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    Home Page > Movies & DVD > Predestination

    PREDESTINATION: ETHAN HAWKE VESTE I PANNI DI UN AGENTE TEMPORALE E VIAGGIA NEL TEMPO PER IMPEDIRE DELITTI FUTURI

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (www.variety.com) - Dal 1° LUGLIO

    "La madre di tutte le storie sui paradossi temporali"
    I registi, scrittori e produttori Michael e Peter Spierig

    "Un percorso non convenzionale. È essenzialmente come cinque o sei film insieme - un film d'azione, un film poliziesco ... e poi si trasforma in un dramma intimo di qualcuno che racconta la storia della sua vita a un barista".
    Il regista, scrittore e produttore Michael Spierig

    "Questo film avrà sicuramente un significato differente per chiunque lo guardi. Prende spunto dal mondo accademico, dalla filosofia e dalla teologia e gioca con loro, racconta una storia spazio temporale in un modo che non è mai stato fatto prima".
    Il produttore Paddy McDonald

    (Predestination; AUSTRALIA 2014; Thriller Sci-Fi; 97'; Produz.: Blacklab Entertainment/Screen Australia/Wolfhound Pictures; Distribuz.: Notorious Pictures)

    Locandina italiana Predestination

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    Celluloid Portraits:



    See SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Predestination

    Titolo in lingua originale: Predestination

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2015

    Regia: Michael e Peter Spierig

    Sceneggiatura: Michael e Peter Spierig

    Soggetto: Tratto dal racconto di Robert Heinlein All You Zombies (Tutti voi zombi, 1959), distribuito in Italia con il titolo Tutti i miei fantasmi

    PRELIMINARIA - IL LIBRO:

    Tutti voi zombie, edito da Mondadori, inizia con un giovane uomo, conosciuto come La Madre Nubile - è questo il suo pseudonimo per la confessione - che racconta la strana storia della vita di un barista, che si scopre svolgere un ruolo molto più ampio nella storia di quanto inizialmente potesse sembrare. La storia coinvolge diversi complicati viaggi spazio temporali interconnessi tra loro, e l’azione si sposta dal 1945 al 1993.

    Cast: Ethan Hawke (Barista)
    Sarah Snook (Jane/Madre Nubile)
    Noah Taylor (Signor Robertson)
    Christopher Kirby (Agente Miles)
    Madeleine West (Signora Stapleton)
    Freya Stafford (Alice)
    Jim Knobeloch (Dottor Belfort)
    Elise Jansen (Infermiera)
    Cate Wolf (Beth)
    Rob Jenkins (Signor Jones)
    Tyler Coppin (Dottor Heinlein)
    Christopher Stollery (Intervistatore)
    Alexis Fernandez (Marcy)
    Ben Prendergast (Dottor Clarke)
    Dennis Coard (Sindaco Davidson)
    Cast completo

    Musica: Peter Spierig

    Costumi: Wendy Cork

    Scenografia: Matthew Putland

    Fotografia: Ben Nott

    Montaggio: Matt Villa

    Effetti Speciali: Steve Boyle (effetti speciali); Jeff Gaunt e Rangi Sutton (supervisori effetti visivi)

    Makeup: Tess Natoli

    Casting: Maura Fay e Leigh Pickford

    Scheda film aggiornata al: 22 Luglio 2015

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Un'agenzia lavora alla manipolazione temporale con il compito di saltare nel passato allo scopo di prevenire od aiutare l'avvenimento di alcuni eventi chiave.

    Rischiando la sua stessa esistenza, nel suo ultimo incarico su commissione del governo, un agente temporale (Ethan Hawke) deve assumere il suo io più giovane perseguendo contemporaneamente l'unico criminale che non ha mai preso nel corso del tempo. In pratica si attiva una serie di intricati viaggi nel tempo per fermare futuri delitti.

    SYNOPSIS:

    The life of a time-traveling Temporal Agent. On his final assignment, he must pursue the one criminal that has eluded him throughout time.

    PREDESTINATION chronicles the life of a Temporal Agent sent on an intricate series of time-travel journeys designed to ensure the continuation of his law enforcement career for all eternity. Now, on his final assignment, the Agent must pursue the one criminal that has eluded him throughout time.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    NELLA SCIARADA NOIR-SCI-FI DEI FRATELLI SPIERIG IL BARISTA/AGENTE TEMPORALE DI ETHAN HAWKE E LA JANE/JOHN/MADRE NUBILE DI SARAH SNOOK, ENTRAMBI PROTAGONISTI IN PUNTA D'ECCELLENZA. NEL SEGNO DEL 'DESTINO' E DEL 'LIBERO ARBITRIO'.

    Che non si trattasse di una storia di 'zombie' già lo sapevamo previo avvertimento. E questo a dispetto del titolo del romanzo di riferimento All You Zombies (Tutti voi zombi, 1959), arrivato in Italia come Tutti i miei fantasmi, di Robert Heinlein. Romanzo cui hanno fatto capo, concedendosi qualche variante sul tema, i fratelli Michael e Peter Spierig per questo più che ambizioso Predestination. Una sorta di dittico in cui la prima parte si srotola fin troppo linearmente sulla scia di un racconto personale alquanto eccentrico e bifocale. E non solo dal punto di vista dell'identità femminile prima e maschile poi in un unico soggetto. E' il racconto di Jane/John alias Ragazza Madre o Madre Nubile che dir

    si voglia, in cui eccelle straordinariamente Sarah Snook nel calarsi nei panni e negli ormoni a tutto tondo, ora nell'identità femminile di Jane, ora in quella maschile di John. Ad ascoltare il suo incredibile racconto un barista sui generis, di fatto agente temporale, come Ethan Hawke, sempre impeccabilmente intrigante in ogni sua performance, e sempre avanguardista nelle sue scelte. Uno a cui piace osare nella scrittura così come nella recitazione, sperimentando, molando e tornendo il personaggio dalla penna alla celluloide anche quando non è concretamente lui a stare dietro la macchina da presa. La sua precedente esperienza con i fratelli Spierig Daybreakers - L’ultimo vampiro gli deve aver facilitato le cose, incontrando qui, su un gran carico di ombre, la loro stessa lunghezza d'onda. Non è un caso che il suo ingresso in scena in Predestination vesta tutti gli immancabili accessori del thriller declinato in noir (impermeabile, cappello, ripresa da

    tergo, per scorci immersi in succosi spicchi di oscurità), prima che la custodia tipica di un violino o strumento musicale similare, riveli lo speciale veicolo adibito all'intricato reticolo dei viaggi temporali.

    Ma è nella seconda parte che le tessere del puzzle di Predestination si intrecciano l'una con l'altra, fino ad annodarsi tanto saldamente da dare l'impressione che non avranno più modo di sciogliersi. La sensazione è di smarrimento e di vaga confusione su quel che cogliamo senz'altro sul filo dell'intuizione più che di una piena comprensione. La messa in moto è alle spalle e la corsa decolla cavalcando un'accelerazione senza freni. Coinvolgente ma sfuggente allo stesso tempo. Visto che proprio di tempo, tra le altre cose, si parla. Flussi temporali, identità, valutazione di passato, presente e futuro in relazione alla sola cosa fondamentale per l'esistenza di ognuno di noi: lo scopo, l'obiettivo di una vita. Che la storia fosse alquanto

    complessa, al punto da non riuscire a decifrarne il genere (indubbiamente multiplo che include il noir oltre al Sci-Fi) nè a delimitarne i confini in maniera netta, era stato pure sventolato dal vessillo promozionale del film. Lo stesso protagonista Ethan Hawke, quasi con una punta di orgoglio, aveva sentenziato: "Chiunque ti dica di sapere di cosa 'Predestination' parli...sta mentendo...". Niente di più vero. Ma una cosa è più che certa: 'destino' e 'libero arbitrio' ne sono il cuore pulsante: "E se lo portassi davanti a te, l'uomo che ti ha rovinato la vita! Se potessi portarlo davanti a te, e ti garantissi che la passeresti liscia, lo uccideresti?" Una frase chiave, una frase tipo, quasi un mantra che sposa tra loro per l'appunto, 'destino' e 'libero arbitrio', in una sorta di rebus. E che la sciarada abbia inizio!

    Predestination ammicca molto, ma a cose fatte riesce ad essere unico. Vi si

    può trovare qualcosa di Minority Report (il tentativo di fermare un crimine anticipandone in qualche modo le mosse), e qualcosa di Source Code (sul filo di ritornare più volte percorrendo il filo temporale per acquisire ogni volta sempre più informazioni allo scopo di sventare l'atto terroristico o di catturarne l'artefice). E qualcosa di tanti altri, tra cui Looper e Cloud Atlas. Ma in Predestination non c'è alcun precognitivo, solo una 'guida': il personaggio di Mr Robertson (Noah Taylor), assente nel racconto originale, è stato creato come guida per il viaggio di Jane nel suo nuovo mondo al di fuori dell’orfanotrofio e nella nuova vita nei Servizi Governativi. Alla fine però, tra una mitragliata e l'altra di colpi di scena ad effetto, non ci sfuggirà la riflessione più cruciale e ammaliante: quella cui gli Spiering danno vita ponendo i due eccellenti protagonisti, di Hawke e di Snook, nelle diverse e parallele

    circostanze, ognuno di fronte a se stesso. Situazione resa possibile proprio dall'incontro della stessa persona con sé medesima in uno spazio temporale diverso. Un pò come succede in Ritorno al futuro, ma assolutamente fuor dai denti di ogni più piccola concessione allo humour. Guardare in faccia se stessi, guardarsi anni più avanti ed essere obbligati ad un confronto scioccante e scomodo prima di dover scegliere. Ecco il problema. Il vero nocciolo entro il polposo guazzabuglio. Ed è proprio quello che farà il personaggio di Ethan Hawke dando fuoco alle polveri mentre declama "io non diventerò mai te... Io non sarò mai te". A volte sembra inevitabile. 'Il tempo ci raggiunge tutti'... per obbligarci a scegliere quale parte di noi stessi deve morire per far vivere l'altra. Predestination?

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    A BREAKOUT PERFORMANCE BY SARAH SNOOK DISTINGUISHES THIS ENTRANCINGLY STRANGE SCIENCE-FICTION DRAMA.

    An entrancingly strange time-travel saga that suggests a Philip K. Dick yarn by way of Jeffrey Eugenides’ “Middlesex,” or perhaps a feature-length mash-up of “Looper” and “Cloud Atlas,” “Predestination” succeeds in teasing the brain and touching the heart even when its twists and turns keep multiplying well past the point of narrative sustainability. Playfully and portentously examining themes of destiny, mutability and identity through the story of two strangers whose lives turn out to be intricately linked, sibling filmmakers Peter and Michael Spierig offer a skillful and atmospheric adaptation of Robert A. Heinlein’s 1960 short story ” — All You Zombies — ,” and if it’s better in the intimate early stages than in the more grandiose later passages, all in all it’s the sort of boldly illogical head trip that gives preposterousness a good name. Graced by

    an extraordinary breakout performance from Aussie newcomer Sarah Snook, “Predestination” is likely fated for a minor arthouse reception at best, but there will be plenty of cultists willing to indulge its heady and rarefied approach.

    A taut but richly expansive fantasia on some of the knottier paradoxes of time travel, Heinlein’s 13-page yarn naturally lends itself to the sort of visual elaboration it receives here. In perhaps their most significant alteration, the Spierig Brothers have fleshed out the role of the story’s narrator, a Temporal Agent tasked with bending the laws of time in order to ensure the success of his cryptic mission — and, it eventually becomes clear, his own continued survival. When we first meet this man, hidden beneath a trenchcoat and fedora, he’s trying to disarm the latest explosive rigged by the oddly named “Fizzle” Bomber, an elusive terrorist at work in 1970s New York. But it literally

    blows up in his face, requiring a massive feat of reconstructive surgery that leaves him with the handsome visage of Ethan Hawke — the first but not the last of the story’s many crucial transformations.

    Having kicked off with a nod to classic noir and crime fiction, the story settles into a nicely mellow, almost Bukowskian two-hander vein. Now working as a bartender, Hawke’s agent strikes up a conversation with a tough-talking, androgynous-looking male patron (Snook) who identifies himself as “the Unmarried Mother,” the byline he uses when writing popular “confessional” stories for magazines. As the agent notes, the writer’s work displays a remarkable insight into the female mind, prompting the Unmarried Mother to describe how he came to acquire such intuition, in what he promises will be “the best story you ever heard.” While that might be going a bit far, the illustrated life history that follows is as engrossing

    as it is peculiar, as the Unmarried Mother flashes back to the moment of his birth — or her birth, rather, as he begins life as an infant girl named Jane, left on the doorstep of a Cleveland orphanage in 1945.

    Acutely aware of something unmistakably different between herself and her peers, young Jane is picked on relentlessly by her peers but fights back with a vengeance, developing unusual physical toughness, excelling in her studies (particularly science and math), and retaining her virginity — all of which make her a surprisingly ideal candidate for Space Corp., a ’60s-era government program designed to put women in outer space, although its true purpose, to provide comfort women as a service for male astronauts, is alluded to more vaguely here than in Heinlein’s story. In another key deviation from the source material, it’s here that the filmmakers introduce the character of Mr. Robertson (Noah

    Taylor), an enigmatic figure, at once kind and unnervingly hard to read, who will become a guiding influence in Jane’s life.

    There is much more: Jane’s seduction and abandonment by a young man (his face pointedly hidden from view) and her unexpected pregnancy, which leads to a medical discovery that would seem to explain a great deal about her past: She is, in fact, an intersex being, born with male and female internal reproductive capacities, and complications stemming from her birth will require her to transition fully to a 100% male identity. Yet this development turns out to be merely the beginning of the surprises in store, as the Temporal Agent offers the Unmarried Mother the opportunity to go back in time and alter his/her past, at which point “Predestination,” jumping back as early as 1945 and as late as 1993, takes on the narrative circularity of its defining metaphor: a

    snake biting its own tail.

    Deciphering who’s who, and who did what to whom, will be easy enough for attentive viewers, particularly those watching at home who, rather than throwing up their hands in frustration, will be inclined to hit the rewind button. Figuring out what it all means, or is trying to mean — a meditation on the elasticity of human identity? An extreme argument for the power of self-reliance in a repressive society? A statement about the unalterable nature of past, present and future? — will require somewhat lengthier discussion. On the basis of a single viewing, it’s fair to say that the pleasure lies more in the buildup, with its careful establishment of ground rules and subtly immersive storytelling, than in the climactic detonation of ever bigger and bigger revelations. Not least among the film’s paradoxes is that in reaching for some grand summation, “Predestination” feels somewhat diminished.

    Faced

    with the challenge of such out-there material, the Spierig Brothers and their talented crew have set about realizing it with a meticulous level of craft that, in and of itself, compels a certain suspension of disbelief: From costume designer Wendy Cork’s period-specific creations and production designer Matthew Putland’s versatile array of sets to the subtle differences in color and lighting favored by d.p. Ben Nott, nearly every aspect of this decades-spanning saga has its own distinct feel even as the whole retains a strong sense of artistic unity. Particular visual standouts include the 1960s Space Corp. training facility, with its cool whites and blues, its retro-futuristic stylings and cloche hats, as well as the 1970s bar, a warmly lit vision that provides a strong visual and dramatic anchor for the otherwise mercurial proceedings. Peter Spierig’s score adds lovely notes of churning melancholy throughout.

    In the end, though, whatever success “Predestination” achieves

    rests almost entirely on the shoulders of its central performer. Over the years, Hawke (who also starred in the Spierig Brothers’ “Daybreak”) has become the sort of actor whose adventurous choice of material inspires confidence more often than not, and he makes an ideal guide to the mysteries on offer here. But he’s playing the foil this time, and it’s Snook, an actress in her 20s with an ethereal resemblance to Jodie Foster, who stays with you. The exceptional work of special makeup effects designer Steve Boyle aside, the lingering resonance of Snook’s performance transcends mere gender-bender gimmickry; whether she’s speaking in a man’s gruff lower register or gazing, transfixed, at the first boy who’s ever shown her any attention, it’s her poignant embodiment of the desire for acceptance and self-fulfillment that lends this singularly weird experience a universal dimension.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Notorious Pictures e l'Ufficio Stampa Manzo Piccirillo.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di PREDESTINATION

    Links:

    • Ethan Hawke

    • Sarah Snook

    • PREDESTINATION - VIDEO-INTERVISTA all'attore ETHAN HAWKE (Interviste)

    • PREDESTINATION: QUANDO VIAGGIARE NEL TEMPO DIVENTA UNA QUESTIONE DI VITA O DI MORTE! I REGISTI GEMELLI SPIERIG INGAGGIANO IL BARISTA (E AGENTE TEMPORALE) ETHAN HAWKE E... Dal 1° Luglio al cinema (Anteprime)

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    Galleria Video:

    Predestination - trailer

    Predestination - trailer (versione originale)

    Predestination - clip 'L'addestramento'

    Predestination - clip 'E' arrivato il momento'

    Predestination - clip 'Il lavoro'

    Predestination - clip 'Il colloquio'

    Predestination - clip 'Verità e finzione'

    Predestination - intervista video a Ethan Hawke 'Barista' (versione originale sottotitolata)

    Predestination - intervista video a Noah Taylor 'Signor Robertson' (versione originale sottotitolata)

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