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    Home Page > Movies & DVD > Divergent

    DIVERGENT: DAL BEST SELLER DI VERONICA ROTH ALLA CELLULOIDE DI NEIL BURGER, PRODOTTA DAI PROMOTER DI 'TWILIGHT' E 'HUNGER GAMES'. NEL CAST DELLA NUOVA SAGA ADOLESCENZIALE ANCHE KATE WINSLET

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by ANDREW BARKER (www.variety.com) - Dal 3 APRILE

    "Il libro mi ha permesso di creare un mondo futuro, e questo è sicuramente un aspetto molto interessante per qualsiasi regista. Ma, ancora di più, il film tratta della natura umana e delle vicende personali di questa giovane donna, vicende personali ma in qualche modo universali. Temi come: da dove vengo? Con chi devo essere leale? Con la mia comunità, con la mia famiglia o con me stessa? Per difendere cosa sarei disposta a correre un pericolo? Questi concetti così intensi sono legati l’uno all’altro in uno spazio epico, pieno di profondità ed emozione: una grande avventura epica era proprio quello che cercavo in un film".
    Il regista Neil Burger

    "La premessa è che il genere umano ha fallito e che, se la scelta fosse esclusivamente nostra, ci saremmo già ammazzati reciprocamente. Il rimedio migliore a questo stato di fatto sarebbe riuscire a far evolvere psicologicamente gli esseri umani, in modo da riuscire a sviluppare in loro una coscienza e spianare, poi, la strada a una nuova società, alla collaborazione reciproca, piuttosto che alla lotta contro le inclinazioni umane potenzialmente in conflitto tra loro. La storia prova che non è una cosa facile da realizzare, tutt’altro".
    La produttrice Lucy Fisher

    (Divergent; USA 2014; Avventura romantica Sci-Fi; 140'; Produz.: Red Wagon Entertainment; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Divergent

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    Celluloid Portraits:



    See SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Divergent

    Titolo in lingua originale: Divergent

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2014

    Regia: Neil Burger

    Sceneggiatura: Evan Daugherty e Vanessa Taylor

    Soggetto: Il film è basato sul primo libro di una trilogia, scritta da Veronica Roth. Al momento sono usciti i primi due libri: Divergent (2011) e Insurgent (2012).

    Cast: Theo James (Quattro)
    Shailene Woodley (Beatrice 'Tris' Prior)
    Jai Courtney (Eric)
    Kate Winslet (Jeanine Matthews)
    Miles Teller (Peter)
    Ashley Judd (Natalie Prior)
    Ray Stevenson (Marcus Eaton)
    Zoë Kravitz (Christina)
    Maggie Q (Tori)
    Tony Goldwyn (Andrew Prior)
    Ansel Elgort (Caleb Prior)
    Mekhi Phifer (Max)
    Christian Madsen (Al)
    Ben Lloyd-Hughes (Will)
    Justine Wachsberger (Lauren)
    Cast completo

    Musica: Junkie XL

    Costumi: Carlo Poggioli

    Scenografia: Andy Nicholson

    Fotografia: Alwin H. Küchler

    Montaggio: Richard Francis-Bruce

    Effetti Speciali: Yves DeBono (supervisore)

    Makeup: Alejandra Ford, Lisa Jelic e Zsofia Otvos

    Casting: Kristan Berona, Venus Kanani e Mary Vernieu

    Scheda film aggiornata al: 25 Aprile 2014

    Sinossi:

    Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza.

    SYNOPSIS:

    Set in a futuristic dystopia, a teenager seeks to break free from her homogeneous society that divides people based on human traits. She leaves her faction and joins a rival group, where she falls for an older man.

    Set in a futuristic dystopia where society is divided into five factions that each represent a different virtue, sixteen-year-olds have to decide if they want to stay in their faction or switch to another - for the rest of their lives. Beatrice Prior makes a choice that surprises everyone. Then Tris and her fellow faction-members have to live through a highly competitive initiation process to live out the choice they have made. They must undergo extreme physical and intense psychological tests, that transform them all. But Tris has a secret she's kept hidden, because if anyone knew, it would mean a certain death. As she discovers a growing conflict that threatens to unravel her seemingly perfect society, this secret might help her save the people she loves... or it might destroy her.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    La celluloide o il digitale che dir si voglia guarda sempre ai best seller letterari in cerca di materia prima fresca di successo di pubblico. Come rinunciare alla potenziale speranza di ripetere, o persino superare - visto che siamo a sognare, facciamolo in grande - il riscontro al box office? In tempi di crisi poi, se l'appetito vien sempre e comunque mangiando, quando si presentano opportunità gradevoli al palato, e di consolidato consenso pubblico, almeno per quanto attiene al genere 'young adult', il nuovo - si fa per dire! - 'piatto' tenuto in caldo ha solo da esser cucinato e servito. Ma quando il confronto tra pietanze affini si impone come un diktat, può diventare un problema. Il bisticcio di gusti è dietro l'angolo. Quando poi, oltretutto, dal confronto non se ne esce superiori, chi ha fatto da apripista in tavola di solito ha la meglio, avendone peraltro tutto il

    diritto. E nel caso di Divergent di Neil Burger (The Illusionist-L'illusionista, 2006, Limitless, 2011), ispirato al primo romanzo dell'acclamata trilogia scritta dalla giovanissima Veronica Roth (forse troppo, per reclamare qualcosa del tutto inedito e di levatura più alta, eppure, suo malgrado, ha già fatto la sua personale conoscenza con la gallina dalle uova d'oro, potendo vantare all'attivo di vendita ben 11 milioni di copie), il riscontro - gravato dalla imperdonabile pecca di una vera e propria emulazione - con l'ormai olimpionico Hunger Games, non solo diventa inevitabile, ma può persino risultare stucchevole. E se la letteratura ha fatto tre, anche nel caso di Divergent, flirtando con l'effetto 'saga', la celluloide si affretta a non restare indietro: sono già programmati i due sequel, Insurgent (2015) e Allegiant (2016), entrambi in fase di pre-produzione, per la regia del tedesco Robert Schwentke (Flightplan - Mistero in volo, Un amore all'improvviso, Red, R.I.P.D. -

    Poliziotti dall'aldilà) e la sceneggiatura nientemeno che di Akiva Goldsman (che dopo una collana di perle di script ultranoti, proprio di recente ha pure esordito alla regia con Storia d'inverno).

    La trama di Divergent, a grandi linee, immagina che in un futuro distopico l'umanità riesca a vivere in serenità dividendosi in fazioni, ognuna basata su un valore corrispondente alle attitudini di ciascuno: la sapienza per gli Eruditi, la generosità per gli Abneganti, il coraggio per gli Intrepidi, la sincerità per i Candidi e l'amicizia per i Pacifici. Beatrice (Tris) Prior (la Shailene Woodley che abbiamo visto al fianco di George Clooney in Paradiso amaro), appartenente agli Abneganti, all'alba dei suoi sedici anni è chiamata, come i suoi coetanei, a scegliere di quale fazione fare parte per il resto della sua vita, dopo un test attitudinale preliminare che non esclude la potenziale diversa scelta in base al proprio sentimento personale. Ma la

    vita di Beatrice cambierà per sempre quando scoprirà di non appartenere ad alcuna fazione in particolare, ma di essere una Divergente. Questa sua divergenza la renderà pericolosa agli occhi di molti, mettendo in pericolo la sua stessa vita. Tris imparerà a fidarsi del misterioso Four-Quattro (Theo James), il suo istruttore tra gli Intrepidi: insieme dovranno scoprire, prima che sia troppo tardi, perché essere Divergenti è così pericoloso.

    Presto o tardi i subdoli giochi di potere, articolati sul cinico controllo e manipolazione di massa, mascherati da pseudo-programmi in nome della pace pubblica, mostrano sempre il loro vero volto ai giovani eroi in cerca di autenticità. E così Tris/Woodley scoprirà ben presto, non prima di tutto un iter di addestramenti oltremodo rigidi, la cospirazione architettata dal leader di una delle fazioni per annientare tutti i Divergenti: la Janine di Kate Winslet in poco più di un cameo allargato, declinato sulla gentilezza gelida

    che di fatto riveste una spietata perfidia, ligia ad un programma che, a pensarci bene, mostra non poche affinità con la Mason di Tilda Swinton (in versione umoristica) nello Snowpiecer di Joon-ho Bong, là dove cambiano gli scenari, ma non l'insensata sottomissione dei deboli e la pretesa 'organizzazione' di sopravvissuti ad una qualsivoglia catastrofe, sempre in nome della fantasmagorica pace collettiva.

    Scenario futuristico non equivale necessariamente a fantascienza: in Divergent a dominare è senz'altro l'avventura d'azione romantica con il processo di crescita adolescenziale celebrato dalla canonica, cerimonia rituale di iniziazione per l'eroe od eroina che dir si voglia: quello che inaugura un percorso irto di ostacoli che trascende la 'teen/young literature' più recente dei vari Twilight e degli Hunger Games passati e futuri - prima ancora di approdare ai Divergent con gli annessi e connessi che verranno - per radicare nel genere di racconto 'fiabesco-avventuroso' tipo, ben inquadrato dal guru

    dell'analisi storica di tutte le narrazioni con la sua intramontabile opera Morfologia della fiaba. Stiamo parlando ovviamente del linguista e antropologo russo Vladimir Propp, cui si devono profonde analisi di studio sulle origini storiche della fiaba nelle società tribali e, per l'appunto, nel rito di iniziazione, motore edificante ed edificatore della struttura portante di numerose avventure fantastiche, tra cui Indiana Jones, ma, se vogliamo, anche i vari Star Wars (entrambi peraltro rievocati in Divergent in punta di citazione ad esempio con lo spazio chiuso mobile che si restringe). Ma se nell'analisi di Propp, è più importante 'quello che fa' il personaggio che non 'chi' è il personaggio - a caratterizzare lo svolgimento della trama è l'azione che l'eroe compie e non le sue caratteristiche fisiche - il cinema, normalmente ci mette del suo, cercando di salvare capra e cavoli, dando importanza all'azione quanto all'appeal dell'interprete. E la regia di Neil

    Burger non fa eccezione, dando vita allo spettacolo di peripezie della nostra eroina, con trovate, devo dire di un certo fascino ed impatto emotivo, anche se già viste in altri contesti, spesso con citazioni esplicite: è il caso dell'omaggio al classico Gli uccelli di Alfred Hitchock, Maestro richiamato in causa anche indirettamente con il tema delle allucinazioni, qui in Divergent indotte attraverso l'iniezione di un siero, con cui entra peraltro in campo la metafora dei Quattro Elementi - il Fuoco, l'Acqua, la Terra e l'Aria - un classico molto riprodotto - a ben diversa valenza, ovviamente - anche in Arte (vedi gli affreschi di certi studioli rinascimentali).

    Così si procede, passo dopo passo, tra prove e addestramenti vari - forse qualcuno in meno sarebbe stato più che sufficiente - tra cui spicca come un classico, qui decontestualizzato, la prova della vasca piena d'acqua, normalmente di casa nei paraggi di palcoscenici

    dove si pratica il magico illusionismo. Se non fosse per la non trascurabile tessitura di rapporti interpersonali - e non si dice solo della storia d'amore tra l'allieva Tris e l'istruttore Quattro - non dimenticati a dispetto di una schiacciante scacchiera di prova su prova e addestramento nell'addestramento, Divergent avrebbe aderito alla perfezione allo schema strutturale del racconto secondo Propp, là dove, appunto, 'chi' è il personaggio paga pegno a 'quello che fa'. Neil Burger non ha mancato certo di ritrarre 'chi' è il personaggio, entro e fuori dal cerchio di prove e addestramenti. Eppure, per quanto Shailene Woodley con la sua Tris si impegni a fondo e, dal canto suo, Theo James faccia altrettanto, incarnando la scorza da duro fuori vulnerabile dentro - come metaforicamente indica il suo stesso nome 'Quattro', ammiccando al numero di paure personali a dispetto del suo ruolo di istruttore negli Intrepidi - si sente

    che manca qualcosa. Forse si tratta semplicemente di charme, perché con il volto di Shailene Woodley sempre in campo, si ha come l'impressione che la sua Tris non abbia mai abbandonato i panni 'dimessi' da abnegante, a dispetto delle sue intrepide azioni. Guardando a quel suo look incolore, 'acqua e sapone', tutto dolcezza e melanconia, che fondamentalmente non muta granché - a parte l'abito - con il suo cambio di fazione - da abnegante a intrepida, di fatto divergente - si coglie la distanza che corre dai guizzi emotivi in punta di fierezza che contraddistinguono la Katniss Everdeen di Hunger Games. Ma in fondo, ognun per la sua strada, ben irta di ostacoli, così come deve essere in ogni copione da eroina che si rispetti, sono convinta che ci sarà posto per entrambe. Ma mentre sappiamo l'appeal di riscontro pubblico ottenuto dall'apripista Katniss/Lawrence, ancora in corsa, il destino di

    Tris/Woodley ha da svelarsi in un tracciato ancora tutto da scrivere nel tempo, e con tutti gli interrogativi del caso legati ad un cambio di regia nella cabina di pilotaggio degli annunciati sequel. Beh, chi vivrà vedrà! Per il momento, almeno dal punto di vista stilistico, sembrerebbe partire in seconda.

    Secondo commento critico (a cura di ANDREW BARKER, www.variety.com)

    THIS LATEST ATTEMPT TO CASH IN ON THE YA CRAZE FAILS TO WORK AS AN ENGAGING STANDALONE MOVIE.

    Even though it stretches to nearly two-and-a-half hours and concludes with an extended gun battle, by the time “Divergent” ends, it still seems to be in the process of clearing its throat. Blame it on burdensome commercial expectations, perhaps: Adapted from the first novel in Veronica Roth’s blockbuster YA series, this film has clearly been designated an heir apparent to Summit-Lionsgate’s massively lucrative teen-targeted “Twilight” and “Hunger Games” properties. Yet director Neil Burger seems so concerned with laying franchise groundwork that he neglects to create an engaging standalone movie, and “Divergent’s” uncertain sense of setting, bloated plot, drab visual style and solid yet underwhelming lead turns from Shailene Woodley and Theo James don’t necessarily make the best case for series newcomers. Fans of the books will turn out for what should be

    a very profitable opening weekend, but with future installments already on the release calendar, the film’s B.O. tea leaves will surely be read with care.

    While the obvious takeaway from the successes of “Twilight” and “The Hunger Games” would seem to be that properties once considered the domain of teenage girls have every bit as much crossover potential as those marketed to their brothers, a number of studios have instead simply opted to stripmine serialized young-adult fiction for stories with superficially similar elements. Set in a dystopian society with a “chosen one” heroine and prominent time given over to a moony, chaste romance, “Divergent” certainly fits that bill.

    The film takes place in a decaying futuristic version of Chicago, where society has reorganized itself into five distinct factions based on personality types, and named after words that “Divergent’s” target audience will soon need to learn for their SATs: Abnegation, Amity, Candor, Dauntless

    and Erudite. (Why some factions are named with adjectives and others with nouns is a mystery that future installments will hopefully unravel.)

    Speaking of the SAT, a standardized test is of paramount importance to teenage life in the film’s universe as well. At the age of 16, all youths must pick the faction where they will spend the rest of their lives, after a hallucinatory exam recommends where they are best suited. Of course, the results are secret, the test-takers are free to choose whichever faction they like, and the majority simply elect to stay right where they were born, which does call into question the test’s importance.

    Protagonist Beatrice Prior (Woodley) is the daughter of an Abnegation official (Tony Goldwyn) who lives with her nurturing mother (Ashley Judd) and twin brother, Caleb (Ansel Elgort). She has never felt at ease with her faction’s modest, self-denying lifestyle, and when she takes the

    test, her results prove inconclusive, suggesting she’s equally adept at three different skillsets. Her tester (Maggie Q) hurries her out of the building, explaining that she is a rare species of “Divergent,” and must keep this information secret lest terrible consequences befall her. This is the first of many doom-laden warnings she’ll be given by characters who don’t have the time to explain them in any detail.

    When Choosing Day arrives, the Prior twins shock the whole city by both opting for new factions. Caleb selects the snobbish Erudite faction, lead by the oleaginous, power-hungry Jeanine Matthews (Kate Winslet, doing what sounds conspicuously close to a Hillary Clinton impression). Beatrice defects to the warrior class Dauntless, a whooping, hollering, aerially detraining bunch with a fashion aesthetic that falls midway between “UFC fighter” and “Hot Topic clerk.”

    Initiation into the new faction begins immediately, and Beatrice (now taking on the newer, hipper name

    of Tris) finds herself taking skyscraper trust falls and participating in brutal sparring matches with fellow initiates. She soon learns that those who fail to pass muster with the Dauntless clique are cast out (un-Daunted?) to join the untouchable “factionless” caste who live on the streets. Further complicating matters is her pair of bickering instructors: the hunky, granite-jawed Four (Theo James) — who shoots Tris the sort of pensive glances that suggest he’s struggling to decide on a font for their wedding invitations — and the serpentine Eric (Jai Courtney).

    Meanwhile, as the initiation rituals take up most of the film’s focus, a power struggle deepens between Erudite and Abnegation, and Tris slowly starts to piece together why being outed as Divergent could prove so perilous.

    If the story seems to be diverging into too many narrative factions at once, indeed it is. And by trying to cram in as many explanatory

    info dumps as possible, Burger neglects to tend to the elements of the film that could easily make up for any narrative deficiencies: namely, a sense of place and a feeling of urgency.

    Despite all the tidings of war and eminent threat of banishment, the initiates rarely seem particularly nervous. It doesn’t help that scripters Evan Daugherty and Vanessa Taylor excise a number of the darker sequences from Roth’s book, while Burger conspires to show nothing more sanguinary than minor nosebleeds and bruises for the first two acts, even when characters are putting each other into the hospital with great regularity. And for a hyper-militarized, technologically advanced, segregated dystopian society on the verge of factional conflict, the city’s various zones seem to have all the security and surveillance capacity of a Club Med.

    Unlike the “Harry Potter” series’ tangible, fully dimensional Hogwarts or “The Hunger Games’” colorfully variegated districts, “Divergent’s” vision of

    new Chicago doesn’t have much to distinguish it from a standard-issue post-apocalyptic pic. Shot on location in the Windy City, the film rarely lingers for too long on urban exterior environments, with interiors sometimes appearing very much like soundstages, and the decor in the Dauntless faction’s social hub, dubbed “the Pit,” looks like it might well have been leftover from a Syfy original movie that shot there the week before.

    Tackling her first leading role in a project of this size, Woodley can be wonderful when she’s allowed to show a bit of sass, but while she easily nails the film’s most emotional, actorly moments, her Tris hasn’t quite fully gelled as an autonomous character. Woodley’s “The Spectacular Now” co-star, Miles Teller, gets most of the film’s laughs as Tris’ antagonistic fellow initiate, while her friends played by Zoe Kravitz and Ben Lloyd-Hughes are left mostly spinning their wheels.

    Though its largely

    handheld camerawork is always competent, the film displays an ungainly sort of beige sheen throughout: Backgrounds often appear washed-out and featureless, and actors’ faces sometimes display the lifeless aspect of overdone digital touchups. A trance-infused score by Junkie XL is appropriately youthful, while music supervisor Randall Poster has assembled a clever collection of indie rock, electronica and hip-hop.

    Perle di sceneggiatura

    Janine (KATE WINSLET): "La fazione prima del sangue"

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di DIVERGENT

    Links:

    • Neil Burger (Regista)

    • Kate Winslet

    • Ashley Judd

    • Zoë Kravitz

    • Ray Stevenson

    • Miles Teller

    • Shailene Woodley

    • Theo James

    • Jai Courtney

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    Galleria Video:

    Divergent - trailer 3

    Divergent - trailer

    Divergent - trailer 2

    Divergent - trailer (versione originale)

    Divergent - spot TV

    Divergent - clip 'Affogare'

    Divergent - clip 'Aggrappati forte'

    Divergent - clip 'Bellezza nella resistenza'

    Divergent - clip 'Se avessi voluto farti male'

    Divergent - featurette 'Prendere posizione' (versione originale sottotitolata)

    Divergent - featurette 'Scelta' (versione originale sottotitolata)

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