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    Home Page > Movies & DVD > 1981: Indagine a New York

    1981: INDAGINE A NEW YORK: J. C. CHANDOR, CON OSCAR ISAAC E JESSICA CHASTAIN, RITRAE NEW YORK IN UN INVERNO DEL 1981, L'ANNO TRA I PIU' VIOLENTI NELLA STORIA DELLA GRANDE MELA

    Dal 25. Courmayeur Noir in Festival - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by SCOTT FOUNDAS (www.variety.com) - Dal 4 FEBBRAIO

    "Attraverso il personaggio di Abel Morales, mi interessava indagare i temi dell’individualismo spietato e dell’indipendenza. Io credo che, per avere successo in questo Paese, ci siano cose che puoi e non puoi fare. '1981: Indagine a New York' esplora i limiti della scalata sociale quando Abel sale la scala verso risultati più importanti".
    Il regista e sceneggiatore J. C. Chandor

    (A Most Violent Year; USA 2015; Noir drammatico; 124'; Produz.: Before The Door Pictures/Washington Square Films in associazione con FilmNation Entertainment/Participant Media/Imagination Abu Dahbi FZ/Old Bull Pictures; Distribuz.: Adler Entertainment)

    Locandina italiana 1981: Indagine a New York

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    Trailer

    Titolo in italiano: 1981: Indagine a New York

    Titolo in lingua originale: A Most Violent Year

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2016

    Regia: J. C. Chandor

    Sceneggiatura: J. C. Chandor

    Soggetto: 1981: Indagine a New York è un feroce dramma criminale ambientato a New York City nell’inverno del 1981, statisticamente considerato l’anno più pericoloso nella storia della città. Scritto e diretto dall’acclamato J.C. Chandor e interpretato da Oscar Isaac (A Proposito Di Davis) e Jessica Chastain (Zero Dark Thirty), questa appassionante vicenda si sviluppa in un labirinto di corruzione che vede coinvolti industriali e politici rampanti e che infesta le strade di una città in declino.

    Il terzo lungometraggio di J.C. Chandor ci parla della risoluta ascesa di un immigrato in una società moralmente corrotta, dove rivalità che covano da tempo e aggressioni gratuite minacciano il suo lavoro, la sua famiglia e, soprattutto, la sua incrollabile fede nella rettitudine del suo percorso esistenziale.

    Con 1981: Indagine a New York, Chandor intraprende coraggiosamente una nuova strada, verso il luogo in cui le migliori intenzioni cedono il passo al puro istinto, il luogo in cui finiamo per essere più vulnerabili nel compromettere ciò che sappiamo essere giusto.

    Cast: Oscar Isaac (Abel Morales)
    Jessica Chastain (Anna Morales)
    David Oyelowo (D.A. Lawrence)
    Alessandro Nivola (Peter Forente)
    Albert Brooks (Andrew Walsh)
    Elyes Gabel (Julian)
    Catalina Sandino Moreno (Luisa)
    Peter Gerety (Bill O'Leary)
    Christopher Abbott (Louis Servidio)
    Ashley Williams (Lange)
    John Procaccino (Arthur Lewis)
    Glenn Fleshler (Arnold Klein)
    Jerry Adler (Josef)
    Annie Funke (Lorraine Lefkowitz)
    Matthew Maher (John Dominczyk)

    Musica: Alex Ebert

    Costumi: Kasia Walicka-Maimone

    Scenografia: John P. Goldsmith

    Fotografia: Bradford Young

    Montaggio: Ron Patane

    Casting: Tiffany Little Canfield e Bernard Telsey

    Scheda film aggiornata al: 16 Febbraio 2016

    Sinossi:

    IN BREVE:

    1981: Indagine a New York è ambientato nei cinque distretti e nei loro pressi durante il 1981 - considerato all’epoca, statisticamente, l’anno più violento a New York City. Uscita dalla crisi petrolifera degli anni Settanta, la città andò incontro ad un drammatico periodo di transizione successivo alla forte espansione della metropoli dagli anni Venti agli anni Sessanta: la città praticamente si fermò a causa dei tagli di budget, dell’elevatissimo tasso di criminalità e della corruzione politica. L’inizio degli anni Ottanta rappresentò il picco del cosiddetto ‘trasloco dei bianchi’ verso la sicurezza dei sobborghi circostanti, mentre una nuova ondata di immigrati si riversò nei distretti alla ricerca di opportunità, trasformando attriti e difficoltà: erano finiti i giorni degli intricati codici di comportamento che regolavano i rapporti tra Municipio, Mafia e mondo degli affari. Per i piccoli imprenditori che cercavano di conquistare un rango più elevato nell’ambito dell’industria e del commercio, significava doversela cavare da soli.

    1981: Indagine a New York documenta tre giorni nella vita di Abel Morales (Isaac), un ispano-americano che, insieme alla moglie Anna (Chastain), nata a Brooklyn, inizia a lavorare in una piccola azienda di olio combustibile acquistata dal di lei padre, un gangster. Dopo essersi ripromesso di fare affari onestamente, scopre che la scalata verso il successo è fatta di corruzione.

    IN ALTRE PAROLE:

    1981: Indagine a New York è un feroce dramma criminale ambientato a New York City nell’inverno del 1981, statisticamente considerato l’anno più pericoloso nella storia della città. Scritto e diretto dall’acclamato J.C. Chandor e interpretato da Oscar Isaac (A Proposito Di Davis) e Jessica Chastain (Zero Dark Thirty), questa appassionante vicenda si sviluppa in un labirinto di corruzione che vede coinvolti industriali e politici rampanti e che infesta le strade di una città in declino. Il terzo lungometraggio di J.C. Chandor ci parla della risoluta ascesa di un immigrato in una società moralmente corrotta, dove rivalità che covano da tempo e aggressioni gratuite minacciano il suo lavoro, la sua famiglia e, soprattutto, la sua incrollabile fede nella rettitudine del suo percorso esistenziale. Con 1981: Indagine a New York, Chandor intraprende coraggiosamente una nuova strada, verso il luogo in cui le migliori intenzioni cedono il passo al puro istinto, il luogo in cui finiamo per essere più vulnerabili nel compromettere ciò che sappiamo essere giusto.

    SYNOPSIS:

    In New York City 1981, an ambitious immigrant fights to protect his business and family during the most dangerous year in the city's history.

    A crime drama set in New York City during the winter of 1981, statistically one of the most violent years in the city's history, and centered on a the lives of an immigrant and his family trying to expand their business and capitalize on opportunities as the rampant violence, decay, and corruption of the day drag them in and threaten to destroy all they have built.

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Acclamato dalla critica internazionale, 1981: Indagine a New York si propone come alternativa esclusiva e unica agli innumerevoli polizieschi e film di azione che tradizionalmente appaiono nelle sale. Il cinema classico di recente fattura ne è pieno, eppure in pochi sono riusciti nel tempo a cogliere l'essenza di un genere senza esagerarne i connotati e senza spingersi al limite, talvolta del credibile. Ed ecco che J.C. Chandor riesce nell'impresa difficile di riproporre senza sbavature un personaggio, quello di Abel Morales, dai fortissimi richiami ai film degli anni Settanta, i cui connotati si leggono da subito nella scelte di inquadrature, nel colore e nella fotografia dall'anima spiccata. Un noir alla luce del sole, di un tramonto che non fa quasi mai raggiungere la notte per i protagonisti e per i quali non esiste respiro.
    Eppure la narrazione risulta stranamente pacata per questo genere di trama, realizzata invece da lunghe pause cadenzate

    ove normalmente troverebbero spazio scene di azione senza limiti di tempo e spazio. Uno spazio e un tempo che qui troviamo dilatati in una serie di giorni che appaiono interminabili, mentre alle trattative commerciali si intervallano le indagini e i reciproci sospetti in un gioco calibrato che nulla ha da invidiare ai movies classici.

    Eroe solitario e senza veri alleati o amici, Morales - interpretato da un intenso Oscar Isaac - si colloca a metà tra la vittima e il giustiziere, tra l'imprenditore moderno e il cow boy dei western all'antica, così indagato non soltanto dai federali ma dall'occhio critico e soggettivo della macchina da presa che ne traccia un profilo introspettivo spiccato, quasi tracciato in punta di pennello. Un cammeo inconsueto per questo genere e che grazie a questa firma artistica imprime il segno nella tradizione e arriva a fare assurgere tra gli archetipi questa indagine newyorkese nell'anno più

    efferato che gli anni Ottanta del secolo scorso ricordino. Mentre in Europa si consumano i delitti di potere e mafia, la Grande Mela assiste alla propria stagione più efferata ed equivoca, svelata attraverso una serie di sapienti indizi allo spettatore. Elementi svelati mano a mano, nello snodarsi di sequenze calibrate e calate in un ambiente narrativo forte e 'parlante', quasi che la bellezza atmosferica potesse rendere in dettaglio l'anima dei protagonisti.

    Secondo commento critico (a cura di SCOTT FOUNDAS, www.variety.com)

    J.C. CHANDOR CHANNELS SIDNEY LUMET TO TELL A TIMELESS TALE OF NEW YORK CITY IN THE GRIP OF A VIOLENT CRIME WAVE AND MASS INSTITUTIONAL CORRUPTION.

    When “New York, New York” lyricist Fred Ebb wrote that immortal line, “If I can make it there, I’ll make it anywhere,” it’s doubtful he imagined the life-or-death stakes such sentiments take on in “A Most Violent Year,” an ’80s-era NYC crime drama in which just making it from one day to the next seems like a major accomplishment. In his third turn behind the camera, writer-director J.C. Chandor has delivered a tough, gritty, richly atmospheric thriller that lacks some of the formal razzle-dazzle of his solo seafaring epic, “All Is Lost,” but makes up for it with an impressively sustained low-boil tension and the skillful navigating of a complex plot (at least up until a wholly unnecessary last-minute twist). Like last fall’s “Out

    of the Furnace,” this solid, grown-up movie-movie is almost certainly too dark and moody to connect with a broad mainstream public or make major awards-season waves, but it does much to confirm Chandor as a formidable filmmaking talent, and star Oscar Isaac as one of the essential American actors of the moment. A24 opens the pic in limited release Dec. 31.

    If Chandor’s promising 2011 debut, “Margin Call,” could loosely be described as a Wall Street transposition of David Mamet’s “Glengarry Glen Ross,” “A Most Violent Year” seems to have been steeped overnight in a solution equal parts Sidney Lumet and Lumet’s consummate latter-day reinterpreter, James Gray. The setting is 1981, the year of Lumet’s masterful police corruption drama “Prince of the City,” and it’s possible to see a continuity between that movie’s naive whistleblower cop (played by Treat Williams) and Isaac’s upstart businessman here — two virtuous crusaders who put

    too much trust in fundamentally broken systems. Chandor’s film bears an even stronger likeness, though, to Gray’s little-seen sophomore feature, “The Yards” (2000), which built a similar tale of ambition, free enterprise and moral compromise around an essential Big Apple industry: there, subway parts; here, heating oil. (Indeed, Chandor’s film could easily have been called “The Fuel Yards.”)

    But if “A Most Violent Year” hits many familiar notes, it does so in an unusually gripping and effective fashion, pulling you deeper and deeper into the struggles of a young heating-company boss trying to make inroads in an industry dominated by generations-old family businesses (which operate rather like a certain other “family” business). None of this is news to Isaac’s Abel Morales, who started out as a lowly truck driver himself, but somewhere along the way fell in love with the boss’ daughter, Anna (Jessica Chastain), and bought the business from him.

    And while Anna’s dad was all mobbed up, Abel prizes squeaky-clean transparency.

    With the conviction common to the self-made, the born-again and other fanatics, Abel prides himself on forward movement through society’s real and perceived barriers, having shed all but the slightest traces of his immigrant heritage, built his family a sprawling suburban McMansion, and developed strategies for routing the competition with a minimum of dirty tricks. In a striking, Mamet-esque early scene, he coaches a new crop of sales associates on how to make a first impression: Keep eye contact for longer than feels comfortable; ask for tea instead of coffee (the classier option); always be the model of tact and decorum. “We’re never going to be the cheapest,” he advises, “so we have to be the best.”

    When the movie opens, it’s clear that Abel’s success mantra doesn’t sit so well with one or more of his fellow oil merchants.

    While the city at large panics from an all-time-high crime rate (the impetus for Chandor’s title), Abel’s Standard Heating Co. finds itself engulfed in its own brutal turf war, with drivers — and eventually, even sales reps — robbed at gunpoint, beaten, shot at, or all of the above. Even Abel’s own family isn’t safe from harm, as a late-night gun-wielding prowler proves early on. And the timing couldn’t be worse, just as Abel is starting escrow on a long-abandoned waterfront fuel yard that will put him in a real position to corner the market, and a young district attorney (a typically excellent David Oyelowo) launches a massive investigation into heating-industry malfeasance.

    Chandor lays out all of this briskly and confidently, always giving just enough information to keep the viewer hooked, while maintaining a certain intentional opacity, the feeling that we’re entering a hermetic world of private codes and backroom dealings

    that even Abel himself hasn’t fully cracked. The pacing is deliberate yet uneasy, like a slowly tightening noose, with scenes staged mostly in long, wide master shots with a minimum of cutting. But when Chandor feels it’s warranted, he turns up the heat, including a tense shootout on the 59th Street Bridge, and an utterly terrific chase sequence that begins by car, transitions to foot, and ends on an elevated B train hurtling through the outer boroughs. Which makes it all the more disappointing on those rare occasions that Chandor overplays his hand, mostly in a subplot having to do with a panicked young Standard driver (Elyes Gabel) who goes on the lam after his second violent truckjacking.

    “A Most Violent Year” may not ultimately tell us anything new about big-city corruption, thwarted idealism and the steep price of admission to the American dream. But it says those things with a

    kind of conviction that reminds you why ambitious hustlers like Abel Morales keep striving for their imagined piece of the pie against very inhospitable odds. Isaac is marvelous to watch here, playing a character who could give Llewyn Davis a crash course in how to win friends and influence people. We first see Abel going for a vigorous morning jog, and that’s fitting because, for Abel, to take a single step backward in life is a fate worse than death. And Isaac pours that stubborn resolve into every inch of the performance, from his slightly formal, affected speech patterns to his rigid, ramrod-straight posture; he’s like a Horatio Alger hero on steroids.

    In most of her roles to date, Chastain has been the ballsy, forward-pushing dynamo, and “A Most Violent Year” is no real exception. Though she’s not quite as well served as Isaac by the script, her Anna is around

    long enough for us to see that she’s every inch her father’s daughter, and far less religious than Abel when it comes to playing by the rules.

    As in “Margin Call,” Chandor has fleshed out the extensive supporting cast with the kind of veteran character actors who seem to bring a lifetime of experience with them when they enter the frame: Albert Brooks, wonderfully weary and resigned as Abel’s in-house lawyer; Alessandro Nivola as the courtliest of Abel’s competitors, practicing his backhand both on and off his Gatsby-sized indoor tennis court; and Jerry Adler (“The Sopranos’” Hesh) as the orthodox Jew landlord who holds the deed on Abel’s future.

    The movie is also a triumph of subtle period craftsmanship on almost every level, especially the work of production designer John P. Goldsmith, who has a field day with long-bodied Cadillac coupes and diesel Mercedes, metallic desks and filing cabinets; costume designer Kasia

    Walicka Mamone, applying bounteous earth tones (with Chastain outfitted by Giorgio Armani); and the great cinematographer Bradford Young (“Ain’t Them Bodies Saints”), whose widescreen images are retro without ever verging on kitsch, with ungentrified Gotham locations bathed in a crisp winter’s light and swirls of indoor cigarette smoke.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Adler Entertainment e Valentina Calabrese (WaytoBlue)

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di 1981: INDAGINE A NEW YORK

    Links:

    • J. C. Chandor (Regista)

    • Oscar Isaac

    • David Oyelowo

    • Jessica Chastain

    • Albert Brooks

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    Galleria Video:

    1981: Indagine a New York - trailer

    1981: Indagine a New York - trailer (versione originale) - A Most Violent Year

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