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    Rapina a Stoccolma

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    Dal 20 Giugno .... [continua]

    Home Page > Movies & DVD > Il caso Spotlight

    IL CASO SPOTLIGHT

    Seconde visioni - Cinema sotto le stelle: 'The Best of Summer 2016' - VINCITORE OSCAR al 'MIGLIOR FILM' e alla 'MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE' (TOM MCCARTHY e JOSH SINGER) - VINCITORE di 3 Critics' Choice Movie Award: Miglior film; Miglior cast e Miglior sceneggiatura originale (Tom McCarthy e Josh Singer) - 6 NOMINATION agli OSCAR 2016: Miglior film; Miglior regia (Tom McCarthy); Miglior sceneggiatura originale; Miglior attore non protagonista (Mark Ruffalo); Migliore attrice non protagonista (Rachel McAdams); Miglior montaggio

    GOLDEN GLOBE AWARDS 2016 - 3 NOMINATION: 'Miglior Sceneggiatura' (Tom McCarthy e Josh Singer); 'Miglior Regia' (Tom McCarthy); 'Miglior Film' - ­VINCITORE di 3 GOTHAM INDEPENDENT FILM AWARDS 2015: Miglior film; Miglior Sceneggiatura (Tom McCarthy e Josh Singer); Premio Speciale della Giuria per il lavoro d’insieme del cast (Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery, Stanley Tucci e Brian D’Arcy James) (* Vedi tutti i Riconoscimenti alla voce 'Soggetto')

    Dalla 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia - Tra i più attesi!!! - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (www.variety.com) - Dal 18 FEBBRAIO

    "Prima di tutto, trovavo interessante l’idea di questo estraneo, Marty Baron, che arriva da Miami al Boston Globe, e nel suo primo giorno da direttore propone ai suoi giornalisti di indagare sul coinvolgimento della Chiesa Cattolica nei casi di abusi sessuali. Un’iniziativa piuttosto audace... Mi preoccupa molto il fatto che oggi ci sia così poco giornalismo d’inchiesta, rispetto a una quindicina d’anni fa. Questo film mi dava l’opportunità di mostrare l’impatto che può avere sulla gente e sulla società un giornalismo fatto da grandi professionisti. Insomma, cosa può esserci di più importante del destino dei nostri figli?... Ho ricevuto un’educazione cattolica e quindi ho grande comprensione, ammirazione e rispetto per la Chiesa come istituzione”, spiega. “Questo film non è un attacco alla Chiesa, ma il tentativo di rispondere alla domanda: ‘Come mai succedono queste cose?’. La Chiesa ha commesso – e in alcuni casi continua commettere – atti criminali, non soltanto consentendo l’abuso di minori, ma coprendolo. Come è stato possibile che questi abusi andassero avanti per decenni senza che nessuno facesse niente per impedirlo?".
    Il regista e sceneggiatore Tom McCarthy

    (Spotlight; USA 2015; Thriller; 128'; Produz.: Anonymous Content/Participant Media/Rocklin/Faust; Distribuz.: BIM)

    Locandina italiana Il caso Spotlight

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    Celluloid Portraits:



    See SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Il caso Spotlight

    Titolo in lingua originale: Spotlight

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2016

    Regia: Tom McCarthy

    Sceneggiatura: Tom McCarthy

    Soggetto: Ispirato alla storia vera del team di giornalisti del Boston Globe che indagarono e svelarono al mondo lo scandalo dei preti pedofili nella città del Massachusetts.

    (*) RICONOSCIMENTI:

    2016 - Premio Oscar

    Candidatura per il miglior film
    Candidatura per la miglior regia a Tom McCarthy
    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo
    Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Rachel McAdams
    Candidatura per la miglior sceneggiatura originale a Josh Singer e Tom McCarthy
    Candidatura per il miglior montaggio a Tom McArdle

    2016 - Golden Globe

    Candidatura per il miglior film drammatico
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per la migliore sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer

    2016 - British Academy Film Awards

    Candidatura per il miglior film
    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo
    Candidatura per la migliore sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer

    2015 - Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia Mouse d'argento
    Premio Brian

    2015 - National Board of Review Awards

    Migliori dieci film dell'anno

    2015 - American Film Institute

    Migliori dieci film dell'anno

    2016 - Screen Actors Guild Awards

    Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Rachel McAdams
    Candidatura per il miglior cast

    2016 - Independent Spirit Awards Premio Robert Altman

    Candidatura per il miglior film
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per la miglior sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer
    Candidatura per il miglior montaggio a Tom McArdle

    2015 - Toronto International Film Festival 2º classificato al Premio del pubblico

    2016 - Satellite Awards

    Miglior cast
    Candidatura per il miglior film
    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo
    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Michael Keaton
    Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Rachel McAdams
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per la miglior sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer
    Candidatura per la miglior colonna sonora originale a Howard Shore

    2015 - Critics' Choice Movie Award

    Miglior film
    Miglior cast
    Miglior sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer

    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo
    Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Rachel McAdams
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per il miglior montaggio a Tom McArdle
    Candidatura per la miglior colonna sonora a Howard Shore

    2015 - Los Angeles Film Critics Association

    Miglior film
    Miglior sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer

    2015 - New York Film Critics Online Awards

    Miglior film
    Miglior regista a Tom McCarthy
    Miglior sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer
    Miglior cast
    Migliori dieci film dell'anno

    2015 - Gotham Independent Film Awards

    Miglior film
    Miglior sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer
    Premio speciale della giuria per il miglior cast

    2015 - Hollywood Film Awards

    Miglior sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer

    2015 - New York Film Critics Circle Awards

    Miglior attore protagonista a Michael Keaton

    2015 - Chicago International Film Festival

    Miglior film

    2015 - Boston Society of Film Critics

    Miglior film
    Miglior sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer
    Miglior cast
    Candidatura per il Miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per il miglior montaggio a Tom McArdle

    2015 - Boston Film Critics Online Awards

    Miglior cast
    Miglior sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer
    Quinto miglior film dell'anno

    2015 - Mill Valley Film Festival

    Miglior film statunitense

    2015 - Washington D.C. Area Film Critics Association Awards

    Miglior film
    Miglior cast

    2015 - Time top ten

    Miglior film dell'anno

    2015 - San Francisco Film Critics Circle

    Miglior film
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per la migliore sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer

    2015 - Phoenix Critics Circle Awards

    Miglior film
    Migliore sceneggiatura a Tom McCarthy e Josh Singer
    Candidatura per il miglior film thriller
    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Michael Keaton
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy

    2015 - Southeastern Film Critics Association Awards

    Miglior film
    Migliori dieci film dell'anno
    Miglior cast
    Migliore sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy

    2015 - Chicago Film Critics Association

    Candidatura per il miglior film
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per la miglior sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer
    Candidatura per il miglior montaggio a Tom McArdle

    2015 - Online Film Critics Society

    Miglior sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer
    Candidatura per il miglior film
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo

    2015 - Las Vegas Film Critics Society

    Candidatura per il miglior film
    Candidatura per il miglior regista a Tom McCarthy
    Candidatura per il miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo
    Candidatura per la migliore attrice non protagonista a Rachel McAdams
    Candidatura per la miglior sceneggiatura originale a Tom McCarthy e Josh Singer

    Cast: Rachel McAdams (Sacha Pfeiffer)
    Liev Schreiber (Marty Baron)
    Michael Keaton (Walter 'Robby' Robinson)
    John Slattery (Ben Bradlee Jr.)
    Mark Ruffalo (Michael Rezendes)
    Stanley Tucci (Mitchell Garabedian)
    Billy Crudup (Eric MacLeish)
    Lana Antonova (Veronica)
    Len Cariou (Arcivescovo Bernard Francis Law)
    Jamey Sheridan (Jim Sullivan)
    Elena Juatco (Ospite)
    Paul Guilfoyle (Peter Conley)
    Brian d'Arcy James (Matty Carroll)
    Dallas Peplow (Agente di polizia)
    Faith Fay (Fan del baseball)
    Cast completo

    Musica: Howard Shore

    Costumi: Wendy Chuck

    Scenografia: Stephen H. Carter

    Fotografia: Masanobu Takayanagi

    Montaggio: Tom McArdle

    Makeup: Jordan Samuel (capo dipartimento makeup); Karola Dirnberger (capo dipartimento acconciature)

    Casting: Kerry Barden, John Buchan, Jason Knight e Paul Schnee

    Scheda film aggiornata al: 28 Luglio 2016

    Sinossi:

    Il caso Spotlight racconta la storia del team di giornalisti investigativi del Boston Globe soprannominato Spotlight, che nel 2002 ha sconvolto la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un’inchiesta premiata col
    Premio Pulitzer.

    Quando il neodirettore Marty Baron (Liev Schreiber) arriva da Miami per dirigere il Globe nell’estate del 2001, per prima cosa incarica il team Spotlight di indagare sulla notizia di cronaca di un prete locale accusato di aver abusato sessualmente di decine di giovani parrocchiani nel corso di trent’anni. Consapevoli dei rischi cui vanno incontro mettendosi contro un’istituzione come la Chiesa Cattolica a Boston, il caporedattore del team Spotlight, Walter “Robby” Robinson (Michael Keaton), i cronisti Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams) e Michael Rezendes (Mark Ruffalo) e lo specialista in ricerche informatiche Matt Carroll (Brian d’Arcy James) cominciano a
    indagare sul caso.

    Via via che i giornalisti del team di Robinson parlano con l’avvocato delle vittime, Mitchell Garabedian (Stanley Tucci), intervistano adulti molestati da piccoli e cercano di accedere agli atti giudiziari secretati, emerge con sempre maggiore evidenza che l’insabbiamento dei casi di abuso è sistematico e che il fenomeno è molto più grave ed esteso di quanto si potesse immaginare. Nonostante la strenua resistenza degli alti funzionari ecclesiastici, tra cui l’arcivescovo di Boston, Cardinale Law (Len Cariou), nel 2002 il Globe pubblica le sue rivelazioni in un dossier che farà scalpore aprendo la strada ad analoghe rivelazioni in oltre 200 diverse città del mondo.

    SYNOPSIS:

    The true story of how the Boston Globe uncovered the massive scandal of child molestation and cover-up within the local Catholic Archdiocese, shaking the entire Catholic Church to its core.

    SPOTLIGHT tells the riveting true story of the Pulitzer Prize-winning Boston Globe investigation that would rock the city and cause a crisis in one of the world's oldest and most trusted institutions. When the newspaper's tenacious "Spotlight" team of reporters delve into allegations of abuse in the Catholic Church, their year-long investigation uncovers a decades-long cover-up at the highest levels of Boston's religious, legal, and government establishment, touching off a wave of revelations around the world. SPOTLIGHT is a tense investigative thriller, tracing the steps to one of the biggest crime stories in modern times.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    QUANDO IL SOGGETTO DI UN CASO ISCRITTO AL COSIDDETTO 'GIORNALISMO D'INCHIESTA' E' UNA PARTE DELLA CHIESA ISTITUZIONALE, DI NORMA PREPOSTA ALLA TUTELA, E NON AI DANNI DI MINORI. 'IL CASO SPOTLIGHT' AVEVA GIA' SOLLEVATO UN POLVERONE NELLA REALTA', ORA IL FILM TORNA A SCUOTERE LE COSCIENZE E L'OPINIONE PUBBLICA, E SORTISCE L'EFFETTO DI UN TERREMOTO

    Il caso Spotlight di Tom McCarthy sprigiona un gas tossico. Un gas pressurizzato ad hoc per far assorbire al meglio tutte le sue particelle. E' tossico nel senso che non è esattamente una pellicola edificante. Anzi, direi proprio tutt'altro. E' un pugno diretto nello stomaco e anche di più. E questo perché, come si suol dire, la verità fa male. Soprattutto quando proviene da una sfera che avrebbe dovuto essere di cristallo. Trasparente di un unico amore. Fatto di carità, di solidale supporto e comprensione. Non certo di abuso. E per di più su minori. E

    dire che in questo caso non c'è neppure il beneficio del sospetto (vedi Il dubbio di John Patrick Shanley) o la speranza che ci sia qualche possibilità di ribaltare la situazione (vedi Schegge di paura di Gregory Hoblit). No, nessuna scappatoia e nessuna consolazione che possa trattarsi di qualche sporadica mela marcia nel cesto. Le cifre che man mano saltano fuori dall'inchiesta giornalistica posta al centro del film, sono tanto sconfortanti da sollevare tanti se e tanti ma negli stessi redattori. Gli occhi lucidi alla fine dell'inchiesta del Walter 'Robby' Robinson di Michael Keaton, caporedattore di 'Spotlight' (inchieste di particolare rilievo poste sotto i 'riflettori' con speciali approfondimenti) al "Globe" di Boston, parlano da soli. Non c'è soddisfazione né vittoria da parte di nessuno, solo un grande sconforto che produce dolore. Verrà a molti il desiderio di restare in silenzio ed aver bisogno di un bicchier d'acqua come la nonna

    della redattrice Sacha Pfeiffer di Rachel McAdams. Ma non sarà sufficiente. Quel groppo alla gola rimarrà lì finché la ragione non riprenderà le redini di una stabilità emotiva messa a dura prova. Suggerendo l'unica cosa possibile peraltro messa in luce nel film stesso. Estrapolare la propria Fede, per conservarla intatta, dalla Chiesa come istituzione. Cosa più facile a dirsi che a farsi. E non lasciarsi travolgere da un fenomeno grave e destabilizzante quanto si vuole ma che non annulla l'altra incontrovertibile faccia della luna: quella ancora in grado di far luce e di resistere alla tentazione di far scomparire nella metà in ombra, tutte le sue impurità.

    Il caso Spotlight centra il proprio obiettivo perché non si limita ad un j'accuse dei colpevoli: come l'inchiesta stessa, vuole andare oltre per arrivare all'apice del 'sistema' che, per l'appunto 'sistematicamente', in ogni modo possibile, ha perpetrato negli anni l'insabbiamento della verità. La

    verità. Questa grande scomoda. Il film inizia e finisce con didascalie che a questa verità si inchinano riallacciandosi al legame stretto con la realtà dei fatti. Ma è tanto questo. E' soprattutto la costruzione dell'intera storia a far propria anche come stile, la stessa inchiesta del soggetto. Non è un caso che il noto regista, sceneggiatore (Nomination all'Oscar per la sceneggiatura originale del film di animazione Up) e attore, Tom McCarthy (Mosse Vincenti, L'ospite inatteso) dica di aver pensato a Michael Keaton per il ruolo di Robinson, avendo in mente la sua straordinaria interpretazione nel film del 1994 Cronisti d’assalto di Ron Howard, in cui vestiva i panni di un appassionato cronista. Il caso Spotlight assume le sembianze di un cinema di giornalismo investigativo stile anni Settanta, in cui non c'è né tempo né spazio, né concessione alcuna, a passaggi di stampo fiction o a legamenti narrativi di contorno. Il

    caso Spotlight è un grande mosaico investigativo fatto di tante tessere, tutte necessarie e tutte esattamente lì, nell'unico posto dove devono essere, in attesa di essere scoperte, una ad una, prima che si possa passare alla successiva. A muovere le pedine su questo complicato e disarmante domino, il neodirettore del "Globe" Marty Baron di Liev Schreiber, il primo a dare avvio all'inchiesta sulla base della notizia di cronaca di un prete locale accusato di aver abusato sessualmente di decine di giovani parrocchiani nel corso di trent’anni. C'è poi il team Spotlight al completo, incaricato dell'indagine: dal su citato caporedattore Walter “Robby” Robinson (Michael Keaton), ai cronisti Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams), Michael Rezendes (Mark Ruffalo), con lo specialista in ricerche informatiche Matt Carroll (Brian d’Arcy James). I loro movimenti si incrociano più volte con l’avvocato delle vittime, Mitchell Garabedian (Stanley Tucci), e con molti altri interlocutori che si appellano facilmente al

    segreto professionale. Le barriere sono enormi e apparentemente insormontabili, con documenti secretati ed alcuni pubblici introvabili. Il montaggio alternato tra le mosse dei vari cronisti investigatori, ben consapevoli del vespaio che vanno stuzzicando, il realismo stratificato della quintessenza delle interpretazioni nei diversi approcci personali all'indagine sempre più in ebollizione man mano che va avanti, rendono emotivamente e razionalmente sconvolgenti le rivelazioni che tracimano da questa sorta di cruciverba di sforzi congiunti nel portare a galla la verità nella sua integrale versione, contrastando resistenze su tutti i fronti, non solo quelli ecclesiastici. Nel mezzo ci stanno le testimonianze di alcune delle vittime di cui ci si preoccupa di testare l'attendibilità. Variegate al fiele, velate di apparente rassegnazione e rinvigorite della rinnovata speranza di una qualche giustizia possibile.

    Tra la marea di riconoscimenti vari già riconosciuti al film, tra cui ben sei Nomination all'Oscar (Miglior film, Miglior attore non protagonista - Mark Ruffalo),

    Miglior attrice non protagonista - Rachel McAdams, Miglior regia, Miglior montaggio e Miglior sceneggiatura originale), ce n'è uno, appena vinto, che forse è alla fin fine quello più rappresentativo per contenuto e stile. Ed è quel 'Veritas Award' consegnatogli dal Los Angeles Press Club. Il caso spotlight rapisce per stile e contenuti proprio sull'onda di quel tam tam di ricerca di verità, da cui occhieggiano persone emotivamente provate e sconcertate, quasi riluttanti ma animate da un incrollabile senso del dovere nel cercare. E non si dice di persone cattoliche al cento per cento, e non necessariamente praticanti. Si dice di persone che comunque sentono qualcosa palpitare dentro di sé. Qualcosa che ha molto a che fare con una Fede o almeno con un profondo senso di morale e di giustizia. Niente a che vedere con la bramosia dello scoop mediatico. Per questo alla fine ci sentiamo tutti tanto tristi.

    Forse

    son però maturi i tempi - anche se la Chiesa ragiona in termini di secoli, come si rimarca nel film - perché qualsiasi verità, anche se può far male, non sia più sottaciuta, né insabbiata, a tutela dell'innocenza di quel coro di fanciulli che canta in chiesa sotto lo sguardo disperato di chi in Chiesa vuole tornare a dispetto di tutto, e a tutela di un'altra parte della Chiesa che, instancabile, si adopera con generosa onestà, per fare del bene, vero e autentico. Per questo ogni tentazione di aggirare l'ostacolo, far finta di niente, o dar fumo negli occhi con una pulizia fittizia, quando si è solo riposta la sporcizia sotto il tappeto, non solo non serve, ma fa ancora più danno. E se l'inchiesta di Spotlight nella realtà si è guadagnata il Premio Pulitzer, il film vale almeno quel vessillo per la verità che ha trattato a tutto tondo.

    Oltre che, per quella sia pur vaga e laica, affezione per la vera spiritualità che, filtrando dal tessuto della stessa inchiesta e dai suoi investigatori, pulsa dai pori dell'intera pellicola. Come un anelito necessario. A tutti. Indistintamente.

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    MICHAEL KEATON, MARK RUFFALO AND RACHEL MCADAMS PLAY THE BOSTON GLOBE JOURNALISTS WHO SHOOK THE CATHOLIC CHURCH TO ITS CORE IN TOM MCCARTHY'S MEASURED AND METICULOUS ENSEMBLE DRAMA.

    It’s not often that a director manages to follow his worst film with his best, but even if he weren’t rebounding from “The Cobbler,” Tom McCarthy would have a considerable achievement on his hands with “Spotlight,” a superbly controlled and engrossingly detailed account of the Boston Globe’s Pulitzer Prize-winning investigation into the widespread pedophilia scandals and subsequent cover-ups within the Catholic Church. Very much in the “All the President’s Men”/“Zodiac” mold of slow-building, quietly gripping journalistic procedurals, this measured and meticulous ensemble drama sifts through a daunting pile of evidence to expose not just the Church’s horrific cycles of abuse and concealment, but also its uniquely privileged position in a society that failed its victims at myriad personal, spiritual and

    institutional levels. The result may be more sobering and scrupulous than it is cathartic or revelatory, but with its strong narrative drive and fine cast, “Spotlight” should receive more than a fair hearing with smarthouse audiences worldwide.

    As with so many movies drawn from controversial real-life events, any attempt at damage control by the organization under scrutiny could merely wind up boosting the film’s commercial and cultural profile when Open Road releases it Nov. 6 Stateside. As such, Catholic officials might be disinclined to take up arms against “Spotlight” as vocally as they did with “Philomena” (2013), which invited legitimate criticism with its cartoonishly villainous Irish nuns and other dramatic liberties. McCarthy’s picture is all the more authoritative for its comparative restraint: Perhaps realizing the number of different ways they could have tackled a narrative of this density, the director and his co-writer, Josh Singer (“The Fifth Estate”), have shrewdly limited

    themselves to the journalists’ perspective, ensuring that everything we learn about the scandal comes to us strictly through the Globe’s eyes and ears.

    There are no triumphant, lip-smacking confrontations here, no ghoulish rape flashbacks or sensationalistic cutaways to a sinister clerical conspiracy behind closed doors. There is only the slow and steady gathering of information, the painstaking corroboration of hunches and leads, followed by a sort of slow-dawning horror as the sheer scale of the epidemic comes into focus. When a reporter notes that he’d love to see the looks on the faces of Cardinal Bernard Law (Len Cariou) and other Boston Archdiocese officials, it’s a measure of the film’s rigor that it refuses to oblige.

    The sole exception to this ground rule is the prologue, set on a wintry 1976 night at a Boston police station, where a priest named Father John Geoghan is briefly held and then quietly released into

    the hands of the Archdiocese. Twenty-seven years later, in July 2001, the horrific consequences of that incident have been brought to light, with allegations that the now-defrocked Geoghan molested more than 80 young boys during his time in the priesthood. The Globe runs a few stories but little follow-up, until newly hired top editor Marty Baron (Liev Schreiber), who’s determined to bring a new urgency to the newspaper’s coverage and boost its local impact, turns the beat over to Spotlight, a four-person investigative team led by editor Walter “Robby” Robinson.

    The search proceeds slowly but on multiple fronts. Hard-headed reporter Michael Rezendes (Mark Ruffalo) works doggedly to secure the cooperation of Mitchell Garabedian (a spry Stanley Tucci), the notoriously larger-than-life lawyer who’s representing 86 plaintiffs in the Geoghan case, and also to unseal sensitive documents that the Church has successfully buried until now. Another Spotlight writer, Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams), digs

    into abuse claims that have been filed against other local priests, interviewing victims and cornering top attorney Eric MacLeish (Billy Crudup, slick), whose own attempts to hold the Church to account have done little to keep them from, in Robinson’s words, “turning child abuse into a cottage industry.”

    That thread is pursued still further by reporter Matt Carroll (Brian D’Arcy James), who discovers an ingenious method of tracing those pedophile priests whose ongoing offenses were not only known but actively enabled by the Archdiocese — usually by sending them to treatment centers before reassigning them to new parishes, where they were free to prey upon children anew. Working with ace d.p. Masanobu Takayanagi, McCarthy directs in a clean, fluid style as he traces the story from the Boston Globe newsroom (the camera often following staffers through the corridors in lengthy tracking shots) to the city’s low-income margins, where priests reliably went

    after the most vulnerable kids they could find.

    As the investigation grinds on for months, with Howard Shore’s score busily marking the passage of time in the background, Robinson and his team realize their job is not just to expose “a few bad apples” (at least 87 priests in the Boston area may be offenders, enough to qualify as a genuine psychiatric phenomenon), but also to prove the existence of a systemic cover-up at the highest levels of Church — one that goes beyond Cardinal Law and extends into the very heart of the Vatican itself. The question becomes not just what to publish but when to publish, as the reporters must figure out how to write the most commanding piece they can before they’re scooped by the competition — or before word leaks back to the Church itself, which is well equipped to fight a public-relations war, especially in Boston.

    Even

    without the onscreen presence of Globe deputy managing editor Ben Bradlee Jr. (John Slattery), whose father famously steered the Washington Post through Watergate, “All the President’s Men” would be the obvious touchstone here. Like so many films consumed with the minutiae of daily journalism, “Spotlight” is a magnificently nerdy process movie — a tour de force of filing-cabinet cinema, made with absolute assurance that we’ll be held by scene after scene of people talking, taking notes, following tips, hounding sources, poring over records, filling out spreadsheets, and having one door after another slammed in their faces. When the Spotlight investigation is temporarily halted in the wake of 9/11, we’re reminded that the film is also a period piece, set during a time when print journalism had not yet entered its death throes. Like the American remake of “State of Play” (in which McAdams also played a journalist), McCarthy’s film includes

    a loving montage of a printing press, busily churning out the next morning’s edition — a valedictory sequence that may move old-school journalists in the audience to tears.

    The story’s newsgathering focus ultimately creates a level of distance from its subject that works both for the film and against it. As information-system dramas go, “Spotlight” doesn’t have the haunting thematic layers of “Zodiac,” and it never summons the emotional force of the 1991 miniseries “The Boys of St. Vincent,” still the most devastating docudrama ever made about child abuse within the Catholic Church. Many of the victims depicted here — like Phil Saviano (Neal Huff), head of a local survivors’ group, and Joe Crowley (Michael Cyril Creighton), who movingly recalls his treatment at the hands of a priest named Paul Shanley — function in a mostly expository manner, offering up vital but fleeting insights into the psychology of the abusers and

    the abused, but without taking pride of place in their own story.

    Where the film proves extraordinarily perceptive is in its sense of how inextricably the Church has woven itself into the very fabric of Boston life, and how it concealed its corruption for so long by exerting pressure and influence on the city’s legal, political and journalistic institutions. Given the blurrier-than-usual separation of church and state, and the fact that the newspaper’s own readership includes a high percentage of Irish Catholics, it’s no surprise that it falls to an outsider like Baron — a Florida native and the first Jewish editor to take the helm at the Globe — to play hardball with the Archdiocese. If there’s anything that keeps “Spotlight” from devolving into a simplistic heroic-crusaders movie, it’s the filmmakers’ refusal to let the Globe itself off the hook, pointing out the numerous times the paper’s leaders glossed over

    reports of abuse that landed on their doorstep.

    As he demonstrated in films like “The Station Agent” and “The Visitor,” McCarthy has always had a nicely understated touch with actors, and his ensemble here is a model of low-key excellence. The heftiest roles go to Keaton, who presents Robinson as a flawed but strong, soul-searching leader, and Ruffalo, whose passionately committed Rezendes gets to display the most energy and emotional range (including one of the film’s few excessively histrionic moments). McAdams imbues Pfeiffer with sensitivity and grit, while D’Arcy James brings understated shadings to Carroll, a hard-working family man who’s alarmed to learn that a suspected perpetrator is living in his neighborhood.

    Slattery, Tucci and Schreiber all shine in small yet vital roles, while the cast also includes sharp work by Jamey Sheridan and Paul Guilfoyle as two Church-connected friends who try to talk Robinson down from his publish-or-parish stance. We recognize

    them immediately — and perhaps a bit of ourselves — as members of a great swath of decent yet compromised humanity, the proverbial good men who do nothing and allow evil to flourish.

    Perle di sceneggiatura

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano BIM Distribuzione e Samanta Dalla Longa (QuattroZeroQuattro)

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO de IL CASO SPOTLIGHT

    Links:

    • Tom McCarthy (Regista)

    • Rachel McAdams

    • Stanley Tucci

    • Liev Schreiber

    • Billy Crudup

    • Mark Ruffalo

    • Michael Keaton

    • IL CASO SPOTLIGHT - INTERVISTA al produttore Michael Sugar. 'Spotlight' Producer on Taking on the Catholic Church (by Rebecca Ford, 'The Hollywood Reporter') (Interviste)

    • Critics’ Choice Awards 2016 - 'IL CASO SPOTLIGHT' VINCE COME 'MIGLIOR FILM'! ECCO TUTTI VINCITORI (Speciali)

    • OSCAR 2016 - DALLE NOMINATIONS AI VINCITORI! And WINNERS are... 'IL CASO SPOTLIGHT' vince come 'MIGLIOR FILM' e come 'MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE' (Speciali)

    • 'IL CASO SPOTLIGHT' di TOM MCCARTHY. Dal 18 Febbraio al cinema (Anteprime)

    • Il caso Spotlight (BLU-RAY + DVD)

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    Galleria Video:

    Il caso Spotlight - trailer

    Il caso Spotlight - trailer (versione originale) - Spotlight

    Il caso Spotlight - clip 'La città gira la testa dall'altra parte'

    Il caso Spotlight - clip 'La prossima inchiesta'

    Il caso Spotlight - clip 'Vuoi fare causa alla Chiesa Cattolica?'

    Il caso Spotlight - clip 'La Chiesa controlla tutto!'

    Il caso Spotlight - clip 'Dimostratemi che in alto sapevano!'

    Il caso Spotlight - clip 'La gente deve sapere'

    Il caso Spotlight - clip 'La conferma'

    Il caso Spotlight - intervista video al regista Tom McCarthy (versione originale sottotitolata)

    Il caso Spotlight - intervista video a Michael Keaton 'Walter (Robby) Robinson' (versione originale sottotitolata)

    Il caso Spotlight - intervista video a Mark Ruffalo 'Michael Rezendes' (versione originale sottotitolata)

    Il caso Spotlight - featurette 'A look inside' (versione originale sottotitolata)

    Il caso Spotlight - featurette 'La condizione del giornalismo' (versione originale sottotitolata)

    Il caso Spotlight - featurette 'Rachel McAdams è Sacha Pfeiffer' (versione originale sottotitolata)

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