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    Home Page > Movies & DVD > The Walk

    THE WALK: ROBERT ZEMECKIS OMAGGIA UN FUNAMBOLO FRANCESE D'ECCEZIONE COME PHILIPPE PETIT, NEL FILM INTERPRETATO DA JOSEPH GORDON-LEVITT

    Dalla X. Festa del Cinema di Roma - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by PETER DEBRUGE (www.variety.com) - Dal 22 OTTOBRE

    Quando ho sentito parlare la prima volta di questa storia, ho pensato, ‘Mio Dio, questo è un film che A: deve essere fatto a tutti i costi, B: deve essere assolutamente presentato in 3D. Quando osservi un funambolo, devi sempre alzare lo sguardo su di lui, non hai mai la prospettiva di come possa essere dall’alto della fune. Il nostro film seguirà invece la storia di Petit mettendo lo spettatore in cima alla fune, a camminare con Philippe, presentando l’immagine in 3D, con un risultato altamente spettacolare ed emozionante. Adoro l’idea di un giovane – un performer, un artista – che riesce a realizzare il suo grande sogno. Il suo progetto è illegale, è pericoloso, ma non danneggia nessuno. Sembrava qualcosa d’altri tempi – non si vedono più cose di questo tipo oggi, quasi una favola”.
    Il regista e co-sceneggiatore Robert Zemeckis

    (The Walk; USA 2015; Biopic Drammatico; 124'; Produz.: ImageMovers/Sony Pictures Entertainment (SPE)/TriStar Productions; Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)

    Locandina italiana The Walk

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    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: The Walk

    Titolo in lingua originale: The Walk

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Robert Zemeckis

    Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne e Philippe Petit

    Soggetto: Ispirato alla vera storia raccontata nel libro del noto funambolo francese Philippe Petit To Reach the Clouds.

    Philippe Petit, un uomo che cammina su cavi d'acciaio, ottenne la popolarità a livello internazionale quando nel 1974 camminò senza permesso lungo un cavo messo tra le due Torri gemelle di New York, a 1350 piedi di altezza.

    Cast: Joseph Gordon-Levitt (Philippe Petit)
    Ben Kingsley (Papa Rudy)
    Charlotte Le Bon (Annie Allix)
    James Badge Dale (Jean Pierre)
    Clément Sibony (Jean Louis)
    César Domboy (Jean-François)
    Ben Schwartz (Albert)
    Steve Valentine (Barry Greenhouse)
    Benedict Samuel (David)
    Sergio Di Zio (Ufficiale Genco)
    Mark Camacho (Guy Tozolli)
    Nathaly Thibault (Segretaria)
    Kwasi Songui (Uomo col giaccone)
    Melantha Blackthorne (Bambino parigino coi fiori)
    Jason Blicker (Ufficiale Daley)
    Cast completo

    Musica: Alan Silvestri

    Costumi: Suttirat Anne Larlarb

    Scenografia: Naomi Shohan

    Fotografia: Dariusz Wolski

    Montaggio: Jeremiah O'Driscoll

    Effetti Speciali: Ryal Cosgrove (coordinatore effetti speciali); Kevin Baillie e Viktor Muller (supervisori effetti visivi)

    Makeup: Colleen Quinton (capo dipartimento makeup); Félix Larivière (capo dipartimento acconciature)

    Casting: Scot Boland e Victoria Burrows

    Scheda film aggiornata al: 16 Novembre 2015

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Dodici persone hanno camminato sulla luna ma solo un uomo ha avuto il coraggio di camminare, sospeso nel vuoto, tra le due torri del World Trade Center di New York. Guidato dal mentore Papa Rudy (Ben Kingsley) e aiutato da un improbabile gruppo di reclute internazionali, Petit (Joseph Gordon-Levitt) supererà ogni probabilità, tradimento, dissenso e protesta, nel concepire prima e nel mettere in atto poi un piano da tutti considerato folle.

    SHORT SYNOPSIS:

    The story of French high-wire artist Philippe Petit's attempt to cross the Twin Towers of the World Trade Center in 1974.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    E LA STORIA DI UN FUNAMBOLO D'ECCEZIONE SI FECE METAFORA DI VITA, VISSUTA E... PERDUTA. PERCHE' OGNI ESSERE UMANO NON PUO' CHE VIVERE... APPESO A UN FILO

    "Perchè? Questa è la domanda che più spesso mi pongono...". E' un racconto tutto in prima persona il biopic The Walk di Robert Zemeckis (trilogia di Ritorno al Futuro, Forrest Gump, Contact, Le verità nascoste, Cast Away...), la cui navigata esperienza nel mondo del cinema a tutto tondo non manca mai di esibire in ogni sua diversa pellicola. E The Walk non fa eccezione, ma solo per un'eccellenza di forma e contenuto concessa ad una manciata di 'signorili' sequenze. Questa volta il racconto in prima persona non è però affidato alla voce fuori campo. O almeno non solo. E' il nostro esuberante protagonista, il funambolo francese Philippe Petit indossato da Joseph Gordon-Levitt (Lincoln, Looper), a fare da storyteller, guardandoci negli occhi, da una postazione

    privilegiata, non certo dal basso. Ed è così che ci anticipa quel che è successo, fotogramma dopo fotogramma, nella sua vita, sul limitare di un filo teso a mezz'aria. Almeno prima dell'impresa evento che, sfidando l'impossibile, lo ha visto protagonista di una traversata non solo illegale, ma assolutamente impensabile fino a quel momento, come quella tra le Torri Gemelle, conferendo loro, proprio ora che non ci sono più, insieme a tutte le vittime della ben nota tragedia dell'11 Settembre, un'anima che sopravvive nella Memoria delle Memorie.

    "La mia storia comincia in un'altra parte del mondo... ". E come poteva essere altrimenti, per un funambolo di origine francese? Così, i colori della memoria si assorbono nel bianco e nero in quel di Parigi all'altezza del 1973, quando il nostro Philippe/Gordon-Levitt è solo un saltimbanco il cui dominio è un cerchio. E' lì che si svolge il suo spettacolo di piazza, all'interno di

    un cerchio. E guai a chi si permette di porci un piede dentro, anche solo in parte. Ma la leggerezza del racconto, spruzzato con un pò di umorismo, non sempre riesce a tenere alta l'attenzione mentre seguiamo la parabola formativa di questo eccentrico personaggio. Una parabola che si flette, più e più volte, fatta eccezione, appunto, per alcune 'signorili' sequenze: un vero e proprio inno al cinema come arte. E' il caso ad esempio di come Zemeckis reinventa sul grande schermo in un'unica, più che eloquente sequenza, la crescita biologica e professionale del nostro protagonista, dall'infanzia all'età adulta, con l'obiettivo puntato su un piccolo lastricato a più fili in sospensione e sui piedi che lo percorrono. E mentre i fili si riducono uno ad uno, i piedi mutano e crescono, parafrasando gli anni che passano. Una sequenza da manuale e una finezza da Maestro. La stessa con cui nell'epilogo del

    film, dopo essersi trattenuto tutto il tempo necessario ad incensare le incredibili dinamiche preparatorie dell'impresa fino all'impresa stessa, Zemeckis offre il suo, sotteso, omaggio 'translucido' alle vittime dell'11 Settembre, quelle che invece nelle Torri Gemelle hanno consumato innumerevoli spicchi di una quotidianità fatta di lavoro - e non è detto che alle volte anche questo non possa rappresentare un'impresa - paradossalmente inconsapevoli di trovarsi esattamente appese ad un filo. Un filo sospeso e indegnamente spezzato. Perché quel filo cui tutti siamo bene o male 'sospesi', fa parte della vita. Così quel che ci dice il funambolo Philippe Petit (Levitt), "Per me camminare sul filo è la vita...", suona quasi come una suggestiva metafora dell'inevitabile. L'inevitabile traversata sul filo della vita affrontandone e accettandone ogni implicito rischio.

    E si ritorna allora alla domanda iniziale con qualche indizio in più sulla risposta. Perché? Zemeckis intesse in un'altra 'signorile' sequenza, la soggettiva del protagonista

    mentre è sospeso sul filo, teso su un vuoto lungo i 110 piani che un tempo contavano le torri gemelle ancora in corso d'opera, per dare anima al corpo della risposta a quella stessa domanda: Perché? Perché rischiare la morte? Perché portarsi fino all'estremo in quel modo? E quella soggettiva vede scomparire tutto quel che c'è in basso e nell'intorno: solo un cielo in cui le nuvole sono ammantate da una fitta nebbiolina che addensa il silenzio. Il silenzio della meditazione e dell'assoluto, non troppo dissimile da quello raccolto in vetta all'Everest dagli scalatori di montagne impenetrabili e ad alto rischio. Quel contatto con l'Assoluto che è come toccare Dio con un dito. Quello in grado di elevarti su un piano altro al di sopra di ogni cosa e non facilmente narrabile. E' quel che si può solo intuire, o provare in un'esperienza diretta, quando la spinta di vita è

    talmente forte da renderlo quasi necessario. E... memorabile! E quel che diventa memorabile è accarezzato dalla forte luce di cui ricorderai e sentirai il calore a pelle,"per sempre". Anche quando tutto intorno ormai si sta facendo buio.

    Secondo commento critico (a cura di PETER DEBRUGE, www.variety.com)

    In “The Walk,” Robert Zemeckis dares audiences to look down, zooming fast as gravity past 110 stories from the top of the World Trade Center to the expectant faces on the crowd below. A quarter of a mile above, daredevil high-wire artist Philippe Petit (as played by Joseph Gordon-Levitt) soft-shoes between New York City’s two tallest buildings in a breathtaking stunt the lunatic Frenchman believes could be “the most audacious work of art that has ever been done.” For a man whose name literally means “little,” Petit sure talks a big game. Luckily, Zemeckis shares his gift for hyperbole, and together, they recreate the wild dream as only cinema can, giving audiences a 3D, all-angle view of an experience that, until now, only one man on earth could claim to have lived. Ultimately, its commercial fate will depend on word of mouth, as a New York Film Fest kick-off and

    nine-day Imax opening stretch inspire audiences to talk the “The Walk.”

    Certainly, what Zemeckis delivers here is an entirely different brand of spectacle from that which audiences have come to expect from recent studio tentpoles, sharing a true story so incredible it literally must be seen to be believed, as opposed to imaginary feats full of impossible CG creatures. Speaking of tentpoles, “The Walk” takes its cues from the circus, where 8-year-old Philippe first laid eyes on a tightrope act and from which his flamboyant performance style eventually sprung, with the coaching of Franco-Czech circus honcho Papa Rudy (Ben Kingsley, sporting a wild Europudding accent worthy of “The Room’s” Tommy Wiseau).

    Gordon-Levitt was always going to be a strange choice to play Philippe Petit, a hyper-kinetic and highly gesticulative showman with impish blue eyes, wild orange hair and a thick French accent — none of them qualities that audiences associate with the

    brooding “Looper” star. Resemblance matters, since the Trade Center coup has made Petit an international celebrity of sorts, his story known by children (a significant percentage of the PG-rated film’s intended audience) and retold in James Marsh’s terrific 2008 documentary “Man on Wire.”

    That’s a problem for the marketing department, who must battle whatever resistance audiences have to watching the kid from “Third Rock from the Sun” gad about in a weird wig and contacts, though it’s quickly forgotten in the context of the film certainly, it’s no worse a distraction than Johnny Depp’s “Black Mass” performance, though Gordon-Levitt goes to the additional trouble of delivering a significant portion of his dialogue in French). Whatever one thinks of the accent, Zemeckis and co-writer Christopher Browne have captured Petit’s voice, and Gordon-Levitt wins us over from the outset, hanging out in the Statue of Liberty’s torch, from which he narrates “The Walk”

    while enjoying a clear view of the Twin Towers that dwarfed lower Manhattan until that fateful day in 2001.

    Of course, no film can touch on these landmarks without conjuring memories of their tragic collapse, though “The Walk” reminds us that while New Yorkers still bond over the question, “Where were you on 9/11?” a quarter century earlier, before the South Tower was even finished, witnesses of Petit’s walk were forever transformed by what they saw. (That very notion inspired Colum McCann to write his brilliant tapestry novel “Let the Great World Spin,” which revolves around Petit’s high-wire act and “the ordinary people on the street, the ones who walked a tightrope just one inch off the ground”).

    Few filmmakers have accomplished more seemingly impossible feats onscreen than Zemeckis, and here, the director brings his magician’s ability to blend character and technology in such a way that virtuoso style seems to spring

    organically from the material itself. There are moments in “The Walk” where the camera does impossible things, whether hovering above Philippe’s head as he balances some 1,300 feet off the ground or peering through an advertisement torn from a French magazine, upon which Philippe has doodled a thin line between the not-yet-built Trade Center towers.

    Philippe sees the world differently, and that alone makes him an infectious protagonist. He carries a small length of red cord in his pocket, holding it up to distant landmarks to imagine a wire suspended there. After an early failure that ended with him belly-flopping off his cable into a shallow lake, Philippe passed a wire between the twin belfries of Notre Dame Cathedral and got himself arrested for walking it. His performances may be victimless crimes, but they are crimes nonetheless, and the fact that Philippe and his crew must plan the Trade Center coup

    in secret lends it much of its suspense. After all, they’re defying not just gravity, but the laws of polite society as well.

    Much of what made Marsh’s “Man on Wire” so thrilling was the fact that the director had approached Petit’s story like a caper film. Though Zemeckis follows a more linear trajectory, spending the better part of the first hour in Paris, where Philippe falls for street musician Annie (saucer-eyed Canadian actress Charlotte Le Bon) and enlists her photographer friend Jean-Louis (Clement Sibony), “The Walk” shares the white-knuckle sense that the Trade Center performance must be planned and executed with the precision of a bank heist — a sensibility reflected in Alan Silvestri’s light-string score, which alternates between insistent and inspiring as the suspense requires.

    We see Philippe, forever the clown, don an elaborate series of disguises as he and his friends case the joint — a job made considerably

    easier after stepping on a nail forces him to use crutches, even if the foot injury is sure to complicate the stunt itself. Bringing three accomplices over from France, Philippe recruits a handful of Americans, including wild-mustachioed Steve Valentine as their inside man and James Badge Dale as a slick electronics salesman. Philippe may not be short on charisma, but Dale gets to do the fancy talking — and steals nearly every scene he’s in — whenever they’re trying to hide their French accents.

    While Gallic buddy Jean-Louis takes the North Tower, Zemeckis follows Philippe and afraid-of-heights friend Jeff (Cesar Domboy) infiltrate the South one. Not yet open to the public, the building’s work-site hazards are every bit as unsafe as an under-construction Death Star —especially the open elevator shaft where Philippe and Jeff duck to hide from a passing security guard. Zemeckis can get a little carried away at moments

    like these, indulging a “Vertigo”-like fantasy in which Jeff goes spinning off into the void, though it’s helpful to remember that he’s playing to his widest potential audience since “The Polar Express,” and he’s trying to psyche the kiddies up for the main attraction, once the guard leaves and the men can finally step out onto the roof.

    Perle di sceneggiatura


    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Warner Bros. Pictures, Cristiana Caimmi (Ufficio Stampa) e Samanta Dalla Longa (QuattroZeroQuattro)

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di THE WALK
    L'OMONIMO LIBRO di PHILIPPE PETIT

    Links:

    • Robert Zemeckis (Regista)

    • Ben Kingsley

    • Joseph Gordon-Levitt

    • James Badge Dale

    • X. Festa del Cinema (Roma, 16-24 Ottobre 2015) - Daily: lunedì 19 ottobre - ALLA FESTA ARRIVA THE WALK 3D DI ROBERT ZEMECKIS: SUL RED CARPET PHILIPPE PETIT, IL FUNAMBOLO CHE SORPRESE IL MONDO ATTRAVERSANDO LE TORRI DEL WORLD TRADE CENTER (Speciali)

    • The Walk (BLU-RAY + DVD)

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