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    I SEGRETI DI WIND RIVER

    RECENSIONE - VINCITORE del Premio 'Miglior Regia - Un Certain Regard' a Cannes 2017 - Debutto alla regia di Taylor Sheridan, noto come sceneggiatore di Sicario e di Hell High Water, film che con l'attuale vanno a completare una trilogia di sceneggiature dedicata al mito della frontiera - Dal 5 Aprile

    "Quando ho iniziato a pensare a 'I segreti di Wind River', il mio primo film come regista, volevo che fosse la conclusione di una trilogia tematica che esplora la moderna frontiera americana. Partendo dall'epidemia di violenza lungo il confine statunitense/messicano in 'Sicario' e poi passando al divario tra immensa ricchezza e povertà nella Comancheria del Texas in 'Hell or High Water', 'I segreti di Wind River' è il capitolo finale di questa trilogia. 'I segreti di Wind River' esplora forse l’aspetto più tangibile della frontiera americana e il più grande fallimento dell'America: la riserva dei nativi americani. Da un punto di vista più intimo, è lo studio di come un uomo supera una tragedia senza mai porvi una vera fine. Da una prospettiva più ampia invece, è un approfondimento sulle conseguenze di com’è vivere in terre dove non si sarebbe mai voluto abitare. È un luogo brutale, dove il paesaggio stesso è un antagonista. È un luogo in cui la tossicodipendenza e gli omicidi uccidono più del cancro, e lo stupro è considerato un rito di passaggio per le ragazze per diventare donne. È un luogo in cui le leggi dello Stato lasciano spazio alle leggi della natura. Nessun posto in Nord America è rimasto così invariato nel secolo scorso e nessun posto in America ha sofferto tanto dei cambiamenti che vi hanno avuto luogo".
    Il regista e sceneggiatore Taylor Sheridan

    (Wind River; REGNO UNITO/CANADA/USA 2017; Thriller; 111'; Produz.: Acacia Filmed Entertainment/Film 44/Savvy Media Holdings/Thunder Road Pictures/Voltage Pictures; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana I segreti di Wind River

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    Titolo in italiano: I segreti di Wind River

    Titolo in lingua originale: Wind River

    Anno di produzione: 2017

    Anno di uscita: 2018

    Regia: Taylor Sheridan

    Sceneggiatura: Taylor Sheridan

    Cast: Jeremy Renner (Cory Lambert)
    Elizabeth Olsen (Jane Banner)
    Jon Bernthal (Matt)
    Kelsey Asbille (Natalie Hanson)
    Julia Jones (Wilma Lambert)
    Gil Birmingham (Martin Hanson)
    James Jordan (Pete Mickens)
    Graham Greene (Ben)
    Eric Lange (Dr. Whitehurst)
    Martin Sensmeier (Chip)
    Tyler Laracca (Frank)
    Hugh Dillon (Curtis)
    Austin R. Grant (Carl)
    Ian Bohen (Evan)
    Apesanahkwat (Dan Crowheart)
    Cast completo

    Musica: Nick Cave e Warren Ellis

    Costumi: Kari Perkins

    Scenografia: Neil Spisak

    Fotografia: Ben Richardson

    Montaggio: Gary Roach

    Casting: Jordan e Lauren Bass

    Scheda film aggiornata al: 22 Aprile 2018

    Sinossi:

    In breve:

    L'esperto cacciatore e pescatore Cory Lambert (Jeremy Renner) scopre il corpo senza vita di una giovane ragazza in una riserva indiana. Ad indagare viene inviata l'agente dell'F.B.I. Jane Banner, inesperta ed impreparata ad affrontare il duro inverno in Wyoming. Man mano che indagano Lambert e Banner si inoltrano in un mondo crudo e violento, mettendo a rischio le proprie vite.

    Synopsis:

    A veteran tracker with the Fish and Wildlife Service helps to investigate the murder of a young Native American woman, and uses the case as a means of seeking redemption for an earlier act of irresponsibility which ended in tragedy

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    "Io vi mando come pecore in mezzo ai lupi..."

    Ci si può persino sentire in colpa nel buttare lì un giudizio del tipo 'di un magnetico ammaliante'. Ma è solo per dire che questa 'storia bruta di frontiera' raccontata ne I segreti di Wind River, opera prima di regia di Taylor Sheridan - il noto sceneggiatore di Sicario e Hell or High Water - ha uno stile narrativo che cattura e arriva nel profondo in un modo, per l'appunto, 'magnetico ammaliante'. Che è poi il tocco più delicato e responsabile che si potesse rivolgere alle terrificanti vicende derivate da reali fatti di cronaca nera, di cui nessuno parla e che nessuno si prende la briga di raccontare, di far conoscere. Magari per offrire un motivo in più per cambiare le cose. Fatti che si affastellano, uno dopo l'altro, in quelle lande desolate fatte di immense radure e catene montuose, boscaglie e

    distese quasi senza orizzonte: area 'riservata' di Wyoming dove sopravvivono ai limiti del nulla i cosiddetti nativi americani con le rispettive famiglie, comprensive di giovani sbandati senza regole, annebbiati di droghe, ahimé, armi alla mano, e di bellissime ragazze poco più che adolescenti. Quell'area è la 'Wind River' del titolo con 'i segreti' che nessuna statistica include. Altrimenti non resterebbero segreti. Perciò,I segreti di Wind River di Taylor Sheridan compare oggi all'orizzonte per disseppellire dal candore della neve e dal silenzio assordante di quei luoghi che, a dispetto dell'incanto paesaggistico sembrano dimenticati da Dio, il sangue innocente versato da giovani donne, violate con lo stupro e braccate come lupi.

    Ma tutto questo è tra le righe di orme e tracce di cui nessuno sembra preoccuparsi tanto quanto quell'insolito cacciatore dalla mira infallibile, armato di una volontà incrollabile. A tempo debito capiremo il perché. Si tratta di quel Cory nel

    quale Jeremy Renner scopre e raggiunge vette interpretative credo finora mai esplorate prima in tutta la sua carriera. Vette in cui scopre molto gradualmente l'anima del personaggio per sottili sfumature, svelando poco a poco, e mai del tutto, la voragine interiore che va fronteggiando per non esserne divorato. Renner tiene d'altra parte un pò lo stesso passo avviato dalla regia che orchestra la storia come una macabra e triste sinfonia carica di sospensione e di brutalità sottese sotto le fila di indagini mai libere di agire fino in fondo. Ed è questo il lato più sconcertante su cui si fa perno. Il resto è sopravvivenza nella convivenza con il dolore, secondo modi e suggerimenti espressi da una sceneggiatura, a cura dello stesso Taylor, che suona paradossalmente poetica mentre viene indossata da un corpo di realtà che - come impotente ammette il medico legale - non hanno neppure il privilegio di

    chiamarsi con il loro nome: omicidi. Tutto un altro tocco da pellicole di denuncia del tipo Le paludi della morte (Texas Killing Fields, 2011) di Ami Canaan Mann, che pure ha fatto strada su analogo genere di criminalità.

    Dello sconcertante approccio investigativo, che suona assolutamente anomalo e indegno nei confronti delle giovani vittime e dei loro familiari si fa portavoce la più inadeguata tra le forze dell'FBI inviata sul campo da Las Vegas. E la Jane Banner di Elizabeth Olsen è il personaggio in cui lo spettatore potrà in qualche modo specchiarsi. Il suo sbigottimento di fronte ad una realtà sulla quale non potrà mai avere il canonico approccio investigativo secondo i comuni parametri di rito, è un pò anche il nostro: la scoperta di un'oggettiva impotenza che impone quasi il ricorso a metodi illegali per recuperare quel briciolo di legalità e giustizia che non può d'altra parte, com'è ovvio, restituire

    vita a chi l'ha persa. Tutt'al più conforto al dolore dei familiari di quelle giovani vittime. E nessuno può farlo meglio di chi è fuori dall'entourage delle istituzioni: il cacciatore Cory di Renner sa cosa fare e come intervenire. E lo sbigottimento della collega che avrebbe dovuto rappresentare l'imprescindibile suo supporto è ancora una volta condiviso dallo spettatore. Alla fine, tutti avranno ben compreso, arrivando alla radice del problema, sull'onda di un innesto in flashback, nobilitato dalla compressione temporale che si ferma di fronte ad una porta che non si apre. La regia la spalanca sulla memoria dei fatti prima di chiuderla e riaprirla su chi ancora, con le fallimentari investigazioni in corso, ancora non sa e vuole assolutamente sapere.

    Dopo aver condiviso una simile intimità con questa storia radicata in quella riserva di nativi americani 'silenziata' come sotto il sortilegio di un incantesimo - che altro non è se

    non il rovinoso specchio di un altro fallimento della grande America - si capisce perché, andando a chiudere una ideale trilogia sul mito di frontiera con i su citati Sicario (Denis Villeneuve) ed Hell or High Water (David Mackenzie), questa volta Taylor Sheridan non se la sia sentita di delegare ad altri la regia. Regia premiata come la 'Migliore' nella sezione 'Un certain regard' a Cannes 2017. Ed è questa per l'appunto una storia di 'un certo riguardo', mutata in capolavoro cinematografico, di cui Sheridan ha sondato le profondità in prima persona, a contatto diretto con amici e conoscenti della riserva. Ne è un esemplare ritratto l'intima, delicata e potente sequenza che vede Cory/Renner al fianco dell'amico indiano Martin (Gil Birmingham), in un colloquio che resta incollato addosso e che esprime quel senso di 'ammaliante magnetico' di cui avevo fatto cenno all'inizio.

    Una 'pura lirica del dolore' che non avevamo

    riconosciuto in apertura del film con i poetici passaggi recitati da una voce femminile fuori campo. Una realtà come questa non è esattamente quella che vuoi sbattere in faccia di primo acchito. Devi darle tutto il tempo di cui ha bisogno per esprimersi, concedendole almeno spazio e modi - si scorgono rare tracce in punta di metafora tra cui la sequenza dei lupi di fronte al gregge di pecore - per farsi riconoscere per quello che è. Almeno al cinema. Visto che nella realtà non viene rispettato neppure il rigor di cronaca: nessuno ad oggi sa quante native americane siano scomparse. E questo è inammissibile. E in tempi come questi in cui si torna a parlare quotidianamente di stupri e violenza sulle donne nel nostro modernissimo mondo occidentale, I segreti di Wind River rischiano di oltrepassare i confini di frontiera per guadagnarsi un respiro universale. Un respiro letale in cui

    ci si può smarrire, soffocare fino a soccombere.

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO de I SEGRETI DI WIND RIVER

    Links:

    • Jeremy Renner

    • Julia Jones

    • Jon Bernthal

    • Elizabeth Olsen

    • I SEGRETI DI WIND RIVER - INTERVISTA al regista TAYLOR SHERIDAN (Interviste)

    1 | 2 | 3

    Galleria Video:

    I segreti di Wind River - trailer 2

    I segreti di Wind River - trailer

    I segreti di Wind River - trailer (versione originale) - Wind River

    I segreti di Wind River - spot 1

    I segreti di Wind River - spot 2

    I segreti di Wind River - clip 'La scena del crimine'

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    I segreti di Wind River - clip 'Sono un cacciatore'

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