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    THE RUM DIARY - CRONACHE DI UNA PASSIONE: JOHNNY DEPP GIORNALISTA FREELANCE ALLA FINE DEGLI ANNI CINQUANTA

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by JUSTIN CHANG (WWW.VARIETY.COM) - Dal 24 APRILE

    "Il mio approccio all’adattamento di ‘The Rum Diary’ è stato quello di assorbire il libro, poi di riscriverlo. In tutta la sceneggiatura ci sono solo tre battute scritte da Hunter. Non ho cercato di copiarlo, non sarebbe stato possibile perché lui è assolutamente unico. Ma fortunatamente ho scritto con il suo linguaggio".
    Il regista Bruce Robinson

    "Sentivo Hunter con me durante le riprese. E’ stata una bellissima esperienza, sapevo perfettamente cosa avrebbe detto in ogni situazione, perché lo conoscevo molto bene. Se avesse visto il film finito si sarebbe messo a gridare in quel modo che tutti quelli che gli erano amici avevano già sentito, ‘Sì, ce l’abbiamo fatta! Fantastico!’ Avrebbe festeggiato. Fondamentalmente il film è un tributo a Hunter, al suo linguaggio, alla sua voce. Sarebbe stato enormemente felice, ne sono sicuro... Mi sono imbattuto quasi per caso in 'The Rum Diary', Ero con Hunter nel seminterrato della sua casa di Woody Creek, in quella che era chiamata la 'stanza di guerra' e infatti era piena di scatoloni. Non sapevo cosa ci fosse dentro, così ho iniziato ad aprirli tutti e ad un certo punto è saltato fuori un manoscritto intitolato ‘The Rum Diary’. Lui ha esclamato, ‘Oh Gesù, sì, l’ho scritto nel 1959’, ed io ho replicato ‘Cristo, leggiamolo, vediamo di cosa parla’. E così abbiamo iniziato a leggerlo. Hunter ha detto ‘Forse potrei pubblicarlo’ e io sono stato d’accordo, ‘Sì, dovresti pubblicarlo, è magnifico’... Fin da quella (prima) conversazione, dopo neppure 20 minuti stavamo già parlando dei diritti del film e di come avremmo potuto produrlo insieme... L’aspetto del lavoro di Hunter con cui sono subito entrato in sintonia è stata la sua onestà. Leggi quelle straodinarie esperienze e pensi ‘Che stupidaggini, è la sua immaginazione’, ma quando sei vissuto con lui, hai passato tanto tempo con lui, come ho fatto io, allora capisci che era tutto vero e di più".
    L'attore Johnny Depp

    (The Rum Diary; USA 2011; Thriller-dramedy romantico; 120'; Produz.: CDI/GK Films/Infinitum Nihil/FilmEngine/Dark & Stormy Entertainment; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana The Rum Diary - Cronache di una passione (già 'Diario del desiderio')

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    Trailer

    Titolo in italiano: The Rum Diary - Cronache di una passione (già 'Diario del desiderio')

    Titolo in lingua originale: The Rum Diary

    Anno di produzione: 2011

    Anno di uscita: 2012

    Regia: Bruce Robinson

    Sceneggiatura: Bruce Robinson

    Soggetto: Da un romanzo semi autobiografico di Hunter S. Thompson Cronache del rum.

    Cast: Johnny Depp (Paul Kemp)
    Aaron Eckhart (Sanderson)
    Michael Rispoli (Sala)
    Amber Heard (Chenault)
    Richard Jenkins (Lotterman)
    Giovanni Ribisi (Moberg)
    Amaury Nolasco (Segarra )
    Marshall Bell (Donovan )
    Bill Smitrovich (Mr. Zimburger )
    Julian Holloway (Wolsley )
    Bruno Irizarry (Lazar )
    Enzo Cilenti (Digby )
    Aaron Lustig (monaco)
    Tisuby González (Rosy )
    Natalia Rivera (amica di Chenault )

    Musica: Christopher Young

    Costumi: Colleen Atwood

    Scenografia: Chris Seagers

    Fotografia: Dariusz Wolski

    Montaggio: Carol Littleton

    Effetti Speciali: Kevin Harris (supervisore)

    Casting: Denise Chamian

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    The Rum Diary racconta la storia del giornalista free lance Paul Kemp (Johnny Depp). Stanco della confusione e della follia di New York e delle pesanti convenzioni sociali dell'America negli ultimi anni 50, Kemp si trasferisce a Puerto Rico per scrivere su un quotidiano locale, "The San Juan Star". Paul si adegua volentieri ai ritmi rilassati dell'isola e all'abitudine di bere continuamente rum. Incontra Chenault (Amber Heard), una bellissima americana del Connecticut della quale si invaghisce, fidanzata con Sanderson (Aaron Eckhart), ricco uomo d'affari implicato in loschi investimenti immobiliari. Sanderson è deciso a trasformare l'incontaminata Puerto Rico in un paradiso capitalistico a disposizione dei ricchi ed assume Kemp allo scopo di fargli scrivere in favore del suo progetto. A quel punto Kemp ha di fronte a sé una scelta: deve decidere se usare le sue parole per sostenere il corrotto uomo d'affari o per attaccarlo.

    IN DETTAGLIO:

    The Rum Diary - Cronache di una passione - racconta la storia di Paul Kemp (Johnny Depp), un giornalista free lance bevitore a tempo pieno che si trasferisce a Puerto Rico per scrivere per The San Juan Star, un quotidiano locale sull’orlo del fallimento diretto dallo stanco e annoiato Mr. Lotterman (Richard Jenkins). Al giornale Kemp incontra Sala (Michael Rispoli), un fotografo di talento schiacciato dalla vita e i due diventano compagni di stanza e di sbronze, mentre lavorano con modesti incarichi per il giornale. In una notte stellata, Kemp vede Chenault (Amber Heard), la sensuale fidanzata di Sanderson (Aaron Eckhart), un uomo d’affari corrotto che vive in una fantastica villa sul mare, e la desidera da subito. Sanderson intuisce che Kemp potrebbe essergli utile e lo invita a un incontro con i suoi soci, che stanno progettando la costruzione di alberghi e condomini di lusso su quell’isola incontaminata. Sanderson chiede a Kemp di scrivere articoli che sostengano i suoi progetti. Dopo una notte scatenata di bevute con Sala e una lite con la polizia locale, Kemp viene salvato da una lunga permanenza in prigione proprio dall’intervento di Sanderson, che usa la sua influenza per farlo rilasciare. Ora che è in debito con lui, Kemp non può fare altro che accettare la sua proposta e Sanderson addolcisce la pillola prestandogli la sua auto, una magnifica Corvette rossa, e chiedendogli di portare con sé Chenault. I due percorrono insieme pericolosamente le strade dell’isola e prima di sera Kemp è già completamente ossessionato dalla donna. L’atteggiamento ambivalente di Kemp si radicalizza quando Sanderson organizza una visita nei luoghi dove si dovrebbe realizzare la speculazione edilizia. La bellezza di quei paesaggi finisce per sopraffare Kemp, mentre dentro di lui cresce l’ira ascoltando i discorsi degli amici di Sanderson su come liberarsi degli abitanti e trasformare l’isola in un resort turistico. Per migliorare il suo umore, Sala lo invita al Carnevale sull’isola di St. Thomas, dove incontrano Sanderson e Chenault, già completamente ubriaca. La festa si trasferisce poi in un nightclub, e lì il comportamento provocante di Chenault sulla pista da ballo li porta a scontrarsi con gli uomini del posto. Kemp torna con Sala a San Juan, dove incontrano Moberg (Giovanni Ribisi), un tipo scatenato, sopra le righe, giornalista del The San Juan Star, i cui interessi nella vita sono solo la droga e l’alcol. Moberg fornisce loro un potente allucinogeno e dopo una notte di visioni terrificanti Kemp si siede alla macchina da scrivere e comincia il suo articolo, in cui denuncia corruzione e avidità.

    SHORT SYNOPSIS:

    American journalist Paul Kemp takes on a freelance job in Puerto Rico for a local newspaper during the 1950s and struggles to find a balance between island culture and the expatriates who live there.

    Hard-drinking journalist Paul Kemp takes a job at a besieged newspaper in San Juan, Puerto Rico. His volatile editor, Lotterman, assigns him to tourist pieces and horoscopes, but promises more. Paul rooms with Sala, an aging and equally alcoholic reporter, in a rundown flat. Sanderson, a wealthy entrepreneur, hires Paul to flack for a group of investors who plan to buy an island near the capital and build a resort. Sanderson's girl-friend, the beguiling Chenault, bats her eyes at Paul. His loyalties face challenges when he and Sala get in trouble with locals, when a Carnival dance enrages Sanderson, and when the paper hits the skids. Is the solution always alcohol?

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Rum Diary, ispirato alle vicende giornalistiche dello scrittore americano Hunter Stockton Thompson, (morto suicida nel 2005 in circostanze misteriose), rappresenta l’inizio delle avventure e degli scoop di questo particolarissimo reporter, figura stravagante che alle soglie degli anni Sessanta inventò un genere, da lui stesso definito “gonzo journalism”, stile di scrittura che combinava il giornalismo tradizionale di denuncia con le impressioni personali ed una serie ardita di artifici narrativi che fanno di ogni articolo un racconto dallo spiccato e personale punto di vista sugli avvenimenti e i fatti cronaca; uno stile nato dalla commistione di più generi che il giornalista americano attinse negli anni dalla sua più viva esperienza, passando dal giornalismo sportivo alle inchieste antidroga.

    Un primo capitolo della biografia di Thompson, a dire il vero a lungo pensato fin da quell’ormai lontano 1998, anno nel quale l’amico Johnny Depp decise di collaborare a Paura e delirio a Las Vegas, altro

    tassello di uno dei viaggi di lavoro del reporter americano ed ispirato al romanzo Paura e disgusto a Las Vegas, in cui tra sfrenati eccessi ed uso di sostanze psicotrope, i protagonisti viaggiano nel deserto del Nevada. Una serie, quella tratta dai romanzi thompsoniani, che aveva avuto la sua fortuna anche negli anni Ottanta con una pellicola mai distribuita in Italia, Where the Buffalo roam. Ed infine il recente adattamento per la sceneggiatura del regista Bruce Robinson, sotto la supervisione dello stesso Depp che si è assicurato la parte del protagonista al fianco di Amber Heard nei panni di Chenault, femme fatale a tutti gli effetti per questo noir portoricano, e supportato dal un Aaron Eckhart nei panni del 'corrotto e cattivo'.

    Fra la lotta elettorale Nixon contro Kennedy, ambientato in una sordida Puerto Rico, paradiso fiscale quanto edilizio, Rum Diary ha il pregio di sottoporre all’occhio critico dello spettatore anche

    un triste parallelo con il quotidiano business contemporaneo fatto di crociere, alberghi di lusso ed isole vergini immerse in paradisi fiscali.

    Una sceneggiatura ed una trama raffinata nei dettagli, talvolta con un tocco particolare nelle inquadrature e nelle soggettive che, se da un lato guida lo spettatore in scenari visti nei più noti adattameti cinematografici ai romanzi di Ellroy, con i quali le trame thompsoniane condividono crudeltà, sarcasmo, lirismo comico e un fitto gruppo di figure e immagini topiche - il reporter, il fotografo, il gangster e l’uomo d’affari, il magnate opulento che fuma sigari, il rum, le spiagge, le palme, la pioggia e le belle macchine - che hanno fatto un’epoca e un genere, d’altro canto non può dirsi altrettanto ritmato quanto a scelte di regia che rischia infatti di cadere nel monotono, allungando un po’ troppo i tempi narrativi e non imprimendo un montaggio serrato dove invece la

    suspense lo detterebbe. E non basta la sceneggiatura brillante e di stile, con quel “tocco di Depp”, che ai suoi personaggi dona sempre quell’ironia sagace che lo contraddistingue, per farne un film perfettamente riuscito; anche se la sola citazione coltissima e deliziosa dell’eroe decadente per eccellenza, il Des Esseintes di Á Rebours di Joris Karl Huysmans, con la tartaruga dal carapace decorato con pietre dure incastonate da ammirare mentre l’animale passeggia sul tappeto, merita una nota particolare.

    Secondo commento critico (a cura di JUSTIN CHANG, www.variety.com)

    "Absolutely nothing in moderation," states the tagline for "The Rum Diary," and Johnny Depp lives up to it by getting sloshed for the better part of two hours. Yet temperance of a different sort, a willful abstention from trippy stylistic excess, is what makes this 1960-set Caribbean picaresque easily the most lucid screen adaptation of Hunter S. Thompson's work, even if it's still several drafts shy of a fully developed yarn. Stronger on dreamy, seedy atmosphere than on narrative coherence, FilmDistrict's exotic curio should draw the overlapping Depp/Thompson fanbases but will command general auds in, well, moderation.

    Thompson was in his early 20s when he wrote his semi-autobiographical second novel about hard-nosed American newspapermen drinking, screwing and occasionally writing amid the social upheaval of late-'50s Puerto Rico. The manuscript went unpublished for nearly 40 years before it was finally excavated (with Depp's help) and printed in 1998, offering the public a

    rare dispatch from the author's pre-gonzo years; though recognizably Thompson in its first-person account of lust, lucre and liquor, "The Rum Diary" merely hinted at the heavy drug use and reckless blurring of fact and fiction that would define his style.

    By dint of its source material, then, writer-director Bruce Robinson's long-aborning screen version never devolves into a catalog of aggressively stupid acid-trip behavior a la 1998's "Fear and Loathing in Las Vegas"; this may disappoint extreme Thompson buffs but will make "Diary" that much more palatable for a wider viewership. The chief similarity between the two pics is that both star Depp as a substance-abusing scribe who can't seem to control his vices or stay on assignment in an unfamiliar environment.

    It's 1960 in San Juan, a tropical shark tank where U.S. business interests run rampant, the locals harbor bitter anti-American sentiment and the fourth estate occupies the lowest,

    dirtiest rung of the social ladder. Paul Kemp (Depp) has just arrived to work at the San Juan Star, run by a cantankerous editor (Richard Jenkins), who takes one look at Kemp's bloodshot eyes and warns him to lay off the liquor. Fat chance, so long as Kemp is rolling with the colorful likes of world-weary photographer Sala (Michael Rispoli) and wild eccentric Moburg (Giovanni Ribisi), who likes to experiment with narcotics and listen to old recordings of Hitler's speeches.

    Early passages in particular are notable for their bracingly sharp, tangy dialogue, much of which is written from scratch; fans of Robinson's all-too-infrequent work ("Withnail and I," "Jennifer Eight") will recognize and relish the literate sensibility at play here. The scribe-helmer also has productively reshuffled and consolidated figures from the book, eliminating one major character and handing a prominent role to Sanderson (Aaron Eckhart), a suave, well-heeled American businessman who

    brings Kemp into his inner circle.

    Hoping to elicit favorable copy about a shady real-estate deal, Sanderson dangles a number of gifts before Kemp, the most tantalizing being his own g.f., Chenault (Amber Heard, recently of NBC's "The Playboy Club"). An arrestingly foxy vision in white bikini and red lipstick, Heard drives two of the picture's most indelible sequences: one in which Kemp and Chenault take Sanderson's Corvette for a spin, and another in which the girl loses herself amid a writhing tangle of bodies on a dance floor.

    Lurching from these moments of pulse-quickening eroticism to Kemp and Sala's unruly misadventures, "The Rum Diary" executes its tonal backflips with the woozy grace of an amiable drunkard. Mercifully, there's only one obligatory scene of psychotropic hallucination, and in this fairly restrained context, its grotesquerie is almost exquisite.

    Conjuring a sweaty, sordid ambience through d.p. Dariusz Wolski's Super 16 lensing and

    use of mostly natural light, the film as a whole is best appreciated as a succession of richly rendered moods, plenty stimulating in the moment but rarely coalescing into something greater. The novel, though similarly ragged, was held together by Thompson's tough vision of a harsh, lawless Puerto Rico succumbing to the West's parasitic influence; what little of this makes it onscreen has been soft-pedaled, its fearsome violence reduced to the level of a hangover.

    Robinson attempts to elevate Kemp's moral stature by molding him into an avatar of stick-it-to-the-Man justice, a muckraking pen wielded against society's "bastards," according to the film's closing dedication to Thompson. But this aim is frustrated, surprisingly, by the casting of Depp, who, though one of the project's driving forces, seems weirdly unfocused and disengaged in a role for which he's at least 20 years too old; the thesp gave a much more flavorsome, gonzo-esque

    turn as a cartoon lizard in this year's "Rango."

    Supporting actors expertly pick up much of the slack. Eckhart and Jenkins are perfectly cast; Ribisi, in a hilarious live-wire perf, is like a drug that can be counted on to deliver a ferocious jolt; and Rispoli invests his cynical shutterbug with a rewarding emotional undercurrent.

    Production designer Chris Seagers applies subtle '60s touches to Puerto Rico's sun-kissed exteriors and grotty interiors, an effect furthered by Colleen Atwood's retro costumes. The jazzy, flowing rhythms of Christopher Young's score provide a continually sultry backbeat.

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di THE RUM DIARY - CRONACHE DI UNA PASSIONE

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