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    Home Page > Movies & DVD > 33 Postcards

    33 POSTCARDS: DOPO 'L'ULTIMO DRAGONE', LA REGISTA PAULINE CHAN, SOSTENITRICE DEGLI SCAMBI CULTURALI INTERNAZIONALI, FIRMA QUESTO SECONDO PROGETTO, PIONIERISTICO DI CO-PRODUZIONE AUSTRALIA/CINA

    RECENSIONE - Menzione d’onore speciale "per l’intraprendenza produttiva nel dialogare e collaborare con l'industria cinematografica della Repubblica Popolare Cinese in un possibile percorso condiviso di progettazione" al Fiuggi Family Festival 2011; Premio 2011 al Shanghai Int’l Film Festival; AUSTRALIA: Dal 9 GIUGNO 2011

    "Questo è un film che parla di seconde possibilità. Parla di sogni che si realizzano e di situazioni impossibili che diventano possibili grazie alla forza dei sentimenti. E’ anche una storia di redenzione: sia la bambina che il ‘padre’ hanno bisogno di una seconda possibilità, come tutti nella vita. Perché 33 Cartoline e non 45 o 56? In Cina il 3 è il numero che simboleggia la vita. 3 e 3 sono due vite che si uniscono".
    La regista Pauline Chan

    (33 Postcards; AUSTRALIA/CINA 2011; Dramma musicale; 97'; Produz.: Portal Pictures Pty Ltd/Zhejiang Hengdian Film Production)

    Locandina italiana 33 Postcards

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: 33 Postcards

    Titolo in lingua originale: 33 Postcards

    Anno di produzione: 2011

    Anno di uscita: 2011

    Regia: Pauline Chan

    Sceneggiatura: Pauline Chan, Philip Dalkin e Martin Edmond

    Cast: Guy Pearce (Dean Randall)
    Lin Zhu (Mei Mei)
    Lincoln Lewis (Carl)
    Claudia Karvan (Barbara)
    Elaine Jin (Miss Chen)
    Rhys Muldoon (Gary)
    Terry Serio (Fletch)
    Matthew Nable (Tommy)
    Kain O\'Keeffe (Dave)
    Claire Scott (Ruby)
    Clayton Watson (Brian)
    John Atkinson (Chalmers)
    David Lillicot (MacNeil)

    Musica: Antony Partos

    Costumi: Xanthe Heubel

    Scenografia: Peta Lawson e Thomas Chong

    Fotografia: Toby Oliver

    Montaggio: Jane Moran

    Makeup: Yang Qi

    Casting: Faith Martin

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Mei Mei è un’orfana cinese che vive in un orfanotrofio e riesce a frequentare la scuola grazie all’aiuto economico di un benefattore australiano, Mr Randall. I due si tengono in contatto per dieci anni tramite le cartoline che l’uomo invia alla bambina in cui le racconta la sua vita in Australia. La piccola, trovando sollievo alla sua solitudine proprio in questa corrispondenza, decide di prendere al volo l’occasione di incontrare Mr Randall e, arrivata in Australia con il coro di cui fa parte, scappa per andare a cercarlo. E’ questo l’inizio di un percorso di verità che la porterà dritta nel mondo delle carceri: la vita che il suo benefattore le aveva descritto non esiste. L’uomo, infatti, è condannato e sta attualmente scontando la sua pena in un penitenziario. Mei Mei decide di rimanergli accanto, ma si troverà ben presto in una realtà che le è sconosciuta e che si rivela piena di torbidi scenari. Nonostante le difficoltà di un mondo ‘oscuro’ fatto di carceri e malavita, i protagonisti riusciranno a compiere insieme un percorso di sentimenti e amore che li porterà a sentirsi realmente padre e figlia.

    Commento critico (a cura di TYAR CIANGOLA)

    '33 POSTCARDS': PROIETTATO IN ANTEPRIMA NAZIONALE A MONTECITORIO IL PRIMO FILM DI PRODUZIONE AUSTRALIANA-CINESE. UNA COPRODUZIONE INTERNAZIONALE PER UN FILM SULLA SOLIDARIETÀ E L’AMORE OLTRE LE FRONTIERE

    Il 18 Ottobre la Sala del Mappamondo di Montecitorio ha aperto le porte all’anteprima nazionale di 33 Postcards della regista australiana Pauline Chan. Presenti ala proiezione l’on. Paola Binetti, promotrice dell’evento, e il Presidente del 'Fiuggi Family Festival', la dott.ssa Antonella Bevere Astrei. 33 Postcards (2011) ha partecipato in anteprima europea alla recente edizione del 'Fiuggi Family Festival' che le ha attribuito la 'Menzione d’Onore Speciale' «per l’intraprendenza produttiva nel dialogare e collaborare con l’industria cinematografica della Repubblica Popolare Cinese in un possibile percorso condiviso di progettazione». Nel 2011 il film è stato premiato allo Shanghai International Film Festival ed è stato inserito nella rosa dei “cinque film da vedere” all’International Sydney Film Festival; è stato inoltre selezionato congiuntamente da American Motion Picture Film

    Ass. e China Film Bureau come «uno dei migliori esempi di co-produzione internazionale cinese».

    33 Postcards, risultato di una reale e ufficiale collaborazione tra Australia e Cina, è una produzione della Hengdian Group Ltd, imponente società cinese che opera in molti settori, con una filiale in Italia a Milano. Dal 2004, con la Chinese Film Group Corporation e la Warner Bros. Pictures ha creato la prima joint venture tra aziende cinesi e straniere che operano nel settore della produzione cinematografica.

    33 Postcards, che vede la partecipazione straordinaria di Guy Pearce nei panni di Mr. Randall, è prima di tutto una favola moderna. Il primo piano narrativo spetta, nonostante le numerose digressioni e sottotrame, all’evolversi del rapporto tra la bambina cinese e Mr Randall. E’ questa la caratteristica che salta all’occhio sin dalle prima scene e che va accettata e ‘presa per buona’ se si vuole tralasciare la coltre di irrealtà presente

    in tutto il film. Come è possibile che una bambina cinese, che a stento comprende e parla l’inglese, riesca ad entrare da sola in un penitenziario e, più avanti nel film, a trovarsi invischiata nella rete della malavita per amore di un uomo che di fatto neppure conosce? Una favola, appunto. Una favola che, se si distoglie lo sguardo dagli episodi poco realistici della trama, appare commovente e profonda, in ogni suo aspetto.

    La regista/sceneggiatrice Pauline Chan ha creato un lungometraggio dai tratti sfumati, delicati, dai colori pastello, nonostante le scenografie cupe, e allo stesso tempo dettagliato e apertamente emotivo. Se durante il film non si scade mai nel patetico è grazie alla magistrale interpretazione di Guy Pearce, che fa da contro-peso all’espressione forse, quella sì, un po’ troppo ingenua e impassibilmente serena della piccola Mei Mei. Ciononostante la Chan ha creato un personaggio che, anche se spiccatamente dolce al

    limite della realtà, ha comunque una sua intensità emotiva alla quale lo spettatore non può fare a meno di arrendersi. In lei si rivede tutto il dolore e la solitudine di un’orfana che si aggrappa con forza disumana all’unica persona che ha dimostrato negli anni di volerle bene. Con queste premesse, non importa se questa le ha mentito dipingendole una vita che non esiste, non importa se è in carcere e non è il padre/modello che lei si era immaginata. La sua ‘’ingenuità’’ è ampiamente giustificata dalla solitudine e dalla volontà di aiutare colui che sente padre. Mister Randall è suo padre e non importa se è un ranger forestale che fa gite in spiaggia o un condannato alla prigione.

    Nei segmenti di chiusura del film Chan mette in scena anche qualche azione forte, dai connotati duri che vanno a costituire un forte contrasto con le scene iniziali e

    centrali della pellicola. Mei Mei viene coinvolta in un giro di malavita e viene ‘’salvata’’ proprio da Mr. Randall, che nel frattempo, grazie anche alla vicinanza con la bambina, riesce e redimersi e ad essere scagionato. Tra gli ultimi colpi di scena, il finale non è esattamente quello che una favola tradizionale farebbe presagire e sperare: i protagonisti non vivranno felici e contenti in Australia in una villetta sull’Oceano… come nelle ‘favole vere’, è più complicato e meno idilliaco, ma vede comunque il trionfo del profondo affetto che lega i due protagonisti.

    33 Postcards è un film di volti, sguardi e sentimenti intensi che risultano, in ultima analisi, rafforzati e credibili proprio perché vincitori in un’arena fatta di brutture, violenza e difficoltà.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringrazia Paolo Piersanti

    Links:

    • Guy Pearce

    • Lincoln Lewis

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    Galleria Video:

    33 Postcards - trailer (versione inglese)

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