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    Home Page > Movies & DVD > Sicario

    SICARIO: NUOVO SCENARIO DI VIOLENZA E DEPRAVAZIONE PER DENIS VILLENEUVE. CON EMILY BLUNT, BENICIO DEL TORO E JOSH BROLIN

    Dal 68° Festival del Cinema di Cannes - RECENSIONE ITALIANA in ANTEPRIMA e PREVIEW in ENGLISH by SCOTT FOUNDAS (www.variety.com) - Dal 24 SETTEMBRE

    "... Questo film per la prima volta ha spostato il baricentro della guerra alla droga, ridistribuendo le colpe. Per questo mi è piaciuto da subito. In America si è fatto molto negli ultimi dieci anni, penso ad esempio alla legalizzazione della marijuana in alcuni stati per evitare crimini e violenze. Ma è solo il primo passo"
    L'attore Benicio De Toro

    (Sicario; USA 2015; Noir del mistero; 121'; Produz.: Black Label Media/Thunder Road Pictures; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Sicario

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    Trailer

    Titolo in italiano: Sicario

    Titolo in lingua originale: Sicario

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Denis Villeneuve

    Sceneggiatura: Taylor Sheridan

    Cast: Emily Blunt (Kate Macy)
    Benicio Del Toro (Alejandro)
    Josh Brolin (Matt)
    Jon Bernthal (Ted)
    Jeffrey Donovan (Steve Forsing)
    Victor Garber (Jennings)
    Raoul Trujillo (Rafael)
    Maximiliano Hernández (Silvio)
    Sarah Minnich (Ragazza bionda carina)
    Daniel Kaluuya (Reggie)
    Lora Martinez-Cunningham (Jacinta)
    Dylan Kenin (Charlie)

    Musica: Jóhann Jóhannsson

    Costumi: Renée April

    Scenografia: Patrice Vermette

    Fotografia: Roger Deakins

    Montaggio: Joe Walker

    Effetti Speciali: Stan Blackwell (coordinatore effetti speciali); Alexandre Lafortune e Louis Morin (supervisori effetti visivi)

    Makeup: Bonnie Masoner (trucco) e Donald Mowat (capo dipartimento makeup); Reyna Robinson, Delana Veirs (acconciatrici) e Jennifer Bell (capo dipartimento acconciature)

    Casting: Jo Edna Boldin e Francine Maisler

    Scheda film aggiornata al: 10 Novembre 2015

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Storia incentrata su una scappatoia legale che permette ai mercenari di violare il confine del Messico per conto dei boss della droga, purché siano accompagnati da un legittimo uomo di legge.

    Una poliziotta di Tucson accompagna due ranger della delta-force attraverso il confine per fermare un signore della droga. Una volta oltrepassato il confine, la poliziotta scopre di essere entrata in un mondo simile a quello di Non è un paese per vecchi, permeato da una violenza e una depravazione che non avrebbe mai immaginato.

    SHORT SYNOPSIS:

    A young female FBI agent joins a secret CIA operation to take down a Mexican cartel boss, a job that ends up pushing her ethical and moral values to the limit.

    Commento critico (a cura di GABRIELE OTTAVIANI)

    Kate è una agente dell’FBI. Una tipa tosta, sfonda porte dal primo giorno. Nell’ultima operazione la sua squadra ha rinvenuto quarantadue cadaveri in una casa presso Phoenix, in Arizona. Una casa imbottita di esplosivo, tanto che anche tra gli agenti ci sono state delle vittime. Opera di un cartello della droga messicano, i Sonora. Gente senza scrupoli, che non si ferma davanti a niente. Gente che va fermata, costi quel che costi. E così Kate, di cui sono apprezzate le capacità, viene ingaggiata da due personaggi a dir poco ambigui, che si può dire che la vengano a prendere direttamente in ufficio per fare in modo che lei volontariamente accetti di far parte del gruppo che si occuperà di farla pagare ai responsabili di quello e di tanti altri delitti e massacri. Il problema è che a Kate non dicono la verità. Quantomeno, non tutta…

    Emily Blunt se la cava

    come d’abitudine più che dignitosamente in un ruolo ben scritto, così come Josh Brolin e Benicio Del Toro, che certo non hanno bisogno di presentazioni. Sicario non ha dialoghi eccezionali (anzi, sono anche piuttosto retorici, e si scivola un po’ sul solito finale moraleggiante), ma è girato benissimo: la mano di Denis Villeneuve è ferma e sicura, e attraverso il suo sguardo allo spettatore, che nonostante la durata di centoventuno minuti di sicuro non uscirà stanco o annoiato dalla proiezione, viene trasmessa un’ampia gamma di sensazioni e di emozioni. L’orrore. La paura. La tensione. La sfida. La lotta contro il tempo. La vendetta. Il dubbio etico, indagando il confine tra ciò che è lecito e quanto non lo è. Una domanda sempre attuale, innata in ogni uomo.

    Secondo commento critico (a cura di SCOTT FOUNDAS, www.variety.com)

    'PRISONERS' DIRECTOR DENIS VILLENEUVE RETURNS WITH A BLISTERINGLY SUSPENSEFUL, EVER SURPRISING CARTEL THRILLER.

    Two years after making his U.S. debut with the crackerjack kidnapping drama “Prisoners,” French-Canadian director Denis Villeneuve ups his own ante with “Sicario,” a blisteringly intense drug-trade thriller that combines expert action and suspense with another uneasy inquiry into the emotional consequences of violence. A densely woven web of compelling character studies and larger systemic concerns, Villeneuve and screenwriter Taylor Sheridan’s bleaker, more jaundiced riposte to Steven Soderbergh’s 2000 “Traffic” may prove too grim and grisly for some audiences and too morally ambiguous for others. But with its muscular style and top-flight cast, this fall Lionsgate release should score solid (if less than “Prisoners”-sized) business from discerning adult moviegoers, along with dark-horse awards-season buzz.

    In a terrific performance that recalls the steely ferocity of Jodie Foster in “The Silence of the Lambs” and Jessica Chastain in “Zero Dark

    Thirty,” Emily Blunt stars here as Kate Macer, an FBI field agent who has been forced to don a Teflon exterior in order to rise through the Bureau’s male-dominated ranks, and to cope with the depravity she frequently witnesses in the line of duty. “Sicario” begins with one such grisly find: dozens of rotting human corpses hidden behind the drywall in a suburban Arizona home belonging to an arm of a powerful Mexican drug cartel. But the carnage doesn’t end there, and when the next round of violence erupts with startling force, it sets the apocalyptic tone for everything that follows. Indeed, the opening of “Sicario” unfolds at such an anxiety-inducing pitch that it seems impossible for Villeneuve to sustain it, let along build on it, but somehow he manages to do just that. He’s a master of the kind of creeping tension that coils around the audience like a

    snake suffocating its prey.

    Together with “Prisoners” and Villeneuve’s previous, Oscar-nominated “Incendies,” “Sicario” forms a loose trilogy about the politics of revenge and the value of a human life. But whereas those earlier films were panoramic in scope and choral in structure, “Sicario” unfolds almost entirely through the eyes of Kate, as she wades into the murky waters of an inter-agency task force assembled to give the U.S. a tactical leg up in the war on drugs. Helping to draw her in is Matt Graver (Josh Brolin), a sandal-clad, stoner-cadenced mystery man who claims to be a Defense Department contractor, though Kate and her partner (Daniel Kaluuya) suspect from the start that he could be CIA. Like more than one character in “Sicario,” Graver can claim almost as many identities as he can ulterior motives.

    Graver tells Kate that his operation needs her unique expertise, and while she isn’t fully convinced, she’s

    still young and naive enough to believe that there’s a right side in this war and that the U.S. is on it. Riding shotgun with Graver is another shadow man known only as Alejandro (Benicio Del Toro) — the “sicario” (a slang term for hitman) of the title — who is said to be a former Mexican prosecutor, and who has the solemn intensity of a man determined to get his way or die trying. “Nothing will make sense to your American ears, and you will doubt everything we do,” he tells Kate matter-of-factly on their first meeting — words that double as advice to the movie’s audience.

    The knotty plot that follows demands close attention but never becomes too difficult (or self-consciously opaque) to follow. It involves multiple trips back and forth across the U.S.-Mexico border as the agents attempt to use one high-ranking cartel boss (Bernardo Saracino) to flush

    out an even bigger one (Julio Cesar Cedillo), though exactly why is a crucial detail “Sicario” holds close to the vest until late in the third act. In the meantime, Villeneuve stages one extraordinary suspense setpiece after another, starting with an epic traffic jam at the border that ensnares the Americans just as they are heading back home with a piece of very precious cargo in tow. Using no special tricks — just the sharp, color-saturated compositions of cinematographer Roger Deakins; the airtight cutting of editor Joe Walker; and the subtly menacing score of composer Johan Johannsson — Villeneuve creates a sequence as nail-biting as any “Fast and the Furious” car chase, except that here all the cars are standing perfectly still.

    As in the films of Clint Eastwood (whose “Mystic River” exuded an obvious influence on “Prisoners”) and Michael Mann, the violence in Villeneuve’s work is savage and startling, but

    never overstated or sensationalized, and every bullet fired ripples with consequences for both the victim and the trigger man (or, as the case may be, woman). Navigating the crossfire, Blunt is mesmerizing to watch, her intense blue eyes ablaze with intelligence as she tries to sort out the facts of the case from its attendant fictions, and whether Graver and Alejandro’s endgame justifies its ethically dubious means.

    Every bit as impressive is Del Toro, who has worked both sides of the street where cartel dramas are concerned (“Traffic,” “Savages”), but whose Alejandro is cut from considerably more complicated cloth. He is a swift, unforgiving man, with a wolfish jowl and the preternatural calm of the predator lying in wait. Yet he also shudders in his sleep, reveals flashes of battered humanity when one least expects it, and even, fleetingly, a Hannibal Lecter-ish lust for the flinty young woman thrust into his

    path. And as the film hurtles towards its climactic abyss, it is Del Toro who holds us rapt with a nearly silent performance that is the very embodiment of character through action.

    Working with a mix of technical collaborators old and new, Villeneuve has once again delivered an impeccably well-crafted film, not least in Deakins’ arresting widescreen lensing, which alternates between vast aerial canvases that capture the epic sprawl of the border land, and closeups so carefully framed and lit as to show particles of dust dancing on a shaft on sunlight.

    Perle di sceneggiatura



    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano 01 Distribution e lo Studio Lucherini Pignatelli.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di SICARIO

    Links:

    • Denis Villeneuve (Regista)

    • Benicio Del Toro

    • Emily Blunt

    • Josh Brolin

    • Victor Garber

    • Jon Bernthal

    • I SEGRETI DI WIND RIVER - INTERVISTA al regista TAYLOR SHERIDAN (Interviste)

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    Sicario - trailer

    Sicario - trailer (versione originale)

    Sicario - clip 'Irruzione'

    Sicario - clip 'Attacco nel traffico'

    Sicario - featurette 'Il personaggio di Kate Macer' (versione originale sottotitolata)

    Sicario - featurette 'Il personaggio di Alejandro' (versione originale sottotitolata)

    Sicario - featurette 'La costruzione di una battaglia di confine' (versione originale sottotitolata)

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