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    Home Page > Movies & DVD > La vita di Adele

    LA VITA DI ADELE: DAL FUMETTO 'IL BLU E' UN COLORE CALDO' L'AMORE ASSOLUTO TRA DUE GIOVANI DONNE. UNA STORIA D'AMORE PROFONDA E STRAZIANTE TRADOTTA SULLA CELLULOIDE DAL REGISTA ABDELLATIF KECHICHE CON I VOLTI E L'ANIMA DI ADÈLE EXARCHOPOULOS E LÉA SEYDOUX

    CANDIDATO come 'Miglior Film Straniero' ai GOLDEN GLOBE 2014 - VINCITORE della PALMA D'ORO al 66 Festival del Cinema di Cannes - RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dal 24 OTTOBRE

    "Si tratta di un adattamento molto libero. E la molla che ha fatto scattare il desiderio, la voglia di girare 'la vita di Adele', è nata dall'unione di due elementi: la lettura del fumetto e un progetto a cui pensavo da molto tempo. In effetti, fin dai tempi de 'La schivata' (2003), avevo in mente luna sceneggiatura sul percorso di una professoressa francese appassionata di teatro. Volevo sviluppare un personaggio femminile desideroso di comunicare, e che svolge il suo lavoro con passione. Allo stesso tempo questa insegnante è consapevole delle ripercussioni sul suo lavoro di tutto ciò che le accade nella vita privata: gli amori, i lutti, le separazioni. Ero stato vicino a molti di questi professori e professoresse ai tempi de 'La schivata'. Per me era toccante il fatto che vivessero il loro lavoro come una vocazione. Erano dei veri artisti, amavano lettura, la pittura, la scrittura... Tutti ricordiamo dei momenti chiave della vita scolastica, quando un professore appassionato ci ha porttao a vedere un certo film, o ci ha spinto a leggere un certo libro, facendo forse nascere in noi delle vocazioni. Ma alla fine questa sceneggiatura non è mai stata scritta. E quando mi sono imbattuto per caso nel fumetto 'Il blu è un colore caldo', che racconta la storia di questo amore assoluto tra due donne, e allo stesso tempo parla di una giovane donna che diventa un'insegnante, ho capito come far combaciare i due progetti."
    Il regista e co-sceneggiatore Abdellatif Kechiche

    (La Vie d'Adèle; FRANCIA 2013; Drammatico; 179'; Produz.: Quat'sous films/France 2 Cinéma/Wild Bunch/Scope Pictures/Vértigo Films; Distribuz.: Lucky Red)

    Locandina italiana La vita di Adele

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    Titolo in italiano: La vita di Adele

    Titolo in lingua originale: La Vie d'Adèle

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Abdellatif Kechiche

    Sceneggiatura: Abdellatif Kechiche e Ghalya Lacroix

    Soggetto: Liberamente tratto dal fumetto di Julie Maroh Le bleu est une couleur chaude (Il blu è un colore caldo, Ed. Rizzoli - Lizard), considerato un graphic novel unico, già bestseller in Francia e vincitore del premio Fnac al Festival di Angoulême 2011.

    Il film è anche noto con il titolo internazionale Blue Is The Warmest Colour e Le bleu est une couleur chaude.

    Cast: Adèle Exarchopoulos (Adèle)
    Léa Seydoux (Emma)
    Salim Kechiouche (Samir)
    Jeremie Laheurte (Thomas)
    Catherine Salée (La madre)
    Aurélien Recoing (Il padre)
    Sandor Funtek (Valentin)
    Karim Saidi (Kader)
    Baya Rehaz (Meryem)
    Aurelie Lemanceau (Sabine)

    Fotografia: Sofian El Fani

    Montaggio: Camille Toubkis, Albertine Lastera, Jean-Marie Lengelle e Ghalya Lacroix

    Casting: Sophie Blanvillain e Bahijja El Amrani

    Scheda film aggiornata al: 12 Dicembre 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Adele, una liceale di quindici anni, aspetta il grande amore e un giorno lo intravede in Thomas, giovane tenebroso ma cordiale. Lo stesso giorno però Adele incontra anche una ragazza dai capelli blu che ogni notte diventa protagonista dei suoi sogni e desideri più intimi. Adele prova a concedersi a Thomas ma si rende conto di non riuscire ad essere completamente sua e di provar attrazione per le ragazze. Grazie a un amico ha la possibilità di rintracciare la ragazza dai capelli blu e lasciarsi travolgere dal suo passionale sentimento.

    SHORT SYNOPSIS:

    The story of a young lesbian couple's beginning, middle and possible end.

    Commento critico (a cura di FRANCESCO ADAMI)

    La vita di Adele: Capitoli 1&2 (La vie d'Adele) vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes 2013, è il quinto film diretto da Abdellatif Kechiche, incentrato sulla figura della adolescente Adele in rapporto con la scoperta di una saffica identità sessuale fino al raggiungimento di una maturità fisica ed intellettiva. Il lungometraggio è denso di simbologie intrinseche, che a prima vista sembrano essere insignificanti, ma che fanno da sfondo a tutta la narrazione, connotandone le diverse fasi della vita di Adele e pertanto della narrazione. La sequenza di apertura del film mostra il personaggio di Adele, intenta a non perdere l'autobus per raggiungere una meta,
    autobus simbolo di un viaggio che la porterà verso novità inaspettate. Adele viene ritratta come una ragazza appartenente ad una famiglia del ceto medio francese, intenta a scoprire e mettere a nudo i suoi sentimenti, in un cammino pieno di sofferenze, che la porteranno ad

    un percorso verso una nuova maturità e sicurezza, fattori già presenti all'interno della sua coscienza.

    Vero punto nodale della narrazione è il momento nel quale Adele vede fortuitamente per strada, mentre si sta dirigendo verso l'incontro con il suo spasimante Thomas, una donna dai capelli blu: osservandola, scopre di aver provato una sorta di colpo di fulmine od interesse particolare verso questa figura sconosciuta dai tratti ribelli. Adele da lì a poco riesce a conoscere Emma, la ragazza dai capelli blu, un'artista dal notevole talento pittorico, che inizia a frequentare la giovane Adele iniziandola alla scoperta di una nuova sessualità, portandola alla cognizione di conferma di amore verso le donne a svantaggio delle figure maschili. Il passaggio a questa condizione per Adele non è
    immediato, se ne segue l'evoluzione passando per il suo rapporto con Thomas e per il breve ed equivoco incontro con una ragazza della sua comitiva di amici.

    Mentre Adele è una ragazza semplice dal volto tenero ma malinconico, Emma invece è una donna energia e talentuosa, di buona preparazione culturale, che vive la sua sessualità in modo esplicito. Anche i nomi delle due ragazze hanno un significato intrinseco, Adele in arabo significa 'educazione', mentre Emma in tedesco significa 'nutrice', infatti Adele ha una predisposizione, come si vedrà nello svolgimento della sua vita, come insegnante materna, invece Emma ha proprio la funzione di nutrice per Adele, perché sarà lei a portarla verso un grado culturale più ampio e verso la maturità, anche se Adele, nonostante tutto, rimane sempre una persona semplice.

    Un aspetto interessante del film è la connessione al mondo dell'educazione e quello dell'arte, in una
    discussione sulla materia artistica, si cerca di far comprendere cosa possa donare l'arte ad un animo non intellettualmente predisposto. Il rapporto tra la figura pittorica di Egon Schilie e Gustav Klimt è

    un'altro aspetto caratteristico e simbolico che viene fuori attraverso un colloquio tra i vari personaggi durante una cena a casa di Adele. Il pittore Egon Schilie è noto per comunicare attraverso la sua pittura, l'angoscia interiore nell'intensità espressiva di corpi nudi, contorti o non completati, per questo come artista rispecchia l'animo di Adele che prova sentimenti nuovi ma non completi. D'altra parte Gustav Klimt, attraverso una linea morbida raffigura i corpi, li arricchisce di elementi decorativi, che donano all'opera un abbinamento di colori e pertanto di lucentezza d'animo, dunque una sorta di luminosità che si rispecchia nei sentimenti sinceri del personaggio di Emma.

    La tematica del rapporto saffico tra le due protagoniste viene mostrato in molti aspetti, ma ne vengono affrontati pochi, dato che la narrazione vuole essere improntata sul rapporto di una coppia di innamorati che vuole vivere la propria vita sentimentale al meglio. Abdellatif Kechiche mostra un interesse

    vivo per la corporeità, fattore consistente di tutta la narrazione, mostrato attraverso la predilezione di primi piani, in particolare primissimi piani, sui personaggi femminili. Molti elementi del corpo di Adele svolgono la funzione di narrazione, il movimento della sua bocca, il modo in cui mangia, parla, bacia, anche se sembra evidenziato in modo leggermente più accentuato il fondoschiena. Sono
    presenti numerose scene di sesso abbastanza esplicito che rasentano a volte il genere
    soft-core: negli Stati Uniti il film è vietato ai minori, mentre nello stato dell' Idaho è stato vietato per la presenza di suddette scene. Una scelta non tanto ponderata, anche se a volte le scene erotiche sembrano rallentare il racconto, sono state inserite per provocare, ma nello stesso tempo per abituare alla visione di un'altra realtà
    femminile.

    Alcuni momenti della vita di Adele sono scanditi dalla musicalità e dal ritmo percussivo che determina un motivo di passaggio da uno stato emotivo

    ad un altro; l'amore verso lo stesso sesso scandito da una ritmica di protesta contro la
    disoccupazione e l'inadeguatezza sociale, il ballo sfrenato della sfilata gay che conferma la scelta della protagonista, la ritmica latina sensuale del tradimento, le percussioni africane dell'animazione durante il suo lavoro nell'ambiente educativo ed infine il suono dell'Hang che fa da sottofondo all'inizio e alla fine della vicenda della protagonista. Vi è una citazione colta sulla figura mitologica di Tiresia, l'indovino che aveva avuto la possibilità di essere prima donna e poi uomo e dunque sul rapporto
    sessuale tra l'essere uomo e l'essere donna.

    L'attrice Adele Exarchopouloes al suo primo vero ruolo importante, attraverso il suo aspetto fisico e nelle ampie scene di nudità, offre un'interpretazione notevole. Non sembra che ci sia differenza tra il personaggio e l'attrice stessa, effetto voluto anche grazie alla sceneggiatura, che per tutto l'arco di svolgimento delle azioni è stata solo una

    linea guida per gli attori, che hanno potuto contribuire inserendo molto del loro carattere in quello del personaggio. Un vero talento espressivo ed interpretativo è l'attrice Léa Seydoux, che interpreta Emma, sin dalle prime sequenze si è catturati da questo personaggio particolare dai capelli blu, che sembra essere uscito dal fumetto Il Blu è un colore caldo di Julie Maroh, da cui è tratto il film.

    La vita di Adele è un lungometraggio in pieno stile francese, con un occhio alla 'nouvelle vague', si mostra come una sorta di documentario sulla vita di Adele, molto curato nell'aspetto delle immagini. Il carattere del titolo del film, rimandando alle opere d'arte presenti nella storia, sembra essere un dipinto con pennellate dense e blu, emblema della figura duale Adele-Emma. Le lunghe tre ore di narrazione forniscono un espediente per seguire da vicino la vita di Adele, in
    particolare la sua realtà emotiva, destinando la

    narrazione ad un pubblico ampio, tralasciando l'intellettualismo compositivo e la poesia d'immagine.

    Girato in digitale con una camera Canon C300, attraverso l'uso dell'espediente tecnico dello steadicam come figura drammaturgica per attorniare e mostrare i movimenti corporei e fisici dei protagonisti, il film si presenta come una classica narrazione da non perdere e visionare, sia per le tematiche affrontate, che per lo stile semplice ma ugualmente profondo e interessante.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Lucky Red e Maria Rosaria Giampaglia (QuattroZeroQuattro)

    Pressbook:

    PRESSBOOK Completo in ITALIANO de LA VITA DI ADELE

    Links:

    • Léa Seydoux

    • Adèle Exarchopoulos

    1 | 2

    Galleria Video:

    La vita di Adele - trailer

    La vita di Adele - trailer (versione originale) - La Vie d'Adèle

    La vita di Adele - clip 'L'incontro'

    La vita di Adele - clip 'Le amiche'

    La vita di Adele - clip 'Il brindisi'

    La vita di Adele - clip 'I Follow Rivers'

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