blackkklansman la dice lunga fin dalle prime battute. Si ha persino l'impressione di aver sbagliato sala, poi invece capiamo che si tratta solo della prima freccia lanciata al corpo centrale di questa incredibile, eppure "fottutissima" storia vera. Il dubbio è legittimo quando vedi una tra le scene più drammatiche - e formalmente più barocche - di Via col vento: la protagonista, unico personaggio in piedi, si aggira sgomenta in mezzo ad un'oceanica distesa di corpi dilaniati dalla guerra, in attesa di un soccorso che per molti di loro non arriverà mai o comunque non

    in tempo. E le dissertazioni seguenti, per bocca di un professore emerito - il Dr. Kennebrew Beauregard di Alec Baldwin - in primo piano, sguardo in macchina, con suggeritore al fianco fuori campo - mentre nelle retrovie del sottofondo scorre la realtà dei fatti rivisitata in immagini pittoriche di marca psichedelica sugli stessi problemi di denuncia - non fanno che confermare i colori pronti all'uso sulla tavolozza di Spike Lee per il suo Blackkklansman. Essere sotto attacco, la congiura della razza bianca, le discriminazioni razziali, integrazione e diversità, le guerre, tutte le guerre, di secessione fino al Vietnam, non sono altro che tutte le tessere dell'esemplare percorso lastricato di infiltrazione, instillazione, di odio, che ci accompagna al perno narrativo radicato negli anni Settanta, con il Ku klux Klan (KKK), le Black Panthers e il loro grido provocatorio - 'potere nero' - di libertà. La voglia di commedia, a dispetto di

    tanto dramma, tracima d'altra parte dai bordi fino al decollo con l'entrata in scena del protagonista di colore Ron Stallworth (alias John David Washington, figlio d'arte dell'emerito Denzel). La ripresa è già di per sé umoristica: il modo in cui viene ritratto mentre scorge l'ammiccante cartello 'Entra nella polizia di Colorado Springs' e si sistema la crespa criniera nera, non dà campo ai fraintendimenti, ma le note lievi che seguiranno, marcano stretto un certo sarcasmo, intessuto con il vero dramma socio-politico che negli anni sembra essersi solo cambiato d'abito per restare fondamentalmente lo stesso. E' qui che vuole arrivare Spike Lee, in una delle sue più ambiziose e colte pellicole mai sfornate prima d'oggi.

    Si può capire il vago smarrimento mentre il volpone Lee spicca i suoi strali al corpo centrale della storia, mentre il protagonista di colore, il primo agente afro-americano ingaggiato al Dipartimento di Polizia di Colorado Springs,

    guadagna terreno come infiltrato sotto copertura insieme al suo alter ego bianco (il Flip di Adam Driver). E mentre la sceneggiatura mantiene le venature rosee, persino quasi da sitcom, i diversi e numerosi strali vanno a conficcarsi nel corpo centrale della storia, mirando alle fondamenta del collegamento sostanziale, raggiungendo lo scopo voluto e tenendo fede ai principi di fondo. Si tallona così negli anni l'evoluzione di un problema che si riassume in una parola sola: odio, dalle radici profonde, come una pianta perenne per sua natura infestante. E' in quest'ottica che Spike Lee scocca i suoi strali, riconoscendone la legittima e logica ragione di essere in seno alla sua storia, passando curiosamente dal cinema muto, con il pilastro di David Wark Griffith Nascita di una nazione (per l'appunto ambientato al tempo della guerra di secessione americana), alla favolistica e leggendaria storia di Tarzan (unico bianco in Africa che

    non disdegna di far fuori i neri). La logica c'è e si lascia seguire finché Spike Lee non sembra riuscire o voler contenere tutta la rabbia montata fino all'orlo da tracimare oltre: è a questo punto che inizia a scoccare sempre più velocemente le sue frecce, fino a raggiungere l'attuale Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e molto d'altro. Ed ecco che, come una colata lavica che tracima dalla bocca di un vulcano, l'eterogeneo magma storico analitico di denuncia di Spike Lee finisce per invadere inesorabilmente lo schermo, rischiando di far soffocare la linfa narrativa primaria, a cui invece ritorna per riacciuffare l'epilogo della "fottutissima storia vera". Al contempo recupera in extremis la vena rosacea da sitcom, con lo scoperchiamento del vaso di pandora e dell'inganno mantenuto in ebollizione ai danni del capo del KKK. Incidentale la storia d'amore sottopelle raccolta al cuore delle Black Panthers.

    Così, se Blackkklansman potrà

    risultare nel complesso a tratti un pò farraginoso, non si vorrà negare l'evidenza di un bel fiore all'occhiello: il montaggio alternato tra l'iniziazione del protagonista Ron (che negli incontri personali è sempre impersonato dall'alter ego bianco Adam Driver) e il racconto dell'uomo di colore alla riunione delle black panthers sulla vicenda di un certo ragazzo di colore. Quel che succede di lì a poco al Ron di Washington dà un'idea piuttosto chiara di ciò che Spike Lee intendeva dire a più ampio spettro. Non è cambiato molto dai tempi della infausta storia del ragazzo di colore, emblematica di molte altre nelle più svariate e disumane versioni, ad oggi. Almeno una parte del corpo di polizia bianco continua ad abusare del potere che ha e non manca occasione per esibire un atteggiamento prevenuto nei confronti di persone di colore. L'intima connessione con una certa politica che alimenta l'odio è il messaggio

    trasparente e chiaro che Spike Lee denuncia oggi tirando le fila della tela del ragno che nel tempo non ha fatto che ingigantirsi sempre più. A modo suo dunque, sfoggiando una sontuosa e ricca lezione, Spike Lee si è fatto ben capire e chi ha orecchi per intendere...

    Secondo commento critico (a cura di La parola al film)





    clip 'Mia la casa, mie le regole':



    clip 'Veri uomini bianchi':



    clip 'La vera America':



    clip 'Indagine in corso':



    clip 'Perché non l'hai presa a cuore?':

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di BLACKKKLANSMAN

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    • Alec Baldwin

    • Topher Grace

    • Adam Driver

    • Laura Harrier

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    Galleria Video:

    BlacKkKlansman - trailer

    BlacKkKlansman - trailer (versione originale)

    BlacKkKlansman - clip 'Mia la casa, mie le regole'

    BlacKkKlansman - clip 'Veri uomini bianchi'

    BlacKkKlansman - clip 'La vera America'

    BlacKkKlansman - clip 'Indagine in corso'

    BlacKkKlansman - clip 'Perché non l'hai presa a cuore?'

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