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    Home Page > Movies & DVD > Rock the Kasbah

    ROCK THE KASBAH: BILL MURRAY MANAGER MUSICALE IN AFGHANISTAN PER BARRY LEVINSON. AL SUO FIANCO UN MERCENARIO DAL GRILLETTO FACILE (BRUCE WILLIS) E UNA SCALTRA PARTNER (KATE HUDSON)

    Dal Comic Con di San Diego 2015 - RECENSIONE - Dal 5 NOVEMBRE

    È una commedia ma senza toni spiccatamente farseschi. È una storia che ha bisogno di credibilità e di verosimiglianza. Abbiamo degli attori pashtun che recitano nel ruolo di pashtun. Parlano la propria lingua e danno un senso di verosimiglianza a tutta la situazione, contribuendo anche a creare lo humour che è una caratteristica intrinseca di questo film. Quando si parla di Afghanistan si pensa sempre e solo alla guerra. Ci sono sempre scene di guerra nei film in cui si parla di Afghanistan. Io, invece, volevo raccontare la storia di un’umanità semplice. Richie non fa eccezione. Perde soldi e passaporto e
    improvvisamente si trova abbandonato in un mondo che non conosce e nel quale impara a orientarsi... La commedia è tale se gestita con intelligenza, se guarda ai problemi del mondo che ci circonda in modo onesto e corretto. Se pensiamo agli anni ’60, quando si parlava molto di proliferazione nucleare, c’erano due film che raccontavano esattamente la stessa cosa. 'A prova di errore' e 'Il Dottor Stranamore'. L’approccio di quest’ultimo è anche il nostro

    Il regista Barry Levinson

    (Rock the Kasbah; USA 2015; Commedia; 105'; Produz.: Dune Films/QED International/Shangri-La Entertainment/Venture Forth; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Rock the Kasbah

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    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Rock the Kasbah

    Titolo in lingua originale: Rock the Kasbah

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Barry Levinson

    Sceneggiatura: Mitch Glazer

    Soggetto: Ispirato a una storia vera.

    Cast: Bill Murray (Richie Lanz)
    Bruce Willis (Bombay Brian)
    Kate Hudson (Merci)
    Zooey Deschanel (Ronnie)
    Kelly Lynch (Sylvia)
    Taylor Kinney (Soldato Barnes)
    Scott Caan (Jake)
    Danny McBride (Nick)
    Leem Lubany (Salima)
    Glenn Fleshler (Maresciallo)
    Sarah Baker (Maureen)
    Eugenia Kuzmina (Gulla)
    Fahim Fazli (Tariq Khan)
    Arian Moayed (Riza)
    Jonas Khan (Nizar)
    Cast completo

    Musica: Marcelo Zarvos

    Costumi: Deborah Lynn Scott

    Scenografia: Niels Sejer

    Fotografia: Sean Bobbitt

    Montaggio: Aaron Yanes

    Effetti Speciali: Stefano Corridori (supervisore)

    Makeup: Karen Cohen (supervisore); Frances Hannon (per Bill Murray); Charlotte Hayward (per Kate Hudson)

    Casting: Salah Benchegra e Ellen Chenoweth

    Scheda film aggiornata al: 22 Novembre 2015

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Un manager di musica rock giunto ormai al capolinea della carriera, praticamente sull’orlo del fallimento, accompagna l’ultimo artista in Afghanistan per esibirsi davanti alle truppe americane. Si ritrova però, in seguito a varie circostanze, solo e abbandonato a Kabul, senza più un centesimo in tasca e senza documenti. Finché non incontra una giovane donna dalla voce straordinaria e decide di farla partecipare alla versione televisiva afghana di American Idol, il famoso show Afghan Star.

    IN DETTAGLIO:

    In Afghanistan, una ragazza pashtun si ritrova a guardare sognante una puntata del famoso show Afghan Star. Nel suo ufficio in California, intanto, il cinquantenne Richie Vance, manager di musica rock, cerca di tenere fede alla promessa fatta a Ronnie, trentenne aspirante artista, ovvero farle provare il grande salto verso il successo. Quella stessa sera, Ronnie si esibisce per un gruppo di militari americani. Proprio su suggerimento di un ufficiale, Richie prenota un tour in Afghanistan con Ronnie, deciso a far cantare la donna di fronte alle truppe stazionate sul territorio. Richie vuole informarne la figlia Dree, ma non essendo autorizzato a frequentarla in
    casa di lei, è costretto a parlarle dalla finestra della sua camera. Ronnie ha paura di viaggiare in un Paese in guerra ma Richie cerca di convincerla che il viaggio in Afghanistan le porterà solo un grande successo. Giunti a destinazione, Barnes li scorta in hotel, dove conoscono Jake e Nick, due giovani americani, e la loro guardia del corpo Bombay Brian. Jake e Nick sono anche loro convinti che Richie farà fortuna in territorio afghano. Ma quando l’agente va a svegliare Ronnie, la mattina del giorno dell’esibizione, scopre che la donna è scomparsa, e con lei anche il suo portafogli e il passaporto. Jack e Nick portano Richie in un bar, dove l’uomo cede al fascino di Merci, una bellissima prostituta. Richie si sveglia il mattino successivo, mani e piedi legati al letto di Merci, che indossa una parrucca bionda alla Marilyn e fa sfoggio di uno squillante rossetto. Barnes arriva e aiuta Richie a liberarsi. L’uomo chiama un taxi e inizia a parlare di musica con l’autista, Riza. Riza gli spiega perché lo show Afghan Star è tanto famoso, e gli racconta che ogni gruppo etnico afghano vota solo ed esclusivamente per i propri artisti. In hotel, Brian spiega a Richie di aver aiutato Ronnie a raggiungere Dubai. Nick e Jake, intanto, portano Richie nel loro quartier generale e gli offrono lavoro in un villaggio Pashtun poco lontano. Richie si trova sotto il fuoco afghano fino a quando Brian non riesce a respingere gli attacchi. Riza è il mediatore e interprete che riesce a trattare con il capo villaggio Tariq Khan, e a farsi addirittura invitare a cena. Il fratello minore di Tariq, Nizar Khan, però non è contento della sua decisione. Durante una passeggiata nei dintorni, Richie si avvicina a un luogo nascosto e riparato, da dove proviene una musica. Avvicinandosi, scopre una ragazza, con la voce più bella che si possa immaginare. Lei lo intravede, spegne la candela e corre via.
    Richie sveglia Riza per raccontargli quanto accaduto. Richie è convinto che la ragazza potrebbe vincere Afghan Star. Il mattino successivo, Richie incontra gli anziani del villaggio per formulare una richiesta esplicita. Quando Richie descrive la ragazza, scopre che si tratta addirittura della figlia di Tariq, Salima Khan. Gli anziani, però, rifiutano il consenso alla sua partecipazione allo show perché alle donne pashtun è proibito cantare, anzi il crimine è punibile addirittura con la morte. Durante il viaggio di ritorno a Kabul, Richie e Riza trovano Salima nascosta nel mezzo. La ragazza desidera partecipare ad Afghan Star. Richie decide di aiutarla e di affidarla
    temporaneamente alle cure di Merci. Dopo aver sentito cantare Salima, Merci si dice d’accordo e Richie cerca di convincerla a uscire dal giro della prostituzione. Intanto, Jake e Nick cercano l’accordo con un ricchissimo signore della guerra pashtun Azam Ghol. Nizar rivela ad Azam che le pallottole che Nick e Jack gli hanno venduto sono fasulle. La coppia però, attribuisce la responsabilità a Richie. Azam e Nizar decidono di punire Richie con la morte. Per vendicarsi del rifiuto di Tariq di coltivare oppio, Azam progetta di attaccare il villaggio e fare Nizar capo. Richie, Salima, e Riza approdano ad Afghan Star. Salima canta per il produttore Daoud Sididi che rimane così estasiato dalla sua voce da volerla portare a tutti i costi davanti ai giudici, che infine la ammettono alla gara. Salima fa breccia nel pubblico, e rende Merci e Richie orgogliosi. Anche se Tariq inizialmente è infastidito dalla presenza di sua figlia in TV, in realtà non può che esserne fiero. Richie, intanto, si reca nell’ufficio di Jake e Nick, dove i due “grazie” ad Azam, sono stati ripuliti fino all’ultimo centesimo. In studio, intanto, Daoud annuncia a Richie e a Riza che Salima non può più gareggiare. Soccombendo alle pressioni esercitate dagli anziani, Tariq vorrebbe sua figlia fuori dal programma. Richie ha un’idea – il pubblico non potrà smettere di votare Salima, se Daoud non annuncerà che la ragazza ha abbandonato il programma. Richie convince Daoud a non dire niente, e anzi, al contrario, inizia una campagna in suo favore. Salima vince lo show. Di ritorno al villaggio, Richie riceve una chiamata di Merci: Azam e Nizar stanno progettando di
    attaccare il villaggio di Tariq nella notte. Richie avverte Tariq, che prepara i suoi migliori uomini a respingere l’attacco. Richie cerca di negoziare con Azam e Nizar ma Azam apre il fuoco contro Richie, che resta ferito a una spalla. Il conflitto esplode. Nizar comprende che Azam vuole per sé il controllo del territorio e gli spara. Nizar si unisce a suo fratello per combattere gli uomini di Azar che, alla fine, si arrende. A Kabul, prima di salire sul palco, Salima ringrazia Richie per averla aiutata. Merci raggiunge Richie e insieme ascoltano l’esibizione di Salima. Tariq guarda sua figlia in TV dal villaggio. La vista di Kabul dall’alto riprende i volti delle persone che assistono al successo di Salima.

    SHORT SYNOPSIS:

    A down-on-his-luck music manager discovers a teenage girl with an extraordinary voice while on a music tour in Afghanistan and takes her to Kabul to compete on the popular television show, Afghan Star.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Ci sono dei marchi di fabbrica che si fanno sempre riconoscere. Potrà essere più o meno marcato di volta in volta, ma il marchio lo riconosci sempre. Quel timbro unico, inconfondibile, con i suoi tratti più o meno incisivi, più o meno sfumati. Ma è pur sempre quello. Uno tra questi distinguibili marchi è quello di Barry Levinson, regista di perle assolute come Rain Man-L'uomo della pioggia, Good Morning Vietnam, ma anche de L'uomo dell'Anno o dello spassosissimo Disastro a Hollywood. Un timbro in cui per 'mettere il dito in una piaga' non occorre attaccarsi per forza al gancio del dramma integrale, magari, si preferisce condividere l'appendiabiti con la commedia o con il contrapposto offerto dal paradosso. Del resto, la vita stessa può essere un gran paradosso! E in Rock the Kasbah, un film trasversalmente obliquo fin dal titolo (a quanto sembra ispirato al singolo dei Clash Rock the Casbah),

    va in scena proprio questo, in una sorta di gemellaggio ideale, si direbbe, con l'illustre precedente dello stesso Good Morning, Vietnam. In entrambi i film, l'arte prova a tirar su il morale e a stimolare una sopravvivenza umana e creativa in territorio di guerra. E' così nel datato - ma solo dal punto di vista cronologico, che ci rimanda all'ormai lontano 1987 - Good Morning, Vietnam, quando era il mai compianto abbastanza Robin William a calcare le scene del protagonista, nelle vesti di Adrian Cronauer, un aviere dell'Aviazione USA ingaggiato come DJ nella radio locale dell'esercito: non un eroe, ma uno che con le uniche armi della fresca esuberanza e vivacità di carattere, riesce a far la differenza, a sconvolgere gli sconvolti, diventando l'idolo dei militari, e a sua volta a scoprire una cultura, quella dei vietcong, fino a quel momento inesplorata. Una commedia che, come richiamato alla memoria dallo

    stesso Levinson, non rifuggiva dagli orrori della guerra ma si rifugiava in un genere di catartica levità di toni, quella che poi è valsa a Robin William un Golden Globe. Ed è così che, con affine marchio di fabbrica, sia pure un tantino meno marcato nei tratti, più sfumati ma pur sempre leggibili, muove l'odierno Rock the Kasbah, in cui a troneggiare questa volta c'è un Bill Murray ancora in ottima forma ironica, qui tradotto nel manager di musica rock Richie Lanz: uno che sul limitare del capolinea del fallimento tira avanti la barca arrancando tra la reale illusione della rimonta e una manica di bugie da vendere come fumo, tra cui la balla di essere stato il manager di Madonna. Sulla carta uno scopritore di talenti, nella realtà uno in cerca di soldi per non affondare del tutto e dunque disposto a raccogliere quel che trova. La comica

    sequenza del provino canoro iniziale docet. E se per Robin William fu il Vietnam, per Bill Murray oggi è l'Afghanistan.

    Chi l'avrebbe mai detto? Quando dici Afghanistan dici... conflitto. E si tende magari a dimenticare quanto l'Afghanistan sia terra di talenti, nascosti o esplosi, a più livelli. Il più clamoroso, sul piano letterario è quello che riconduce a Khaled Hosseini, scrittore naturalizzato statunitense di origine afghana per l'appunto, che restituisce dignità e respiro al suo Paese di origine con best seller indimenticabili come Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli. Rock the kasbah incrocia invece un insospettabile talento canoro, al femminile - e questo in Afghanistan può essere un grosso problema! - e ne traccia il percorso. Un percorso più accidentato dello stesso terreno di guerra, popolato da militari, armi e qualche esplosione estemporanea qua e là. Chi l'avrebbe mai detto, dicevo, che in territori in continuo stato di allerta,

    quando non c'è neppure la corrente elettrica, fosse vivo quel fuoco di curiosità - e ardente il desiderio di una botta di fortuna - verso un programma televisivo a premi - lo 'Show Afghan Star', ad imitazione dello statunitense American Idol - al punto da trovare ogni modo possibile per non perdersi ogni puntata? Acquisterà solo più tardi un senso pieno l'avvio di Rock the Kasbah con l'accensione di una candela, il cui chiarore consente di mettere le mani su una batteria elettrica, in un'aura di oscuro, quasi magico, mistero. E dire che questa storia, che potrebbe sembrare di fantasia, è al contrario, ispirata a un fatto realmente accaduto - e a una giovane donna che ha trovato la forza e il coraggio per osare! - fatta eccezione per tutte le 'licenze poetiche' e le 'scorciatoie' che Levinson sembra aver pensato bene di prendersi per colorire la vicenda. E la

    migliore tra queste 'licenze' è quella architettata tra le sagaci battute di una sceneggiatura effervescente e ben tornita e i brani musicali che cavalcano il nervo più esilarante del percorso, proprio nelle situazioni più paradossali: non possiamo fare a meno di notare - un sotteso omaggio a Robin William? - la canzone (Jump Around - House of Pain) che già aveva allietato la festa di compleanno in Mrs. Doubtfire.

    Se dovessimo trovare un'etichetta per Rock the kasbah, potremmo dire che si tratta di un dedalo di 'scoperte'. La scoperta di una cultura un pò retrò - un pò troppo retrò, e si dice retrò per non dire retrograda - in cui alla donna è vietato cantare e il concetto di peccato e di vergogna sono declinati al femminile pena la scure. La scoperta di se stessi, paradossalmente in rapporto a quella cultura, e paradossalmente per poter cambiare. Ma la lealtà ha

    evidentemente il potere di travalicare usi, costumi, tradizioni e negazionismi. La lealtà di non barare in un accordo, qualsiasi accordo. La lealtà può smuovere le montagne, anche quelle bellissime di cui si ammanta l'Afghanistan come una coltre di notte. Così, lo sgangherato e cialtronesco Richie/Murray, a cavalcioni di un paradosso dietro l'altro, come uomo di affari e della parola che insegue la contrattazione, anche se alle dipendenze del traduttore - lui con le armi della seduzione della parola, gli altri con le armi dal grilletto facile - guadagna punti proprio quando tutto sembra perduto, sostenuto da improbabili alleati come il Bombay Brian di Bruce Willis, che giogioneggia stando al gioco quasi in una parodia di se stesso nell'eterno ruolo del 'duro a morire', e come la prostituta d'alto bordo Merci, svestita, è proprio il caso di dirlo, da una Kate Hudson in forma smagliante. Ma a guadagnare davvero punti è

    il coraggio di una giovane donna che nella realtà, prima ancora che nella finzione, l'ha sfangata nel cuore di una cultura che ancora oggi tradisce il timore di ammettere talento, intelligenza e capacità creative, declinati al femminile. La debolezza di un popolo che chiama in causa Allah per farsi scudo delle proprie insicurezze e che pensa ancora di poter nascondere, proteggere o rispettare la donna e il proprio dio, soffocandola col burqa, anziché incoraggiarla ad inseguire i propri sogni. E' a quella ragazza che Barry Levinson dedica il suo film e ci trova davvero tutti solidali.

    Perle di sceneggiatura


    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Eagle Pictures e l'Ufficio Stampa Manzo Piccirillo.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di ROCK THE KASBAH

    Links:

    • Barry Levinson (Regista)

    • Bruce Willis

    • Zooey Deschanel

    • Kate Hudson

    • Bill Murray

    • Rock the Kasbah (BLU-RAY + DVD)

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    Galleria Video:

    Rock the Kasbah - trailer

    Rock the Kasbah - trailer 1 (versione originale)

    Rock the Kasbah - trailer 2 (versione originale)

    Rock the Kasbah - spot TV

    Rock the Kasbah - clip 'Voglio il 20%'

    Rock the Kasbah - clip 'Wild World'

    Rock the Kasbah - clip 'Altrettanto, bello!'

    Rock the Kasbah - featurette 'L'uomo e la musica' (versione originale sottotitolata)

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