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    Home Page > Movies & DVD > Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza

    UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL'ESISTENZA

    Candidato dalla Svezia alle NOMINATION agli OSCAR 2016 come 'MIGLIOR FILM STRANIERO' - VINCITORE del LEONE D'ORO alla 71. Mostra del Cinema di Venezia - RECENSIONE ITALIANA in ANTEPRIMA - Dal 19 FEBBRAIO

    "... 'Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza' ha 39 scene e la mia ambizione è che ognuna di esse possa apportare una diversa esperienza artistica al pubblico. In generale la trilogia chiede agli spettatori di esaminare se stessi; chiedendo loro 'Cosa stiamo facendo? Dove siamo diretti?', intende generare riflessione e contemplazione in merito alla nostra esistenza con una dose abbondante di tragicommedia, 'lebenslust', ossia passione per la vita, e un rispetto fondamentale per l’esistenza umana. La trilogia mostra un’umanità potenzialmente diretta verso l’apocalisse, ma dice anche che il risultato è nelle nostre mani. 'Canzoni dal secondo piano' è intriso di Millenarismo, dalla scena del venditore che butta via i crocifissi, simboleggiando l’abbandono della compassione e dell’empatia, alla scena delle case che si muovono, che evoca la paura di crisi finanziarie cicliche, esse stesse apocalissi minori. I temi della colpa collettiva e della vulnerabilità umana sono centrali in questo film. 'You, The Living', ha rappresentato un avvicinamento coraggioso ai sogni, una transizione che ha aperto un’intera serie di nuove possibilità per me. Prima, i miei personaggi commentavano i propri sogni. Oggi in 'Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza', le scene semplicemente assomigliano a sogni, senza alcuna ulteriore spiegazione. Questo film è anche più ironico rispetto agli altri due, e il tono preponderante è quello della 'lebenslust', anche se i personaggi sono tristi e soffrono molto".
    Il regista e sceneggiatore Roy Andersson

    (En duva satt på en gren och funderade på tillvaron; SVEZIA/GERMANIA/NORVEGIA/FRANCIA 2014; Dramedy; 100'; Produz.: Roy Andersson Filmproduktion AB/4 1/2 Film/Arte France Cinéma; Distribuz.: Lucky Red)

    Locandina italiana Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza

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    Trailer

    Titolo in italiano: Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza

    Titolo in lingua originale: En duva satt på en gren och funderade på tillvaron

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Roy Andersson

    Sceneggiatura: Roy Andersson

    Cast: Holger Andersson (Jonathan)
    Nils Westblom (Sam)
    Viktor Gyllenberg (Carlo XII)
    Lotti Törnros (Insegnante di Flamenco)
    Jonas Gerholm (Tenente Solitario)
    Ola Stensson (Barbiere/Capitano)
    Oscar Salomonsson (Danzatore)
    Roger Olsen Likvern (Custode)
    Mats Ryden (Uomo alla stazione)

    Musica: Hani Jazzar e Gorm Sundberg

    Costumi: Julia Tegström

    Scenografia: Ulf Jonsson, Julia Tegström, Nicklas Nilsson, Sandra Parment e Isabel Sjöstrand

    Fotografia: István Borbás e Gergely Pálos

    Montaggio: Alexandra Strauss

    Effetti Speciali: David Wranding, Jean-Michel Boublil e Gilberto Arpioni

    Casting: Mathias Nordli Eriksen e Matias Rygh

    Scheda film aggiornata al: 08 Settembre 2015

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Come una coppia di Don Chisciotte e Sancho Panza dei nostri tempi, Sam e Jonathan, due venditori ambulanti di travestimenti e articoli per feste, ci accompagnano in un caleidoscopico viaggio attraverso il destino umano. E’ un percorso che svela la bellezza si singoli momenti, la meschinità di altri, l’ironia e la tragedia nascosti dentro di noi, la grandezza della vita, ma anche l’assoluta fragilità dell’umanità.

    Commento critico (a cura di FRANCESCO ADAMI)

    Per Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza parlare di stile cinematografico è riduttivo e poco consono: la struttura è vicina ad un'opera filmica ma si discosta completamente dalle classiche regole che vengono rispettate in qualunque prodotto che si possa definire film. Lo svolgimento narrativo dell'opera si collega tra il variarsi strutturale della storia come in un documentario e l'essenzialismo articolato di uno spettacolo teatrale. Spesso i personaggi, deviando alcune delle regole fisse della cinematografia, si rivolgono verso la quinta parete, come succede in numerosi spettacoli teatrali. Lo stile delle riprese è radicato ad una inquadratura generalmente rivolta verso il campo lungo espresso con l'utilizzo di ottiche, che mostrano una porzione di campo larga, offrendo una eccezionale profondità di campo ed usufruendo di una focalizzazione totale su ogni elemento del fotogramma. Questo tipo di stile che utilizza visibili strutture con evidenti punti di fuga, si avvicina molto allo stile

    tipico della pittura, condizione confermata anche dallo stesso regista che vuole ricordare pittori della Nuova Gestualità come Otto Dix, Georg Scholz, ma anche, in modo molto evidente, Edward Hopper. La maggior parte delle inquadrature sono curate nei minimi dettagli a livello fotografico e compositivo, estraendo un solo fotogramma da una sequenza, lo si può analizzare come un'opera pittorica e si possono notare dei dettagli ancora più specifici di quanto possa donare la proiezione cinematografica attraverso una singola visione.

    Il lungometraggio è parte di una trilogia che Andersson ha iniziato nel 2000 con Canzoni dal secondo piano, proseguito nel 2007 con You, The Living, e finito nel 2014 con Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza. Il primo film, Canzoni
    dal secondo piano
    , è quello dai tratti più cupi, nel quale si seguono le disgrazie di un imprenditore e della sua famiglia, metafora di un progresso verso il decadentismo poetico a

    favore di una condizione economica in crisi, che vuole risorgere annientando i sentimenti di una commiserevole religiosità. D'altra parte You, the Living sfrutta come filo conduttore la storia di una ragazza innamorata di un noto chitarrista ed in parallelo una donna, che si sente incompresa: il sentimento predominante è quello del sogno e della bellezza dell'amore, in tutti i suoi aspetti, anche quelli negativi, che lasciano nello stesso tempo speranza e calore nell'animo.
    L'ultimo film, costituito da Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, è il più tragicomico e pertanto riesce a condensare bene una prospettiva tragica e l'eccentrica derisione della società odierna: un mix veramente efficace ed
    artisticamente elaborato.

    Si inizia con tre episodi relativi alle modalità in cui si
    presenta la morte, dal titolo Tre incontri con la morte: in un primo episodio si assiste alla scena nella quale un signore anziano, all'interno della sala da pranzo della sua abitazione,

    cerca di stappare una bottiglia, ma nell'intento si manifesta una morte improvvisa ed inaspettata. Pertanto la condizione della morte in questo primo episodio avviene in un ambiente caldo e casalingo, invece nel secondo episodio avviene all'interno delle mura di un ospedale, dove una vecchia signora allettata tiene con sé una borsa con all'interno i suoi più cari averi. I figli cercano di far ragionare la madre per lasciare tutti i suoi averi ai posteri, pertanto una condizione di morte collegata ai beni terreni ed allo squallore di certi valori raffreddati dal potere del
    denaro. L'ultimo episodio si concentra sulla figura di un uomo morto sul pavimento di un bar, all'interno di un traghetto: la cameriera curandosi dei suoi affari chiede se qualcuno vuole prendersi la pietanza pagata dall'uomo ormai morto. Quest'ultimo episodio si svolge in ciò che si può definire come un nonluogo, pertanto le condizioni
    di morte mostrate nei tre episodi

    sono ordinate attraverso un evolversi di ambientazioni sempre più fredde e spersonalizzanti. Dopo questi tre episodi, ci si addentra all'interno del fulcro narrativo su cui regge la maggior parte della struttura del lungometraggio, ossia la figura di due uomini, che vendono articoli per far ridere: si seguono nel loro percorso personale lavorativo e sentimentale.

    Tra le sequenze più significative di tutto il film, ve ne sono alcune, mostrate anche nel trailer ufficiale, nel quale vi è una frase drammaturgica chiave, che connette molte realtà raffigurate, ossia "Sono contento di sentire che state bene". In chiave tragicomica vengono mostrate figure che pur nella loro disperazione presentano una certa 'lebenslust', ossia desiderio di vivere, raffigurato attraverso il sentimento di compassione verso il loro interlocutore. In tutta la trilogia si trovano sequenze dai tratti fantastici: in Canzoni dal secondo piano la presenza dei morti viventi, in You, The Leaving, la casa che si

    muove trasportata dalla musicalità, e in Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, la presenza di Carlo XII Re di Svezia all'interno di
    un bar moderno della città. Sicuramente una delle sequenze finali di quest'ultimo film, che evoca un'occasione di riflessione, è quella dei colonialisti britannici che costringono gli schiavi neri ad entrare in un cilindro di rame per essere sacrificati.
    Uno spunto, come afferma lo stesso regista, per smuovere i preconcetti, suscitare ed aumentare il senso di colpa nel mondo. Proprio questo senso di riflessione è il principale fattore drammaturgico sul quale Andersson vuole giocare con il pubblico e
    la critica cinematografica, proponendo uno stile di cinema fuori dai canoni, soprattutto quelli commerciali, sfoderando un intenso intellettualismo. Tutte le sequenze del film
    presentano diversificate sfumature, che possono essere visionate secondo differenti aspetti, per esempio a livello antropologico, cinematografico e pittorico. Pertanto, per poter descrivere in modo esauriente il lungometraggio servirebbe un'analisi
    ancor più

    approfondita. Concludendo, Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza è un film probabilmente adatto ad un pubblico di un certo livello culturale, ma nello stesso tempo, attraverso l'elaborata cura dell'immagine, cerca di allargarsi ad un pubblico più
    vasto. Da non perdere.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL'ESISTENZA

    Links:

    • Roy Andersson (Regista)

    • UN PICCIONE SEDUTO SU UN RAMO RIFLETTE SULL'ESISTENZA - INTERVISTA al regista e sceneggiatore ROY ANDERSSON (Interviste)

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    Galleria Video:

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - trailer

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - trailer (versione originale) - En duva satt på en gren och funderade på tillvaron

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - clip 'Vogliamo aiutare la gente a divertirsi'

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - clip 'Lezione di flamenco'

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - clip 'Non li voglio incontrare di nuovo'

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