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    Home Page > Movies & DVD > My Old Lady

    MY OLD LADY: IL TEATRO MIGRA ANCORA UNA VOLTA SUL GRANDE SCHERMO PER MANO DEL DRAMMATURGO ISRAEL HOROVITZ E DI UN TRITTICO DI ATTORI COME KEVIN KLINE, MAGGIE SMITH E KRISTIN SCOTT THOMAS, CUI NON FA DIFETTO IL PALCOSCENICO NE' LA CELLULOIDE

    RECENSIONE - Dal 20 NOVEMBRE

    (My Old Lady; REGNO UNITO/FRANCIA/USA 2014; Dramedy; 106'; Produz.: BBC Films/Cohen Media Group/Deux Chevaux Films/FullDawa Films/Krasnoff/Foster Entertainment/Le Premier Productions/Specialty Films; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana My Old Lady

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    Trailer

    Titolo in italiano: My Old Lady

    Titolo in lingua originale: My Old Lady

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2014

    Regia: Israel Horovitz

    Sceneggiatura: Israel Horovitz

    Soggetto: Da una pièce di Israel Horovitz.

    Cast: Kevin Kline (Mathias Gold)
    Kristin Scott Thomas (Chloé Girard)
    Maggie Smith (Mathilde Girard)
    Sophie Touitou (cantante d\'Opera)
    Dominique Pinon (Monsieur Lefebvre)
    Michael Burstin (Rabbino in bicicletta)
    Raphaële Moutier (donna in bicicletta)
    Elie Wajeman (uomo al Gate)
    Christian Rauth (Antiquario)
    Noémie Lvovsky (Dr. Florence Horowitz)
    Stéphane De Groodt (Philippe)
    Jean-Christophe Allais (Jean-Christophe)
    Jocelyne Bernas (Chef)

    Musica: Mark Orton

    Costumi: Jacqueline Bouchard

    Scenografia: Pierre-François Limbosch

    Fotografia: Michel Amathieu

    Montaggio: Stephanie Ahn e Jacob Craycroft

    Scheda film aggiornata al: 01 Dicembre 2014

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Mathias Gold (Kevin Kline), un giramondo newyorkese, si reca a Parigi per liquidare un lussuoso appartamento ereditato dal padre. Una volta a Parigi, Mathias scopre che nel suo appartamento risiede un'anziana signora di nome Mathilde Girard (Maggie Smith) insieme alla figlia Chloé Girard (Kristin Scott Thomas). Dato che la sua casa è occupata, Mathias si ritrova ad avere un debito mensile di 2.400 Euro nei confronti della sua coinquilina. Dovrà quindi trovare il modo per "liberare" l'appartamento e riuscire finalmente a venderlo.

    IN DETTAGLIO:

    Parigi. Inverno quasi alle porte. Pioggia e freddo. Lo squattrinato sessantenne Mathias Gold (Kevin Kline) sbarca a Parigi da New York senza un soldo in tasca e senza neanche una parola di francese.

    Mathias ha ereditato un lussuoso appartamento panoramico nella zona del Jardin du Luxembourg. Vendere l’appartamento gli darebbe la possibilità di tornare negli Stati Uniti e pagare finalmente i debiti contratti nel tempo.

    Quando Mathias arriva a Parigi per liquidare l’appartamento, con enorme sorpresa scopre che è occupato da una raffinata novantenne inglese, Mathilde Girard (Maggie Smith), e dalla figlia di lei, la sessantenne Chloé (Kristin Scott-Thomas).

    Mathilde, ormai vedova da tempo, era sposata con un francese. Da giovane aveva aperto una scuola di inglese a Neuilly. Mathilde spiega a Mathias che l’appartamento è un viager, e cioè che, secondo la legge francese, Mathias dovrà attendere la morte dell’attuale inquilina per prendere finalmente possesso dell’appartamento. Max Gold, il padre di Mathias, aveva comprato la nuda proprietà da Mathilde circa quarant’anni prima, corrispondendole una quota mensile di €2400 al mese… Peccato che ora Max sia morto! Una cosa è certa: Mathias comincia a capire di aver ereditato un debito mensile di €2400.

    Mathilde ormai non insegna più a scuola, ma riesce a barattare qualunque cosa in cambio di lezioni di inglese: una cena al ristorante, una visita dal dottore, pulizie in casa, libri…

    Mathias non ha un soldo, neanche per pagarsi il biglietto di ritorno in America, e contava sulla vendita dell’appartamento per appianare i debiti contratti. Così Mathilde gli offre di restare nell’enorme appartamento di 500 mq, ancora in gran parte inutilizzato. In cambio delle chiavi di casa, Mathias le lascia un bell’orologio d’oro.

    Ecco che Mathias comincia a vagabondare per le strade di Parigi, triste e sconsolato.

    Chloé (Scott-Thomas) insegna nella scuola di lingue fondata dalla madre. Mathilde l’ha venduta a condizione che Chloé potesse restare a lavorare come insegnante. Quando Chloé torna dal lavoro e incontra Mathias, è certa che l’uomo venderà la casa non appena sua madre morirà, lasciandola ben presto senza un tetto sulla testa.

    Tra Chloé e Mathias scatta una reciproca antipatia. Chloé minaccia Mathias di denunciarlo alla Polizia e farlo arrestare per violazione di domicilio. Ma Mathias si difende bene e fa capire chiaramente a Chloé che non può denunciarlo poiché con l’orologio d’oro sta pagando l’affitto.

    Mathias contatta Auguste Lefebvre (Dominique Pinon), agente immobiliare di zona, e gli spiega che ha un appartamento di 500 mq da vendere, con una vista spettacolare sul Jardin du Luxembourg. L’entusiasmo iniziale di Lefebvre si smorza quando Mathias gli dice che è un viager: “No, no, molto male.” Ma quando Mathias gli spiega che Mathilde ha già 90 anni, allora l’agente torna alla carica: “Beh, mica tanto male!”

    Chloé e Mathilde dicono a Mathias che lo contatterà l’avvocato François Roy (Stéphane Freiss), intenzionato a comprare il contratto da Mathias. Roy ha due hotel di lusso nelle vicinanze e sta comprando tutti gli appartamenti del palazzo, dove abita anche Mathilde. Così Mathias incontra François Roy, che lui chiama “France”- “Wah”- “Wah” (Franç+ois+Roy), per discutere la questione.

    Chloé continua a minacciare Mathias, dicendogli che se non pagherà i €2400 entro fine mese, chiamerà la Polizia. Intanto, Mathias si introduce in alcune camere inutilizzate della casa, arredate con lussuosi mobili antichi, che Mathias riesce a rivendere a un commerciante del posto. Tra le altre cose, Mathias trova delle foto con dei visi familiari, così decide di chiedere spiegazioni a Mathilde. Davanti alla foto di Mathias e Chloé da piccoli, Mathilde confessa di aver avuto una storia d’amore con Max ben sessant’anni prima. Mathias sa che le ceneri di suo padre si trovano in Francia.

    Mathias resta scosso, devastato al pensiero che Mathilde possa essere il motivo principale che ha spinto sua madre al suicidio, avvenuto qualche anno prima. Chloé viene a sapere che la madre di Mathias si è uccisa e, immaginandone i motivi, rimane scioccata. Anche Mathilde, ora a conoscenza della verità, ha un mancamento. Max non le aveva mai detto che sua moglie si era suicidata.

    Chloé e Mathias cominciano a capire quanto la loro infanzia sia simile sotto tanti punti di vista. Mathias inizia, quindi, a chiedersi se Max non sia il padre di entrambi e ne parla con Chloé, che gli risponde: “Non lo so… Ma in fondo se lo avessimo saputo, cosa sarebbe cambiato?”

    Tra Chloé e Mathias comincia a instaurarsi un rapporto di sincerità e affetto reciproco.

    Mathias va da François Roy e rifiuta di vendergli l’appartamento. Mathias scopre che Lefebvre vive in una chiatta sulla Seine, anch’essa comprata come nuda proprietà tanti anni prima. Lefebvre racconta a Mathias che il proprietario è morto poco dopo aver firmato il contratto. Mathias risponde che questo meccanismo è folle… Scommettere sulla morte di qualcuno! Ma Lefebvre replica: “E’ il destino che gioca… Se la persona muore presto, il destino vince.” Mathias chiede: “E che succede, invece, se non muore presto?” La risposta di Lefebvre è lapidaria: “In quel caso è il destino paga… per aiutarli a vivere.”

    Mathias e Chloé si sottopongono al test e scoprono di non avere lo stesso padre. Mathias chiede a Mathilde dove sono conservate le ceneri di suo padre. Quindi, di fronte alle ceneri di Max conservate nel giardino di Mathilde, Mathias dice: “Grazie per avermi portato qui, Max. Hai fatto una cosa buona. Su una scala da 1 a 100, sei passato da 1 a 3!”

    Chloé e Mathias si baciano in giardino. Nella scena finale del film, Mathilde li guarda da una finestra dell’appartamento. È anziana e sola, sì… ma felice.

    SHORT SYNOPSIS:

    An American inherits an apartment in Paris that comes with an unexpected resident.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Teatro e Cinema. Un matrimonio che può anche risultare discutibile, o quanto meno non sempre riuscito. Tutto dipende da che cosa ci aspettiamo. E naturalmente dall'abilità della regia nel saper bilanciare il rispetto della pièce originale - il più delle volte è il teatro a prestare al cinema una storia piuttosto che non il contrario - e le variabili necessarie alla trasposizione della stessa sul grande schermo. Che dire allora del caso My Old Lady? Il vizio di forma è certamente qui radicato più che in altri, se solo si pensa che non solo nasce come piece, peraltro di grande successo, ma che nasce a firma di un grande drammaturgo come l'ultrasettantacinquenne ebreo americano Israel Horovitz. Ed così che dopo una vita intera dedicata al teatro Horovitz decide di portare questa sua piece sul grande schermo, inaugurando un tardivo e impensato esordio alla regia cinematografica.

    Se dunque la versione in

    celluloide di My Old Lady mantiene un sapore prettamente teatrale, non c'è da stupirsi. La scrittura è solida e la sceneggiatura brillante, spruzzata qua e là da quell'umorismo british che doveva assicurare il protagonismo all'inglesità. L'inglesità che non si perde neppure cambiando luogo di origine e che è propria della novantenne (anzi se la vogliamo dire tutta, 92) Mathilde Girard (Maggie Smith) trapiantata a Parigi, e di sua figlia Chloe (Kristin Scott Thomas), ma in un certo senso anche dello spiantato americano Mathias (Kevin Kline) che giunge armato di tutte le più illusorie speranze di rifarsi dalla banca rotta avendo ereditato un appartamento proprio a Parigi. E si dà il caso che sia quello di Mathilde. Ma le speranze non tardano a frantumarsi sugli scogli di una insospettabile realtà e di una consuetudine di compravendita immobiliare alquanto curiosa e molto francese, additata come 'viager': vale a dire un 'vitalizio ipotecario

    per il quale l’acquirente deve un importo mensile al proprietario, anziché una cedola unica, rimandando così il diritto a prendere possesso dell’immobile fino alla morte del venditore'. Mathias/Kline, in qualità di erede dell'acquirente dell'immobile parigino, scopre così, incredulo, di aver ereditato un debito mensile di 2.400 Euro, e di dover attendere la morte del venditore (Mathilde/Smith) prima di poter acquisire la proprietà. La situazione tragicomica iniziale ha in serbo alcune sorprese, con i suoi, alquanto complicati e scomodi, risvolti, appuntati su un passato con non pochi scheletri nell'armadio, affidati alle nebbie dei ricordi, dei rimpianti, e di foto ritratto scolorite, eppure in grado di rinvigorire nel cuore e nell'anima dei nostri protagonisti, dolori, verità nascoste o mal celate, sofferenze ingoiate a forza che ora riaffiorano accarezzando il melodramma.

    E' più che evidente che il tracciato di questa storia è tutto nel background psicologico dei protagonisti, là dove Kevin Kline, navigatissimo

    interprete di razza sia di teatro che di cinema, ruba la scena persino a Scott Thomas e Smith con il suo logoro e logorato Mathias, cui l'alcol dà persino una mano, spingendolo verso una confessione liberatoria e catartica, punteggiata di pesanti accuse, prima che possa trovare la via di una redenzione possibile, il suo acquietamento interiore, e di gettarsi alle spalle il passato. Così si può ben capire perché Horovitz non si sia sentito affatto obbligato a trasfigurare la sua storia in funzione della nuova 'vetrina', dal palcoscenico al grande schermo: per questo non ha insistito sugli esterni, che occasionalmente fanno la loro fugace comparsa, con qualche appunto compiaciuto là dove scorre 'il sangue di Parigi', ovvero la Senna. A quanto pare, non se l'è proprio sentita di scrollarsi di dosso, neppure per un momento, l'amore viscerale per il teatro che lo ha nutrito per tutta la vita: lo dimostrano

    varie cose, tra cui anche l'inserto romantico con il duetto lirico sulle sponde della Senna e persino il verso di Samuel Beckett scritto sulla lapide del padre di Mathias.

    Qualcuno si è persino scomodato ad immaginare come sarebbe stato il My Old Lady di Horovitz nelle mani di Roman Polanski. Il richiamo corre sulla duplice onda del motivo di estraniazione dell'americano sopraggiunto a Parigi - ricordate il Dr. Walker di Harrison Ford in Frantic? Ma quella era tutta un'altra storia sul filo del thriller di marca hitchcockiana e va da sè che i ritmi fossero ben diversi - e dei toni usati nella trasposizione di una storia dal teatro al cinema. Beh, a me pare che lo stesso Polanski non abbia operato in modo tanto diverso da Horovitz ad esempio in Carnage, dove i protagonisti, chiamati a campeggiare l'intero film in un'unica stanza, il nuovo palcoscenico, sono dei grandi

    attori, essi stessi sia di teatro che di cinema, ed è principalmente sulle loro spalle che viene riposta la responsabilità di una felice risoluzione. E se Carnage ha per lo più funzionato, in virtù della spiccata vitalità artistica degli interpreti e della sceneggiatura, lo stesso d'altra parte non può dirsi dell'analogo esperimento raccolto da Polanski con Venere in pelliccia. Il teatro resta per lo più teatro anche al cinema, soprattutto quando, e normalmente è così, a fare la trasposizione è qualcuno innamorato dell'espressione culturale che a vario titolo vive sul palcoscenico di un teatro. Ed è terrorizzato dall'dea di tradirla.

    Si direbbe che per My Old Lady, Horovitz abbia preso a pretesto il cinema allo scopo di amplificare, rivolgendosi al grande pubblico, il suo canto d'amore per il teatro, concedendosi un vezzo prettamente cinematografico là dove meno ce lo saremmo aspettato: vale a dire al seguito dei titoli di coda

    e della parola 'fine'. Una sequenza oltre le righe, campeggiata dal Mathias di Kevin Kline, a sottoscrivere un epilogo che, d'altra parte, arrivati a quel punto, non era certamente più un mistero!

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di MY OLD LADY

    Links:

    • Kristin Scott Thomas

    • Maggie Smith

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    Galleria Video:

    My Old Lady - trailer

    My Old Lady - trailer (versione originale)

    My Old Lady - clip 'L'incontro'

    My Old Lady - clip 'Tu sei Mathias'

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