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    BY THE SEA: ANGELINA JOLIE E BRAD PITT TORNANO A FAR COPPIA IN CELLULOIDE A DISTANZA DI NOVE ANNI DA 'MR.& MRS. SMITH', FILM GALEOTTO PER IL LORO LEGAME ANCHE NELLA VITA

    Dall'AFI Fest 2015 - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (www.variety.com) - Dal 12 NOVEMBRE

    "'By the Sea' è la storia di una relazione deragliata dalla perdita, la storia della tenacia dell’amore e del cammino di rinascita e accettazione... Ho scritto 'By the Sea' con in mente l’idea di esplorare il dolore - come può succedere che alcuni non vi siano mai stati esposti, altri lascino che si depositi sul fondo e altri ancora trovino il modo di superarlo. Ciascun personaggio nel film rappresenta un diverso modo di affrontare il dolore... L’ho scritto prim’ancora di cimentarmi nella regia. Non pensavo quindi di farlo con Brad. Il più delle volte, quando scrivi, non hai consapevolezza del perché lo fai. E’ soltanto quando ci sei dentro e ti scatta una reazione che ti rendi conto che qualcosa ti infastidisce o ti tocca da vicino. Non avevo mai pensato che lo avremmo realizzato e vi avremmo recitato. Perciò, l’ho scritto in libertà... Non c’è mai soltanto la tragedia o l’umorismo della vita o la gioia pura. Ci sono gli estremi. Le relazioni hanno estremi. Un momento sei lì a piangere e 20 minuti dopo ti ritrovi a ridere per qualcosa di strampalato. Questo film vuole essere una estremizzazione. Quello in cui la gente può riconoscersi è che si può essere follemente innamorati dello stesso qualcuno che, a volte, si avrebbe voglia di uccidere. Si può essere frivoli e sciocchi, ma anche depressi e infelici con la stessa persona. Sono i flussi e i riflussi di una relazione. I cerchi non necessariamente quadrano e si chiudono, e questo infonde libertà alla scrittura".
    La regista, sceneggiatrice, attrice e produttrice Angelina Jolie Pitt

    (By the Sea; USA 2015; Dramma romantico; 122'; Produz.: Jolie Pas/Plan B Entertainment/Universal Pictures; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana By the Sea

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    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: By the Sea

    Titolo in lingua originale: By the Sea

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Angelina Jolie

    Sceneggiatura: Angelina Jolie

    Soggetto: Angelina Jolie.

    Cast: Angelina Jolie (Vanessa)
    Brad Pitt (Roland)
    Mélanie Laurent (Lea)
    Melvil Poupaud (François)
    Niels Arestrup (Proprietario del bar)
    Sarah Naudi (Clarisse)
    Richard Bohringer (Proprietario d'albergo)
    George Camilleri (Georges il cameriere)
    Anna Cachia (Ballerina)
    Frédéric Dessains (Pascal)

    Musica: Gabriel Yared

    Costumi: Ellen Mirojnick

    Scenografia: Jon Hutman

    Fotografia: Christian Berger

    Montaggio: Patricia Rommel

    Casting: Edward Said

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2015

    Sinossi:

    IN BREVE:

    La pellicola narra la storia, ambientata nei primissimi anni 70, di uno scrittore americano, Roland (Pitt) e della moglie Vanessa (Jolie Pitt) - coppia chiaramente in crisi - che approdano in una tranquilla e ridente località balneare francese. Trascorrendo del tempo con altri viaggiatori, compresi i giovani sposi Lea (Laurent) e François (Poupaud) e la gente del posto Michel (Arestrup) e Patrice (Bohringer), la coppia si rende conto di dover fare i conti con questioni irrisolte della propria vita.

    SHORT SYNOPSIS:

    Set in France during the mid-1970s, Vanessa, a former dancer, and her husband Roland, an American writer, travel the country together. They seem to be growing apart, but when they linger in one quiet, seaside town they begin to draw close to some of its more vibrant inhabitants, such as a local bar/café-keeper and a hotel owner.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    L'inizio è dei più banali: l'auto che attraversa un paesaggio campestre francese. Non ci troviamo però nei pressi scottiani di Un'ottima annata, anche se l'aria che si respira nell'intorno sembra piuttosto familiare. In auto sono loro, gli americani Brangelina che approdano in una ridente località balneare francese. Di fatto l'unica a ridere, in tutto il film. By the Sea è difatti punteggiato piuttosto da sguardi biechi o del tutto nascosti, da lunghi silenzi o frecciatine velenose tra due coniugi evidentemente alla deriva. Non certo sul piano finanziario. Auto e abbigliamento versano nell'otre delle laute finanze. Il che non si traduce certo in felicità. Il glamour prima di tutto. Il glamour di Angelina che nel film risponde al nome di Vanessa e alla miriade di cappelli che sfoggia, spesso in tinta con le scarpe. Il leopardato è la prima (banalissima!) scelta. Una sorta di cliché glamour dei primi anni Settanta del

    resto. Angelina è attentissima ai dettagli. L'occhio minimalista tradisce ad esempio l'ossessione per l'ordine (raddrizza più volte gli occhiali di lei) del personaggio maschile, lo scrittore a corto di ispirazione Roland, tornito e colmato più sull'orlo del bicchiere - altro cliché - che sulla punta della penna. La penna che non riesce a lubrificare con le idee dell'inventiva e delle parole un romanzo che non ne vuole sapere di saltar fuori. Certo che l'atmosfera non è delle migliori. E non appena la consorte Vanessa/Jolie Pitt esce dal lussuoso appartamento per fare un pò di spesa si capisce anche perché. Che fosse disturbata psichicamente lo si era già capito quando ancora era in viaggio, ma ora se ne capisce anche il motivo. Non diciamo che non è chiaro perchè, al contrario, è lapalissiano. Fin dal momento in cui non riesce a restituire altro che la sua faccia di bronzo alla bambina

    che le sorride. E che dire delle schegge visionarie che pulsano nella sua mente? Frammenti che lasciano trasparire benissimo di cosa si tratta. Quello che ancora non è chiaro è fino a che punto la protagonista lo sia - disturbata psichicamente, intendo - e che cosa arriverà a fare di lì a poco pur di sfogare quella rabbia repressa e quelle problematiche che lascia occhieggiare, ammantandole in uno pseudo mistero. Il suo schermo protettivo è quello forgiato in un atteggiamento scostante e supponente che riesce a mantenere per quasi tutto il film.

    Se c'è un grande pregio in questa sofisticatissima e anti hollywoodiana pellicola, in cui Angelina Jolie dirige se stessa - non senza tradire un amore sconfinato di marca narcisista, alle volte stucchevole con questa macchina da presa puntata in massima parte su se stessa in un assolo monocorde da salice piangente un tantino urtante - è la dinamica di

    un racconto che nega la narrazione nel senso più tradizionale del termine. Le giornate sono quasi sempre condensate in un solo fotogramma, scandito dalla luce del giorno o dal crepuscolo della sera. La sintesi estrema e simbolica della vacuità di intere giornate che lo scrittore in crisi passa al bar, in compagnia del saggio anziano proprietario, in attesa di un'ispirazione che non decolla. Alle volte è capace di sorprendersi mentre lo sguardo gli cade sulle mani di qualche coppia di anziani ancora in vena di innocenti e discrete tenerezze. Uno stillicidio temporale che vedrà di lì a poco il massimo dell'azione in un voyeurismo di coppia nei confronti di un'altra coppia, ben più giovane, in luna di miele e molto impegnata a concepire un figlio. Avara di sguardi sulle prime, affidandosi all'intuizione, pian piano Angelina cede all'insistita visione e alla frequentazione della giovane coppia di sposini (Lea/Melanie Laurent e François/Melvil

    Poupaud), un pò tirata sopra le righe. Il riflesso più lucente allo specchio della morbosa ossessione che divora il suo personaggio certo, con tratti che lambiscono persino qualcosa del kubrickiano Eyes Wide Shut, prima di capire che ci troviamo su tutt'altra sponda. E che questo improbabile viaggio nel dolore e nell'amore, deragli del tutto verso le sponde predilette dai lettini degli psicanalisti.

    Si è detto che per lo stile e l'esperienza umana narrati By the Sea ricorda il cinema e il teatro europei degli anni '60 e '70: atmosfere rarefatte, sceneggiatura ridotta all'osso, dialoghi scarni, ampi silenzi, livelli di un'intimità a tratti inquietante, danno ragione di uno stile indubbiamente inconsueto in quel di Hollywood. Certamente i Brangelina hanno preso le distanze dai rispettivi Mr. e Mrs. Smith del loro trascorso in coppia in e per la celluloide, e indubbiamente la regista Jolie Pitt, dopo i precedenti Nella terra del sangue

    e del miele e Unbroken, è in cerca di una cifra stilistica sua propria, non allineata. Il coraggio non le manca, l'ambizione e i mezzi neppure. Quello su cui probabilmente dovrà ancora lavorare è il senso della misura, cercare di mantenere il contenimento delle eccedenze, capire quando è il momento di frenare il compiacimento e mantenere un profilo più basso. E' una questione di calibratura e di equilibrio da mantenere tale per tutta la durata del film. Altrimenti si rischia di scialbare la bellezza dello stile con cui ci si è avviati, rischiando il tutto e per tutto, perdendo in verosimiglianza. Suona difatti un pò improbabile che, dopo essersi spinti tanto in là, si possa realmente rattoppare il tutto come se la coperta fosse ancora nuova.

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    ANGELINA JOLIE PITT'S THIRD DIRECTING EFFORT IS A GLOSSY EURO-ART-FILM THROWBACK THAT STRUGGLES TO TURN ITS OWN BEAUTIFUL INERTIA INTO A VIRTUE.

    Retreating from wartime horrors (“Unbroken,” “In the Land of Blood and Honey”) to explore the less perilous minefield of a troubled marriage, Angelina Jolie Pitt pulls off a halfway compelling trick with “By the Sea,” an unabashed vanity project that struggles to turn its own beautiful inertia into a virtue. Drenched in so many photogenic shades of cream, tan and khaki that it might as well have been titled “Beige Valentine,” this glossy Euro-modernist-art-film throwback casts the writer-director and her husband, Brad Pitt, as a gorgeously unhappy 1970s American couple seeking to escape their demons during an extended stay on the Maltese coast. Meandering and overlong in ways that will test the patience of even die-hard Brangelina fans, the film ultimately feels too dramatically reductive and

    obvious to pull off its desired cocktail of Albee and Antonioni, limiting its appeal primarily to those viewers who can get drunk on visual pleasure alone.

    Likely to meet with some audience curiosity upon its initial rollout Nov. 13, though not enough to sustain a strong commercial showing, this Universal release reps the first starring vehicle for Pitt and Jolie Pitt in the decade since “Mr. & Mrs. Smith” (2005), the homicidal-marital-therapy comedy that famously set the actors’ off-screen relationship in motion. While they wed only just last year (prompting the director’s change in billing), their fictional alter egos here have already been married 14 years when we first see them speeding through Malta in a top-down convertible. They are Roland (Pitt) and Vanessa (Jolie Pitt), and their every gesture — every frown through tinted shades, every silent inhalation of cigarette smoke — amply confirms that they are the two most

    impossibly, unapproachably chic people ever to grace this uniquely scenic corner of the Old World.

    Taking up residence in a large hotel suite with a balcony overlooking the Mediterranean, the two settle into an uneasily meandering rhythm that matches the film’s own. Roland, a novelist, is trying to get over a bad case of writers’ block, though he’d get more done if he didn’t hole up daily at the local bar, run by a friendly, grizzled proprietor (a fine Niels Arestrup). Vanessa, a former dancer, remains indoors most of the time, occasionally venturing out for a walk to the market or the water’s edge. He’s tired and sardonic; she’s sullen and depressive. The two seem to have agreed, almost as a pre-emptive measure, to spend as little time together as possible. When they’re in the same room, the air between them feels charged with unhappiness, for reasons that they don’t feel

    especially inclined to clue us in about.

    The levels of narrative and visual interest kick up a slight notch with the arrival of Lea (Melanie Laurent, who starred with Pitt in “Inglourious Basterds”) and Francois (Melvil Poupaud), a honeymooning French couple who offer our protagonists a bittersweet glimpse of their younger, happier selves. That becomes true on an altogether more intimate level when they discover a small hole in the wall that allows them a glimpse directly into the newlyweds’ boudoir, and find themselves unable to tear themselves away from the sight of the newlyweds’ passionate lovemaking. In its best and most amusingly perceptive moments, “By the Sea” surveys the romantic/therapeutic properties of voyeurism, as Roland and Vanessa seem alternately turned on, perplexed, saddened and vaguely threatened by what’s transpiring next door, prompting the first real stirrings of husband-and-wife communication in some time.

    Neither this nor the tentative, surface-level interactions that follow

    are enough to turn them into compellingly drawn figures, leaving the actors with little to do but fall back on their not-inconsiderable star wattage. Jolie Pitt proves a canny enough director of her own husband, who brings his strong physicality to bear on the role of Roland in an effectively restrained way (he also speaks rather good French in his extended conversations with Arestrup). But the actress struggles to spin a coherent performance from what feels like a collection of tortured, grief-stricken poses, and there’s something too studied about the way her outdoor attire (thick sunglasses, long sleeves, broad-brimmed hats) functions as shorthand for her emotional-zomboid state. Jolie Pitt’s most arresting star turns in recent years (particularly in “Changeling” and “Maleficent”) have accentuated her beauty to an almost otherworldly degree, but here, the attention paid to details of her wardrobe and makeup feels distracting and self-conscious, particularly in a few

    instances of excessively streaky, borderline-ghoulish eyeshadow.

    Over the course of the film’s leisurely two-hour running time, it’s possible to be moved in fits and starts by stray scenes from this marriage — particularly when Roland tenderly cradles a sobbing Vanessa in the shower — but in an almost entirely abstract, depersonalized way. That detachment becomes even more pronounced in the film’s faltering final stretch; rather than rooting her characters’ marital woes in a sort of inexplicable, free-floating malaise, Jolie Pitt falls into the trap of providing a concrete explanation. By the time the sad, cliche truth finally comes out, it arrives far too late to surprise those viewers who have been paying attention.

    Doing work that could hardly be more different from his Oscar-nominated black-and-white lensing on “The White Ribbon,” d.p. Christian Berger captures Malta’s sun-drenched exteriors and the beige-and-ivory interiors of Jon Hutman’s production design using mostly natural light, with often

    exquisite results. The unmemorably tasteful accompaniment of Gabriel Yared’s string-based score is accentuated by a handful of choice pop selections including Jane Birkin and Serge Gainsbourg’s “Jane B,” which is answered in the final stretch by a blast of Chopin. “By the Sea” always offers something to tickle the eye and ear, even as it leaves the heart and mind coolly unstirred.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Universal Pictures International Italy e Xister pressplay.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di BY THE SEA

    Links:

    • Angelina Jolie (Regista)

    • Brad Pitt

    • Angelina Jolie

    • Mélanie Laurent

    • 'MANCHESTER BY THE SEA' di KENNETH LONERGAN. 'GOLDEN GLOBE' al Miglior Attore (CASEY AFFLECK) è al cinema dal 16 Febbraio (Anteprime)

    • By the Sea (BLU-RAY)

    1 | 2

    Galleria Video:

    By the Sea - trailer 2

    By the Sea - trailer

    By the Sea - trailer (versione originale)

    By the Sea - featurette 'Sul set' (versione originale sottotitolata)

    By the Sea - featurette 'Uno sguardo in anteprima' (versione originale sottotitolata)

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