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    Home Page > Movies & DVD > 3 Days to Kill

    3 DAYS TO KILL: KEVIN COSTNER PERICOLOSA SPIA INTERNAZIONALE NELL'ACTION THRILLER COMEDY DI MCG ('CHARLIE’S ANGELS', 'CHARLIE’S ANGELS: PIÙ CHE MAI', 'UNA SPIA NON BASTA')

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JEOFF BERKSHIRE (www.variety.com) - Dal 5 GIUGNO

    "Cosa succede a James Bond quando torna a casa? Non lo vediamo mai senza i panni dell’agente segreto... Ecco un tema in cui tante persone si riconosceranno. Spesso perdiamo troppo tempo per cose futili, secondarie, perdendo di vista quelle che contano davvero. In fondo, il messaggio del film è proprio questo... Ethan non sa quasi niente dei ragazzi di oggi, non sa niente di Twitter o di cose simili. In un mondo digitale, è un padre ‘analogico’. Contraddistinto da un grande e profondo senso del dovere, Ethan ha deciso di tornare a casa per provare a ricostruire il rapporto con sua figlia. In questo senso, la sua è una storia commovente... E’ curioso che Ethan si senta straniero anche in un posto come Parigi, che è probabilmente la città più bella del mondo. Ethan è come un cowboy in terra francese. È in cerca di una nuova identità lontano da casa, fino a quando realizza che quella 'casa' è proprio la sua famiglia, a Parigi."
    Il regista McG

    (3 Days to Kill; USA 2014; Action Thriller Comedy; 117'; Produz.: 3DTK/EuropaCorp/Relativity Media/Wonderland Sound and Vision; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana 3 Days to Kill

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    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: 3 Days to Kill

    Titolo in lingua originale: 3 Days to Kill

    Anno di produzione: 2014

    Anno di uscita: 2014

    Regia: McG

    Sceneggiatura: Luc Besson e Adi Hasak

    Cast: Kevin Costner (L'Agente del Servizio Segreto Ethan Renner)
    Amber Heard (Vivi Delay)
    Hailee Steinfeld (Zoey Renner)
    Connie Nielsen (Christine Renner)
    Richard Sammel (Il lupo)
    Eriq Ebouaney (Jules)
    Tómas Lemarquis (L'albino)
    Marc Andréoni (Mitat Yilmaz)
    Bruno Ricci (Guido)
    Jonas Bloquet (Hugh)
    Joakhim Sigue (Abbate)
    Alison Valence (Sumia)
    Big John (Louis)
    Michaël Vander-Meiren (Jacques)
    Paolo Calia (JPG Salesman)

    Musica: Guillaume Roussel

    Costumi: Olivier Bériot

    Scenografia: Sébastien Inizan

    Fotografia: Thierry Arbogast

    Montaggio: Audrey Simonaud

    Effetti Speciali: Philippe Hubin (supervisore)

    Makeup: Marinela Spasenovic

    Casting: Justine Baddeley e Kim Davis-Wagner

    Scheda film aggiornata al: 03 Luglio 2014

    Sinossi:

    IN BREVE:

    L'Agente del Servizio Segreto Ethan Runner (Kevin Costner) è una spia internazionale pericolosa, un sicario del governo che dopo aver saputo di avere una malattia terminale, decide di lasciare la sua vita pericolosa e costruire una relazione con sua moglie e sua figlia (Hailee Seinfeld), che ha tenuto a distanza per mantenerle fuori dal pericolo. Ma quando l’agenzia gli offre una medicina sperimentale che potrebbe salvargli la vita in cambio di un’ultima missione, è un’offerta che non può rifiutare anche se prevede di cercare il più grande terrorista e occuparsi di sua figlia mentre sua moglie è fuori città.

    SYNOPSIS:

    A dying Secret Service Agent trying to reconnect with his estranged daughter is offered an experimental drug that could save his life in exchange for one last assignment.

    A dangerous international spy is determined to give up his high stakes life to finally build a closer relationship with his estranged wife and daughter, whom he's previously kept at arm's length to keep out of danger. But first, he must complete one last mission - even if it means juggling the two toughest assignments yet: hunting down the world's most ruthless terrorist and looking after his teenage daughter for the first time in ten years, while his wife is out of town.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    KEVIN COSTNER PADRE 'ANALOGICO' NEL MONDO DIGITALE DI UNA FIGLIA TRASCURATA PER MANTENERE LA POSTAZIONE PROFESSIONALE NELL'OCCHIO DEL CICLONE DELLO SPIONAGGIO INTERNAZIONALE. ED E' UN 'ONE MAN SHOW' IN UN ACTION THRILLER INZUPPATO NELLA COMMEDIA.

    Con Kevin Costner a bordo non occorre che lo scenario filmico sia perfetto. Lui è come la ciliegina sulla torta, è sempre opportuna e ben gradita, al di là della sua esatta collocazione. Figurarsi quando c'è spazio per un 'one man show' come in questo caso! A sua volta regista, oltre che blasonato e inossidabile interprete, stropicciato e silente, capace di illuminare d'immenso cangiantismo in seno ad un reticolato di pensiero e di modo di fare minimalista, il nostro Kevin aveva evidentemente voglia di un action thriller con cui smuovere un pò le acque, magari smorzando le sue cupe profondità introspettive con un pò di sano e innocente (non necessariamente ingenuo) umorismo, con il sostegno scritturale

    di Luc Besson, firmatario di storia e sceneggiatura, quest'ultima con la collaborazione di Adi Hasak, di 3 Days to Kill. Si sa che quando si mischiano generi, di per sè non proprio fratelli siamesi, il mixage può non risultare scontato, ma può scivolare comunque agevolmente sull'olio se a fare da condimento base c'è un ingrediente sostanziale, che basterebbe a se stesso per fare di qualsiasi ricetta un piatto più che appetitoso. Beh, è questo il caso di Kevin Costner, non di rado alla ricerca, più che di blockbuster nel senso più stretto del termine, di film di nicchia, persino non sempre universalmente apprezzati come invece avrebbero meritato: è ad esempio il caso di The Postman, Open Range o The Company Men, quest'ultimo uscito in Italia direttamente in Home Video. La controtendenza in corso si direbbe un'ondata contagiosa, giacché, oltre allo stesso Costner che proprio di recente abbiamo visto a bordo

    di Man of Steel - L'uomo d'acciaio e Jack Ryan - L'iniziazione (alla fine anche questo uscito direttamente in Home Video), pure le scelte filmiche più fresche di Harrison Ford (Ender's Game, I mercenari 3, Anchor Man 2 - Fotti la notizia, per arrivare al ventilato ritorno in Star Wars) si direbbero indicative di una volontà comune: quella espressa da parte delle icone in celluloide anni Ottanta-Novanta, con l'evidente tentativo di riguadagnare terreno sulla vasta scala delle grandi platee in tempi di crisi. Insomma, che blockbuster sia! Se poi è condito con un pizzico di vena artistica è anche meglio ma, soprattutto, basta che funzioni, soprattutto al box office.

    Con alle spalle questo lungo preambolo come si vede l'action thriller 3 Days to Kill diretto da McG (Charlie’s Angels, Charlie’s Angels: più che mai, Una spia non basta)? Lo si vede sorprendentemente bene, a dispetto di tutte le imperfezioni di cui

    è sufficientemente carico. E se lo si vede bene non è neppure solo per merito della presenza scenica di Kevin Costner, calato appunto, in un 'one man show' a tutto campo che non stanca neppure nelle plateali e cruente sparatorie in celluloide, già vissute da ognuno di noi sul grande schermo nella sequenza tipo del 'guazzabuglio pirotecnico' fuori contesto nel senso del più improbabile dei luoghi (vedi ad esempio quella al Museo nel The International di Tom Tykwer, che tanto sembra aver detto a quella della festa da ballo che campeggia in una fase ormai avanzata del 3 Days to Kill di McG). Il 3 Days to kill di McG non ha l'ambizione di cercare l'originalità ad ogni costo, quanto piuttosto quella di rileggere certe coordinate note in una niente affatto disprezzabile veste alternativa, che scorre sul letto di un fiume irrorato da molti affluenti, magari passando per qualche consapevole

    citazione, come l'adrenalinica sequenza dell'inseguimento che coinvolge più auto, ispirata, per auto dichiarata ammissione, "al film del 1976 di Claude Lelouch C’était un rennde-zvous e al film di John Frankheimer Ronin".

    Anche se è la prima ad entrare in campo e l'ultima ad andarsene, nelle vesti della degna partner femminile di un James Bond, affiliata e indipendente nello stesso tempo, votata ai trasformismi che non ne appannano, anzi, ne esaltano, la spregiudicata e strafottente iconcina di 'femme fatale' col piede innamorato dell'acceleratore al massimo della velocità, la Vivien (Vivi) di Amber Heard (The Rum Diary – Cronache di una passione, Il potere dei soldi) qui impiegata nelle alte sfere direttive della CIA, finisce la sua corsa sui limitati orizzonti dello stereotipo e nulla di più. Stereotipo che rischia di diventare pericoloso per la sua carriera di attrice, se con poche varianti sul tema, persevera nel tempo seguendo le stesse orme.

    Ma l'"Agente sul campo" fortunatamente non è lei, bensì il professionista Ethan Renner di Kevin Costner, un tempo spregiudicato e pericoloso, al momento non proprio al top della salute: la scoperta di avere dai tre ai cinque mesi di vita al massimo, muove in lui la responsabilità di raggiungere a Parigi quella moglie e quella figlia da cui, per motivi di lavoro e di un disconnesso sistema di valutazione delle priorità, è stato lontano deteriorandone irrimediabilmente i rapporti, ma l'imprevisto incontro con Vivi/Heard e la sua irrinunciabile arma di convinzione (la cura sperimentale che può allungargli la vita) a patto che trovi e uccida per lei il terrorista più efferato d’Europa, cambia il programma della tre giorni del nostro Ethan/Costner: un pò Bond, un pò Ryan, padre e marito mancato con velleità di rimediare in extremis, un pò co-sceneggiatore di quelle battute volutamente mancanti, lasciate in bianco sulla carta del

    copione per lasciargli ampio spazio di esprimere a chiare lettere, dal suo volto stropicciato e grave, tutto il non detto, quando non trapelato dal montaggio di tutte le schegge visive prodotte dagli effetti allucinatori di quella cura sperimentale ottenuta quale 'premio battuta di caccia'.

    Il suo sarà un percorso accidentato quanto basta a fomentare la vena tensiva di un action thriller, alle volte persino 'surreale': vedi l'appropriazione indebita della sua casa parigina da parte di immigrati di colore (anche la burocrazia in materia di sfratto in Francia non scherza, si direbbe far concorrenza all'Italia), e il suo modo di affrontare la cosa che ben presto si trasformerà in una lezione di vita importante o certe dinamiche di blanda 'tortura' da lui stesso adoperate su alcune pedine chiave della sua ricerca. Tutto finisce paradossalmente e, umoristicamente, per far confluire su di un unico binario, la sua ultima missione operativa e l'altra

    missione parallela di cercare di fare al meglio il padre che non è mai stato con la figlia adolescente Zoey (Hailee Steinfeld, Il Grinta), con tutti gli effetti collaterali dell'età e dell'educazione zoppa ricevuta dalla sola madre Christine: la Connie Nielsen de L'avvocato del diavolo e de Il gladiatore che qui ha il fiato corto e flebile di un copione che non le concede più respiro, così come non ne concede a tutti gli altri personaggi fronda, tra cui il cosiddetto 'Albino', fotocopiabile icona di un cattivo irritante anche più di quanto richiesto e, d'altra parte, scialbato sulle pareti dell'anonimato.

    La carrellata di uno split screen rivisitato sull'onda del frazionamento dello schermo di una stessa inquadratura ripetuta in diversi formati, innestato sui titoli di testa inoltrati dopo una sorta di generoso prologo; il montaggio alternato, in più occasioni, tra realtà narrative temporalmente sbalzate; una manciata di dissolvenze in nero;

    alcuni intervalli visionari derivati dall'appanno visivo tra allucinazione e ricordo; rappresentano la filatura della cornice artistica di 3 Days to Kill, che apre su svariati siparietti comici di piccola e media frequenza: ora sull'onda del 'tempismo' in cui si fa sentire la suoneria del cellulare della figlia, 'impersonata' dal gettonatissimo 'motivo tormentone' I don't care, I Love It (da I Love It di Icona Pop), ora sulla cresta dello stereotipo di marca italiana che si appunta immancabilmente sulla pasta al pomodoro (qui la ricetta è siciliana e prevede anche i capperi). Stereotipo che fa tanto incazzare i critici italiani veraci: è già successo con il Mangia, prega, ama in cui una Julia Roberts in cerca della sua redenzione personale, inizia il suo percorso in Italia con la cura mediterranea fatta per l'appunto di spaghetti e pizza. Occhio americani! Se non volete incorrere nell'ira funesta dei veraci del made in Italy!

    Se molto tempo fa Jo Squillo cantava Siamo donne oltre le gambe c'è di più' (e qualcuno si ostina a non accorgersene, vedi il tentativo di stupro di gruppo ai danni della figlia di Ethan sventato da quest'ultimo in extremis, in un amarissimo riflesso della nostra bella realtà contemporanea), oggi si potrebbe reclamare che, anche per l'Italia, 'oltre spaghetti e pizza c'è di più'. Eppure, di questi tempi, forse ci si può persino ritenere fortunati, se come stereotipo italiano ce la caviamo con pizza e spaghetti. Ci potrebbe andare ben peggio!

    Secondo commento critico (a cura di GEOFF BERKSHIRE, www.variety.com)

    LUC BESSON RECRUITS MCG AND KEVIN COSTNER FOR A FATALLY COMPROMISED TALE OF AN AMERICAN SPY IN PARIS.

    Even international spies have trouble balancing work and family life, according to “3 Days to Kill,” the latest lightweight action pic from writer-producer Luc Besson, here forming an unlikely (or perhaps unholy) trinity with director McG and star Kevin Costner. Surely the goal of the resulting tonal mishmash was to reignite Costner’s career a la what happened for Liam Neeson after Besson’s “Taken,” but any possibility of sleeper-hit status has been fatally compromised by watered-down fight scenes and misguided family man dramatics. Three days of decent box office appears the best hope for this Relativity release, likely to continue EuropaCorp’s recent run of non-”Taken” commercial disappointments in the U.S. International prospects look only moderately livelier.

    The setup plays as if someone (presumably Besson, who is credited with the story and co-wrote

    the script with “From Paris With Love” scribe Adi Hasak) decided to graft the central father/daughter relationship from “The Descendants” onto a Eurotrashy action framework. Superstar CIA field agent Ethan Renner (Costner) spends so much time on the job that he’s completely missed watching his daughter, Zooey (Hailee Steinfeld), blossom into a sophisticated teenager. After he’s diagnosed with a fatal illness, Ethan retires and resolves to spend more time with his family in Paris, offering to watch Zooey for a weekend while his estranged wife, Christine (Connie Nielsen), is away. But retirement isn’t so easy for a man of Ethan’s skills, and he’s promptly recruited by the mysterious Vivi (Amber Heard), who needs his help in the hunt for a terrorist mastermind in exchange for experimental drugs that could give Ethan a second lease on life.

    The conflict between the finesse Ethan demonstrates in his professional duties and the complete incompetence

    with which he approaches parenting is meant to be comedic, although the film doesn’t have the light touch of similar spy-family action-laffers like “Mr. and Mrs. Smith,” “True Lies” or McG’s own “This Means War.” Instead, “3 Days to Kill” proves surprisingly po-faced about trying to build the bond between Ethan and Zooey, even in the midst of moments as goofy as Dad consoling his daughter on a bad hair day, teaching her to dance or buying her a purple bicycle just because that was her favorite color as a kid. The sentimental approach almost works, thanks to the best efforts of Costner and the naturally spunky Steinfeld, who may have made a respectable pair given better material to work with.

    As it is, the lukewarm family dynamics sit awkwardly alongside equally underwhelming action sequences. Recent supporting turns in “Man of Steel” and “Jack Ryan: Shadow Recruit” aside, Costner isn’t generally

    associated with the action genre — he’s more of a “Waterworld”/”Robin Hood: Prince of Thieves” epic-adventure guy — and the rote heroics he undertakes here won’t do much to change that. On multiple occasions, the audience simply witnesses the aftermath of Ethan’s handiwork as repped by bodies lying motionless on the floor. The notable exceptions arrive in a brief but slickly executed one-on-one skirmish in a grocery store’s deli section (complete with resourceful use of the meat grinder and panini press) and a bracingly staged car chase in the middle of a Parisian neighborhood inspired by Claude Lelouch’s “Rendezvous” and John Frankenheimer’s “Ronin.”

    That chase makes a lovely pairing with McG’s other standout sequence: a montage of Ethan riding the bike he bought for Zooey through the city streets and parking near the Eiffel Tower. It’s a sweet divertissement for the typically boisterous director, who overall reins in the bombastic giddiness

    of his “Charlie’s Angels” pictures and abandons the soulless spectacle of “Terminator: Salvation” to make an action film that’s downright restrained by his standards. Unfortunately, in this case the restraint reads as overly safe. “3 Days to Kill” is quite literally bloodless — the fight sequences in “Taken” packed a far more potent punch even with the same PG-13 rating — which seems like a missed opportunity. The juxtaposition of Ethan’s violent work and gentler paternal side might have added some desperately needed intrigue to the banal story.

    The filmmakers certainly don’t find any of the intended mystery in Ethan’s fitful encounters with the femme-fatale-ish Vivi, a severely under-realized character who never makes any sense despite Heard’s arduous efforts to vamp it up. Nielsen’s thankless skeptical spouse role is even less significant, while Tomas Lemarquis and Richard Sammel bring nothing beyond menacing visages to their bland terrorist baddies. It’s a running

    gag that Ethan seeks parenting advice from just about anyone he encounters, which offers decent moments for character actors Eriq Ebouaney as the African paterfamilias in a family squatting in Ethan’s semi-abandoned apartment, and Marc Andreoni as a Middle Eastern limo driver linked to the villains.

    Although the film’s tech package is reliably proficient, one would have hoped for more onscreen fireworks from the union of ultra-American McG and Costner with French mainstay Besson. Alas, this European vacation is a time-killer of the most mundane variey.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano Eagle Pictures e Mirella Seletto (WaytoBlue)

    Pressbook:

    PRESSBOOK COMPLETO in ITALIANO di 3 DAYS TO KILL

    Links:

    • Kevin Costner

    • Connie Nielsen

    • Amber Heard

    • Hailee Steinfeld

    • 3 DAYS TO KILL - VIDEO INTERVISTA all'attrice AMBER HEARD (Interviste)

    • 3 DAYS TO KILL - VIDEO INTERVISTA al regista MCG (Interviste)

    1 | 2 | 3

    Galleria Video:

    3 Days to Kill - trailer

    3 Days to Kill - trailer (versione originale)

    3 Days to Kill - spot 'Wolf'

    3 Days to Kill - spot 'Personal'

    3 Days to Kill - clip 'Inseguimento a Parigi'

    3 Days to Kill - clip 'Parla a mia figlia'

    3 Days to Kill - clip 'Agente segreto'

    3 Days to Kill - clip 'Papà sa ballare'

    3 Days to Kill - intervista video al regista McG (versione originale sottotitolata)

    3 Days to Kill - intervista video ad Amber Heard 'Vivi Delay' (versione originale sottotitolata)

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