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    THE CANYONS: LINDSAY LOHAN 'HOT' PER PAUL SCHRADER ('AMERICAN GIGOLO' PER REGIA E SCRIPT, 'MOSQUITO COAST', SOLO SCRIPT)

    RECENSIONE ITALIANA IN ANTEPRIMA e PREVIEW in ENGLISH by SCOTT FOUNDAS (www.variety.com) - Dalla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia - Dal 14 NOVEMBRE

    (The Canyons; USA 2013; Thriller erotico; 95'; Produz.: Canyons/Prettybird/Sodium Fox; Distribuz.: Adler Entertainment)

    Locandina italiana The Canyons

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    Celluloid Portraits:



    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: The Canyons

    Titolo in lingua originale: The Canyons

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Paul Schrader

    Sceneggiatura: Bret Easton Ellis

    Cast: Lindsay Lohan (Tara)
    Nolan Gerard Funk (Ryan)
    James Deen (Christian)
    Gus Van Sant (Dr. Campbell)
    Amanda Brooks (Gina)
    Tenille Houston (Cynthia)
    Michelle LaRue (cameriera)
    Lauren Schacher (Caitlin)
    Victor of Aquitaine (Randall)
    Jarod Einsohn (Hoodie)
    Philip Pavel (Erik)
    Alex Ashbaugh (David)
    Matthew Hoffman (se stesso)
    Andres De La Fuente (fotografo)
    Chris Schellenger (Jaden)

    Musica: Brendan Canning

    Costumi: Keely Crum

    Scenografia: Stephanie J. Gordon

    Fotografia: John DeFazio

    Montaggio: Tim Silano

    Casting: Venus Kanani, Mary Vernieu e Michelle Wade Byrd

    Scheda film aggiornata al: 05 Dicembre 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Thriller contemporaneo che documenta la caccia al potere, amore, sesso e successo di un gruppo di venticinquenni nella Hollywood di oggi.

    SHORT SYNOPSIS:

    Youth, glamor, sex and Los Angeles, circa 2012.

    Commento critico (a cura di ELISABETTA VILLAGGIO)

    Con Lindsay Lohan, che è anche coproduttrice e il porno attore James Deen, diretto da Paul Schrader, il regista di American Gigolo', The Canyons sbarca in laguna. Il controverso film, che è stato un flop nelle sale statunitensi, si vuole rifare ai noir americani anni '50 dove trionfano i cattivi, dove conta la legge del più forte, dove vince chi ha i mezzi per pagare e corrompere. Il film racconta di una giovane coppia che vive in una casa favolosa con piscina e terrazza di legno immersa in un canyon sopra Malibu, a Los Angeles. La coppia sembra felice, stanno per realizzare un progetto di lavoro importante, produrre un film, sembra che abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno, si divertono anche se vivono molto sopra le righe e non disdegnano gli scambi di coppia che praticano con leggerezza e superficialità quasi per sfuggire ad una vita noiosa. Lui è

    molto ricco, fa il produttore e vive con i soldi del padre che lo sovrasta, lo controlla a distanza e lo obbliga a frequentare regolarmente un analista interpretato da Gus Van Sant. Se dovesse saltare un appuntamento il padre gli bloccherebbe il conto in banca. Lui lo sa e continua a recitare la sua parte perché, dice, in fondo a Hollywood tutti recitano, tutti sono attori. Lei è una ragazza frustrata che ama il lusso e le comodità più di ogni altra cosa e per questo e' disposta ad abdicare alla propria vita, a scegliere un'esistenza fatta di ricatti, di imposizioni, di costrizioni in cambio di una bellissima casa in un posto favoloso, di viaggi, di ristoranti e bei vestiti con un uomo che non la ama e lei non ama ma le paga tutto ciò di cui ha bisogno. Per una serie di circostanze rincontra un suo vecchio amore,

    un ragazzo che viene dalla provincia, fa il cameriere ma vorrebbe diventare un attore. Anni prima avevano vissuto insieme, senza soldi, partecipando a un provino dopo l'altro ma senza risultati. Lui le propone di tornare insieme, si amano ancora ma lei non è disposta a rinunciare a quello che ha conquistato, non vuole tornare a vivere in squallidi appartamenti in affitto che a fine mese non riesce a pagare. Ovviamente ci sarà una fine drammatica dove non ci saranno vincitori, tutti risulteranno perdenti, tutti continueranno una vita fatta di farse, di imbrogli, di tristezza, di dolore e solitudine. Un gioco delle parti che non porta a nulla se non alla constatazione che la felicità non esiste, noi siamo controllati da una cosa o un'altra, insomma un mondo fatto di perdenti nella città degli angeli che in realtà e' un inferno senza morale e senza regole.

    Secondo commento critico (a cura di SCOTT FOUNDAS, www.variety.com)

    The signature psychosexual perversity of director Paul Schrader finds its nearly perfect match in novelist Bret Easton Ellis, whose screenplay for Schrader’s “The Canyons” might just as soon have been called “Psycho American Gigolo” or “The Hardcore Rules of Attraction.” The first in the new wave of Kickstarter-funded features instigated by established old-media types, Schrader’s ultra-low-budget (reportedly $250,000) but handsomely made study of low-level Hollywood hangers-on has earned much prerelease attention for the casting of real-life porn star James Deen and the troubled Lindsay Lohan (also one of the pic’s co-producers). But the end result is hardly a joke, not least for Lohan’s fascinating presence, far closer to self-revelation than self-parody. Between VOD curiosity seekers and adventurous arthouse-goers, “The Canyons” is sure to see solid returns on its modest investment, while pushing Schrader back into the zeitgeist after a long fallow period.

    The latest but surely not the last 2013 release

    devoted to the amoral (s)exploits of hungry young things clawing at the good life (e.g. “The Bling Ring,” “Pain & Gain,” “Spring Breakers”), “The Canyons” is also the most overt in its evocation of such caustic industry cautionary tales as “The Day of the Locust” and “The Bad and the Beautiful.” To wit, Schrader makes a recurring motif out of boarded-up old movie theaters (seen as a montage under the opening credits and as chapter headings throughout), suggesting that Tinseltown ain’t what it used to be and, yes, the pictures — like “The Canyons” itself — really have gotten smaller. There is something of David Lynch’s “Mulholland Dr.” and “Inland Empire,” too, in the pic’s sense of a place where everyone is always playing some alternate version of him- or herself, whether onscreen or off.

    Like the director’s 1990 “The Comfort of Strangers,” “The Canyons” charts the increasingly treacherous aftershocks that

    stem from the initial encounter of two couples: smug rich kid Christian (Deen), who’s invested in a low-budget slasher movie about to shoot in New Mexico; his girlfriend, Tara (Lohan); his assistant, Gina (Amanda Brooks); and her boyfriend, Ryan (Nolan Funk), an aspiring actor who’s landed the lead in Christian’s movie. They meet over dinner and drinks, during which Christian stuns the fresh-faced, Joe Buck-ish Ryan with tales of his and Tara’s open relationship, including frequent additional partners of both sexes. (He is, when the movie begins, going though “a dude phase.”)

    We soon learn that, three years earlier, when they were both nobodies, Ryan and Tara were themselves an item. Now, ever since reconnecting at Ryan’s audition, they’ve been meeting for illicit afternoon hookups, but while Ryan is still smitten, Tara is more pragmatic. She’s not interested in going back to their old, hardscrabble life together, she tells him in

    an early scene set at the Century City shopping mall — a scene Lohan plays with such raw conviction that you can’t be sure who’s more afraid of slipping back into working-stiff anonymity, her or her character.

    It doesn’t take long for the jealous Christian to figure out what’s going on under his blow-dusted nose, and to plot his revenge. It’s the least interesting aspect of the movie, though Deen is a minor revelation in the role. Having garnered a lot of ink in recent years as the nice-Jewish-boy porn star with the high IQ and rocket-scientist parents, the actor is used here for maximum smiling-psycho value — another in Ellis’ expansive gallery of spoiled brats who’ve never stopped wanting to get their way, even if they have to kill for it. And Deen is more than up for the challenge; he holds the camera captive with his chilly, privately amused

    stare.

    What Christian really wants to do is direct, as evidenced by the amateur sex videos he makes starring himself, Tara and a variety of special guest stars. But if the sex in “The Canyons” is duly kinky and explicit — and surely one of the pic’s selling points, thanks to Lohan’s ample bosom and Deen’s celebrated schlong — it seems almost parochial compared with what the characters do to each other when they have their clothes on. Certainly, it’s no more outre than anything in “Basic Instinct” (which may be a measure of just how chaste movies have gotten again in the last 20 years). Schrader and Ellis’ intended showstopper — a four-way mini-orgy between Christian, Tara and an anonymous couple recruited online — unfolds mostly as closeups on faces, and could almost be accused of being tasteful were it not for the blanket of swirling multi-colored lights that turn

    the scene into an X-rated version of the Main Street Electrical Parade.

    Gratuitous lighting effects aside, the guerrilla shoot seems to have reinvigorated Schrader, and the result is his most stylish picture in years, probably since “Auto Focus.” Shot in sleek widescreen HD by John DeFazio, with a pulsing, Giorgio Moroder-esque electronic score (credited to Brendan Canning and the Canadian duo Me and John), the movie’s surfaces gleam as attractively as its toned and tanned bodies, the latter constantly framed small against vast canvases of Oceanside bluffs, Sunset Boulevard traffic and hazy nighttime skies. This, Schrader seems to be saying, is the flame to which the moths are drawn, even if it is ultimately no more than a flickering illusion. The phrase Pauline Kael once used to describe Schrader’s aesthetic springs readily to mind: “apocalyptic swank.”

    “The Canyons” doesn’t engender much sympathy for its characters — even nice-guy Ryan (convincingly played by

    Funk as just another pretty, none-too-bright face in the crowd) ultimately comes across as a cipher, to say nothing of Gina, who seems less concerned about her boyfriend’s infidelities than about the possibility of losing her credit on Christian’s movie. The major exception is Lohan, who gives one of those performances, like Marlon Brando’s in “Last Tango in Paris,” that comes across as some uncanny conflagration of drama and autobiography. Lohan may not go as deep or as far as Brando, but with her puffy skin, gaudy hoop earrings and thick eye makeup, there’s a little-girl-lost quality to the onetime Disney teen princess that’s very affecting. Whenever she’s onscreen, she projects a sense of just barely holding on to that precarious slide area in the shadow of the Hollywood sign.

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di THE CANYONS
    ENGLISH PRESSBOOK of THE CANYONS

    Links:

    • Paul Schrader (Regista)

    • Lindsay Lohan

    1 | 2

    Galleria Video:

    The Canyons - trailer

    The Canyons - trailer (versione originale)

    The Canyons - trailer 2 (versione originale)

    The Canyons - featurette 'Creating The Canyons' (versione originale)

       TRAILER UFFICIALE in ITALIANO di THE CANYONS

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