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    Home Page > Movies & DVD > Il filo nascosto

    IL FILO NASCOSTO

    VINCITORE di 1 Premio OSCAR per i 'Migliori Costumi' - RECENSIONE - 6 Nominations agli Oscar 2018: 'Miglior Film'; 'Miglior Regista (Paul Thomas Anderson); 'Miglior Attore' (Daniel Day-Lewis); 'Miglior Attrice Non Protagonista' (Lesley Manville); 'Migliori Costumi' (Mark Bridges); 'Migliore Colonna Sonora' (Jonny Greenwood) - 2 Nominations ai Golden Globes: 'Miglior Attore in un Film Drammatico' (Daniel Day-Lewis); 'Migliore Colonna Sonora Originale' (Jonny Greenwood) - Ritratto illuminante di un artista e di un percorso creativo, e delle donne che fanno funzionare il suo mondo. Ambientato all’interno dell'industria della moda londinese degli anni cinquanta, vede primo protagonista Daniel Day-Lewis nella sua ultima performance, giacché nel giugno 2017 ha annunciato il suo ritiro dalla recitazione - Dal 22 Febbraio

    "Ero alla ricerca dell’occasione giusta per una storia come questa. Volevo lavorare su un’ambientazione altolocata, con personaggi immersi in una vita ricca e piena di fronzoli, un mondo ideale per ambientare un romanzo gotico... Nel mondo che mi ero trovato a studiare, ho scoperto che molti di questi stilisti aveva una sorella che era impegnata nel gestire gli affari. Fra questi posso sicuramente includere Amies nei primi decenni del secolo scorso e Valentino e Versace più recentemente... Reynolds è un uomo totalmente autosufficiente, egocentrico e ossessivo nel controllo. Man mano che la sceneggiatura e il personaggio prendevano forma, ho scoperto di provare sempre maggiore interesse nell’esplorare la psiche di un uomo così radicato nelle proprie abitudini. Un personaggio che esercita un tale controllo su se stesso è ideale per essere smantellato. Cosa succede a un uomo del genere quando diviene debole per la prima volta nella sua vita o scopre di aver bisogno di qualcuno?"
    Il regista e sceneggiatore Paul Thomas Anderson

    (Phantom Thread; USA 2017; Drammatico; 130'; Produz.: Annapurna Pictures/Focus Features/Ghoulardi Film Company; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana Il filo nascosto

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    Titolo in italiano: Il filo nascosto

    Titolo in lingua originale: Phantom Thread

    Anno di produzione: 2017

    Anno di uscita: 2018

    Regia: Paul Thomas Anderson

    Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson

    Soggetto: Paul Thomas Anderson ha dichiarato che questo film, in qualche modo ispirato dalla sua fascinazione per il per la figura di Cristóbal Balenciaga, rappresenta anche una sorta di suo tentativo di dare nuova dignità cinematografica al romanzo Rebecca, la prima moglie di Daphne Du Maurier e di omaggiare il film che Alfred Hitchcock ne ha tratto nel 1940, e che è nato dalla voglia di raccontare una storia dove l'eleganza (formale, degli abiti, delle persone, dei modi) la facesse da padrona.

    Cast: Daniel Day-Lewis (Reynolds Woodcock)
    Vicky Krieps (Alma)
    Lesley Manville (Cyril Woodcock)
    Richard Graham (George Riley)
    Camilla Rutherford (Johanna)
    Sue Clark (Biddy)
    Joan Brown (Nana)
    Harriet Leitch (Pippa)
    Dinah Nicholson (Elsa)
    Julie Duck (Irma)
    Maryanne Frost (Winn)
    Elli Banks (Elli)
    Amy Cunningham (Mabel)
    Amber Brabant (Amber)
    Geneva Corlett (Geneva)
    Cast completo

    Musica: Jonny Greenwood

    Costumi: Mark Bridges

    Scenografia: Mark Tildesley

    Fotografia: Paul Thomas Anderson

    Montaggio: Dylan Tichenor

    Effetti Speciali: Chris Reynolds (supervisore)

    Makeup: Daniel Lawson Johnston

    Casting: Cassandra Kulukundis

    Scheda film aggiornata al: 21 Marzo 2018

    Sinossi:

    Nella cornice glamour e scintillante della Londra degli anni Cinquanta, il sarto Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) dirige insieme con sua sorella Cyril (Lesley Manville) la celebre House of Woodcock, inconfondibile marchio di stile e bellezza, richiesto da reali, stelle del cinema, ereditiere, socialiste, debuttanti e nobildonne. Gli originali e moderni capi firmati proiettano Woodcock al centro della moda britannica, e consacrano il suo nome come uno dei più conosciuti e ammirati del dopoguerra. Nonostante la conoscenza dei desideri e della figura femminile, lo scapolo impenitente considera l'amore un privilegio precluso a un artista del suo calibro, e preferisce intrattenersi con donne diverse che gli forniscono la giusta dose di ispirazione e compagnia. Finché non incontra Alma (Vicky Krieps), ragazza ambiziosa e caparbia che riesce a insinuarsi nel suo cuore come musa e come amante, sconvolgendo da un giorno all'altro la sua perfetta vita su misura.

    Synopsis:

    Set in 1950's London, Reynolds Woodcock is a renowned dressmaker whose fastidious life is disrupted by a young, strong-willed woman, Alma, who becomes his muse and lover.

    Set in the glamour of 1950's post-war London, renowned dressmaker Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) and his sister Cyril (Lesley Manville) are at the center of British fashion, dressing royalty, movie stars, heiresses, socialites, debutants and dames with the distinct style of The House of Woodcock. Women come and go through Woodcock's life, providing the confirmed bachelor with inspiration and companionship, until he comes across a young, strong-willed woman, Alma (Vicky Krieps), who soon becomes a fixture in his life as his muse and lover. Once controlled and planned, he finds his carefully tailored life disrupted by love

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    "Se questa è una gara a chi distoglie prima lo sguardo perderai"

    Sondare la complessità degli abissi interiori di un essere umano, con qualche filo sempre ben nascosto dentro di sé, può risultare una vera e propria impresa dannosa alla salute quando si tratta di un artista. I confini si dilatano, le convenzioni saltano, l'amore può apparire un privilegio precluso, e l'isolamento - per lo più necessario per la creazione di un'opera in senso lato, e dunque anche nel caso delle maison di alta moda - può diventare corrosivo. Il silenzio una necessità e una priorità assoluta per l'artista, che può farsi insofferente fino alla crudeltà ogni qualvolta questa priorità venga violata da chiunque si trovi nei paraggi. La tensione protesa verso la creazione della bellezza formale che vorrebbe raggiungere la perfezione, e dunque condannata alla perenne mortificazione sottesa sotto pelle, reclama la piena e patria potestà della fatidica bolla sospesa

    in cui rannicchiarsi, alla stregua del grembo materno, e vivere unicamente per creare. E' questo il ritratto che calza a pennello al sarto Reynolds Woodcock di Daniel Day-Lewis (qui nella sua ultima performance annunciata): si direbbe la sua 'opera magna', raccolta in uno scavo tutto interiore ai più alti livelli, parte integrante di quel tipo di recitazione che tende a sottrarre all'espressione, servendosi del 'non finito', del 'non detto', per nobilitarsi a pura arte, là dove il personaggio vive nell'interprete e ne tiene le redini.

    Il filo nascosto, o per meglio dire, Il filo fantasma - Phantom Thread è l’ottavo film del regista Paul Thomas Anderson (Il petroliere, The Master, Vizio di forma) e la sua seconda collaborazione con Daniel Day-Lewis (Il petroliere, Nine, Lincoln). Un unico pennello intinto nella stessa vernice, stesa a quattro mani per un affresco elegante e grottesco, reale e surreale, sull'arte e sull'amore per l'arte, in

    strenua competizione con quello 'per la donna'. Donna in senso lato, vale a dire di quella girandola sottesa e condensata in pochi passaggi - una porzione iconica dell'intero - che ruota intorno all'artista senza riuscire a scalfirne l'anima serrata e irrimediabilmente inattaccabile, aperta e protesa solo verso la creazione. Nell'universo del sarto Reynolds Woodcock, equivalente al prestigioso marchio di una maison, emblema di quel genere di stile e bellezza richiesto da reali, stelle del cinema, ereditiere, e nobildonne - qui in tutto il glamour della Londra degli anni Cinquanta - volteggia così, a debita distanza, l'universo femminile satellite della madre fantasma, della sorella Cyril (Lesley Manville), fedele criptico-ironica collaboratrice e presenza costante. Universo che include, restringendo notevolmente il campo fino ad azzerarlo, varie compagne di passaggio, finché quella che va inoltrando un suo frammentario racconto già in apertura, filo narrativo intermittente nel cuore della storia stessa, la cameriera Alma di

    Vicky Krieps, non finisce per 'pretendere' di avere un peso specifico nella sua vita. E intorno a quel 'pretendere', cui si potrebbe girare un altro film, si annida probabilmente il nobile ammiccamento ad Alfred Hitchcock con la sua mitica pellicola Rebecca la prima moglie. Vicky Krieps (Anonymous, Hanna, La spia - A Most Wanted Man) shakera la sua Alma come un cocktail speciale di pseudo innocenza, che si mostra nei termini di una quasi comica caparbietà, congiunta ad una sensualità dai tratti simili a certi dipinti di marca 'manierista' se non persino 'fiamminga'.

    Il filo nascosto si inoltra così in avanscoperta sullo sconnesso terreno dei sentimenti, incontrando sentieri multipli pieni di rovi: rovi che feriscono e fanno male al punto da provocare uno stato di malessere molto prossimo alla morte. E' di scena un'inesplorata location dell'amore, che chiama con la voce suadente della sirena, mentre mantiene un profilo basso,

    umile e paziente, pur senza recedere di un passo dalla sua postazione di attesa. Un percorso tutto da scoprire, tra umorismo, tragedia e rivendicazione, metafisica, surreale e pure grottesca, di un sentimento non adeguatamente corrisposto. La vicendevole tortura di un qualcosa che esiste evidentemente da ambo le parti, e che ad un certo punto si impone e reclama i suoi spazi, i suoi tempi, la sua attenzione fin troppo negata. Un film eccentrico e sofisticato sul valore dell'amore e dell'arte collocati in un preciso punto nello sconfinato orizzonte delle possibilità, in cui il vero spettacolo diventa il duello silente e misterioso, persino elegante, felpato come quello di un felino, dei due protagonisti nel più improbabile degli incontri e delle relazioni a pretesa durevole. Un amore tanto irragionevolmente sofferto - fino a conseguenze non del tutto comprensibili se non sulle vette dell'esasperazione allusivo-metaforica - quanto inesplicabilmente coriaceo, determinato a tentare in

    ogni modo di sopravvivere entro le fauci dell'arte e del mistero umano.

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO de IL FILO NASCOSTO

    Links:

    • Paul Thomas Anderson (Regista)

    • Daniel Day-Lewis

    • Vicky Krieps

    1 | 2

    Galleria Video:

    Il filo nascosto - trailer

    Il filo nascosto - trailer (versione originale) - Phantom Thread

    Il filo nascosto - clip 'I miei gusti'

    Il filo nascosto - clip 'L'interruzione'

    Il filo nascosto - clip 'Mi hai trovata'

    Il filo nascosto - clip 'Non provocarmi'

    Il filo nascosto - clip 'Scapolo impenitente'

    Il filo nascosto - clip 'Merletto fiammingo'

    Il filo nascosto - featurette 'La Casa di Woodcock' (versione originale sottotitolata)

    Il filo nascosto - featurette 'Curiosità sui costumi' (versione originale sottotitolata)

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