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    Home Page > Movies & DVD > Turner

    TURNER: DEL CONFLITTUALE RAPPORTO TRA UN UOMO COMUNE E LA SUA ARTE! NEI PANNI DEL PITTORE TURNER PER MIKE LEIGH (SEGRETI E BUGIE, IL SEGRETO DI VERA DRAKE) L'ATTORE TIMOTHY SPALL

    4 NOMINATION agli OSCAR 2015: (MIGLIOR SCENOGRAFIA; MIGLIORI COSTUMI; MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE; MIGLIORE FOTOGRAFIA) - PALMA D'ORO al 'MIGLIOR ATTORE' (TIMOTHY SPALL) al 67. Festival del Cinema di Cannes (14-25 Maggio 2014) CONCORSO - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by SCOTT FOUNDAS (www. variety.com) - Dal 29 GENNAIO

    "Alla fine del secolo scorso, quando è uscito 'Topsy-Turvy – Sotto-sopra', ho scritto che era 'un film su tutti quelli come noi, che soffrono e si dannano per fare ridere gli altri'. Ora ho di nuovo girato la macchina da presa per puntarla su di noi – noi che cerchiamo di essere artisti, con tutta la fatica che questo comporta. Ma far ridere la gente è una cosa; toccarla nel profondo e farle cogliere la sublime bellezza e insieme la spaventosa tragedia dell’essere vivi a questo mondo, be’, è tutt’altra cosa. E per quanto possiamo provarci, pochi di noi ci riescono. Turner c’è riuscito, però. E’ stato un gigante tra gli artisti del suo tempo: risoluto e intransigente, straordinariamente prolifico, rivoluzionario nel suo approccio, abile nella tecnica, visionario e lungimirante. Eppure, l’uomo Turner era eccentrico, anarchico, vulnerabile, imperfetto, inaffidabile e a volte rozzo. Poteva essere falso, egoista e cattivo, ma anche generoso, appassionato e capace di slanci poetici. 'Turner' è un film che parla del rapporto difficile e conflittuale tra un comune mortale e la sua arte eternal, tra la sua fragilità e la sua forza. Ed è anche un tentativo di ripercorrere i drammatici eventi che hanno segnato l’ultimo quarto di secolo della sua vita e del suo paese".
    Il regista e sceneggiatore Mike Leigh

    (Mr. Turner; REGNO UNITO/FRANCIA/GERMANIA 2014; Biopic drammatico; 150'; Produz.: Film4/Focus Features International (FFI)/Lipsync Productions/Thin Man Films/Xofa Productions; Distribuz.: BIM)

    Locandina italiana Turner

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    Titolo in italiano: Turner

    Titolo in lingua originale: Mr. Turner

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Mike Leigh

    Sceneggiatura: Mike Leigh

    Cast: Timothy Spall (J.M.W. Turner)
    Paul Jesson (William Turner)
    Dorothy Atkinson (Hannah Danby)
    Marion Bailey (Sophia Booth)
    Sandy Foster (Evelina)
    Karl Johnson (Mr. Booth)
    Ruth Sheen (Sarah Danby)
    Amy Dawson (Georgiana)
    Lesley Manville (Mary Somerville)
    Martin Savage (Benjamin Robert Haydon)
    Richard Bremmer (George Jones)
    Niall Buggy (John Carew)
    Fred Pearson (Sir William Beechey)
    Tom Edden (CR Leslie)
    Jamie Thomas King (David Roberts)

    Musica: Gary Yershon

    Costumi: Jacqueline Durran

    Scenografia: Suzie Davies

    Fotografia: Dick Pope

    Montaggio: Jon Gregory

    Casting: Nina Gold

    Scheda film aggiornata al: 01 Marzo 2015

    Sinossi:

    Il film è dedicato alla vita del celebre pittore J.M.W. Turner, uno dei più importanti esponenti della storia dell'arte britannica, vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.

    TURNER racconta l’ultimo quarto di secolo della vita del grande pittore J.M.W. Turner (1775-1851), uomo risoluto, temperamento intransigente e viaggiatore instancabile.

    Profondamente colpito dalla morte del padre, suo assistente ed ex barbiere, Turner si lega a una vedova che gestisce una pensione sul mare, la signora Booth, ed è assillato da una sua ex amante, Sarah Danby, da cui ha avuto due figlie illegittime – ormai adulte – di cui si ostina a negare l’esistenza.
    E’ spesso ospite dell’aristocrazia terriera, frequenta un bordello, è affascinato dalla scienza, dalla fotografia e dalla ferrovia, è un membro anarchico ma stimato della Royal Academy of Arts, e un bel giorno si fa legare all’albero maestro di una nave per dipingere una tempesta di neve.
    E’ celebrato da alcuni e vilipeso da altri. Rifiuta un’offerta di centomila sterline da un milionario che vuole acquistare tutte le sue opere, preferendo lasciarle in eredità allo stato inglese, benché la regina Vittoria lo detesti.
    Per tutto questo tempo è amato dalla sua devota governante, Hannah, che Turner non ricambia e usa per soddisfare i suoi appetiti sessuali, senza mai mostrare per lei alcun vero interesse o riguardo. Finirà per condurre una doppia vita, convivendo in incognito con la signora Booth a Chelsea, dove morirà, senza che Hannah lo venga mai a sapere fino alla fine.

    SYNOPSIS:

    An exploration of the last quarter century of the great, if eccentric, British painter J.M.W. Turner's life.

    Mr. Turner explores the last quarter century of the great if eccentric British painter J.M.W. Turner (1775-1851). Profoundly affected by the death of his father, loved by a housekeeper he takes for granted and occasionally exploits sexually, he forms a close relationship with a seaside landlady with whom he eventually lives incognito in Chelsea, where he dies. Throughout this, he travels, paints, stays with the country aristocracy, visits brothels, is a popular if anarchic member of the Royal Academy of Arts, has himself strapped to the mast of a ship so that he can paint a snowstorm, and is both celebrated and reviled by the public and by royalty.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    MIKE LEIGH MANCA IL BERSAGLIO! SI LASCIA PRENDER LA MANO DAL PRIVE' DELL'UOMO, ALQUANTO TURBOLENTO E IRRIVERENTE, LASCIANDO LA SUA ARTE SBRICIOLATA TRA LE RIGHE DELL'ACCADEMICO O DELLA NATURA PAESAGGISTICA. UN'OCCASIONE MANCATA!

    Diciamolo subito senza troppi preamboli: questo Turner di Mike Leigh non mi ha convinto per niente. E dire che proprio Mike Leigh quando vuole sa bene come tratteggiare ritratti psicologici in modo memorabile! Il segreto di Vera Drake docet. E questo anche a dispetto del pacchetto regalo di quattro Nomination agli Oscar 2015 (Miglior Scenografia; Migliori Costumi; Miglior Colonna Sonora Originale; Migliore Fotografia). Per non dire della Palma d'Oro al 'Miglior Attore' vinta da Timothy Spall al 67. Festival del Cinema di Cannes! Quando si guarda al profilo di un artista, un grande artista, come è il caso del Joseph Mallord William Turner che tutti conosciamo, non si può fare a meno di porre l'Arte al centro della storia

    da ricreare sul grande schermo. Si può anche decidere di non tradire la griglia tradizionalista del biopic, ma non ci si può limitare ad osservare paesaggi da incanto - il Turner di Leigh apre per l'appunto su uno di questi dominato da un mulino - e ritrarre più e più volte il protagonista con un taccuino di schizzi in mano, per poterne ricreare l'anima di artista. E quasi mai la macchina da presa si prende il disturbo di sbirciare su quelle carte! Nè è sufficiente ritrarlo all'opera sulle sue tele: ce ne sono di spettacolari a firma di Turner eppure Leigh sembra si sia industriato nel ricercare le più scialbe! Perchè il fatto è questo: a Mike Leigh interessava lo spaccato cronachistico intimista dell'uomo più che dell'artista, che per il solito sono una cosa sola. Il resto è pura accademia! Non è un caso che Leigh si dilunghi sulle disquisizioni

    artistiche nei salotti bene dell'epoca in cui spicca il teorico Ruskin o nelle quadrerie dove i pittori si contendevano il miglior posto nell'esposizione: scorci che vincono l'Oscar come le sequenze più tediose del film, insieme alla prova canora di Timothy Spall sull'esibizione della giovane pianista, o ai canti 'lirico-scandalistici' di una giovane in una delle tante seratine salottiere.

    Ma dico io, valeva la pena incedere così a lungo sul privato di un uomo dalla doppia vita in un'epoca in cui la donna certo non se la passava all'ombra di una qualche dignità, neppure nel senso 'mezzopieno' del termine: la ritardata 'damigella' governante di casa e la 'locandiera' fuori porta che diventerà la compagna fissa di Turner ne tracciano un eloquente bozzetto. Un uomo grottesco, il Turner incarnato da Spall, più vicino all'animale che all'essere umano, rustico, ispido e sempre di malumore col prossimo, tanto che il meglio della sua sceneggiatura

    si contempla nella cornucopia di grugniti che soppiantano le parole! Valeva la pena?! Beh, per certi versi si! Perchè per fortuna c'è dell'altro: un Turner ambivalente e contraddittorio che mostra l'altra faccia, sempre disgustosamente ispida e rustica - l'eleganza non gli appartiene di certo! - ma con un cuore inaspettatamente grande e generoso. E' il Turner benefattore dell'irascibile e collerico collega, il pittore Benjamin Robert Haydon, sempre in bolletta, con il mancato riscontro artistico, e con un disastro familiare come suo habitat naturale. Ed è il Turner intimamente legato al padre, ex barbiere e suo assistente di bottega (scelta di attori peraltro poco centrata, che li vedrebbe meglio come coetanei anzichè come padre e figlio). Ed è anche il Turner che malgrado neghi di avere figli (quando invece ne ha eccome!) riesce a commuoversi quando nella stanza di un bordello, ritrae sul suo taccuino la giovane prostituta non appena scopre

    la sua età. Così, anche se non ci fa sprizzare gioia da tutti i pori vedere questo 'orso bruno' di artista sputare sul colore ancora fresco dei suoi dipinti per ottenere certi risultati estetici, nebulosi fino ad annullare ogni forma di supporto - ma non vediamo abbastanza le sue straordinarie opere e quando le vediamo è sempre in sequenze senz'anima - o se ci si rivolta lo stomaco nel vedere come Mr. Turner sfogava i suoi istinti sessuali sulla soggiogata governante cui portava come consueto regalo i suoi panni, sporchi tanto quanto la sua coscienza, dopo le consuete gite fuori porta dalla locandiera, beh, diciamo di si, nonostante tutto, forse valeva la pena.

    Si dice bordello e la mente corre a chi i bordelli li frequentava considerandoli casa propria e sapeva tradurli in palpitanti scatti d'arte pura, grondanti anima e sanguinanti delle sofferenze interiori di una vita borderline. Tolouse Lautrec per

    l'appunto! Anche Lautrec ha passeggiato sul grande schermo, ad esempio con il ritratto in celluloide di Roger Planchon (1998). Ma a differenza del Turner di Leigh il Lautrec di Planchon trasudava la sua arte di fotogramma in fotogramma: si guardavano poco i suoi quadri perchè era lo stesso fotogramma a ricrearne uno in carne ed ossa, traspirante le stesse ambientazioni e gli stessi protagonisti, frutto delle frequentazioni vissute da Lautrec che poi appunto non mancava di ritrarre. Qui il famoso dittico Arte-Vita respirava a pieni polmoni il suo douple face in un palpito interscambiabile che rendeva interessante il cangiantismo Uomo-Artista. Lo stesso non può dirsi del Turner di Leigh, esasperatamente prolisso e didascalico, tanto da sfociare nel fastidioso. E dire che era proprio il colore a fluttuare sui titoli di testa, leggero come il velo, impalpabile come volute di fumo! Protagonista a metà e solo tra le righe per

    il resto del film. Un'occasione sprecata che finisce col denigrare un personaggio inevitabilmente percepito come rivoltante, ancor più alla luce del crepuscolare epilogo! Tocca lasciar decantare la visione di questo disonorevole ritratto per lasciare che il tempo ne porti via la memoria. Così possiamo tornare di fronte alle meraviglie artistiche lasciate dall'artista Turner e lasciarci travolgere emotivamente con la mente sgombra da brutti ricordi.

    Secondo commento critico (a cura di SCOTT FOUNDAS, www.variety.com)

    MIKE LEIGH TAKES ON THE TOPSY-TURVY LIFE OF J.M.W. TURNER IN AN EXQUISITELY DETAILED, BRILLIANTLY ACTED BIOPIC

    English painting’s renowned master of light, Joseph Mallord William Turner (1775-1851), gets a suitably illuminating screen biography in Mike Leigh’s “Mr. Turner,” an ecstatically beautiful and exquisitely detailed portrait of the artist as a cantankerous middle-aged man whose brilliance with the brush overshadows his sometimes appalling lack of social graces. Returning to the large-canvas period filmmaking of his 1999 Gilbert & Sullivan bio “Topsy-Turvy,” Leigh has made another highly personal study of art, commerce and the glacial progress of establishment tastes, built around a lead performance from longtime Leigh collaborator Timothy Spall that’s as majestic as one of Turner’s own swirling sunsets. A natural awards contender across multiple categories, the pic rolls out Dec. 19 Stateside via Sony Classics following a bevy of further fest appearances.

    Leigh has long spoken of

    wanting to make a Turner film, and his affinity for his subject is palpable in virtually every frame of “Mr. Turner,” which concentrates on roughly the last 25 years in the life of the painter who pushed landscape painting towards the vanguard of impressionism. When the movie opens, it is sometime in the late 1820s (in a welcome departure from the norm, the pic eschews any onscreen titles to mark the passage of time), and Turner, recently returned from a painting expedition in Belgium, is settling back in the home studio he shares with his elderly father (Paul Jesson) and the forlorn housekeeper (an excellent Dorothy Atkinson) who doubles as Turner’s lover. Among the skeletons in the painter’s closet are an estranged mistress (Ruth Sheen), two grown daughters and a grandchild, whom he collectively pays little mind and whose existence he denies to the outside world.

    The family life is clearly

    not for Turner. Rather, he goes wherever the wind and the light carry him — specifically, to the southeastern coastal town of Margate, whose azure skies would inspire many of his paintings (including the much-celebrated “The Fighting Temeraire”). It’s there, traveling under a pseudonym, that he rents a small seaside apartment from the twice-widowed landlady Sophia Booth (Marion Bailey), who will eventually become Turner’s last mistress. And it is this unlikely union, between art-world giant and country simpleton, that also becomes the emotional center of Leigh’s film, with the buoyant, big-hearted Bailey (who played one of the wealthy employers of the abortionist maid in “Vera Drake”) making a superb counterbalance to the feral and ferocious Spall.

    Unlike “Topsy-Turvy” (which centered on the writing and staging of “The Mikado”), “Mr. Turner” employs a broader, more episodic structure that slowly and steadily immerses us in his world during the period when he was

    transitioning from classical representational painting to more abstract, proto-impressionistic forms (paintings like the ravishing “Rain, Steam and Speed — The Great Western Railway” and “Wreckers — Coast of Northumberland” in which hazy, indistinct figures weave in and out of radiant swirls of land, sea and sky). It’s a heady snapshot of a London art scene dominated by the party politics of the Royal Academy of Arts, whose contentious group shows provide the setting for some of “Mr. Turner’”s most memorable moments.

    As aspirants like the ill-fated biblical painter Benjamin Haydon (Martin Savage) clamor for official acceptance — or to have their canvases displayed in the prestigious main gallery rather than a declasse antechamber — the already famous Turner thinks little of moving in the opposite direction, even as his increasingly avant-garde work becomes a subject of satirical parody and stinging bourgeois rebukes. And though Turner has at least one influential critic

    on his side in the young and impetuous John Ruskin (Joshua McGuire), it isn’t clear that he appreciates having him there. When Turner admonishes Ruskin for praising his work at the expense of more conventional artists, the scene feels like a direct memo from Leigh to those who chronicle his own career.

    In perhaps the greatest of all movies about the lives of painters, Maurice Pialat’s “Van Gogh,” not a single Van Gogh painting was ever shown. Leigh doesn’t go quite as far in “Mr. Turner,” but his sensibility is largely the same, striving to capture the temperament of the man and his times rather than reducing them to a series of iconic images and eureka moments. Scenes of Turner scribbling in his sketchbook and slathering paint on canvas are used sparingly, and never without a clear purpose. Shooting in widescreen, the director and his regular d.p. Dick Pope strive less

    to re-create Turner’s canvases cinematically than to capture something of the land and light as it might have inspired him: a steam locomotive cloaking the horizon in its exhaust; boats at sea wreathed in a magic-hour glow. Whereas Leigh’s much-vaunted work with actors has often dominated the discussion around his films, “Mr. Turner” should leave no lingering doubts that he is every bit as masterful a visual storyteller.

    Despite the fact-based characters, “Mr. Turner” was developed through the same improvisational workshop process as all of Leigh’s films, and the results have same acutely researched and lived-in feel. That’s especially true of Spall, who so fully internalizes Turner that he doesn’t seem to be playing the part as much as channeling it. With his great squashed-in face, Spall shows you every flicker of thought that flashes across Turner’s mind, and every wince of pain that courses through his wearying body. He conveys

    the sense of a man driven by a talent and passion even he doesn’t fully understand — a raging, difficult, gruntingly inarticulate soul who finds in pictures the clarity of expression that otherwise elude him. And in the film’s final moment, as Turner lays hovering between life and death, Spall discovers a particular pathos in the dilemma of a man in love with light confronted by the fading of his own.

    The topnotch tech credits extend to production designer Suzie Davies and costume designer Jacqueline Durran, who make their own invaluable contributions to bringing the film’s 19th-century world so vividly to life. Composer Gary Yershon’s original score alternates an atonal woodwind theme with sharp, staccato strings to create something like the musical equivalent of Turner’s restless, roiling spirit.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano BIM Distribuzione e Antonella Bartoli (Ufficio Stampa)

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di TURNER

    Links:

    • Mike Leigh (Regista)

    • Timothy Spall

    • OMAGGIO AD ERMANNO OLMI IN OCCASIONE DEI SUOI 80 ANNI... - INTERVISTA al regista ERMANNO OLMI (A cura di Don FRANCO PATRUNO)(*) (Interviste)

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    Galleria Video:

    Turner - trailer

    Turner - trailer (versione originale) - Mr. Turner

    Turner - clip 'La moglie di Turner'

    Turner - clip 'La signora Booth'

    Turner - clip 'Nessuna buona azione resta impunita'

    Turner - clip 'L'atelier di William Turner'

    Turner - clip 'Il critico d'arte'

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