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    Home Page > Movies & DVD > Adieu au Langage - Addio al linguaggio

    ADIEU AU LANGAGE - ADDIO AL LINGUAGGIO

    PREMIO DELLA GIURIA al 67. Festival del Cinema di Cannes - RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dal 20 NOVEMBRE

    (Adieu au Langage; FRANCIA 2014; Drammatico; 70'; Produz.: Wild Bunch con il sostegno di Canal+ e la partecipazione del Centre National de la Cinématographie (CNC); Distribuz.: BIM Distribuzione)

    Locandina italiana Adieu au Langage - Addio al linguaggio

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    See SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Adieu au Langage - Addio al linguaggio

    Titolo in lingua originale: Adieu au Langage

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2014

    Regia: Jean Luc Godard

    Sceneggiatura: Jean-Luc Godard

    Cast: Héloise Godet (Josette)
    Kamel Abdeli (Gédéon)
    Richard Chevallier (Marcus)
    Zoé Bruneau (Ivitch)
    Christian Gregori (Davidson)
    Jessica Erickson (Mary Shelley)
    Marie Ruchat
    Jeremy Zampatti

    Costumi: Maria Muscalu

    Fotografia: Fabrice Aragno

    Scheda film aggiornata al: 01 Dicembre 2014

    Sinossi:

    IN BREVE:

    L'idea è semplice
    una donna sposata e un uomo si incontrano
    si amano, litigano, volano pugni
    un cane vaga tra città e campagna
    le stagioni passano
    inizia un secondo film...

    IN ALTRE PAROLE:

    Una donna sposata, un uomo celibe, un cane che parla e sogna come in un romanzo di Jack London, un gentiluomo inglese, un bateau, i libri schiusi, le stagioni che passano, le parole che non hanno più voce, la campagna, la città, il cinema in televisione, la natura, la finzione, la metafora, un film che finisce, un altro che comincia.

    SYNOPSIS:

    The idea is simple: A married woman and a single man meet. They love, they argue, fists fly. A dog strays between town and country. The seasons pass. The man and woman meet again. The dog finds itself between them. The other is in one, the one is in the other and they are three. The former husband shatters everything. A second film begins: the same as the first, and yet not. From the human race we pass to metaphor. This ends in barking and a baby's cries.

    Commento critico (a cura di GABRIELE OTTAVIANI)

    C’è un celebre quadro di Magritte nel quale sono dipinte alcune parole: “ceci n’est pas une pipe”. Ossia, 'questa non è una pipa'. Il problema, se così si può dire, è che sullo sfondo, al di sopra di quelle stesse parole poc’anzi citate, si staglia, quasi fosse una nuvola fluttuante nel cielo, proprio una pipa. Una di quelle classiche, come ce la immaginiamo tutti, di radica, dalla forma arrotondata, eccetera eccetera eccetera… Questo perché Magritte sosteneva che in realtà all’interno del quadro, e anche tra quadro e titolo, il rapporto fra gli elementi dovesse essere poetico. Ovvero valicare le normali convenzioni. E costruirne altre.

    Adieu au langage, il film, presentato a Cannes, che si è aggiudicato ex aequo il Premio della giuria con Mommy di Xavier Dolan, giovanissimo e della vena felice, autonoma e magnifica, ricorda un po’ quelle suggestioni. Opera di Jean-Luc Godard, maestro della Nouvelle vague, che nel

    corso della sua pluridecennale carriera, per la quale ogni aggettivazione è superflua, si è portato a casa i più prestigiosi riconoscimenti possibili, in primis il Leone d’Oro e l’Oscar onorario, ha nel suo sviluppo una straordinaria coerenza con quanto promesso dal titolo. Il linguaggio, quello filmico, ma anche quello della più immediata comunicazione verbale, è abbandonato, ripudiato, rigettato, demolito e ricomposto, in ossequio alle teorie di Saussure e Derrida, che Godard cita, così come moltissimi altri pensatori e artisti, per lo più figurativi, della storia più o meno recente d’Occidente e del mondo.

    Girato nel 3D più faticoso, fastidioso e straniante che si ricordi - anche questa, con tutta evidenza, una cifra stilistica, la forma che si fa sostanza: il guaio è che forse, per esempio, chi ha realizzato i sottotitoli a tutti questi ragionamenti “alti” non ha pensato minimamente, visto che per buona parte di questi settanta minuti, che

    sembrano molto più lunghi, le scritte in sovraimpressione sono illeggibili, e ci si sente come Topolino ubriaco in Fantasia, con gli ippopotami, Albinoni e quant’altro - parla… Di che? Di un uomo e una donna in crisi e del loro cane? Sì. Forse. Dialoghi che si aprono e non si chiudono, e poi d’improvviso riprendono, come i suoni, la musica e la schizofrenica fotografia, immagini completamente sovraesposte che si alternano ad altre che precipitano negli abissi più oscuri, la reiterazione delle due sezioni, “Natura” (più comprensibile) e “Metafora” (sfuggente), che funge da scheletro a una narrazione non narrativa e policentrica in cui si insiste molto, e ciò lascia perplessi, non tanto sulla dicotomia libro-tecnologia, che pure, in questa Babele 2.0, poteva sembrare la chiave di lettura certo più banale, ma di sicuro più limpida, quanto su certi altri tasti che fanno pensare che in fondo Adieu au langage non sia

    molto di più di un esercizio di stile alla maniera di Queneau, girato ridendo con aria sardonica, e sul quale il giudizio è per forza di cose inficiato dal passato del suo artefice (se un esordiente si fosse palesato con questo film sulla scena cinematografica internazionale sarebbe stato con tutta probabilità semplicemente ed esclusivamente bersaglio di critiche feroci, senza appello, senza spessore, e nessuno avrebbe mosso un’unghia per ricercare l’eventuale bandolo della matassa concettuale): il nudo, specialmente femminile, lontano però anni luce da quello, pur esplicitissimo, magnificente del Greenaway di Goltzius and the Pelican Company, che fa pensare a L’incisore di Bruges di Pascal Quignard, e poi, come definirlo?, il marxismo delle pulsioni escretorie più banali, la livella di Totò traslata dalla tomba al water, visto come l’unico momento in cui tutti sono uguali. Che dire? Ai posteri l’ardua sentenza…

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano BIM Distribuzione e Samanta Dalla Longa (QuattroZeroQuattro)

    Pressbook:

    PRESSBOOK INTERNAZIONALE di ADIEU AU LANGAGE - ADDIO AL LINGUAGGIO

    Links:

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    Galleria Video:

    Adieu au langage-Addio al linguaggio - trailer (versione originale sottotitolata)

    Adieu au langage-Addio al linguaggio - trailer (versione originale)

    Adieu au langage-Addio al linguaggio - clip 'La capacità di vedere il mondo' (versione originale sottotitolata)

    Adieu au langage-Addio al linguaggio - clip 'Le due più grandi invenzioni' (versione originale sottotitolata)

    Adieu au langage-Addio al linguaggio - clip 'Vivere o raccontare' (versione originale sottotitolata)

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