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    Home Page > Movies & DVD > Il grande e potente Oz

    IL GRANDE E POTENTE OZ: LA RICETTA CLASSICA RIVISITATA DA SAM RAIMI

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (www.variety.com) - Dal 7 MARZO

    (Oz: The Great and Powerful; USA 2013; Fantasy d'avventura; 127'; Produz.: Roth Films/Walt Disney Pictures; Distribuz.: The Walt Disney Company Italia)

    Locandina italiana Il grande e potente Oz

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    Titolo in italiano: Il grande e potente Oz

    Titolo in lingua originale: Oz: The Great and Powerful

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Sam Raimi

    Sceneggiatura: Mitchell Kapner e David Lindsay-Abaire

    Soggetto: Dalla favola The Wonderful Wizard of Oz di L. Frank Baum.

    PRELIMINARIA - CURIOSITA' (PRIMA PARTE):

    • Nel film Disney Il Grande e Potente Oz si immagina l’origine dell’amato mago lanciato dallo scrittore L. Frank Baum nel suo primo romanzo “Il Meraviglioso Mago di Oz”. Baum, che tra il 1900 e il 1920 scrisse 14 racconti tutti ambientati nel regno della fantasia così vividamente da lui creato, non ha mai dipinto la storia delle origini del mago. Il Grande e Potente Oz è il prequel cinematografico al romanzo e offre un’esperienza unica sul grande schermo. Mentre alcuni personaggi, familiari grazie ai romanzi di L. Frank Baum, sono stati ripensati per il film, altri sono del tutti nuovi, come per esempio la Fanciulla di Porcellana e i Quadrangoli.

    • Il fantastico mondo del film Il Grande e Potente Oz è stato creato dal Production designer premio Oscar® Robert Stromberg. Complessivamente, Stromberg ha disegnato 24 set completi, più diversi set parziali, lavorando a un totale di 30 set. Stromberg ha creato ambientazioni iconiche, come la famosa Strada di Mattoni Gialli e la Città di Smeraldo, da lui disegnate e immaginate, insieme ad altre novità come la Sala del Trono della strega, il Bosco Bizzarro (dove Oz incontra Theodora), la Foresta Oscura, nella quale entra in scena Glinda la strega buona, e il Paese di Porcellana, i cui abitanti sono tutti interamente fatti di porcellana.

    • James Franco, che interpreta Oscar Diggs (alias Oz), ha dovuto imparare trucchi di magia per impersonare accuratamente il suo personaggio, un illusionista di un piccolo circo. È arrivato sul set due settimane prima delle riprese per lavorare con il mago di Las Vegas Lance Burton. Esercitandosi quotidianamente, Franco ha imparato a realizzare trucchi con le colombe e con il fuoco, ma anche come tirare fuori gli oggetti dal cilindro e come far levitare le cose.

    • La produzione ha assunto l’illustratore tedesco Michael Kutsche per realizzare il look e il mondo delle streghe, così come li aveva concepiti il Production designer Robert Stromberg. Kutsche ha anche ideato i costumi delle streghe e ha lavorato come Costume designer insieme a Gary Jones.

    • Il Costume designer Gary Jones e il suo team hanno intrapreso l’ambizioso progetto di vestire oltre 1500 attori, dal più piccolo Minutolo al più alto Strizzolo, in oltre 23 settimane. Solo per i personaggi principali hanno realizzato oltre 200 capi d’abbigliamento.

    • James Franco ha un unico costume nel film—l’abito a tre pezzi che Oz indossa quando vola via dal Kansas. Ma l’esperto Costume designer Gary Jones ha fatto ricerche sulla moda tra il 1880 e il 1930 per disegnare perfettamente l’abito. Ha inoltre incontrato James Franco a New York City per mostrargli alcune foto vintage di inizio secolo che hanno ispirato in maniera definitiva il design dell’abito: un frac nero.

    • Ne Il Grande e Potente Oz sono stati utilizzati oltre 3.000 oggetti di scena, 1400 dei quali creati appositamente per il film. Questo numero non include i 5.000 che il Trovarobe Russell Bobbitt ha realizzato appositamente per riempire la stanza del tesoro di Oz. Su un lato della moneta è impressa l’immagine della Strada di Mattoni Gialli mentre sull’altra quella dell’autore del romanzo, L. Frank Baum.

    • Il Responsabile della vegetazione, Dan Gillooly ha trovato elementi naturali alla periferia di Detroit che hanno implementato i set del film Il Grande e Potente Oz. Esplorando la zona, ha attaversato un frutteto pieno di peschi morti e ha utilizzato i rami per creare la spettrale Foresta Oscura. Un altro elemento aggiunto per ricreare l’aspetto e l’atmosfera della Foresta Oscura, sono stati i cardi provenienti da un campo nelle vicinanze, trovati durante le sue escursioni nella campagna.

    PRELIMINARIA - CURIOSITA' (SECONDA PARTE):

    • Nel film Il Grande e Potente Oz, Rachel Weisz, Mila Kunis e Michelle Williams interpretano le tre streghe, rispettivamente: Evanora, Theodora e Glinda. Tutte hanno speciali poteri attraverso i quali governano gli elementi naturali. Evanora ha il potere di creare fulmini, Theodora può far apparire palle di fuoco e Glinda governa l’acqua.

    • La produzione de Il Grande e Potente Oz occupa sette studi di registrazione presso i Michigan Motion Pictures Studios di Pontiac, nel Michigan. Tutti i set sono stati costruiti in studio e ogni fotogramma catturato al loro interno.

    • Durante le riprese iniziali, è stata utilizzata una marionetta come riferimento per la creazione del personaggio della Fanciulla di Porcellana attraverso la Computer Graphics. L’artista delle marionette Philip Huber ha creato una figura di 45 cm per il personaggio della Fanciulla di Porcellana. Questa, la cui voce nella versione originale è di Joey King, è fatta interamente di porcellana, come lo è ogni cosa nel Paese di Porcellana. La fragile ma resistente Fanciulla di Porcellana diventerà una grande compagna di viaggio per Oz.

    • Il Makeup artist premio Oscar® Howard Berger (Le Cronache di Narnia) e il suo collega Greg Nicotero hanno creato i look di molti dei singolari abitanti di Oz, compresi personaggi come i Minutoli, gli Stagnini e gli Strizzoli. Nel corso dei cinque mesi di riprese, Berger e il suo staff hanno realizzato il make up di oltre 2.500 personaggi.

    • Il Trovarobe Russell Bobbitt è stato molto orgoglioso della borsa di Oz, che lui stesso ha costruito sulla base dei concept. È una bella borsa, simile a quella di un dottore d’altri tempi, che una volta aperta mostrava tre scomparti. Dopo aver realizzato la borsa, l’ha mostrata al regista Sam Raimi, che se ne è inamorato, ma ha poi deciso di mantenere la vecchia borsa che avevano utilizzato per le prove. Poiché ne avevano una soltanto, Bobbitt e il suo staff hanno dovuto ricrearne molte altre.

    • Il set del Bosco Bizzarro così ricco di fauna, è stato difficile da realizzare in un interno, ma il responsabile della vegetazione Dan Gillooly si è fatto avanti per aiutare Stromberg a ricreare la sua visione dell’incantata e idilliaca foresta. Per creare un equilibrio con il grande e vivace fiore di seta utilizzato sul set, Gillooly ha inserito un enorme quantitativo di piante tropicali con foglie larghe. Il risultato è stato così realistico da sembrare un suo proprio mini-ecosistema.

    • Il Regno di Oz non sarebbe stato completo senza i Minutoli, così i direttori del casting delle comparse hanno trovato tre dozzine di persone di bassa statura, per lo più nella zona di Detroit. La loro altezza media di poco più di 1 metro, contrastava nettamente con le quattro dozzine di Strizzoli, le guardie di palazzo munite di lance, nessuno dei quali era al di sotto dei 2 metri di altezza, qualcuno addirittura oltre.

    Cast: Mila Kunis (Theodora)
    Rachel Weisz (Evanora)
    James Franco (Oz)
    Michelle Williams (Glinda)
    Zach Braff (Frank/Finley)
    Abigail Spencer (May)
    Joey King (ragazza cinese)
    Bill Cobbs (Master Tinker)
    Tony Cox (Knuck)
    Martin Klebba (Nikko)
    Ted Raimi (Skeptic/Tinker)

    Musica: Danny Elfman

    Costumi: Gary Jones

    Scenografia: Robert Stromberg

    Fotografia: Peter Deming

    Montaggio: Bob Murawski

    Effetti Speciali: John Frazier (supervisore)

    Makeup: Georgia Allen, Stephanie Arble, David Atherton, Kymber Blake, Amber Crowe, Lora Gianino, Robbin Hawthorne, Jessica Y. Hernandez, Louise Holoday, Dean Jones, Steve LaPorte, Tracey Levy (per Mila Kunis), Robin Mathews, Bree Shea e Monique Venier

    Casting: John Papsidera

    Scheda film aggiornata al: 09 Aprile 2013

    Sinossi:

    Quando Oscar Diggs (James Franco), illusionista di un piccolo circo, dalla discutibile etica, viene trasportato dal polveroso Kansas nel fantastico Regno di Oz, pensa di aver vinto alla lotteria: fama e fortuna a sua completa disposizione. Questo finché non incontra tre streghe, Theodora (Mila Kunis), Evanora (Rachel Weisz) e Glinda (Michelle Williams), non convinte che lui sia il grande mago che tutti credono. Coinvolto suo malgrado nei conflitti del Regno di Oz e dei suoi abitanti, Oscar deve capire chi è buono e chi è cattivo prima che sia troppo tardi. Grazie alle sue arti magiche e con un po’ di illusione, ingenuità e perfino stregoneria, Oscar si trasforma non solo nel grande Mago di Oz ma anche in un uomo migliore.

    SYNOPSIS:

    A stage magician is hurled into a fantasy world, and must use his wits to stay ahead of three enchantresses who have plans for him.

    Oscar Diggs (James Franco), a small-time circus magician with dubious ethics, is hurled away from dusty Kansas to the vibrant Land of Oz. At first he thinks he's hit the jackpot-fame and fortune are his for the taking. That all changes, however, when he meets three witches, Theodora (Mila Kunis), Evanora (Rachel Weisz), and Glinda (Michelle Williams), who are not convinced he is the great wizard everyone's been expecting. Reluctantly drawn into the epic problems facing the Land of Oz and its inhabitants, Oscar must find out who is good and who is evil before it is too late. Putting his magical arts to use through illusion, ingenuity-and even a bit of wizardry-Oscar transforms himself not only into the great and powerful Wizard of Oz but into a better man as well.

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Trasposizione moderna dell’antefatto, molto meno noto rispetto al celebre romanzo di Frank Baum che, tra libri, animazione e film, ha fatto sognare intere generazioni insieme alla beniamina Dorothy, Oz, il grande e potente, vede l’impronta forte impressa da Sam Raimi e dello scenografo Stromberg, e pur con qualche libertà sull’originale, si presenta in maniera gradevole e capace di reinterpretare quei particolari che la storia originale omette.

    Moderni sono anche i clichè della strega, che già negli ultimi anni avevano visto nelle molte versioni cinematografiche di grandi classici o reinterpretazioni degli stessi (I fratelli Grimm e l’incantevole strega di Gilliam, Biancaneve e il cacciatore di Sanders, per citare solo alcuni dei più recenti e conosciuti), un’inversione di tendenza e la resa degli onori alle molte sorelle della Grimilde archetipica che con i Grimm aveva aperto le danze più di duecento anni fa; dunque tecnologia e streghe rinnovate nella loro chiave moderna, di

    dannate ma belle anche se malvagie e la cui perfidia non sta tanto in una cattiveria congenita o nella brama di potere o invidia, quanto in sentimenti molto più onorevolmente umani e leciti, come tradimento e mancanza di fiducia in se stesse. Ed è così che la strega dell’est e la strega dell’ovest hanno la loro origine, confinate fuori dal regno di Oz all’interno del quale un tempo erano principesse, reggenti, aspiranti regine e destinate a finire la loro triste storia nel capitolo successivo che vedrà l’arrivo della ben nota Dorothy.

    Raimi mette in scena sentimenti e paure tutte umane, puntando soprattutto sulla fiducia e sulla conquista di questa per un felice rapporto e legame con la gente nel mondo, che sia esso la metafora incantata del reale o meno, ma pur sempre rimanendo all’interno della cifra caratteristica del suo genere e della sua impronta. Come nei suoi Spiderman la componente

    esistenziale e introspettiva era molto importante nella caratterizzazione dell’eroe, qui i caratteri del ciarlatano Oscar, detto OZ, assumono i connotati tra parodia e fiaba e si innestano con il filone spesso magico con il quale Raimi gioca nella scelta delle trame e nella caratterizzazione dei suoi personaggi; un mondo magico che d’altronde strizza l’occhio al fortunatissimo Alice in Wonderland di Tim Burton e che attinge anche dal classico omonimo Disneyano nel delineare paesaggi e sottobosco, in particolare le scene in cui compaiono bizzarri fiori coloratissimi, cascate d’acqua, foglie turgide di rugiada, ninfee perfette e fatte apposta per scivolare sugli specchi di stagni perfettamente resi dalla tecnologia digitale che, come non mai, riesce a rendere effetti d’acqua con perizia fotografica.

    Ma quello di OZ non è soltanto un mondo surreale, perché del protagonista non a caso porta il nome, come fosse una seconda occasione per riscattare una vita fatta di ricerca

    di fama e denaro, giocata con astuzia e cinismo. Il sentiero dorato che porta alla città di smeraldo non è qui soltanto una via che porta ad espugnare il regno tenuto sotto scacco dalle sorelle streghe, ma soprattutto è un cammino che l’eroe-antieroe deve compiere in un bizzarro e a tratti ironico 'bildungsroman' tutto moderno, dove appunto anche le streghe, non sono guidate da sentimenti tradizionali di odio e gelosia. Modernissime figure in tacchi da quindici centimetri, sono però, come nella migliore tradizione, deturpate dalla legge della cattiveria che le fa diventare brutte come ogni strega che si rispetti. Ma ancora un fatto interessante: è nella bruttezza che rivelano la propria autenticità, mentre il bel volto era soltanto destinato ad essere una maschera che ne intrappolava spirito e sentimenti.

    Una fiaba che non è soltanto questo e che nell’immaginario di Raimi si trasforma, cogliendo la brillante occasione di creare ad hoc

    i presupposti e gli antefatti che il romanzo originale omette, e di fare del passato da inventore e osservatore di Oscar Diggs, un inno alla tecnologia che di fatto salva il regno di Oz e rende finalmente giustizia a colui che da ciarlatano comprende quali sono le vere doti e le vere arti da mettere in campo al servizio degli altri. Non ultimo, l’omaggio-citazione al metacinema: un mondo che ha saputo far sognare, a partire dalla lanterna magica, e che ancora oggi rende gli spettatori partecipi di storie sempre nuove.

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    Consciously evoking the structure and iconography of MGM’s classic “The Wizard of Oz” without attempting to rival its impact, Disney’s “Oz the Great and Powerful” can be enjoyed, up to a point, on its own colorful, diverting but finally rather futile terms. Offering an eye-tickling but gaudily depersonalized Land of Oz populated by younger, sexier versions of well-known characters (most incongruously the Wicked Witch of the West), this elaborate exercise in visual Baum-bast nonetheless gets some mileage out of its game performances, luscious production design and the unfettered enthusiasm director Sam Raimi brings to a thin, simplistic origin story.

    The smash success of “Wicked,” the stage tuner adapted from Gregory Maguire’s much more intricate and morally complicated “Oz” prequel, showed that L. Frank Baum’s richly imagined universe still holds significant interest for audiences worldwide. With its culturally resonant imagery, state-of-the-art technology and strong family appeal, Disney’s first excursion into this

    realm since Walter Murch’s “Return to Oz” nearly 30 years ago should enjoy a hefty yellow-brick load in theatrical release that will only be amplified by 3D ticket premiums and bountiful ancillary opportunities.

    Abundant indicators of commercial success and faultless production values aside, there’s a persistent sense of artifice here, something admittedly not lost on a story that’s very much about the power of technology and the magic inherent in a skillfully executed illusion. Yet it still rings hollow in a way that prevents full surrender, leaving the viewer with an immediate desire to revisit the still-wondrous 1939 film and, to a lesser extent, the original Baum novels credited as the inspiration for Mitchell Kapner and David Lindsay-Abaire’s screenplay. (The filmmakers had to navigate a veritable poppy field of legal issues to steer clear of copyrighted and trademarked elements from the MGM film, now owned by Warner Bros.)

    Although Dorothy

    is nowhere in sight, attentive listeners will catch a fleeting reference to her origins in the film’s exquisite prologue, which, a la “The Wizard of Oz,” unfolds on a windy strip of Kansas prairie. Rendered in black-and-white and framed in Academy ratio, the sequence works as a luminous standalone tribute to the wonders of old-fashioned trickery and showmanship as practiced by traveling circus magician Oscar Diggs (James Franco), whose vaudeville-style act is a marvel of wires, trapdoors, faux hypnosis and do-it-yourself sound effects.

    Oscar is a handsome rogue, a sly con artist, and an expert levitator and seducer of women, qualities that will prove at once crucial and dangerous when a twister blows his hot-air balloon off course and deposits him in the vibrant-colored Land of Oz, where no fewer than three beautiful and powerful witches wind up vying for his attention. These include the naive, emotionally susceptible Theodora (Mila

    Kunis); her older, colder sister, Evanora (Rachel Weisz); and their sworn nemesis, Glinda (Michelle Williams), a beauteous blonde whose motives are initially shrouded in secrecy. Crucial to these women’s competing agendas is the question of whether Oscar is the all-powerful wizard who, as prophesied, will ascend to the throne of the Emerald City and deliver Oz from evil.

    Disney’s marketing campaign has worked to generate some suspense over the question of who will eventually become the Wicked Witch of the West, although even modestly Oz-savvy viewers will have no trouble guessing which witch is which before the truth is revealed halfway through. Suffice to say that the transformation is poorly motivated at best, and the unlucky girl in question, sporting not only the requisite green skin but also an eyeful of cleavage, seems a better candidate for top honors at a West Hollywood Halloween bash than for the mantle of

    Margaret Hamilton.

    Such comparisons to “The Wizard of Oz” are not only unavoidable but actively invited by Raimi’s film, which, within its legal restrictions, carefully mimics its 1939 forebear — from the early monochrome-to-color shift signaling that we’re not in Kansas anymore to the device of having key supporting characters pop up on both sides of the proverbial rainbow. To their credit, scribes Kapner and Lindsay-Abaire have taken pains to incorporate previously unfilmed elements from Baum’s original work. Pointedly in this version, Glinda hails from the South, not the North; the (racially diversified) Munchkins are joined by the similarly friendly but lesser-known Quadlings; and a key role is played by the fragile, all-porcelain China Girl (Joey King), who joins Oscar and his benign winged-monkey companion, Finley (voiced by Zach Braff), on their journey.

    Quite apart from the question of whether the picture lives up to its various inspirations, however, “Oz

    the Great and Powerful” finally falls short by dint of a too-timid imagination. In straining for an all-ages simplicity, the script comes off as merely banal, full of flat, repetitive dialogue about who’s good, who’s wicked and, most incessantly, whether Oscar is a real wizard, an opportunistic scoundrel or perhaps both. Not until the third act does the film start to jell, with a couple of arresting setpieces that neatly demonstrate how pluck, resourcefulness and an endless supply of tricks can equal, and even overcome, real magic.

    Raimi’s genre credentials made him as ideal a match for this production as any, and he attacks the material with palpable vigor, countering the thinness of the story with visuals that can feel by turns excessive and transporting. Gary Jones and Michael Kutsche’s lovingly detailed costumes and Robert Stromberg’s multihued sets take on an almost radioactive glow in Peter Deming’s widescreen cinematography, and

    the use of tracking and crane shots is inspired, the camera pulling back on occasion to observe the action at a painterly remove.

    This marks the first time Raimi has worked with the stereoscopic format, and he’s applied it with abundant care and precision. Bob Murawski’s editing meshes seamlessly with the 3D-lensed imagery to produce a fluid, genuinely multidimensional experience whose eye-popping effects — a swirl of fog rolling out of the frame; blossoms that turn out to be butterflies — are executed with an enchanting dexterity and playfulness.

    In a real sense, “Oz the Great and Powerful” has a certain kinship with George Lucas’ “Star Wars” prequels, in the way it presents a beautiful but borderline-sterile digital update of a world that was richer, purer and a lot more fun in lower-tech form. Here, too, the actors often look artificially superimposed against their CG backdrops, though the intensity of

    the fakery generates its own visual fascination.

    The indie experiments with which Franco has been recently preoccupied lend an interesting subtext to his casting as a genial humbug, and the actor fills the Wizard’s shoes, vest and top hat with slippery, ingratiating charm. Among the three witches, Kunis’ Theodora is a bit lacking in dramatic stature; Weisz’s Evanora strikes the right notes of icy ambition; and Williams, who has rarely looked more radiant onscreen, is a bewitching presence indeed, making Glinda more than just another bubblehead.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano The Walt Disney Company Italia, Maria Rosaria Giampaglia e Giulia Arbace (QuattroZeroQuattro)

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO de IL GRANDE E POTENTE OZ

    Links:

    • Sam Raimi (Regista)

    • Rachel Weisz

    • Michelle Williams

    • James Franco

    • Mila Kunis

    • Joey King

    • IL GRANDE E POTENTE OZ - Conosciamo i personaggi - Note di produzione (Dietro le quinte)

    • Il grande e potente Oz (BLU-RAY + DVD)

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