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    LA FAMIGLIA FANG

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (www.variety.com) - Dal 1° SETTEMBRE

    "Ho subito pensato che dal libro si sarebbe potuto ricavare un film fantastico. Lo stile di scrittura di Kevin (Wilson) è molto cinematografico, per cui è facile immaginarsi questa storia sul grande schermo... Pensai che fosse un’opera coraggiosa; le motivazioni che spingevano i personaggi mi sorpresero e mi turbarono. È questo che conferisce alla storia i suoi colpi di scena. Fui attratta dalle conseguenze logiche ma allo stesso tempo imprevedibili delle azioni di queste persone danneggiate. Ritengo che ci sia qualcosa di importante a livello tematico in ciò che 'La famiglia Fang' rappresenta. Nel mondo dei social media e dei selfie, che vede una presenza sempre più marcata del narcisismo nella nostra cultura, la vicenda dei Fang serve da monito".
    L'attrice e produttrice Nicole Kidman

    "La sceneggiatura presentava una narrazione molto coinvolgente – difficile da masticare, appiccicosa, per così dire, concreta –; è questo che mi ha attratto. Non è convenzionale, qualcosa di facilmente fruibile e molto semplice. È un film dal racconto non lineare che copre 40 anni trattando molteplici temi che finiscono per intrecciarsi e fondersi... Ad un certo punto nella vita, è inevitabile una transizione nella percezione che si ha dei propri genitori. All’inizio sono gli eroi cui si fa riferimento per essere guidati e aiutati; con il passare del tempo si diventa più saggi e cinici, e ci si rende conto di quanto siano umani. Alla fine diventano come dei figli. Ci sono dei momenti nella vita in cui questo cambiamento diventa evidente. Ed è proprio in questo periodo della loro esistenza che si ritrovano i fratelli Fang alla fine della storia".
    L'attore e regista Jason Bateman

    (The Family Fang; USA 2015; Dramedy; 107'; Produz.: Aggregate Films/Red Crown Productions/Blossom Films in associazione con ML Film Productions/Olympus Pictures/Papagjika Salloway Productions/QED International; Distribuz.: Adler Entertainment)

    Locandina italiana La famiglia Fang

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    See SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: La famiglia Fang

    Titolo in lingua originale: The Family Fang

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2016

    Regia: Jason Bateman

    Sceneggiatura: David Lindsay-Abaire

    Soggetto: Dall'omonimo romanzo di Kevin Wilson.

    La famiglia Fang è una famiglia disfunzionale divenuta nota nel mondo della performance art, in cui non mancano sia detrattori che ammiratori del loro lavoro. Le esibizioni dei Fang, sceneggiate principalmente dal capofamiglia Caleb, che fa dell'abilità di manipolare gli accadimenti un mantra («Se sei in controllo, il caos accadrà intorno a te, non a te»[2]), consistono nell'organizzare scherzi di vario tipo in pubblico, registrando su pellicola le reazioni dei presenti, con la peculiarità che ad esibirsi sono tutti i membri della famiglia: Caleb, la moglie Camille e i figli Annie e Baxter. La passione ossessiva di Caleb verso il suo mestiere e il frequente uso dei figli come oggetti di scena, nel corso del tempo ha fatto allontanare i figli dai genitori, che, diventati adulti, tentano a fatica di lasciarsi alle spalle il proprio passato da cui si sentono ancora condizionati nella vita professionale e privata.

    Quando Baxter, scrittore di poco successo che cerca con difficoltà di portare avanti il suo prossimo libro, ha un incidente, è l'occasione per l'intera famiglia di riunirsi, venendo raggiunto sia dalla sorella Annie, attrice dalla carriera non decollata con problemi d'alcolismo, e dai genitori, che nel frattempo hanno continuato ad esibirsi per proprio conto, pur non riuscendo a replicare i successi del passato. Dopo aver invano cercato di convincere i figli a partecipare all'ennesima esibizione, Caleb e Camille tentano di mettere in scena una burla, fallendo miseramente, per poi rimettersi in viaggio presso la propria casa, non prima di aver affrontato nuovi attriti con i figli che non mancano di rimpiangere il non aver vissuto un'infanzia più "normale".

    Il giorno seguente, un agente di polizia comunica ai due fratelli che i genitori sono dispersi e la loro auto è stata ritrovata insanguinata e abbandonata lungo una strada in cui già sono avvenuti rapimenti e omicidi di recente. Mentre Baxter pensa che la morte del padre e della madre sia una reale possibilità, Annie è certa che si tratti solo di una loro nuova trovata. Annie convince quindi lo sconsolato fratello, incerto sul preferire l'avere genitori morti o disposti a farsi credere morti dai propri figli, a seguirla in una ricerca per trovarli e smascherarli. Alla fine di un viaggio in cui hanno modo di approfondire anche una non completa armonia tra il padre e la madre, si ritrovano davanti la frustrante verità: la presunta morte di Caleb e Camille non è solo la loro ultima trovata a "coronamento" della loro carriera, ma i due sono anche separati da tempo e lui si è fatto un'altra famiglia nella quale sta cercando di iniziare i suoi due figli alla carriera artistica. Sentendosi sostanzialmente rimpiazzati, delusi e sconcertanti, Annie e Baxter accettano la richiesta dei genitori di non rivelare pubblicamente quanto hanno orchestrato, concordando nel considerarli morti e non reincontrarli mai più.

    Cast: Nicole Kidman (Annie Fang)
    Jason Bateman (Baxter Fang)
    Christopher Walken (Caleb Fang)
    Maryann Plunkett (Camille Fang)
    Jason Butler Harner (Caleb Fang giovane)
    Kathryn Hahn (Camille Fang giovane)
    Marin Ireland (Suzanne Crosby)
    Michael Chernus (Kenny)
    Harris Yulin (Hobart Waxman)
    Josh Pais (Freeman)
    Eugenia Kuzmina
    Mackenzie Brooke Smith (Annie Fang all'età di 13 anni)
    Jack McCarthy (Baxter Fang all'età di 9 anni)
    Linda Emond (Miss Delano)
    Taylor Rose (Annie Fang all'età di 18 anni)
    Cast completo

    Musica: Carter Burwell

    Costumi: Amy Westcott

    Scenografia: Beth Mickle

    Fotografia: Ken Seng

    Montaggio: Robert Frazen

    Effetti Speciali: Conrad V. Brink Jr. (supervisore)

    Makeup: Angela Levin (direttrice), Stephanie Glover McGee

    Casting: Avy Kaufman

    Scheda film aggiornata al: 19 Settembre 2016

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Caleb e Camilla Fang sono performer le cui creazioni scioccano il pubblico e deliziano gli appassionati d'arte. Protagonisti sin dalla più tenera età sono i loro figli, pedine fondamentali delle loro opere provocatorie spesso al limite tra il genio e la follia. A causa di queste esperienze, Annie (Nicole Kidman) e Baxter (Jason Bateman) ormai adulti si sono allontanati dai genitori, e, seppur a distanza, conducono esistenze parallele e altamente problematiche. I fratelli sono costretti a tornare a casa dai loro eccentrici genitori quando, improvvisamente, scompaiono nel nulla. La polizia teme il peggio ma Annie è convinta che si tratti di una nuova performance e che Caleb e Camilla abbiano finto la propria morte per dare vita all'ennesima, bizzarra, "opera d'arte". Mettendo insieme i pezzi del puzzle dei ricordi della loro infanzia, Annie e Baxter si mettono alla ricerca dei genitori, sperando di scoprire la verità su quanto accaduto e, magari, finire anche per ritrovare se stessi.

    IN DETTAGLIO:

    Sebbene vivano ai lati opposti degli Stati Uniti, Annie (Nicole Kidman) e suo fratello Baxter (Jason Bateman) conducono esistenze parallele e altamente problematiche. Annie è un’attrice, che, grazie ad alcuni exploit, di recente è apparsa più sui rotocalchi che sul grande schermo; Baxter, invece, è uno scrittore caduto in disgrazia, finito in ospedale con un trauma cranico mentre era alle prese con il suo ultimo improbabile lavoro da freelance. A causa di questo incidente, Annie e Baxter sono costretti a tornare a casa dai loro eccentrici genitori, Caleb e Camille Fang (Christopher Walken e Maryann Plunkett al giorno d’oggi, e Kathryn Hahn e Jason Butler Harner nei flashback), per un periodo di convalescenza e riconciliazione. Se Annie e Baxter sono così instabili è perché Caleb e Camille non sono certo genitori qualsiasi, e crescere nella famiglia dei Fang non li ha assolutamente preparati alla vita nel mondo reale.

    Profondamente stimati nel mondo dell’arte contemporanea, i Fang sono performer radicali e sovversivi le cui creazioni scioccano e inquietano costantemente il pubblico, deliziando invece gli appassionati di arte. Sin dalla più tenera infanzia, i figli dei Fang sono stati pedine fondamentali nelle opere provocatorie dei loro genitori. A causa di queste esperienze, Annie e Baxter sono cresciuti con un eccesso di stimolazione, ma al contempo una mancanza di stabilità. Non stupisce, quindi, che siano indecisi sul fatto di tornare dai genitori. Poi, improvvisamente, Caleb e Camille scompaiono, e le prove corroborano la tesi che si tratti di un crimine. La polizia teme il peggio, ma Annie è convinta che si tratti di una nuova performance dei Fang, e che i suoi genitori abbiano finto la propria morte per dare vita all’ennesima bizzarra “opera d’arte”. Mettendo insieme i pezzi del puzzle dei ricordi della loro infanzia targata Fang, i due figlioli ormai cresciuti si mettono alla caccia dei genitori, sperando di scoprire la verità su quanto accaduto al padre e alla madre. Durante la ricerca, potrebbero finire anche per trovare se stessi.

    SYNOPSIS:

    A brother and sister return to their family home in search of their world famous parents who have disappeared.

    Annie and Baxter, the adult children of the controversial husband and wife conceptual performance art couple famous for their quirky macabre public performances, have never got over the fact that their parents kept using them during their childhood in their often gory and disturbing satirical public performances. They often clash with their now elderly parents over this and blame them for their problems in their adult life. However, the two become worried when they're told by the police that their parents have gone missing during their trip outside of town. The brother considers the possibility that something horrible might have happened to them, but the sister is convinced that it's just another one of their stupid games or twisted conceptual performances. She convinces him that they should go and look for them themselves.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    A META' TRA 'LA FAMIGLIA ADDAMS', LA FAVOLISTICA PIU' CLASSICA E... 'LA FAMIGLIA FANG' SI AVVENTURA, TRA ARTE (PRESUNTA) E VITA REALE, IN UN ECCENTRICO VIAGGIO CHE LI PORTA DRITTI DRITTI VERSO LA SPIAGGIA DELLA VERITA' E DELLA LORO VERA IDENTITA'. SI, MA SENZA PARTICOLARI PALPITAZIONI EMOTIVE! UN FILM PIU' CEREBRALE CHE AFFETTIVO... ANCHE IN RECITAZIONE E REGIA!

    Immaginare di essere morti quando si è certi di tornare alla vita, è un esercizio per dominare il caos della vita e dei sentimenti umani, per averne il controllo e non rischiare di esserne sopraffatti. Una ricetta - che nel film occhieggia qua e là in una sorta di mantra - di buona salute, insomma! Almeno secondo il Caleb pensiero! Il primo ad entrare in scena a schermo nero in voce fuori campo. Com'era giusto che fosse, essendo il perno della surreale esistenza della famiglia Fang di cui Caleb (Christopher Walken) è a

    capo - padre e padrone - in tutti i sensi. Nel senso che tutta la famiglia ha sempre operato, nelle cosiddette 'performance live' di arte contemporanea - sul cui concetto si potrebbe discutere a lungo! Come in un 'siparietto' dello stesso film - così come nella vita reale - ma dov'è il confine? - seguendo la sua filosofia di pensiero, nella convinzione di fare la cosa giusta, divertendosi.

    Come dire, una chiave di lettura a dir poco eccentrica, un simbolo - ma l'idea di fondo è raccolta dalle pagine del romanzo di Kevin Wilson, da cui si prova a decollare il film cavalcando la sceneggiatura dello scrittore David Lindsay-Abaire (premio Pulitzer per la piece Rabbit Hole) - per esplorare legami tra genitori e figli, tanto instabili, soprattutto nel caso de La famiglia Fang, quanto labili sono gli stessi confini tra arte e vita reale. Una famiglia a dir poco disfunzionale

    che Jason Bateman, qui alla sua seconda prova di regia (dopo Bad Words) si prova ad indagare assumendosi tripla responsabilità, dopo regia e produzione, interpretando anche Baxter, il figlio adulto che nelle performance di famiglia (ma non solo in quelle) non a caso viene designato con la semplice lettera 'B'. Lettera che va ad affiancare, in seconda, la lettera 'A', impersonata dalla sorella Annie di Nicole Kidman, qui con la doppia veste anche di produzione del film.

    Così Bateman non aveva molta scelta se non quella di saltellare tra schegge di passato e di presente, di fatto molto intimi tra loro, di questa famiglia dal un peso ingombrante e inalterabile - ed è proprio questo il guaio - nel tempo e anche a distanza. Quella distanza naturale che il tempo frappone tra genitori ancorati alle loro 'certezze' sempre più coriacemente egoistiche e squinternate, e figli adulti alle prese col far

    quadrare i conti delle rispettive vite, ormai indipendenti, ma tanto fallimentari e frustranti. Chissà come mai!

    La risposta la troveremo noi spettatori e la troveranno alla fine della tragicomica tenzone, tra confessioni o argomentazioni aperte con lo sguardo dritto in macchina, i nostri protagonisti: un pò famiglia Addams se vogliamo, tra maschere di finzione e simulacri di sofferenza e disagio mal celati, imparentati, sia pure alla lontana, con la favolistica classica di Hansel e Gretel, ma non solo. E se riusciremo a saperne un pò di più sui rapporti umani, non solo tra genitori e figli, tramite questi personaggi gettati sul palcoscenico della vita, tra realtà e finzione - artistica o meno che la si voglia considerare, ma il pretesto è buono - sarà più per il contenuto cerebrale espresso per immagini in una cornice registica che flirta volontariamente con la matrice indipendente - più che per i palpiti emotivi

    che si prova a trasmettere, molto manierati e poco coinvolgenti. E questo a dispetto delle lacrime dell'afflitto e depresso scrittore in crisi Baxter/Bateman e dell'espressività 'dimessa', spenta - non solo per esigenze di copione - spesso abortita e mortificata dal maxillo facciale pesantemente rivisto e corretto, della Kidman, con la sua attricetta Annie, dal presente costantemente mortificato sul filo del compromesso e un futuro a dir poco incerto.

    Che dire, un buon soggetto che traspira ambizione intellettiva da tutti i pori, ma che alla resa dei conti viene partorito sul grande schermo più come esercizio cerebrale, appunto, che come palpitante emozione. Un esercizio significativamente distaccato, talora pura teoria filosofica non sempre ben applicata, per quanto volteggiante in colorite ed ammiccanti piroette. Un banchetto dolce amaro che punta al lieto fine passando per il cinismo come portata obbligata. Per dirla con lo stesso Caleb di Walken: "I miei genitori hanno danneggiato

    me, i suoi hanno danneggiato lei, se avrete dei figli li danneggerete. E' questo che fanno i genitori. E allora?". Recidere il cordone ombelicale - come si suol dire - per sempre, può essere la soluzione?!

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    Jason Bateman proves that 'Bad Words' was no fluke with this sharp and affecting dysfunctional-family portrait.

    We need more movies about dysfunctional families like we need more movies about the tortured inner lives of artists, which is all the more reason to be unexpectedly grateful for “The Family Fang,” a sharply drawn portrait of a dysfunctional, tortured artistic family that speaks affectingly to the troubled legacy that all parents inevitably bequeath to their children. Following his raucous and foul-mouthed directorial debut, “Bad Words,” Jason Bateman shows marked progress and deepening maturity as a filmmaker with this cleverly structured but never arch or mechanical adaptation of Kevin Wilson’s 2011 comic novel, with Bateman and Nicole Kidman nicely inhabiting one of the more tender and persuasive brother-sister relationships in recent movie memory. With its rich vein of melancholy and intricate but entirely accessible narrative layers, “Fang” will require shrewd distributor positioning

    to sink its teeth into the arthouse market; solid critical response and cast names should help.

    By dint of its plot description alone, “The Family Fang” superficially recalls any number of past pictures about the toll of a monstrous father figure on his talented and sensitive children, including Wes Anderson’s “The Royal Tenenbaums” and Noah Baumbach’s “The Squid and the Whale.” Although more modest in its aims and achievements than those earlier touchstones, David Lindsay-Abaire’s screenplay (his strongest big-screen effort since “Rabbit Hole,” an earlier Kidman collaboration) boasts a fluid, easily enveloping style that takes a wisely understated approach to a premise that could otherwise have seemed brazenly artificial. Centering around a domestic upbringing that would seem extreme and out-there by even the loosest of parenting standards, the picture devotes itself to dramatizing its protagonists’ unique childhood in grounded and believable fashion.

    Well into adulthood, but pointedly lacking any kids or long-term

    relationships of their own, Annie (Kidman) and Baxter (Bateman) are still trying to process the damage wrought by their parents, a pair of celebrated New York performance artists named Caleb (Christopher Walken) and Camille Fang (Maryann Plunket), who have mastered a brand of socially deviant, flash-mob-style public fakeout. We see many examples of their past work firsthand (in golden-hued re-creations and old video clips), including an early sequence of a phony bank robbery in which young Baxter plays stick-’em-up with a teller, father Caleb masquerades as a security guard, and mom Camille is the innocent bystander who gets gunned down, oozing candy blood while daughter Annie howls in agony, though she’s really trying not to laugh. (The younger versions of Caleb and Camille are played by Jason Butler Harner and Kathryn Hahn.)

    What parents would do such a thing? The kind who see child rearing as just another way to realize

    their artistic ambitions to the fullest — and indeed, Caleb and Camille achieved the height of their recognition by the art world when they got their children in on the act (as discussed in a clip of two Artforum types played by Scott Shepherd and Steve Witting). And clearly, the kids either inherited or absorbed their parents’ creative impulses: Annie is now a well-known film actress, though she’s feeling restless and uncertain about the direction of her career, while Baxter has been trying to finish writing his third novel for the past two years. When a freelance magazine assignment goes awry and unexpectedly lands Baxter in the hospital (in a very funny, energetically cut sequence), the stage is set for an unplanned family reunion, and brother and sister brace themselves — and lean heavily on each other — in expectation of the worst.

    While this all may sound on paper like

    just another dispatch from the ninth circle of indie-quirkfest hell, “The Family Fang” deepens and darkens as Caleb, Camille, Annie and Baxter come back together at the old homestead in upstate New York — a wonderfully lived-in repository of old memories and countless discarded art projects (courtesy of Beth Mickle’s production design), and filmed in shadowy, richly muted colors by d.p. Ken Seng. Bateman and Lindsay-Abaire modulate the tension carefully and with a merciful avoidance of histrionics, though after an uncomfortable dinner and several more awkward conversations, it’s plain to see that Dad is the monster of the group, whether he’s dismissing Annie’s career as basically “crap movies and a tampon commercial,” or knocking down Baxter’s attempt to relate to his father as a fellow artist: “Don’t talk about things you know nothing about.”

    When Mom and Dad suddenly go missing under troubling circumstances, Annie is convinced that it’s merely the

    latest manipulative ruse devised by two people well versed in the art of deception. But Baxter isn’t so sure, and so brother and sister begin an investigation into the mystery of not just where their parents may have gone, but also who they are, how much they really care about their children, and whether the present state of their career — which declined after Annie and Baxter opted to withdraw permanently — might have driven them into hiding. All this is conveyed not merely through plot and dialogue, but through a highly cinematic weave of sound and image: Set to a delicate score by Carter Burwell (already having quite a year with “Carol” and “Anomalisa”), the film’s time-shuffling structure comes to mirror the very act of scanning one’s family history, searching for memories that will present our loved ones in the best or even worst possible light.

    Working with editor Robert

    Franzen, Bateman ingeniously sprinkles clips of those old performance-art pieces (a mix of 8mm and 16mm formats) throughout the movie, and they prove wonderfully illuminating — not only holding clues to future narrative developments, but also giving us a frequently hilarious, sometimes piercingly sad glimpse of what it must have been like to grow up with these particular parents. As intensely specific as these circumstances may be, however, the film rarely feels inward-looking or self-involved. The message it has to impart (“They f–k you up, your mom and dad”) is a universal one. Even those of us who weren’t raised by socially deviant avant-gardists may come away from “The Family Fang” with a renewed appreciation that we are all to some extent at the mercy of those who brought us into the world — fully formed adults who had dreams and desires of their own well before children entered the

    picture.

    Admirers of the Bateman oeuvre will pick up on more than a few echoes of “Arrested Development,” with its even more acerbic portrait of parents and siblings waging open war; the episodes in which the Bluth children are ambushed by one-armed stuntman J. Walter Weatherman come particularly to mind. (The “Arrested Development” connection may even explain why the name of Bateman’s character has been changed from Buster to Baxter.) Yet it’s a measure of Bateman’s skill in front of and behind the camera that his performance here betrays nary a shred of actorly indulgence, operating instead in a subdued register that achieves quietly aching moments in the final stretch.

    He meshes beautifully with Kidman, who does some of her earthiest, most unaffected work in some time as a woman whose resentment of her parents is matched only by her protectiveness toward her little brother. (It’s a bit harder to buy Kidman

    as a B-list actress who has qualms about doing nudity, a plot point that’s dispensed with early on.) Together, the two leads achieve a wholly convincing sibling rapport that will strike a chord with anyone who’s ever seen their brother or sister as not just a friend but an ally.

    The too-little-seen Plunkett is superb as a wife and mother who, for all their shared commitment to their art, has had to suppress or hide her own gifts for the sake of her husband’s happiness. To no one’s surprise, Walken steals scenes right and left as an eccentric, overbearing father whose every word and gesture makes clear that he sees people as secondary to performance, and that his own preferred style of live, unpredictable, in-the-moment performance art is the only form of creative expression still worth a damn in the era of YouTube. Everything else for him is “garbage,” which makes

    it rather fitting that his own movie winds up proving him wrong.

    Perle di sceneggiatura

    Caleb Fang/Christopher Walken (durante uno scontro con i figli in una scena del film): "Pensate che vi abbiamo danneggiato. Va bene. I miei genitori hanno danneggiato me, i suoi genitori hanno danneggiato lei. Se avrete bambini, li danneggerete. È quello che fanno i genitori. E allora?"

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO de LA FAMIGLIA FANG

    Links:

    • Nicole Kidman

    • Christopher Walken

    • Jason Bateman

    • Kathryn Hahn

    • LA FAMIGLIA FANG - VIDEO - INTERVISTA agli attori CHRISTOPHER WALKEN e MARYANN PLUNKETT (Interviste)

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    Galleria Video:

    La famiglia Fang - trailer 2

    La famiglia Fang - trailer

    La famiglia Fang - trailer (versione originale) - The Family Fang

    La famiglia Fang - spot 'Non ci fermiamo finché non ti troviamo'

    La famiglia Fang - intervista video a Christopher Walken 'Caleb Fang' e Maryann Plunkett 'Camille Fang' (versione originale sottotitolata)

    La famiglia Fang - clip 'Qual'è il piano?'

    La famiglia Fang - clip 'Non sono scomparsi'

    La famiglia Fang - clip 'Ho trovato una cosa strana'

    La famiglia Fang - clip 'Eccoli lì'

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