ARCHIVIO HOME PAGE

SPECIALI

FLASH NEWS

  • • Ultime News
  • • Archivio News
  • ANTEPRIME

    RITRATTI IN CELLULOIDE

    MOVIES & DVD

  • • In programmazione
  • • Di prossima uscita
  • • New Entry
  • • Archivio
  • • Blu-ray & Dvd
  • CINEMA & PITTURA

    CINESPIGOLATURE

    EVENTI

    TOP 20

  • • Films
  • • Attrici
  • • Attori
  • • Registi
  • LA REDAZIONE

    • Registi

    • Attori

    • Attrici

    • Personaggi

    • L'Intervista

    • Dietro le quinte

    Last Christmas

    LAST CHRISTMAS

    New Entry - Dal 14 Novembre .... [continua]

    Richard Jewell

    RICHARD JEWELL

    New Entry - USA: Dal 13 Dicembre .... [continua]

    Tornare

    TORNARE

    Aggiornamenti freschi di giornata! (15 Ottobre 2019) - New Entry - Film di .... [continua]

    Black Bird

    BLACK BIRD

    New Entry - Da Dicembre

    "Ero a una cena con Christian Torpe, lo ....
    [continua]

    Military Wives

    MILITARY WIVES

    New Entry - 14. Mostra del Cinema di Roma (17-27 Ottobre 2019) - .... [continua]

    The Report

    THE REPORT

    New Entry - In Pre-Apertura alla 14. Festa del Cinema di Roma (17-27 .... [continua]

    Gli anni più belli

    GLI ANNI PIU' BELLI

    New Entry - Dal 13 Febbraio 2020

    "Con la sua meravigliosa canzone inedita ....
    [continua]

    Home Page > Movies & DVD > Il GGG - Il grande gigante gentile

    IL GGG - IL GRANDE GIGANTE GENTILE

    Storia d'amicizia tra un gigante buono e una bambina orfana. Dal romanzo per ragazzi di Roald Dahal - dopo il film animato 'Il mio amico Gigante' - ecco la versione per il grande schermo scritta dalla compianta Melissa Mathison (E.T.) e diretta da Steven Spielberg - Dal 69. Festival del Cinema di Cannes (11-22 Maggio 2016) - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by PETER DEBRUGE (www.variety.com) - Dal 30 Dicembre

    "È una storia sull’amicizia, sulla lealtà e sulla capacità di proteggere i propri amici, ed è inoltre una storia che dimostra che anche una bambina piccola può aiutare un grande gigante a risolvere i suoi più grandi problemi"
    Il regista Steven Spielberg

    (The BFG; USA/REGNO UNITO/CANADA 2016; Fantasy d'avventura; 115'; Produz.: Walt Disney Pictures/Amblin Entertainment/Reliance Entertainment/Walden Media/Kennedy/Marshall Company; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana Il GGG - Il grande gigante gentile

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Il GGG - Il grande gigante gentile

    Titolo in lingua originale: The BFG

    Anno di produzione: 2016

    Anno di uscita: 2016

    Regia: Steven Spielberg

    Sceneggiatura: Melissa Mathison

    Soggetto: Il film è l'adattamento cinematografico del romanzo del 1982 Il GGG scritto da Roald Dahl, già portato sul grande schermo col film d'animazione del 1989 Il mio amico gigante.

    Cast: Mark Rylance (GGG/Il grande gigante gentile)
    Ruby Barnhill (Sophie)
    Penelope Wilton (La Regina d'Inghilterra)
    Rebecca Hall (Mary)
    Jemaine Clement (Inghiotti-ciccia-viva)
    Rafe Spall (Mr Tibbs)
    Bill Hader (San Guinario)
    Adam Godley (Strizza-teste)
    Paul Moniz de Sa (Vomitoso)
    Jonathan Holmes (Trita-bimbo)
    Ólafur Darri Ólafsson (Spella-fanciulle)
    Gabrielle Rose (Cuoca)
    Daniel Bacon (Scotta-dito)
    Graham Curry (Guardiano di palazzo)
    Michael Adamthwaite (Governante)
    Cast completo

    Musica: John Williams

    Costumi: Joanna Johnston

    Scenografia: Rick Carter

    Fotografia: Janusz Kaminski

    Montaggio: Michael Kahn

    Effetti Speciali: Andrew Durno e James Kozier

    Makeup: Jennifer Machnee

    Scheda film aggiornata al: 30 Gennaio 2017

    Sinossi:

    In breve:

    Il GGG è un gigante, un Grande Gigante Gentile, molto diverso dagli altri abitanti del Paese dei Giganti che come San-Guinario e Inghiotticicciaviva si nutrono di esseri umani, preferibilmente bambini. E così una notte il GGG - che è vegetariano e si ciba soltanto di Cetrionzoli e Sciroppio - rapisce Sophie, una bambina che vive a Londra e la porta nella sua caverna. Inizialmente spaventata dal misterioso gigante, Sophie ben presto si rende conto che il GGG è in realtà dolce, amichevole e può insegnarle cose meravigliose. Il GGG porta infatti Sophie nel Paese dei Sogni, dove cattura i sogni che manda di notte ai bambini e le spiega tutto sulla magia e il mistero dei sogni. L'affetto e la complicità tra i due cresce rapidamente, e quando gli altri giganti sono pronti a nuova strage, il GGG e Sophie decidono di avvisare nientemeno che la Regina d'Inghilterra dell’imminente minaccia, e tutti insieme concepiranno un piano per sbarazzarsi dei giganti una volta per tutte.

    In dettaglio:

    Nel bel mezzo della notte, quando piccoli e grandi sono profondamente addormentati, tutti gli esseri oscuri escono fuori dai propri nascondigli e tengono il mondo in loro possesso. Questo è ciò che è stato detto a Sophie, una precoce bambina di dieci anni, ed è ciò a cui crede mentre giace sveglia nel suo letto dell’orfanotrofio di Londra dove vive. Mentre tutte le altre bambine nel dormitorio già sognano da tempo, Sophie si assume il rischio di infrangere una delle tante regole imposte dalla Signora Clonkers per sgattaiolare fuori dal letto, inforcare gli occhiali, sporgersi dalla finestra e vedere come appare il mondo nel silenzio e alla luce della luna nell’Ora delle Ombre. Fuori, sotto l’argentea e spettrale luce lunare, la strada che conosce così bene le ricorda più un paesino di una fiaba invece di quello che le è familiare, e nell’oscurità vede avanzare qualcosa di grande ed alto… molto, molto alto. Quel qualcosa è un gigante, che afferra Sophie e la porta via nella sua casa in una terra molto, molto lontana. Fortunatamente per Sophie, si tratta del grande gigante gentile, niente che ricordi lontanamente gli altri abitanti del Paese dei Giganti. Alto più di 7 metri, con orecchie enormi ed un acuto senso dell’olfatto, il GGG è affettuosamente ingenuo e sta in disparte per la maggior parte del tempo. I suoi fratelli sono due volte più grandi e almeno due volte più spaventosi, e sono noti per cibarsi di esseri umani, ma il GGG è vegetariano e si fa bastare un ortaggio disgustoso, chiamato cetrionzolo.

    Al suo arrivo nel Paese dei Giganti, Sophie inizialmente è spaventata dal misterioso gigante, ma ben presto si rende conto che il GGG è in realtà piuttosto dolce ed amichevole, e poiché lei non ha mai incontrato un gigante prima d’ora, ha molte domande da porgli. Il GGG porta Sophie nel Paese dei Sogni, dove cattura i sogni mandandoli di notte ai bambini, e le insegna tutto sulla magia ed il mistero dei sogni. Poiché il GGG e Sophie fino a quel momento sono stati soli al mondo, nasce tra loro una inaspettata amicizia. Tuttavia la presenza della bambina nel Paese dei Giganti ha attirato l’attenzione indesiderata degli altri giganti, che sono diventati sempre più ostili. Sophie ed il GGG partono ben presto per Londra per incontrare la Regina ed avvertirla del rischio rappresentato dai giganti, ma devono prima convincerla che questi ultimi esistono davvero. Insieme, escogiteranno un piano per sbarazzarsi dei giganti una volta per tutte.

    Short Synopsis:

    A girl named Sophie encounters the Big Friendly Giant who, despite his intimidating appearance, turns out to be a kindhearted soul who is considered an outcast by the other giants because unlike his peers refuses to eat boys and girls.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Se c'è un fan dichiarato per le storie di amicizia inusuali quello è Steven Spielberg...

    E più sono inusuali, più sono profonde, intense e inaffondabili a dispetto delle apparenze. Lo è stato per Elliot (Henry Thomas) con l'indimenticabile extraterrestre E.T. Lo è adesso per l'orfanella londinese Sophie (Ruby Barnhill al suo esordio sul grande schermo) con il gigante gentile, iconico ritratto traslucido di Mark Rylance (Premio Oscar al 'Miglior Attore Non Protagonista' per Il ponte delle spie), filtrato dalla tecnica 'performance capture'. E ancora una volta il mondo reale incontra il mondo fantastico, là dove i sogni si vivono come un salutare bagno catartico dove lavare via tutte le paure, le minacce, la violenza e la cattiveria con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno. Per un verso o per un altro. Un bagno catartico anche per le ingiustizie e per... le diversità. E se con il GGG - Il

    grande gigante gentile Steven Spielberg torna oggi a 'favoleggiare' percorrendo da un lato un sentiero familiare come quello che lo lega alla compianta sceneggiatrice Melissa Mathison, trade d'union tra queste due diverse storie di amicizia straordinaria, dall'altro si avventura per la prima volta in un incontro, tanto inedito quanto invitabile, con uno dei più grandi narratori per l'infanzia come l'autore britannico Roald Dahl (Le streghe, Matilde, La fabbrica del cioccolato e Fantastic Mr. Fox, questi ultimi già trasposti sul grande schermo rispettivamente da Tim Burton e Wes Anderson). La fantastica storia di una ragazzina e del gigante buono che la veicola verso meraviglie e pericoli del Paese dei Giganti diventa così un monopattino sulla pista condivisa del tandem 'fantastico-spaventoso' in cui spetta ai bambini il ruolo di eroi e ai grandi quello dei cattivi.

    Come in Hook – Capitan Uncino, anche nel GGG ci troviamo in una Londra magica e

    senza tempo. E a Londra si sa, che si può sognare quanto si vuole, ma quando c'è una seria minaccia occorre rivolgersi alla massima autorità del luogo. Almeno quella ideale, visto che pur sempre di favola si tratta. Così compare all'orizzonte la Regina d'Inghilterra (Penelope Wilton) con tanto di cameriera al seguito (la Mary di Rebecca Hall in un ruolo a dir poco ingrato per non dire vergognosamente riduttivo!). E la minaccia per gli esseri umani è costituita da giganti non propriamente vegetariani, per così dire: nell'evidente timore che tutto ciò non fosse chiaro nei fatti, gli stessi nomi - l’Inghiotticicciaviva e San Guinario docent - provvedono ad 'ingigantire il pericolo gigante nel paese dei Giganti'. E il 'Paese dei sogni' diventa allora una necessità per la sopravvivenza.

    Partita vinta dall'innocenza dunque, che sembra far eco al biblico monito 'se non diventerete come bambini...'. Il richiamo al fanciullo che c'è

    in noi riecheggia come il canto di una sirena per tutto il film, là dove il sogno è il co-protagonista per eccellenza, al galoppo, in groppa ad un purosangue meta cinematografico con la criniera che veleggia come le intriganti sequenze oniriche. Un monito che potrebbe diventare un imperativo per l'assimilazione di questa storia, a tratti fastidiosamente 'logorroica' quanto la curiosa e pressante premura verbale tipicamente infantile, onde evitare un'indigestione, non tanto per la pesantezza, ma al contrario, per eccesso di leggerezza. Proprio come l'episodio di flautolenza - di cattivo gusto, inutile dire! - esibito nel film. Anche alla leggerezza ci son dei limiti... Magari dettati da un, sia pur fabulistico, 'bon ton'!?

    Secondo commento critico (a cura di PETER DEBRUGE, www.variety.com)

    An all-digital Mark Rylance wins over audiences with his big, big heart in a forbidden-friendship story that serves as Steven Spielberg's 'E.T. the Extra-Terrestrial' for an all-new generation.

    Let’s say for the sake of argument that giants really exist. That they galumph around London, ’round about the witching hour, plucking kids from orphanage windows as a late-night snack. That one among them has misgivings about all this “cannybullism” and might actually make a pretty good friend, if given the chance. Wouldn’t you like to know about it? That’s the beauty of Roald Dahl’s “The BFG,” as brought to life by recent Oscar winner Mark Rylance: You believe. No matter how fantastical the tale (and it gets pretty out-there at points), this splendid Steven Spielberg-directed adaptation makes it possible for audiences of all ages to wrap their heads around one of the unlikeliest friendships in cinema history, resulting in the

    sort of instant family classic “human beans” once relied upon Disney to deliver.

    Dahl’s widely read and nearly universally revered novel began its journey to becoming a Spielberg movie some 25 years ago, at roughly the same time the director released one of his few duds, the cacophony that was 1991’s garish Peter Pan rehash, “Hook.” That film served up more bad ideas than good, but among its takeaway lessons was the notion that magic only works so long as children believe, and here we see the principle put into practice. Though waiting more than a couple of decades meant losing out on the idea of casting Robin Williams as the eponymous “Big Friendly Giant” (a choice that would have altered the film’s chemistry entirely), it’s just as well that Spielberg waited, for technology has finally caught up to the project’s ambition, allowing Rylance to credibly become a 24-foot-tall “runt” —

    the smallest (by far) in a race of performance-capture giants.

    “The BFG” is gonna be huge. That much practically goes without saying: With Spielberg at the helm, “E.T. the Extra-Terrestrial” screenwriter Melissa Mathison at the typewriter (though she died last November) and Dahl’s wonderful imagination — and vocabulary — at the fore, the film has ginormous box office potential. Still, without any bona-fide movie stars or franchise characters to drive worldwide audiences’ desire to see it, “The BFG” won’t have an easy time getting anywhere near the 20 highest-grossing films of all time (a list where Spielberg presently holds last place, with “Jurassic Park”).

    Fortunately, “The BFG” bears far more in common with “E.T.” than “Hook,” representing yet another opportunity for a misunderstood young person — in this case, parentless 10-year-old Sophie (newcomer Ruby Barnhill), who’s whisked from her orphanage window and spirited off to Giant Country — to connect with a

    creature whom her fellow human beings simply wouldn’t understand. For a certain generation, “E.T.” will always stand as the ultimate children’s movie, and while it certainly belongs in the pantheon, there has always been something deeply unsettling about the way the story veered from an intergalactic bonding opportunity to a panicky fable about how humans inevitably ruin everything (a flaw that subbing walkie-talkies for guns simply couldn’t fix).

    Here, it’s the nine other giants — a nasty, irritable lot, easily twice the BFG’s size, with names like Fleshlumpeater, Bonecruncher and Meatdripper, and with teeth the size of tombstones — who pose a threat, gumbling at the idea of fraternizing with their food. (Whether the BFG has adopted Sophie as his pet or vice versa is a matter open to debate, though either way, it’s a charming idea for kids.) The BFG may have adopted a more enlightened diet, subsisting entirely on

    a stinky vegetable called Snozzcumbers that make lima beans sound downright delicious, but the rest still prefer a nice human delicacy. And just as sensitive as the BFG’s big ears are to sounds, so too is the mammoth schnozz of giant leader Fleshlumpeater (Jemaine Clement) to the odors of a potential human treat.

    But Sophie isn’t easily intimidated, and fortunately, her courage is infectious in what might otherwise have been a film far too frightening for anyone Sophie’s age or younger. The BFG hadn’t exactly planned what to do with Sophie after snatching her from the orphanage, although anticipating the sort of reaction that befell E.T. (where frightened humans might capture him and put him in a zoo), it’s clear that he can’t leave her to go spilling about the existence of giants on “the tellytelly bunkum box and the radio squeaker.” Spielberg withholds a proper introduction till the pair get

    to Giant Country, but endears us to the character straightaway by revealing the conspicuous creature’s ability to hide in plain sight, as the BFG uses his best nighttime ninja moves to evade detection in London.

    While the other giants have been designed largely from scratch (and as such, look somewhat more convincing to the eye), with the BFG, there’s an undeniably resemblance to Rylance. If anything, his features have merely been distorted to suit his new dimensions: as tall as soccer goal is wide, with hands the size of grocery pallets, huge elephant-scale ears and a nose that would be right at home on Mount Rushmore. As appealingly sensitive as Rylance’s features may be, this funhouse-mirror reconfiguration takes some adjustment on our part, throwing off some of the forced-perspective gags in the early getting-to-know-you scenes back at his cave — which looks not altogether different from certain Hobbit sets imagined by

    his “The Adventures of Tintin” collaborator Peter Jackson.

    Jackson also introduced Spielberg to the technology that made “The BFG” possible, and it’s thanks to Joe Letteri and the WETA performance capture team that Rylance — a character actor whose impact often relies on his ability to under-play any given role — succeeds in imbuing his digital avatar with subtlety and nuance (the total opposite of what Williams likely would have brought to the part). With no offense intended to mo-cap pioneer Andy Serkis, it’s exciting to see someone else driving one of these virtual performances, although without Williams in the role, there’s no telling how many laughs were lost along the way.

    What humor “The BFG” does offer derives almost directly from Dahl’s novel, most of it owing to the giant’s “squiggly” way of speaking in a dialect known as “gobblefunk.” Meanwhile, Mathison’s script excels more at deepening the connection between Sophie

    and the BFG than at cracking jokes along the way. If anything, she seems to be toning down some of Dahl’s more outrageous gags, including a scene in which Buckingham Palace erupts in a round of “whizzpoppers” (one can only imagine how Eddie Murphy or Mike Myers might have taken this flatulent set piece in another direction). But she has also invented the film’s single best scene, elaborating on the fact that the BFG tries to compensate for the other giants’ human-gobbling antics by blowing pleasant dreams through the windows of sleeping children.

    At Sophie’s insistence, the BFG takes the girl along on a dream-gathering expedition, hopping through a magical pool to Dream Country, an upside-down world where “phizzwizards” — literally, the stuff that dreams are made of — circle the branches of a giant tree like Apple’s mesmerizing “Flurry” screensaver. Together, girl and giant chase these phosphorescent blurs around like

    so many elusive butterflies. Aesthetically speaking, it’s a downright hypnotic sequence, giving longtime Spielberg collaborator John Williams the richest moment to heighten via a fully orchestral score that manages to enchant without relying so heavily as usual on a simple recurring musical theme.

    Those who know Dahl’s book understand how vital dreams are to resolving the story’s giant-human détente, and this hypnotic “dream sequence” — alongside a couple other scenes set in the BFG’s dream-mixing workshop — makes Sophie’s fanciful solution feel nearly as plausible as the idea that she’s befriended the planet’s only benevolent giant. The finale, which brings the BFG face-to-face with the Queen of England, finds Spielberg stepping out of his comfort zone into the realm of farce, and though adults will find this section to be royally silly, it’s a vast improvement on similar scenes in “Minions” and “Garfield: A Tale of Two Kitties.”

    These are hardly the

    comparisons Spielberg might be aiming for with what is clearly designed to be a late-career classic, though enlisting the Queen’s assistance is about as far as one can get from the problematic last act of “E.T.” — which is not to say that watching Her Majesty rip “whizzpoppers” is necessarily a better solution. By this point in their collaboration, Spielberg and d.p. Janusz Kaminski have arrived at lighting and framing their footage in such a way that it feels downright authoritative, as if no better vantage could be had on the moment in question. Here, that quality allows Barnhill (who looks like a less-precious version of “Matilda” star Mara Wilson) and the virtual Rylance to convincingly coexist, especially on the gorgeous emerald-green steppes of Giant Country, where Spielberg invites us to believe our eyes.

    Perle di sceneggiatura


    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO de IL GGG - IL GRANDE GIGANTE GENTILE

    Links:

    • Steven Spielberg (Regista)

    • Rebecca Hall

    Altri Links:

    - Sito ufficiale
    - Pagina Facebook

    1 | 2 | 3 | 4

    Galleria Video:

    Il GGG-Il grande gigante gentile - trailer 4

    Il GGG-Il grande gigante gentile - trailer

    Il GGG-Il grande gigante gentile - trailer 2

    Il GGG-Il grande gigante gentile - trailer 3

    Il GGG-Il grande gigante gentile - trailer (versione originale) - The BFG

    Il GGG-Il grande gigante gentile - clip 'Perchè mi hai rapita?'

    Il GGG-Il grande gigante gentile - clip 'Colazione con la regina'

    Il GGG-Il grande gigante gentile - clip 'La piccola saputella'

    Il GGG-Il grande gigante gentile - intervista video con Mark Rylance 'GGG/Il grande gigante gentile' e il regista Steven Spielberg (versione originale sottotitolata)

    Il GGG-Il grande gigante gentile - featurette 'Il sogno Gigante' (versione originale sottotitolata)

    Il GGG-Il grande gigante gentile - featurette 'Liberare l'immaginazione' (versione originale sottotitolata)

    Il GGG-Il grande gigante gentile - featurette 'Steven Spielberg racconta la favola di Roald Dahl' (versione originale sottotitolata)

    TOP 20

    Dai il tuo voto


    <- torna alla pagina Movies & DVD

    Le verità

    LE VERITA'

    Già Film d' Apertura alla 76. Mostra del Cinema di Venezia - CONCORSO - .... [continua]

    Gemini Man

    GEMINI MAN

    Dramma d'azione Sci-Fi diretto da Ang Lee (I Segreti di Brokeback Moutain, Vita di Pi), .... [continua]

    Non succede, ma se succede...

    NON SUCCEDE, MA SE SUCCEDE...

    Charlize Theron e Seth Rogen per la prima volta insieme nella commedia di Jonathan Levine .... [continua]

    Ad Astra

    AD ASTRA

    Dalla 76. Mostra del Cinema di Venezia - Tra i più attesi!!! - .... [continua]

    C'era una volta a... Hollywood

    C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD

    Da Cannes 72 - Tra i più attesi!!! - RECENSIONE - Dopo Django .... [continua]

    Yesterday

    YESTERDAY

    Dal Taormina Film Festival 2019 - Dal 26 Settembre .... [continua]

    Rambo: Last Blood

    RAMBO: LAST BLOOD

    Trentasette anni dopo il primo film, arriva il quinto capitolo del franchise cult con cui .... [continua]