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    Home Page > Movies & DVD > Padri e figlie

    PADRI E FIGLIE: NELLA NUOVA PELLICOLA DI GABRIELE MUCCINO AMANDA SEYFRIED E' LA FIGLIA DI RUSSELL CROWE

    RECENSIONE - Dal 1° OTTOBRE

    "Era una delle sceneggiature migliori che avessi mai letto. È profondamente commovente, coinvolgente, c’è la vita vera e io ho sentito un’immediata
    connessione con questa storia
    […] Parla della vita, della morte, dell’amore e della paura di perdere la persona che ami, gli elementi fondamentali".
    Il regista Gabriele Muccino

    (Fathers and Daughters; USA/ITALIA 2015; Drammatico; 116'; Produz.: Andrea Leone Films/Busted Shark Productions/Fear of God Films/Voltage Pictures; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Padri e figlie

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    Celluloid Portraits:



    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Padri e figlie

    Titolo in lingua originale: Fathers and Daughters

    Anno di produzione: 2015

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Gabriele Muccino

    Sceneggiatura: Brad Desch

    Cast: Russell Crowe (Jake Davis)
    Amanda Seyfried (Katie Davis)
    Aaron Paul (Cameron)
    Diane Kruger (Elisabeth)
    Quvenzhané Wallis (Lucy)
    Bruce Greenwood (William)
    Janet McTeer (Psicanalista)
    Kylie Rogers (Katie giovane)
    Jane Fonda (Theodora)
    Octavia Spencer (Dr. Corman)
    Ryan Eggold (John)
    Michelle Veintimilla (Michelle)
    Kaza Marie Ayersman (Cliente della libreria)
    Claire Chapelli (Nancy)
    Momo Casablanca (Ufficiale del Dipartimento di Polizia di New York)

    Musica: Paolo Buonvino

    Costumi: Isis Mussenden

    Scenografia: Daniel B. Clancy

    Fotografia: Shane Hurlbut

    Montaggio: Alexandro Rodriguez

    Effetti Speciali: Jake Hays (effetti speciali); Francesco Grisi e Stefano Leoni (supervisori effetti visivi)

    Makeup: John Caglione Jr. (capo dipartimento makeup); Karen Lovell (capo dipartimento acconciature)

    Casting: Mary Vernieu

    Scheda film aggiornata al: 02 Novembre 2015

    Sinossi:

    Padri e figlie – Fathers & Daughters è una storia d’amore tra un padre e una figlia che vivono a New York City. E’ un racconto originale che si svolge su due piani paralleli ma lontani nel tempo. La trama infatti si sposta avanti e indietro tra gli anni ‘80, il periodo in cui Jake Davis, romanziere premio Pulitzer rimasto vedovo, lotta contro un serio disturbo mentale mentre cerca di crescere nel miglior modo possibile la figlioletta Katie di 5 anni. 25 anni dopo, Katie è una splendida ragazza che vive a Manhattan, da anni lontana dal padre, combatte ancora i demoni della sua infanzia tormentata e l’incapacità di abbandonarsi ad una storia d'amore.

    SHORT SYNOPSIS:

    Fathers and Daughters a Black List script penned by Brad Desch, is a love story between a father and daughter living 25 years apart in New York City. Crowe will portray a famous novelist and widower struggling with mental illness as he tries to raise his 5-year-old daughter. Seyfried will portray the now-grown daughter in present-day Manhattan as she battles the aftermath of her troubled childhood.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Mi stavo chiedendo per l'appunto: che cosa avrà mai attirato un monumento dell'interpretazione, raffinato e sanguigno, come Russell Crowe a cadere nella rete a maglia larga di un regista come Gabriele Muccino (La ricerca della felicità, Sette anime e Quello che so sull’amore)? Scorci di pellicola nella grandinata di clip fornite in anteprima, dove tra un 'patatina' e l'altra si prefigurava il Padri e figlie – Fathers & Daughters di cui stiamo parlando, tradivano l'odore melenso dello zucchero filato. Ma doveva esserci dell'altro. Poi l'ho capito. All'altezza delle prime crisi della malattia mentale che affligge l'alter ego in celluloide di Crowe, il romanziere Jack Davis, già Premio Pulitzer, il cui percorso di vita si fa di lì a poco accidentato e malfermo, con gravi ripercussioni a tutto tondo su se stesso - sul piano fisico, emotivo e professionale - e su sua figlia Katie (da piccola vestita da Kylie Rogers,

    mentre da adulta è interpretata da Amanda Seyfried).

    Così, in un flusso continuo che alterna flashback a flashforward, scorrono i trent'anni - tra gli anni Ottanta e il presente - di una relazione speciale, quella tra un padre e sua figlia all'indomani della morte della madre in un incidente che ha lasciato l'indelebile segno anche sul padre, in evidente difficoltà, senza volerlo ammettere, a crescerla come si deve. Un obbligato allontanamento temporaneo che lo costringe a soggiornare in un ospedale psichiatrico e ad affidare la figlia agli zii (la Elizabeth di Diane Kruger con il marito William, che Bruce Greenwood traduce nel cinico avvocato con non pochi scheletri nell'armadio, come riscontriamo più tardi) non fa che aggravare le cose. Un allontanamento abbastanza lungo (7 mesi) da creare seri problemi, con smanie di indebita adozione e ostacoli a rimettersi in pista sul piano professionale. Quel genere di ripresa che almeno in

    America è in grado di rimpinguare le finanze. Quale occasione migliore se le cose vanno male per mettere in bocca a Jack/Crowe un'ironica battuta di scherno, ai danni dei critici - alla stregua di scarafaggi - che fanno cattive recensioni? Ma a raccontarla giusta è il fotogramma successivo all'incontro con l'editor (la Theodora di Jane Fonda) che lo ritrae nell'autentico umore dello scrittore ferito nell'orgoglio, fresco delle micidiali stroncature.

    E allora tutto appare più chiaro. A Russell Crowe mancava nel proprio blasonato curriculum un personaggio tornito come questo da giocare tra contenimenti ed esplosioni, tremori e crisi epilettiche, cui, com'è nelle sue corde, ha dato vita con la più viscerale naturalezza che ci si possa prefigurare. Non solo. Man mano che la storia va avanti, si scopre che il suo personaggio va a rappresentare una vera e propria architrave per l'intero film. Il dramma flirta pericolosamente con il mélo ad

    ogni angolo, eppure tutta l'impalcatura gode di un equilibrio stabile, a tenuta stagna, e a Muccino è sufficiente dar risalto alle emozioni, ora con rapide carrellate in avvicinamento, ora in allontanamento, talaltra rendendo protagoniste stanze vuote di fotogramma in fotogramma. E tutto fila liscio. Fortuna vuole che Jack/Crowe rimanga in campo per la maggior parte del film perché non appena viene a mancare, il virus del mélo contagia la debolezza del racconto più che del soggetto - l'amore a tutto tondo e non solo quello tra padre e figlia, vita e morte sono dei veri e propri universi intercomunicanti tra loro - e i batteri melodrammatici iniziano a proliferare senza intoppi, con generosa profusione di lacrime su lacrime.

    Ma non vi è alcun dubbio che Padri e figlie piacerà al grande pubblico. E pure io me lo sono goduto, intendiamoci! Perché centra il bersaglio semplificando quella complessità cui qui ci si

    limita ad ammiccare, passando oltre quando si tratta di andare più a fondo. Non è un caso che il Jack Davis di Russell Crowe rappresenti l'architrave del film e che gli altri personaggi, a parte la figlia Katie/Rogers/Seyfried, se ne stiano quietamente sullo sfondo, comparendo lo stretto necessario. E piacerà perché alle volte si ha voglia di sentire e vedere piccole grandi verità distribuite in pillole, di ripassare, circoscrivendola sui libri di testo, la grande lezione della vita, dell'amore che l'attraversa su più registri, e della morte che è inevitabile e con cui siamo obbligati a fare i conti. Di quanto siano complicati e imprevedibili i vari modi di metabolizzare i vuoti interiori, di riempirli non sempre con il nutrimento affettivo che sarebbe necessario.

    Padri e figlie si direbbe stilare un vero e proprio corollario di diverse lotte personali, ognuno con i propri demoni. Demoni che trasudano realtà di vita

    vissuta, forse annusata qua e là prima di essere raccolta e diluita nella sceneggiatura originale di Brad Desch. Così, mentre si pongono al centro del ring i due protagonisti, Padri e figlie tratteggia spaccati di infanzie difficili altre, che occhieggiano tra le pieghe anche di altri più o meno illustri co-protagonisti: a cominciare dalla Lucy di Quvenzhané Wallis, sotto la custodia della Dr. Corman (Octavia Spencer) e della stessa Katie/Seyfried, ormai diventata assistente sociale, fino alla zia Elizabeth di Diane Kruger che in una breve sequenza verso l'epilogo spiega in poche battute, la ragione del suo acido atteggiamento, osservando una differenza sostanziale - condivisibile?! - tra gli uomini e le donne: "Sono una donna adulta che non ha mai conosciuto l'amore... Gli uomini, loro possono sopravvivere senza amore, ma le donne no, loro non possono".

    La commozione non è certo un reato, purché non indossi vesti troppo ruffiane e non

    se ne abusi. Non ne abusa di certo il Jack di Russell Crowe e si contiene in un drammaticamente ermetico silenzio e uno schiaffo ben assestato la giovane Quvenzhané Wallis. I fiumi di lacrime sono quasi tutti riconducibili all'unica sorgente di Katie, sia da piccola che da grande. Ed è di scena con Amanda Seyfried l'incapacità di amare, la paura di amare, di fidarsi dell'altro, a fronte di un vuoto interiore, incolmabile, se non con l'alcol e il sesso fine a se stesso, rischiando di veder sfumare nel nulla l'unica vera occasione (il Cameron di Aaron Paul) prima di decidersi a prendere le redini della propria vita e cominciare a fare sul serio. Beh! Che dire? E' tutto quello che Gabriele Muccino sa sull'amore ed è così che lo vuole raccontare.

    Perle di sceneggiatura

    "Lui scrisse un libro con lei, su di lei e per lei. Quel libro racconta la loro storia e si intitola Fathers and Daughters. Il film racconta la loro storia. La storia di un padre e di una figlia ancora bambina e di questa bambina una volta diventata donna"

    Bibliografia:

    Dave McNary, Drama Set in New York City in "www.variety.com", 20 Ottobre 2013.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di PADRI E FIGLIE

    Links:

    • Gabriele Muccino (Regista)

    • Russell Crowe

    • Diane Kruger

    • Amanda Seyfried

    • Bruce Greenwood

    • Octavia Spencer

    • Jane Fonda

    • Quvenzhané Wallis

    • Aaron Paul

    • Padri e figlie (BLU-RAY + DVD)

    1 | 2 | 3

    Galleria Video:

    Padri e figlie - trailer 2

    Padri e figlie - trailer

    Padri e figlie - trailer (versione originale) - Fathers and Daughters

    Padri e figlie - clip 'Buon compleanno Katie'

    Padri e figlie - clip 'Valzer'

    Padri e figlie - clip 'Il taxi'

    Padri e figlie - clip 'Jake Davis (Russell Crowe) e Katie giovane (Kylie Rogers) cantano insieme'

    Padri e figlie - clip 'Adozione'

    Padri e figlie - clip 'Katie Davis (Amanda Seyfried) ed Elisabeth (Diane Kruger) a tavola'

    Padri e figlie - clip 'Uscita da scuola'

    Padri e figlie - clip 'Mia figlia è un genio'

    Padri e figlie - clip 'Katie Davis (Amanda Seyfried) e Cameron (Aaron Paul), amore mio'

    Padri e figlie - clip 'Il manoscritto'

    Padri e figlie - clip 'Cattive recensioni'

    Padri e figlie - clip 'Il distacco'

    Padri e figlie - clip 'Il ritorno'

    Padri e figlie - clip 'Gli Stati Uniti dei soldi'

    Padri e figlie - clip 'Katie e Lucy'

    Padri e figlie - clip 'La presentazione del libro'

    Padri e figlie - clip 'Katie assistente sociale'

    Padri e figlie - clip 'Il tradimento'

    Padri e figlie - featurette 'Making of - La sceneggiatura' (versione originale sottotitolata)

    Padri e figlie - featurette 'Making of - Katie e Jake' (versione originale sottotitolata)

    Padri e figlie - featurette 'Making of - Katie e Cameron' (versione originale sottotitolata)

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