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    Home Page > Movies & DVD > Into the Storm

    INTO THE STORM

    RECENSIONE ITALIANA IN ANTEPRIMA e PREVIEW in ENGLISH by SCOTT FOUNDAS (www.variety.com) - Dal 27 AGOSTO

    (Into the Storm; USA 2014; Apocalittico; 89'; Produz.: Broken Road Productions/New Line Cinema/Village Roadshow Pictures; Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)

    Locandina italiana Into the Storm

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Into the Storm

    Titolo in lingua originale: Into the Storm

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2014

    Regia: Steven Quale

    Sceneggiatura: John Swetnam

    Cast: Richard Armitage (Gary Morris)
    Sarah Wayne Callies (Allison Stone)
    Jeremy Sumpter (Jacob)
    Nathan Kress (Trey)
    Matt Walsh (Pete)
    London Elise Moore (Cheerleader)
    Kyle Davis (Donk)
    Arlen Escarpeta (Daryl)
    Scott Lawrence (Principal)
    Stephanie Koenig (Marcia)
    Alycia Debnam Carey (Kaitlyn)
    Jon Reep (Reevis)
    Max Deacon (Donnie)
    Brandon Ruiter (Todd)
    Lee Whittaker (Lucas)

    Musica: Brian Tyler

    Costumi: Kimberly Adams-Galligan

    Scenografia: David Sandefur

    Fotografia: Brian Pearson

    Montaggio: Eric A. Sears

    Effetti Speciali: Joe Pancake (coordinatore effetti speciali); Syed Arafath Apsar, Anuradha Behera, Ryan Delaney, Rafael Garrido, Sheila Giroux, Stephanie Greenquist, James Greig, Neh Jaiswal, Kerry Joseph e Kasey Simpson (coordinatori effetti visivi)

    Casting: Mindy Marin

    Scheda film aggiornata al: 03 Settembre 2014

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Nel corso di una sola giornata, la cittadina di Silverton viene colpita e devastata da una serie di tornado senza precedenti. Tutta la città è alla mercé di cicloni inaspettati e mortali ma i meteorologi che studiano i cicloni prevedono che il peggiore di tutti deve ancora arrivare.
    Molti cercano rifugio mentre altri corrono verso il vortice mettendosi alla prova per vedere fino a che punto un vero cacciatore di tornado si può spingere per ottenere lo scatto fotografico che si presenta una volta sola nella vita.

    Commento critico (a cura di FRANCESCO ADAMI)

    Into the Storm è un film diretto da Steven Quale incentrato su una tematica da film catastrofico che si sviluppa attorno ad una serie di diversi personaggi coinvolti in un modo o nell'altro da un evento che li accomuna, ossia una tempesta d'uragani. Il film è ambientato nell'ipotetica cittadina di Silverton dove vive Gary (Richard
    Armitage), un padre vedovo e vicepreside del liceo della città, che è frequentato dai suoi due figli adolescenti, Donnie (Max Deacon) e Trey ( Nathan Kress). Donnie nonostante gli impegni che ha con il padre nello svolgere un filmato, vuole trascorrere il tempo con la ragazza che ama da sempre ma a cui non si è mai dichiarato, Kaitlyn (Alycia Debnam - Carey) mentre Trey (Nathan Kress), il figlio più ribelle, vuole vivere la sua vita da indipendente. Nella stessa cittadina lavora anche un gruppo di 'storm chaser', alla cui guida c'è Pete Moore (Matt Walsh)

    regista di documentari, accompagnato dal suo braccio destro Lucas (Lee Whittaker) e ai due cameraman Daryl (Arlen Escarpeta) e Jacob (Jeremy Sumpter), seguiti dalla
    metereologa e giovane madre Allison Stone (Sarah Wayne Callies). Infine, nella cittadina vivono due ragazzi pazzi Donk (Kyle Davis ) e Reevis (John Reep) che cercano il pericolo per poter pubblicare filmati su youtube ed avere milioni di visualizzazioni. In questa piccola città, attraverso alcuni aspetti della vita dei personaggi, si assisterà all'imminente evento di un uragano dalla potenza
    impressionante e dalla grandezza mai vista prima, che cambierà l'ambiente e la vita di questi personaggi.

    L'aspetto interessante della sceneggiatura scritta da John Swetnam è l'attenzione posta particolarmente ai personaggi che sono molto concreti: a differenza dei soliti film catastrofici dove ci sono eroi e personaggi sprezzanti dalle caratteristiche di super uomini, in questo film vengono mostrate persone comuni che vivono e reagiscono a loro modo in circostanze di

    paura e di
    fragilità dell'essere umano di fronte alla potenza della natura. Lo stile narrativo e l'impronta registica utilizzata hanno un carattere moderno, tocco di stile determinato anche dalle numerose sequenze nelle quali i personaggi utilizzano la loro videocamera come cineocchio, anche attraverso l'ausilio di riprese in soggettiva per raccontare la loro storia e riprendere gli avvenimenti a loro vicini, come succede ora con l'avvento dei social e dell'espansione delle videocamere in supporti cellulari e smart. Pertanto viene illustrato in modo efficace il nuovo modo di fare cinema, ossia attraverso l'utilizzo di dispositivi di ripresa diversificati come fotocamere e action camera, uniti alle riprese di cineprese come la Alexa con la quale è stato girato il film: dunque una sorta di meta-video, che rende accattivante la narrazione
    portandola ad un livello attuale ed aggiornato.

    Per quanto riguarda l'aspetto tecnico e degli effetti visivi, per rendere possibile e verosimile l'ambientazione nuvolosa e

    torrenziale nella quale si sviluppano gli uragani, la troupe si è avvalsa giornalmente di due e tre gru alte 120 piedi, ognuna in grado di far volare sopra al set un'intelaiatura larga 40 piedi e lunga 60, ricoperta da un panno grigio che oscurava il sole, in modo da poter coprire i riflessi di luce sul volto degli attori e mostrare una luminosità da giornata uggiosa.

    Inoltre, dato che il film è stato girato in Michigan, con condizioni meteo favorevoli, si sono dovuti ricreare e controllare effetti da piogge torrenziali e forti venti, attraverso un espediente tecnico come aste lunghe 100 piedi, dalle quali uscivano ingenti quantità di finta pioggia e macchine del vento che soffiavano a 100 miglia all'ora verso il cast e gli operatori con le loro cineprese, rimaste di fatto asciutte grazie all'utilizzo dei eliminator spray
    deflectors, ossia dei deflettori che girano a 500 RPM, per eliminare gli

    spruzzi della pioggia e l'acqua dagli obiettivi, rimasti così sempre puliti.

    Il reparto degli effetti visivi, curato da società come Gentle Giant Studios, Digital Domain, Method Studios e Hydraulx, si è occupato attraverso il sistema di previsualizzazione e in seguito di post produzione, di sostituire i cieli blu, gli alberi, i
    cespugli, le macchine e alcuni casi anche strade, il tutto cercando di ricreare effetti verosimilmente realistici, che potessero coinvolgere lo spettatore in una storia credibile al confine con lo stile documentaristico.

    Un film questo, che vale una visione in quanto ben strutturato in stile moderno per raccontare una realtà vicina alla realtà: purtroppo accade spesso nel territorio americano e, sia pure in modo più lieve, anche in Italia. Di fronte all'evento improvviso di uragani o trombe d'aria il film pone una semplice domanda, espressa dallo stesso regista Steven Quale: "Cosa fai quando vedi un tornado largo due miglia che si

    dirige verso di te?"

    Secondo commento critico (a cura di SCOTT FOUNDAS, www.variety.com)

    THE STORM CLOUDS EXHIBIT MORE GRAVITAS THAN THE HUMANS IN THIS FEATURE-LENGTH VFX DEMO REEL THAT MAKES ONE PINE FOR THE GLORY DAYS OF JAN DE BONT.

    Back in ye olde summer of 1996, few could have imagined that we would eventually look back fondly on Jan de Bont’s “Twister” as the kind of movie “they” don’t make like they used to. And yet, a scant two decades later, here comes “Into the Storm” to prime that nostalgic tear. An all-but-official redo of de Bont’s film for the YouTube/Instagram generation, director Steven Quale’s found-footage Frankenstorm extravaganza generates even more racket than its predecessor (especially in theaters equipped with the new Dolby Atmos sound system) and markedly less human interest — up to and including a shameless heart-tugging coda that wraps itself in Old Glory more snugly than a Tea Party sleepover. Ultimately little more than a feature-length demo reel for

    nine credited VFX companies, this mid-budget New Line Cinema slate filler may earn some quick late-summer coin from undiscriminating teen auds; all others are advised to save it for a very rainy day.

    Beyond the many self-conscious “Twister” callbacks — the small-town Oklahoma setting, the teams of rival storm chasers, a storm of golf-ball-sized hail, an airborne cow — screenwriter John Swetnam (last year’s dreary “Evidence”) and Quale (“Final Destination 5”) do themselves no additional favors by making copious nods in the direction of Quale’s own filmmaking mentor, James Cameron, which only serve to underscore how difficult it is to replicate Cameron’s precision-calibrated balance of the human and the humongous. By the time Quale (who served as second unit director on “Titanic” and “Avatar”) gives us his own version of star-crossed teenage lovers holding on to each other for dear life in a rapidly flooding basement, it’s the movie itself that’s

    barely treading water. Elsewhere, he has made over “Veep” actor Matt Walsh into a veritable dead ringer for Cameron as Pete Moore, a dogged, storm-chasing documentary filmmaker determined to get “the shot of the century.”

    At least Pete has something resembling an actual personality in a movie where most of the characters are so plastic you have to remind yourself this isn’t a sequel to “The Lego Movie.” (It seems a safe bet that this cast does not include two future Oscar winners, a la “Twister’s” Helen Hunt and Philip Seymour Hoffman.) Front and center is stolid Silverton High School vice principal Gary (“The Hobbit” star Richard Armitage) and the two teenage sons from whom he has become predictably distant following the predictably untimely death of the boys’ mother (who, for added value, was also divorced from Gary). So the Freudian storm clouds hover thickly before the atmospheric ones have even

    moved in — which, when they do, make a beeline for the school, on graduation day.

    Hot on their trail are Pete and his team, consisting of an unsurprisingly green camera operator (Jeremy Sumpter) who wonders if the job is really worth the risk, and a single-mom meteorologist (Sarah Wayne Callies) who Skypes with her 5-year-old daughter whenever she isn’t barreling into the eye of the storm — proof positive that a modern career woman really can have it all: job, family and funnel cloud. Traveling in a souped-up storm-chasing vehicle called the Titus (as in Andronicus) that resembles an Abrams Battle Tank crossed with a weather balloon, Pete and company — but mainly Pete — obsess over getting the high-impact shots that will make them all famous (at least among viewers of the Discovery Channel), lest their entire endeavor turn into “the most expensive homemovie ever made.”

    Intentionally or not, that

    isn’t a bad description of “Into the Storm” itself, which flickers and flits between several streams of supposed user-generated video — call it “The Blair Witch Weather Report.” Every character in the movie is pointing and shooting all the time: the Titus crew; the Silverton student body (asked to make “time capsule” videos to their future selves); and amateur Jackasses Donk (Kyle Davis) and Reevis (Jon Reep), who follow the Titus in a beat-up sedan christened “Twista Hunterz,” seeking their own shot at YouTube glory. (Intended as the film’s comic relief, they are more of a pestilence of whom one keeps wishing that the storm will make haste.) Gary’s eldest (and moodiest) son, Donnie (Max Deacon), even skips out on the graduation festivities to help his fellow junior and unrequited sweetheart, Kaitlyn (Alycia Debnam-Carey), reshoot parts of an activist documentary she’s making about an abandoned paper mill at the edge

    of town — eh, kids these days — and of course, keeps rolling even after the whole place caves in, trapping them under the rubble.

    Well, there’s nothing like a little cataclysm to make the heart grow fonder, “Into the Storm” suggests. And if it’s cataclysm you want, Quale serves it up in spades. Blackening the skies and spouting multiple simultaneous funnels like some eight-legged Tarantulado™, the movie’s title star cuts such a ferocious swath through the land that it makes the flood from “Noah” seem almost a sunshower by comparison. And while the elaborate CG destruction never quite approaches the photo-real, some of the imagery does have an almost surreal kick to it (like the shot, already given away by the film’s trailer, of multiple jumbo jets taking to the skies solely under wind power).

    At its best, “Into the Storm” is like a really high-tech version of those science-museum wind-tunnel

    simulators that thrill groups of touring schoolchildren with their roaring blasts of hurricane-force gales. But stretched out to even 90 minutes, such thrills become monotonous, and by the time the film arrives at a climax that finds most of the cast waylaid in a storm drain, the effect is like sitting through all the cycles of some ultra-super-deluxe gas-station car wash. Still, better that than when Swetnam and Quale attempt to wax contemplatively about the ethics of our image making and consumption in our DIY video culture — a subject explored with far greater nuance (and less emphatic drum-beating) by George Romero’s “Diary of the Dead” and Brian De Palma’s “Redacted,” still the best of all the post-“Blair Witch” reality-horror pics. “Into the Storm” can make it rain like nobody’s business, but when it tries to be smart, it comes out all wet.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di INTO THE STORM

    Links:

    • Richard Armitage

    Altri Links:

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    - Sito mobile
    - Pagina Facebook

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    Galleria Video:

    Into the Storm - trailer 2

    Into the Storm - trailer

    Into the Storm - trailer (versione originale)

    Into the Storm - clip 'Alison'

    Into the Storm - clip 'Sono ovunque'

    Into the Storm - clip 'La tempesta più grande'

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