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    SULLY

    Dal 34. Torino Film Festival - Telluride Film Festival 2016 - La vera storia del pilota americano Chelsey Sullenberger ('Sully') divenuto un eroe nazionale dopo il salvataggio di fortuna di un aereo carico di passeggeri. Clint Eastwood al timone della storia tradotta sulla celluloide - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by PETER DEBRUGE (www.variety.com) - Dal 1° DICEMBRE

    "Chiunque sia in grado di prendere delle decisioni quando le cose vanno male, e che possa risolvere un problema senza farsi prendere dal panico, è una persona degna di esser rappresentata in un film. Ma per me, il vero conflitto è avvenuto dopo, quando vengono messe in discussione le sue decisioni malgrado abbia salvato tante vite... Suppongo, avendo vissuto una situazione simile, che anch’io al posto del pilota avrei azzardato un ammaraggio, in assenza di altre piste d’atterraggio. Sully conosceva bene quella zona. Sapeva dove si trovavano le piste di atterraggio per elicotteri e i porti dei traghetti, così ha scelto il posto giusto, facilmente raggiungibile dai soccorsi. Non sarebbe stata la stessa cosa se si fosse trovato nel bel mezzo dell'oceano: sapeva che qualcuno li avrebbe visti".
    Il regista Clint Eastwood

    "'Sully' è un uomo che si è preparato per tutta la vita per compiere un gesto impossibile, pur non sapendolo e quando ci parli, dopo dieci minuti appare tutto chiaro… e pensi: 'È ovvio che solo lui poteva portare a termine un’impresa simile. Ma il bello di questo film è che finalmente si narra la storia completa. Una storia che nessuno conosce, ma che tutti pensano di sapere. Un grande mistero da svelare sullo schermo".
    Lo sceneggiatore Todd Komarnicki

    "Ho scelto il minore dei mali... Non c'era nessun’altra zona in tutta l'area metropolitana di New York, abbastanza lunga, larga e piatta da permettere ad un aereo di linea di atterrare... Parte del contesto emotivo di questa vicenda è che sia avvenuta in un momento della nostra storia in cui c'era molta preoccupazione in tutto il mondo, e su più fronti: era il post 11 settembre, c’erano le nostre truppe in Medio Oriente, e la crisi finanziaria del 2008 ... la gente era preoccupata. Il fatto che questo sia successo a Manhattan e che siamo tutti sopravvissuti, beh, penso che abbia fatto riaccendere nella gente la speranza, anche in coloro che non erano direttamente collegati col volo".
    Il capitano Chelsey Sullenberger

    (Sully; USA 2015; Biopic drammatico; 95'; Produz.: Flashlight Films/Malpaso Productions/Warner Bros.; Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)

    Locandina italiana Sully

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    Celluloid Portraits:



    See SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Sully

    Titolo in lingua originale: Sully

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2016

    Regia: Clint Eastwood

    Sceneggiatura: Todd Komarnicki

    Soggetto: Ispirato al libro di Chelsey Sullenberg e Jeffrey Zaslow Highest Duty.

    La vera storia del pilota americano Chesley "Sully" Sullenberger, autore dell'eroico atterraggio sul fiume Hudson di un aereo in avarìa pieno di passeggeri.

    La storia si incentra su quest'uomo, diventato un eroe nazionale dopo una strage annunciata eppure sventata. L'aereo aveva cominciato a funzionare male poco dopo il decollo e il salvataggio è stato possibile grazie alle misure drastiche prese dal pilota 'Sully' con l'obiettivo di salvare l'intero equipaggio e tutti i passeggeri a bordo dell'aereo.

    Cast: Tom Hanks (Chesley 'Sully' Sullenberger)
    Aaron Eckhart (Jeff Skiles)
    Laura Linney (Lorraine Sullenberger)
    Valerie Mahaffey (Diane Higgins)
    Delphi Harrington (Lucille Palmer)
    Mike O'Malley (Charles Porter)
    Jamey Sheridan (Ben Edwards)
    Anna Gunn (Elizabeth Davis)
    Holt McCallany (Mike Cleary)
    Gary Weeks (Reporter)
    Chris Bauer (Larry Rooney)
    Ann Cusack (Donna Dent)
    Max Adler (Jimmy Stefanik)
    Sam Huntington (Jeff Kolodjay)
    Autumn Reeser (Tess Soza)
    Cast completo

    Musica: Christian Jacob e The Tierney Sutton Band

    Costumi: Deborah Hopper

    Scenografia: James J. Murakami

    Fotografia: Tom Stern

    Montaggio: Blu Murray

    Effetti Speciali: Steve Riley (supervisore effetti speciali); Michael Owens (supervisore effetti visivi)

    Makeup: Luisa Abel (capo dipartimento makeup); Patricia DeHaney (capo dipartimento acconciature)

    Casting: Geoffrey Miclat

    Scheda film aggiornata al: 11 Gennaio 2017

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Il 15 gennaio 2009 il mondo intero è testimone del "miracolo sull'Hudson" quando il capitano Chesley 'Sully' Sullenberger (Tom Hanks) plana con il suo aereo in avaria - il velivolo U.S. Airways Flight 1549 nel gennaio del 2009 - sulle acque gelide del fiume Hudson, salvando la vita dei 155 passeggeri a bordo. Tuttavia, nonostante Sully venga acclamato come eroe dall'opinione pubblica e dai mass media per la sua impresa senza precedenti nel mondo dell'aviazione, un'indagine rischia di distruggere per sempre la sua reputazione e la sua carriera.

    SYNOPSIS:

    The story of American pilot Chesley "Sully" Sullenberger, who heroically landed a troubled aircraft full of passengers on the Hudson River. But the storm was yet to come, a storm which could ruin the life of a hero.

    On January 15, 2009, the world witnessed one of the most remarkable emergency landings in aviation history when Captain Chesley "Sully" Sullenberger skillfully glided US Airways Flight 1549 onto the surface of the Hudson River, saving the lives of all 155 aboard. His cool actions not only averted tragedy but made him a hero and an inspiration worldwide. But the storm was yet to come, a storm which could ruin the life of a hero.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    "Era da un pò che New York non aveva una notizia così bella, soprattutto con un aereo di mezzo!".

    Che Dio ce lo conservi il più a lungo possibile! Perché i suoi film sono pillole di una morale autentica, raccontata con discreta e pur graffiante verità. I suoi eroi odierni sono tanto distanti dall'iconico cowboy dello spaghetti-western Leonino, cavalcato in prima persona in gioventù, quanto vicinissimi per bagaglio di luminescente introspezione. Ora non ha più alcun bisogno di scavare, o, per meglio dire, di far scavare qualcuno nell'arida terra. Ora sa scavare e scava ben volentieri anche da solo, e persino più a fondo da regista, nell'anima dei suoi personaggi, recuperandone le perle più rilucenti: saggezza, responsabilità, moralità, professionalità, in nome di quell'integrità umana a tutto tondo che va abitualmente a pesca in mare aperto dei valori più nobili. Valori sempre autentici e ancor più quando attinge dall'inesauribile pozzo di quella

    verità assurta agli onori della cronaca. Come questa volta.

    Con la storia del pilota americano Chelsey Sullenberger ('Sully') divenuto eroe nazionale dopo il salvataggio di fortuna di un aereo carico di 155 passeggeri, Clint Eastwood plasma difatti storia e personaggio, già polarizzanti di per sè, fino a renderli magicamente magnetici. Pur muovendo dal libro Highest Duty scritto da Sullenberger e dall’autore Jeffrey Zaslow, a Clint interessa concentrarsi per lo più sui particolari della storia 'mai raccontata' in quelle pagine, generati invece nella sceneggiatura di Todd Komarnicki e ricreati per immagine nelle straordinarie sequenze del film, facendo più affidamento sull'analisi dei dati e sull'introspezione, che non sugli effetti speciali. E dire che intorno ad un evento come questo un'altra regia ci sarebbe andata a nozze! Non Clint Eastwood però.

    Poco dopo il decollo dall'aeroporto LaGuardia di New York, uno stormo di uccelli colpisce
    il volo della US Airways 1549, provocando un’avaria ad

    entrambi i motori a soli 2800 piedi, seguita da un immediato ammaraggio d’emergenza. Un evento senza precedenti. Si è detto. Ma prima che l'incredibile episodio potesse ufficialmente ascriversi alla storia come il "Miracolo sull'Hudson", vediamo farsi strada un'inchiesta agghindata di tutta la foschia di cui può vestire l'odissea personale in cui si ritrova catapultato il veterano pilota comandante Sullenberger. Nei giorni successivi all'incidente, saranno messi in dubbio anni di esperienza e comprovata professionalità e sfiduciate le sue particolari doti di autocontrollo e sangue freddo, necessari per agire e subito, sventando la potenziale catastrofe. Chiamato più e più volte a rispondere di quella scelta, a difendere le sue azioni di fronte al National Transportation Safety Board (NTSB), l'agenzia investigativa indipendente del Governo degli Stati Uniti preposta alle indagini e all'emissione dei rapporti in merito ad incidenti che coinvolgono aeroplani, navi, treni, oleodotti e gasdotti.

    E mentre l'acuminato Clint sceglie il magico verismo

    di Tom Hanks - qui all'apice della perfezione! - per il suo Sully azzarda una trama di racconto straordinariamente costruita - si direbbe un pò alla Inarritu - su un mosaico di anacronistiche tessere ad incastro. Una griglia di servizio ad arte - grande ed ammaliante in tutta la sua, emotivamente pulsante, analitica dinamica - che oltrepassa ogni convenzione per imbucarsi nel respiro di ogni momento: personale, familiare, di squadra, tecnico e burocratico. Così, di contro a qualche sporadica sbavatura, agganciata ad esempio sull'impatto dell'aereo sull'Hudson - forse l'ammaraggio del vero Sully non sarà stato esattamente in quel modo, altrimenti è probabile che l'aereo si sarebbe spezzato in due, non garantendo certo l'incolumità dei 155 passeggeri! - non sono poche le sequenze da manuale, tra cui toccano certamente la vetta, in una palpitante dimostrazione, quelle delle simulazioni incrociate.

    Tanto palpitante quanto oggettiva. Tale da collocare finalmente di diritto il pilota

    comandante Chelsey Sullenberger ('Sully') sul podio degli eroi nazionali. Un altro colpo da Maestro per il vecchio illuminato Clint, che avvia i motori decollando sull'epilogo del racconto, spalmato a piccole dosi sui titoli di testa, toccando il nervo scoperto dell'effetto incubo 'del giorno dopo', mentre, attraversando l'effetto pressing dei network televisivi e non - inclusa l'umorale pillola del provocatorio ciclone 'Letterman' - raggiunge l'intermittente epilogo sui titoli di coda, instillando gocce da docu-film tra le più emozionanti: vedi l'inserto di stralci di ripresa in cui troviamo protagonisti sia i sopravvissuti che il mitico pilota 'Sully' e sua moglie. Beh, associandoci ad un bel passaggio della sceneggiatura, è proprio il caso di dirlo: "Era da un pò che New York non aveva una notizia così bella, soprattutto con un aereo di mezzo!".

    Secondo commento critico (a cura di PETER DEBRUGE, www.variety.com)

    Tom Hanks stars in the story of a hero pilot who refused to view himself as such after landing US Airways Flight 1549 on New York's Hudson River.

    If there’s one Hollywood star you would trust to crash-land a commercial airliner without injuring a soul on board, it would surely be Tom Hanks. After risking his life in order to save his crew in “Captain Phillips,” the two-time Oscar-winner takes to the skies — and mere moments later, to the chilly waters of the Hudson River, after a flock of birds blows out both engines of US Airways Flight 1549 — in a remarkable true story that inspires confidence not only in its leading man, but in honest, hard-working Americans everywhere.

    Directed by Clint Eastwood with the same kind of unpretentious professionalism the film makes a point of celebrating in its protagonist, “Sully” retells the so-called “Miracle on the Hudson”

    through the eyes of Capt. Chesley Sullenberger, who pulled off the incredible landing — if “landing” is indeed the right word when a plane touches down on open water — based on his book, “Highest Duty.” For audiences, getting to witness the feat in question is far and away the film’s biggest selling point (and no doubt the reason why it will be opening simultaneously on Imax screens Sept. 9), but Eastwood and screenwriter Todd Komarnicki have opted for a counterintuitive approach, withholding the flight itself for as long as possible and focusing primarily on the aftermath of the accident, as Sully tortures himself with questions of what he might have done differently, and as a team of National Transportation Safety Board investigators attempt to ask him the same thing.

    While that means more of the film is set in the hot seat of inquest chambers and courtrooms than in the

    cockpit itself, starting after the plane has safely landed is a shrewd storytelling strategy for multiple reasons. Not least of these is that it allows Eastwood to parcel out multiple impressions of the incident — from extended flashbacks to crude simulations — over the course of movie, effectively offering audiences six plane-crashes for the price of one.

    In fact, the film, which runs an efficient 96 minutes, in Eastwood’s typical no-fat style, holds back on what really happened until more than an hour in, and instead opens with a vivid nightmare in which Sully imagines a far different outcome had he followed through on his initial strategy of returning to LaGuardia Airport with practically no thrust in either engine, culminating in a fiery demise for all aboard as Flight 1549 crashes into a skyscraper. And then he wakes up.

    The unsettling dream sequence is strangely less exciting than such airline-disaster openings as

    those in “Flight” and “Alive.” And yet, distasteful as it may be to watch a plane smash into the New York skyline, conjuring images of 9/11, it’s a reminder that Sullenberger’s actions potentially saved more than the lives of his 155 airline passengers.

    This isn’t the first time Eastwood has opened a film with a major CG cataclysm: In the relatively heavy-handed “Hereafter,” he kicked off proceedings by demolishing the coast of Thailand with a dramatic recreation of the 2004 Indian Ocean tsunami. While only a dream sequence, “Sully’s” opening feels less like a stunt from a director who alternates between sober, seemingly timeless portraits of exceptional personalities (“American Sniper,” “Million Dollar Baby”), and corny, cardboard melodramas too old-fashioned in their approach (“Jersey Boys,” “Changeling”), occasionally landing somewhere in the middle (à la “Flags of Our Fathers”). “Sully” is an example of the last done right: a straightforward tribute to the

    extraordinary actions taken by an irreproachable character who refuses to see himself as a hero. It’s not a particularly great Clint Eastwood movie — it ranks perhaps ninth or 10th on a résumé of 35 features, two of them best picture winners — but it’s one that promises to resonate in a big way with Americans at this moment in time.

    Ripped from the headlines, “Sully” offers a rare example of a movie inspired by good news — the best news, as one character points out, that New York has heard in a long time, “especially with an airplane in it.” And because most Americans already know the outcome, it makes sense to focus on the less-known “what happened next” of it all, after Flight 1549 had faded from the TV news cycle. (In the film, whenever there’s a television in a scene — whether in a bar or a hotel

    or back home at the Sullenberger residence — it’s covering the story.) What most people don’t know is the cruel irony that despite saving everyone’s lives, Sully still had to answer to the NTSB, which felt that his decision to effect a forced water landing had actually endangered everyone aboard. According to protocol, Sully should have returned to LaGuardia, or else tried to land at nearby Teterboro Airport, and both the airline’s insurance company and Sully himself are faced with the consequences of his decision — one that’s informed by the pilot having delivered nearly a million passengers over some 40 years.

    Sullenberger may be haunted (visions of crashing planes become a recurring motif), but he’s not alone. His co-pilot, Jeff Skiles (Aaron Eckhart), sticks to Sully’s side like a faithful collie, while his wife Lorrie (Laura Linney) offers encouragement from home via phone. But Sully’s network of support extends far

    beyond that, relying on all the other professionals who played a role that day, from the air-traffic controllers to the flight attendants to the emergency-response crew, and though viewers will shake their heads at the injustice of the fact that the authorities held Sully’s feet to the fire for what happened, Eastwood’s message is one of appreciation for those who responded to a crisis in which everyone survived, where the pilot did his job, and where people acted admirably across the board. As Skiles tells the NTSB investigating committee, “You’re not used to having answers to your guesses.” (He also gets the movie’s last laugh, an odd, “OK, I guess we can all go home now” chuckle.)

    In terms of acting, there’s not a whole lot for the supporting cast to do other than support, and some of the extras (most notably the passengers) can be distractingly amateurish at times. This

    is Hanks’ show, and he delivers a typically strong performance, quickly allowing us to forget that we’re watching an actor. With his snowy white hair and moustache to match, Hanks conveys a man confident in his abilities, yet humble in his actions, which could also be said of Eastwood as a director. As unfussy as ever, Eastwood juggles the script’s odd chronology-bending structure, steering by his central character’s conscience throughout, while supplying another of his simple piano scores, which doubles as the melody for end-credits song “We’re All Flying Home” — though if ever there was a film that called for “The Wind Beneath My Wings,” this is it.

    Perle di sceneggiatura

    Sully: "Nessuno ci ha avvisati. Nessuno ci ha detto della perdita di entrambi i motori all’altitudine più bassa nella storia dell’aviazione".

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di SULLY

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    • Aaron Eckhart

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    Sully - trailer

    Sully - trailer (versione originale)

    Sully - clip 'Ho calcolato a vista'

    Sully - clip 'Hudson'

    Sully - clip 'Pronti all'impatto'

    Sully - clip '208 secondi'

    Sully - clip 'Se avessi mandato tutto all'aria'

    Sully - clip 'Tutto è senza precedenti'

    Sully - featurette 'La storia' (versione originale sottotitolata)

    Sully - featurette 'Miracolo sull'Hudson' (versione originale sottotitolata)

    Sully - featurette 'Il team' (versione originale sottotitolata)

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