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    Home Page > Movies & DVD > Cinquanta sfumature di grigio

    CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO

    VINCITORE di 5 RAZZIE AWARDS 2016 (i contro Oscar): 'PEGGIOR FILM', 'PEGGIOR ATTORE PROTAGONISTA', 'PEGGIORE ATTRICE PROTAGONISTA', 'PEGGIORE COPPIA SULLO SCHERMO' e 'PEGGIOR SCENEGGIATURA' - Tra i più attesi!!!... E i più deludenti!!! - 65. Berlinale (5-15 Febbraio 2015) - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (www.variety.com) - Dal 12 FEBBRAIO

    "Non ne sono ancora del tutto sicuro, però visto che più di 90 milioni di persone hanno letto il libro e molte di loro andranno anche a vedere il film, la mia vita potrebbe cambiare radicalmente... Recitare in '50 sfumature di grigio' mi ha cambiato soprattutto in un aspetto, ovvero nel mio modo di camminare!... Abbiamo fatto lezioni di ballo, imparato il fox-trot (una sorta di 'liscio' americano, n.d.r.) e il tacco-punta, una cosa che non conoscevo perché io fino a quel momento camminavo diversamente, cioè male".
    L'attore Jamie Dornan

    (Fifty Shades of Grey; USA 2014; Erotico; 124'; Produz.: Focus Features/Michael De Luca Productions/Trigger Street Productions; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana Cinquanta sfumature di grigio

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    Titolo in italiano: Cinquanta sfumature di grigio

    Titolo in lingua originale: Fifty Shades of Grey

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Sam Taylor Wood-Johnson

    Sceneggiatura: Kelly Marcel, Patrick Marber e Mark Bombarck

    Soggetto: Cinquanta sfumature di grigio è uno dei casi editoriali più discusso degli ultimi anni. Più di 3.500.00 copie vendute solo in Italia. Un libro che è diventato un fenomeno. La storia che ha appassionato ogni donna, svelandone i segreti più intimi... I romanzi successivi della serie, Cinquanta sfumature di nero e Cinquanta sfumature di rosso, esplorano in profondità il rapporto tra i due protagonisti.

    PRELIMINARIA - UN CASO EDITORIALE PRIMA CHE UN FILM:

    Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey) è un romanzo scritto nel 2011 dalla scrittrice inglese E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard). Si tratta del primo di una trilogia di romanzi che prosegue con Cinquanta sfumature di nero (Fifty Shades Darker) e Cinquanta sfumature di rosso (Fifty Shades Freed).

    Il romanzo, caratterizzato dalla descrizione di scene di esplicito erotismo e da elementi di pratiche sessuali BDSM, ha in breve tempo raggiunto una vasta popolarità e un grande successo di vendite negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. L'intera serie ha venduto oltre 100 milioni di copie in tutto il mondo e i diritti sono stati venduti in 37 paesi.

    PRELIMINARIA - TRAMA del Libro:

    Anastasia Steele è una studentessa universitaria di 21 anni iscritta alla Washington State University di Vancouver, stato di Washington (USA).

    Anastasia è vicina alla laurea in Letteratura Inglese, quando la sua amica e coinquilina Kate, direttrice del giornale universitario, le chiede di sostituirla per un'intervista a Christian Grey, amministratore delegato della Grey Enterprises Holdings Inc. Anastasia accetta, nonostante debba studiare per gli imminenti esami.

    Senza alcuna informazione sulla persona da intervistare, arriva alla Grey Enterprises, dove nota l'ambiente ricercato ed elegante, e che le dipendenti sono tutte donne bionde di bella presenza. Entrando nell'ufficio di Grey, inciampa sulla porta di ingresso, cade ed è aiutata da un giovane uomo, elegante ed affascinante, con gli occhi di un grigio luminoso, di nome Christian Grey.

    Anastasia conduce un'intervista che non si limita alle sole domande richieste dall'amica, incuriosendo così Christian, colpito dalla sua bellezza diafana.

    I due cominciano a incontrarsi, ma Anastasia si rende conto che Christian è un uomo oscuro, il cui apparente splendore nasconde una persona piena di segreti.

    Ad Anastasia viene proposto un contratto, in cui sono elencate le "regole" da seguire durante la relazione con Christian: il loro rapporto dovrebbe essere ricondotto al ruolo di Dominatore e Sottomessa. Christian è abituato a non avere nessun tipo di relazione affettiva con una donna, il contatto è limitato alla sola vita sessuale, in cui lui impartisce ordini e la donna deve compiacerlo o verrà punita. I comandi variano dal tipo di vita da seguire durante la giornata, agli atteggiamenti da avere durante i momenti di intimità: così il bello e affascinante Christian si rivela essere un uomo sadico e masochista, dalle tendenze sessuali fuori dalla norma.

    A differenza di tutte le donne con cui è stato, Anastasia è difficile da gestire, ma soprattutto da interpretare. Lei, invece di rifiutare, si butta a capofitto in questa relazione, pensando di essere in grado di gestirla. Pian piano viene travolta da una realtà di erotismo e di pratiche BDSM mai immaginate prima, in cui dolore e piacere si uniscono in un connubio inscindibile.

    Questo crescendo di emozioni porta Anastasia ad innamorarsi di Christian e a volerlo aiutare ad affrontare le proprie paure, in quanto il suo atteggiamento nasce da esperienze strazianti e innaturali vissute nei primi anni di vita: è stato adottato, all'età di quattro anni, da una famiglia benestante insieme ad altri due bambini, un maschio ed una femmina. Ma pur apparendo come un uomo perfetto ed ambizioso, dentro di sé serba il ricordo di essere stato un bambino abbandonato, maltrattato, figlio di una donna drogata e incapace di badare alle esigenze del figlio. Per questo Anastasia decide di continuare la relazione anche se la strada da percorrere è dolorosa e difficile.

    Pensando di avvicinarsi di più all'uomo e cercando di capire il motivo per cui in alcune circostanze lui non è capace di accettare nessun tipo di contatto fisico, Anastasia chiede a Christian di conoscere qual è il limite massimo che può raggiungere il suo sadismo. Anastasia non si rende conto della pericolosità della richiesta e vive un'esperienza che le fa capire di essere innamorata di un uomo malato, i cui problemi psicologici non possono essere superati facilmente.

    Anastasia abbandona Christian con la promessa di lasciarsi dietro gli orrori vissuti.

    Cast: Jamie Dornan (Christian Grey)
    Dakota Johnson (Anastasia Steele)
    Jennifer Ehle (Carla May Wilks)
    Max Martini (Jason Taylor)
    Luke Grimes (Elliot Grey)
    Eloise Mumford (Kate Kavanagh)
    Marcia Gay Harden (Dr. Grace Trevelyan Grey)
    Rita Ora (Mia Grey)
    Dylan Neal (Robbin 'Bob' Adams)
    Callum Keith Rennie (Ray Steele)
    Victor Rasuk (Josè Rodriguez)
    Rachel Skarsten (Andrea)
    Anthony Konechny (Paul Clayton)
    Andrew Airlie (Carrick Grey)
    Aaron Taylor-Johnson (Annunciato)

    Musica: Danny Elfman

    Costumi: Mark Bridges

    Scenografia: David Wasco

    Fotografia: Seamus McGarvey

    Effetti Speciali: Alex Burdett (supervisore effetti speciali); David Zeng (effetti visivi)

    Makeup: Naomi Bakstad

    Casting: Francine Maisler

    Scheda film aggiornata al: 14 Marzo 2016

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Il film racconta la relazione tra la studentessa del college Anastasia Steele e il miliardiario ventisettenne Christian Grey...

    SYNOPSIS:

    Literature student Anastasia Steele's life changes forever when she meets handsome, yet tormented, billionaire Christian Grey.

    When Anastasia Steele, a literature student, goes to interview the wealthy Christian Grey, as a favor to her roommate Kate Kavanagh, she encounters a beautiful, brilliant and intimidating man. The innocent and naive Ana started to realize she wants him, despite his enigmatic reserve and advice, she finds herself desperate to get close to him. Not able to resist Ana's beauty and independent spirit, Christian Grey admits he wants her too, but in his own terms. Ana hesitates as she discovers the singular tastes of Christian Grey - despite of the embellishments of success, his multinational businesses, his vast wealth, his loving family - Grey is consumed by the need to control everything. As they get close Ana starts to discover Christian Grey's secrets and explores her own desires.

    Commento critico (a cura di ROSS DI GIOIA)

    La laureanda in Letteratura inglese Anastasia Steele (Dakota Johnson), complice il raffreddore dell’amica e coinquilina Kate, va ad intervistare per il giornale scolastico il ricco Christian Grey (Jamie Dornan), fascinoso magnate che si è fatto da solo e capo della Grey Enterprises. Tra i due è attrazione a prima vista. Iniziano così a frequentarsi, ma Ana si rende conto che il bel Christian è un uomo dall’animo oscuro, difficile da leggere appieno, che conduce una vita scintillante (esteriormente) ma col doppiofondo. È però solo dopo che lui la lascia, convinto che non possa avere ciò che più vuole, che lei si convince a cercare la verità, trovandola infine: Mr. Grey ama padroneggiare le sue partner in un gioco di ruoli in cui lui è il “Dominatore” e la fanciulla di turno la “Sottomessa”. Ad Ana viene presentato così un vero e proprio contratto con specifiche "regole" da seguire durante la

    loro relazione. Un accordo fondato sostanzialmente su un compito preciso: lei deve compiacere lui o verrà punita. Ma Ana accetterà o scapperà via (nonostante il cuore le dica di restare)? E lui riuscirà a zittire una strana vocina che inizia a farsi strada (per la prima volta) tra i suoi pensieri?

    Chi vi scrive non ha letto il romanzo. Ha letto però (e molto) della fenomenologia, dei record di vendita e delle polemiche che hanno caratterizzato 50 sfumature di grigio. Scritto dalla furba E. L. James (al secolo Erika Leonard), capace di invadere a più riprese le nostrane librerie nelle svariate versioni edite dal 2012 ad oggi, l’evento più sadomaso di sempre viene ora tradotto in una mediocre prova diretta da Sam Taylor-Johnson. Volutamente patinato e fotografato in modo gelido, il film arranca per una salita fatta di luoghi comuni con sul groppone la totale assenza di appeal. Le tanto decantate

    scene di quel sesso anche estremo di cui si è sempre favoleggiato parlando della trilogia delle 50 sfumature, finiscono per ridursi in alcune sessioni di svezzamento con cravatta e frustino, timide sculacciate e labbra morsicate dalla protagonista. Lei, Dakota Johnson, figlia di Melanie Griffith e Don Johnson, prova a fare della sua Ana una Lolita che deve raggirare la Jane Austin che alberga in lei - non è un caso se la scrittrice viene citata nel film - per far emergere quel lato di sé che non conosceva e che un po’ la intimidisce; lui, Jamie Dornan, modello da copertina e che qualcuno magari ricorderà come lo scodinzolante Conte Fersen intorno alla Marie Antoinette di Sofia Coppola, ce la mette tutta per non cambiare espressione in due ore di proiezione. Manca la chimica (e non solo tra i due protagonisti), manca la voglia reale di stupire piuttosto che usare le

    facili pruderie per confezionare un solido prodotto erotico, manca un punto di vista sull’introspezione dei personaggi (non basta buttare lì di una madre biologica tossicomane e prostituta). La parte peggiore? La scena finale su un ascensore che si chiude in faccia ai due, interrompendo la tormentata liaison, sintetizzabile così: 50 sfumature di grigio non finisce qui…

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    If the problem with too many literary adaptations is a failure to capture the author’s voice, then that shortcoming turns out to be the single greatest virtue of “Fifty Shades of Grey,” the hotly anticipated first film inspired by E.L. James’ bestselling assault on sexual mores, good taste and the English language. In telling the story of a shy young virgin and the broodingly handsome billionaire who invites her into his wonderful world of hanky-spanky, director Sam Taylor-Johnson and screenwriter Kelly Marcel have brought out a welcome element of cheeky, knowing humor that gradually recedes as the action plunges into darker, kinkier territory. Glossy, well cast, and a consistent hoot until it becomes a serious drag, this neo-“9½ Weeks” is above all a slick exercise in carefully brand-managed titillation — edgier than most grown-up studio fare, but otherwise a fairly mild provocation in this porn-saturated day and age. Still, any

    movie that’s generated a Lego trailer parody, a 75-screen Imax rollout and countless sex-toy tie-ins is clearly filling a very special void in the zeitgeist, and with its built-in female fan base and off-the-charts curiosity factor, the Universal/Focus release looks set to flog the box office competition through Valentine’s Day and beyond.

    The “Fifty Shades” trilogy may have first surfaced in 2009 as a work of “Twilight” fan fiction, but it quickly distinguished itself as its own hugely successful, thoroughly dubious pop-lit phenomenon (100 million copies sold and counting). A far cry from Stephenie Meyer’s pro-abstinence fantasy, James’ startlingly explicit story proved massively popular with women of all ages, ushering the taboo subject of bondage porn into the mom-friendly mainstream. And for all the deserved criticisms of Meyer’s prose style, she really had nothing in that department on James, as demonstrated by sentences like “Desire pools dark and deadly in my

    groin” to “The muscles inside the deepest, darkest part of me clench in the most delicious fashion.” Is it sadomasochistic longing or is it irritable bowel syndrome?

    At any rate, it may partly explain why our heroine spends much of the movie looking not entirely in control of her lunch. A nervous, dark-haired English literature student at Washington State U., Anastasia “Ana” Steele (Dakota Johnson) has been assigned to write a school newspaper article on Christian Grey, a 27-year-old business magnate and university benefactor who turns out to be not just obscenely wealthy and successful, but (as played by Jamie Dornan) impossibly good-looking to boot. Speaking with Ana in his glass-walled Seattle office, Christian fixes her with the iciest of come-hither stares, his cheekbones practically slicing through the narrative torpor. Ana, for her part, responds by looking quietly dazed with lust, economically distilling the rich and complicated subtext of James’ novel

    — oh my god, he’s so hot — into a single oh-my-god-he’s-so-hot expression.

    Following their interview, Christian and Ana heighten their mutual attraction with a few not-so-chance encounters. He sends her some rare first editions (happily, not “The Iliad”), hits on her at the hardware store where she works, and eventually whisks her off to his apartment by private helicopter — at which point James’ contemporary Cinderella story begins to reveal its Angela Carter side. It’s not just that this American-psycho Prince Charming shuns conventional romance and conducts his relationships on a strictly transactional basis. As he notes early on, Christian is a man of “many physical pursuits,” which include piloting, stalking, topless piano playing, and recreational bondage: Specifically, he selects and grooms young women willing to be bound, gagged, clamped, lashed and probed for his pleasure and presumably their own. Imagine Bruce Wayne with a Red Room of Pain in

    lieu of a Batcave and you’re more than halfway there.

    A self-described “dominant,” Christian invites the naive, sexually inexperienced Ana to be his latest “submissive,” and hands her a lengthy contract outlining the very specific requirements and boundaries of their relationship — “the only sort of relationship I have,” he declares, when she wonders why they can’t just stick to dinner and a movie. In slowly easing Ana and the viewer into Christian’s private realm of decadence and deviance, Taylor-Johnson and Marcel (who previously scripted that rather more tasteful dominant-submissive psychodrama, “Saving Mr. Banks”) reveal an unexpectedly deft and disarmingly irreverent touch, wisely grasping — more so, perhaps, than James and some of her more slap-happy readers — that a film set in the leathery world of BDSM fetishism might not be without a measure of comic potential.

    Relying on the performances of two appealing, fresh-faced leads with little prior onscreen baggage,

    the filmmakers have turned their version of “Fifty Shades of Grey” into a sly tragicomedy of manners — Jane Austen with a riding crop, if you will, or perhaps Charlotte Bronte with a peacock feather — that extracts no shortage of laughs from the nervous tension between Ana’s romantic dream come true and the psychosexual nightmare raging just beneath the surface. By happily shedding the book’s 500 or so pages of numbingly repetitive inner monologue and adding the crucial perspective of the camera, the filmmakers have also made Ana a somewhat tougher, more skeptical heroine, played by Johnson with a very appealing combo of little-girl-lost naivete and gradually deepening assertiveness. (One of the movie’s more amusingly tongue-in-cheek moments finds the two leads seated at opposite ends of a conference table, enacting perhaps the most eccentric contract negotiation scene since “A Night at the Opera.”)

    Naturally, Ana’s agonizing deferral of her decision

    — whether or not to become Mr. Grey’s personal sex slave — doesn’t keep them from sampling each other’s wares in the meantime, starting with a scene at roughly the 40-minute mark in which Christian divests her of that pesky virginity in a safe, handcuff-free environment, before slowly introducing her to the exquisite pleasures of pain. By the generally prudish standards of the mainstream, the bedroom action on display manages to be appreciably more explicit than the studio norm while steering clear of anything particularly objectionable. Breasts and buttocks are lavished with matter-of-fact attention in d.p. Seamus McGarvey’s precisely framed widescreen compositions, while a trio of editors — including Oscar-winning veteran Anne V. Coates, whose many salient credits include “Unfaithful,” “Out of Sight” and “Striptease” — navigate smoothly between closeups and full-body shots, their every cut maintaining a careful visual partition around the actors’ modesty. (Unsurprisingly for a movie with

    this particular control/submit dynamic, the usual gender-based double standard prevails: plenty of Johnson, but only a fleeting glimpse of johnson.)

    Before her 2009 feature debut with “Nowhere Boy,” Taylor-Johnson made an earlier foray into onscreen sexuality with the short film “Death Valley” (included in the little-seen 2006 art-porn omnibus “Destricted”), which consisted of a young man pleasuring himself in the desert for eight grindingly tedious minutes. “Fifty Shades of Grey” offers her a much livelier and vastly more commercial feature-length canvas to work, though it also forces her to elide the more intimate particulars of Christian and Ana’s relationship, hemmed in by an R rating that, in a less craven world, should rightly have been an NC-17. Obviously there are scenes from the book that were never going to pass muster here, most notoriously a sex act involving a feminine hygiene product that would have been right at home in Nagisa

    Oshima’s 1976 arthouse scandal, “In the Realm of the Senses”; certainly there’s nothing here to compare with the much more grim and unyielding portrait of female self-debasement in Lars von Trier’s recent “Nymphomaniac.” But to be fair, there’s also nothing here that could possibly rival a culture where hardcore bondage is just one more ho-hum niche in the great big pornucopia of the Internet — a culture that, among many consequences, has banished provocative, sexually mature cinema to the arthouse fringe.

    In that respect, there’s something at once underwhelming and almost heartening about the sleek, professional softcore spectacle of “Fifty Shades of Grey,” which substitutes a genteel visual shorthand for James’ hot-and-heavy descriptions, duly cushioned by the rhythmic thrusts and heaves of Danny Elfman’s score. (The soundtrack selections, including tracks by Ellie Goulding, Sia and Beyonce, establish an initially lovey-dovey mood that turns vaguely sinister as things progress.) The film is

    arguably much more graphically indulgent as a piece of real-estate porn, given the seductive grandeur of production designer David Wasco’s immaculate sets, shot against the wintry cityscape of Vancouver (ably standing in for the Pacific Northwest locations). And in a picture where clothing might well have been beside the point, Mark Bridges’ costumes offer precise delineations of character, from Christian’s custom-fit suits and gray neckties (not just a namesake wardrobe choice but a handy prop) to Ana’s increasingly relaxed and stylish dresses.

    James’ novels were pilloried in some quarters for glorifying abusive relationships, and hailed in others for subverting bondage and role play with a striking vision of female empowerment. Whatever one’s interpretation, the story they tell is meant to be one of redemption, in which Ana asserts herself as the true dominant by luring the abused, damaged Christian out of his playroom and into the world of functional human relationships

    — one represented here by his adoptive mother (Marcia Gay Harden) and Ana’s sweet but distracted mother (Jennifer Ehle) and spirited best friend (Eloise Mumford), all of whom bring welcome glimmers of sanity and emotional stability. Unfortunately, it’s a drama that can scarcely sustain one movie, let alone three, and as our heroine becomes increasingly aware of just how dark Christian’s dark side is, “Fifty Shades of Grey” starts to lose its sense of humor and elicit the wrong kind of giggles — climaxing with a hilariously overblown S&M montage laden with so many slow-motion dissolves as to suggest that Ana wasn’t the only one wearing a blindfold during the assembly.

    The final half-hour or so is punishing in more than just a literal sense, bringing us to a less-than-scintillating cliffhanger in the now de rigueur manner of book-based, fan-driven franchise fare. Dornan, a charismatic presence, largely nails (among other things)

    the combination of intense formality and playful lewdness that defines Christian Grey, but he proves rather less skilled at illuminating the inner life of a sexual deviant. “I exercise control in all things,” he notes early on — spoken like a man who doesn’t realize he’s still got two sequels to go.

    Perle di sceneggiatura

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Universal Pictures International, Matilde Marinai (Ufficio Stampa Universal) e Silvia Saba (Sw Service)

    Links:

    • Sam Taylor Wood-Johnson (Regista)

    • Marcia Gay Harden

    • Jennifer Ehle

    • Dakota Johnson

    • Luke Grimes

    • Aaron Taylor-Johnson

    • Jamie Dornan

    • Eloise Mumford

    • Rita Ora

    • 'CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO' UN CASO EDITORIALE PRIMA ANCORA DI UN SUCCESSO ANNUNCIATO SUL GRANDE SCHERMO. Il Film più atteso del 2015 con prevendita di biglietti iniziata lo scorso 12 dicembre, è ora al cinema, dal 12 Febbraio (Anteprime)

    • Cinquanta sfumature di grigio (BLU-RAY + DVD)

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    Cinquanta sfumature di grigio - trailer 2

    Cinquanta sfumature di grigio - trailer

    Cinquanta sfumature di grigio - trailer (versione originale) - Fifty Shades of Grey

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    Cinquanta sfumature di grigio - spot 'Sfumature'

    Cinquanta sfumature di grigio - spot 'Chi è?'

    Cinquanta sfumature di grigio - spot 'Rivelato'

    Cinquanta sfumature di grigio - spot 'Il suo mondo'

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    Cinquanta sfumature di grigio - spot 'Big Game' (versione originale)

    Cinquanta sfumature di grigio - clip 'Allora cosa fa per lei?'

    Cinquanta sfumature di grigio - clip 'Illuminami allora'

    Cinquanta sfumature di grigio - clip 'La guardo'

    Cinquanta sfumature di grigio - clip 'La stanza dei giochi'

    Cinquanta sfumature di grigio - featurette 'Uno sguardo ravvicinato' (versione originale sottotitolata)

    Cinquanta sfumature di grigio - featurette 'Il mondo di Christian Grey' (versione originale sottotitolata)

    Cinquanta sfumature di grigio - featurette 'La trasformazione di Ana' (versione originale sottotitolata)

    Cinquanta sfumature di grigio - featurette 'La musica di Danny Elfman' (versione originale sottotitolata)

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