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    Home Page > Movies & DVD > Litigi d amore

    INSOLITE QUESTIONI DI CUORE PER KEVIN COSTNER

    Dal Sundance Film Festival

    Quando ero bambino, i miei genitori si sono separati e mia madre ha attraversato un periodo molto duro, che è durato anni. Ho concepito l’intera sceneggiatura come una parabola sulla collera che non trova il suo sfogo, sulle cose per le quali la gente perde tanto tempo ad arrabbiarsi… Non credo che le donne e gli uomini siano tanto diversi. Mi sono ispirato alle donne che conosco, mia madre, mia moglie; di solito scrivo di persone che popolano la mia quotidianità… Volevo che Denny fosse un uomo tutto d’un pezzo, che vive e ragiona tipicamente da uomo, fino a quando non incontra la famiglia Wolfmeyer e viene sommerso da tutte queste donne. Volevo raccontare l’influenza, sia positiva, sia negativa, che questa famiglia ha sulla sua vita; osservare fondamentalmente quale tipo di emozioni genera su di lui
    Il regista Mike Binder

    E’ un copione davvero completo che ha dato vita a un film molto personale. E’ pieno di rabbia e di ilarità, di buio e di luce. Ma soprattutto è un film speciale e volevo farne parte perché si desidera sempre far parte di qualcosa di nuovo e di diverso e soprattutto di una bella storia. Io stesso ho vissuto il dramma del divorzio perciò mi riconosco molto nella storia del film. Tutto viene raccontato in modo leggero, ma allo stesso tempo commovente. A volte è anche un pugno nello stomaco… Questo è un film che resisterà alla prova del tempo. E’ uno di quei film adatto a chi vuole riflettere sulla propria vita, o per chi vuole vedere qualcosa di avvincente. Un film tipo ‘American Beauty’ – per gente che ama il cinema, che sa gustare un film e che è esigente nei confronti di un prodotto cinematografico
    Kevin Costner

    (The Upside of Anger, USA 2005; commedia drammatica; 118’; Produz.: MDP Filmproduktion GmbH; Film & Entertainment VIP Medienfonds 2 GmbH & Co; KG and Film & Entertainment VIP Medienfonds 3 GmbH & Co; KG. Stewart Hall; Distribuz.: Eagle Pictures).

    Locandina italiana Litigi d amore

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    Titolo in italiano: Litigi d amore

    Titolo in lingua originale: The Upside of Anger

    Anno di produzione: 2005

    Anno di uscita: 2005

    Regia: Mike Binder

    Sceneggiatura: Mike Binder

    Soggetto: Mike Binder

    Cast: Kevin Costner (Denny Davies)
    Joan Allen (Terry Wolfmeyer)
    Erika Christensen (Andy Wolfmeyer)
    Evan Rachel Wood (Popeye Wolfmeyer)
    Keri Russell (Emily Wolfmeyer)
    Alicia Witt (Hadley Wolfmeyer)
    Mike Binder (Shep)
    Dane Christensen (Gorden Reiner)

    Musica: Alexandre Desplat

    Costumi: Deborah Scott

    Scenografia: Chris Roope

    Fotografia: Richard Greatrex, BSC

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Terry Wolfmeyer (Joan Allen) svolge il proprio ruolo di moglie e madre di ben quattro figlie (Christensen, Wood, Russell e Witt) nella tranquilla cornice di una cittadina di provincia fino a che l’improvvisa scomparsa di suo marito non giunge a sconvolgere completamente l’equilibrio familiare. Inaspettatamente sola si vede drammaticamente costretta a far fronte ad un quotidiano divenuto giocoforza complicato e alquanto pesante da gestire soprattutto alla luce della non facile personalità
    delle proprie figlie. Uniche sue fonti di consolazione, l’alcol e l’affetto del vicino di casa Denny (Kevin Costner), dj radiofonico ex campione di baseball. I guai hanno inizio quando a quest’ultimo, divenuto importante riferimento per l’intero nucleo familiare Wolfmayer, le quattro ragazze si rivolgeranno non soltanto per risolvere i dilemmi romantici della madre bensì anche i propri. E’ a quel punto che …

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    PRELIMINARIA

    Mike Binder, già impegnato in un approccio sostanzialmente leggero sul tema dell’amore e dei rapporti umani, con la serie HBO The Mind of the Married Man e la commedia The Sex Monster, qui, con Litigi d’amore assume invece una connotazione più matura e insolita sull’argomento. E nel duplice ruolo di regista e attore non protagonista - è il produttore del programma radiofonico di Denny - alimenta e arricchisce questa sua nuova storia di un bouquet misto, fra note di comicità tipiche della commedia, amare in linea con il dramma e prettamente familiari. Il soggetto affonda le radici nella sua esperienza di vita personale di bambino, figlio di genitori divorziati, e le donne della sua vita sono state la sua fonte di ispirazione: “Mi sono ispirato alle donne che conosco, mia madre, mia moglie; di solito scrivo di persone che popolano la mia quotidianità”. Ma attraverso il personaggio di Denny

    (Kevin Costner) - qui in un ruolo diverso dal solito che lo vede comprimario anziché interprete protagonista - Binder ha scelto di conferire al tema del film una prospettiva maschile.

    TRA TANTA COLLERA, UNA PROMESSA DI QUIETE. ECCO IL LATO POSITIVO DELLA RABBIA IN UN PICCOLO GRANDE FILM, ORIGINALE COME I RUOLI DEI DUE “COMPAGNI DI BEVUTE” E DI ALTA RECITAZIONE: KEVIN COSTNER E JOAN ALLEN. DELICATA E RAFFINATA LA REGIA, VITALE COLLANTE DI UNA SCENEGGIATURA SPUMEGGIANTE.

    ‘Il lato positivo della rabbia’, così come letteralmente avrebbe dovuto essere tradotto il titolo originale, The Upside of Anger, per rispondere meglio alla reale chiave di lettura della storia, non è un film strabiliante, particolarmente prorompente o eclatante, non è un film unicamente drammatico, o esclusivamente comico. Non ha una traccia ben definita, ma sa essere un film forte e incisivo pur senza darlo a vedere, dotato com’è di quella rara destrezza nel trattare

    temi drammatici con una certa levità striata di graziosa, e tutt’altro che gratuita, comicità, gustosa ed opportuna. Una confezione così meriterebbe l’Oscar per originalità. E proprio in questo timbro per così dire ‘in sordina’, pur capace di far arrivare un messaggio chiaro e carico di contenuti, Kevin Costner, in un ruolo diverso dal solito che lo vede comprimario anziché interprete protagonista nei panni di Denny Davies, ex giocatore di baseball e attuale dj radiofonico, sembra particolarmente a suo agio, librandosi senza difficoltà alcuna tra un caleidoscopio di sfumature su diversi registri, tra il delicato e l’ironico, l’umoristico o l’affabile e il paterno, il serio e taciturno, l’iracondo aggressivo e il buffo, persino ridicolo a seconda delle circostanze, comunque leggero e profondo allo stesso tempo, con un debole per l’alcool e i ricordi dei propri trascorsi sportivi.

    Il degnissimo comprimario di un’attrice come Joan Allen (Nixon, The Ice Storm, Face-Off, The

    Contender), qui davvero superba nei panni di Terry Wolfmeyer, il personaggio non facile di una madre di quattro ragazze diverse tra loro per indole e aspirazioni, abbastanza grandi da cavarsela ma non ancora indipendenti e, per quanto sostanzialmente miti e affezionate, pronte al litigio, soprattutto quando si tratta di difendere le proprie scelte, lamentando incomprensioni e criticando talvolta senza troppi peli sulla lingua il comportamento non sempre integerrimo della madre, anch’essa con un debole per l’alcool da quando un bel giorno non trova più il marito in casa ed è convinta di essere stata piantata per la segretaria. Denny e Terry, date le rispettive condizioni, diventano “una coppia perfetta”, per dirla con le ragazze che subito hanno ironizzato su questa inedita alleanza tra “compagni di bevute”. Ma Denny e Terry sono molto più di questo, anche se Terry all’inizio non è del tutto convinta e quasi tollera amichevolmente Denny che,

    invece, tende persino ad autoinvitarsi. Perché buttarsi nelle braccia del vicino? Per alleviare la disperazione? “Perché sei più arrabbiata di una iena arrabbiata”. Ecco la risposta simpaticamente ironica, volta a sdrammatizzare, di Denny. Eppure Terry è pur sempre una madre, e persino premurosa, anche se non sempre riesce ad esprimersi nel modo giusto: - “Detesto il mio modo di fare con le ragazze. Non riesco mai a controllare le mie emozioni” - confessa lei stessa a Denny. E’ una donna che soffre, arrabbiata e orgogliosa, perché malgrado occhieggino i primi problemi finanziari, non vuole ricercare il marito per chiedere il divorzio e ripristinare in questo modo i disagi familiari. E’ arsa dalla rabbia, intransigente e ferita dal supposto abbandono da parte del marito e dall’incalzare delle quotidiane incomprensioni con le quattro figlie, ma è evidente il legame affettivo che, al di là delle apparenze, lega quel nucleo familiare zoppo, fatto

    solo di donne, cui gradualmente si fa spazio la new entry di Denny, vicino premuroso che con delicata goffaggine, e innocente (solo a metà) invadenza, si insinua, rendendosi presente e anche utile fino ad integrarsi del tutto. Ed è lui stesso ad esplicitare a Terry le ragioni della sua attrattiva verso la famiglia Wolfmeyer: ‘perché c’è sempre qualcosa di cucinato, c’è sempre qualcuno arrabbiato con un altro, c’è chiasso anche quando c’è silenzio. In altre parole, c’è vita vera’. “Questa casa, la mia casa, non sa di niente. Quando sono con te e le ragazze sento che non è finita e che ho ancora tutta la vita davanti.

    Così come tanti altri film, Litigi d’amore si affida ad una struttura circolare: prende le mosse per aprire e poi chiudere con lo stesso motivo, in questo caso un funerale, il cui significato si arriva a capire pienamente solo alla fine. Ma questo

    film non ha poi gran che in comune con altri. Si tratta di una regia raffinata che trova il modo, il giusto calibro, per trattare un tema drammatico come quello del divorzio che poi in realtà ha ben altri risvolti, dal momento che il marito, supposto fedifrago, non è mai realmente fuggito con la segretaria in Svezia bensì è morto (suicida?), così come si evince dal ritrovamento del corpo nella proprietà di famiglia. Regia raffinata nelle citazioni messe in bocca ai personaggi principali tra cui la preferenza di film stranieri come Ladri di biciclette, e raffinata per la ‘confezione’ di alcuni passaggi, come quelli che focalizzano il tentativo rabbioso di Terry di porre fine al tormento e di riordinare la propria vita mettendo via foto e cose del marito, tutti compresenti in una stessa inquadratura e sostituiti via via con altri, a seguire le varie mosse della donna in diversi

    momenti, tramite dissolvenze in rapida successione. Ma la grande forza del film è data da una sceneggiatura fluida ed effervescente come l’acqua frizzante e dalle singolari reazioni comportamentali dei vari personaggi nelle più svariate circostanze. Tutto per arrivare ad una conclusione non certo disfattista, anzi, piuttosto costruttiva, dove, in tutta questa rete di dinamiche rabbiose, spunta il germoglio di un lato positivo: “Le persone si rifugiano nella rabbia, non riescono ad amare e proprio per questo non riescono a vedere la verità… La rabbia e il rancore ti sbarrano la strada, ti soffocano la vita, ti divorano… ma la rabbia è reale e ti può cambiare, ti modella, ti trasforma in quello che non sei. L’unica cosa positiva è la persona che sei diventata e una promessa di quiete”.

    Commenti del regista

    MIKE BINDER: “Quando ero bambino, i miei genitori si sono separati e mia madre ha attraversato un periodo molto duro, che è durato anni. Ho concepito l’intera sceneggiatura come una parabola sulla collera che non trova il suo sfogo, sulle cose per le quali la gente perde tanto tempo ad arrabbiarsi… Non credo che le donne e gli uomini siano tanto diversi. Mi sono ispirato alle donne che conosco, mia madre, mia moglie; di solito scrivo di persone che popolano la mia quotidianità… Volevo che Denny fosse un uomo tutto d’un pezzo, che vive e ragiona tipicamente da uomo, fino a quando non incontra la famiglia Wolfmeyer e viene sommerso da tutte queste donne. Volevo raccontare l’influenza, sia positiva, sia negativa, che questa famiglia ha sulla sua vita; osservare fondamentalmente quale tipo di emozioni genera su di lui”.

    Commenti dei protagonisti:

    Joan Allen (Terry Wolfmeyer, Nixon, The Ice Storm e plurinominata all’Oscar per The Contender): “Sicuramente un gran numero di donne si identificherà nel film, dato che il divorzio è un fenomeno assai diffuso oggigiorno e sono molte le famiglie che si dividono. Tuttavia penso che la cosa importante in cui Mike è riuscito, sia stato esaminare da vicino ciò che accade in questi casi. Si dice sempre che non sia un bene per le famiglie, ma nessuno parla mai del prezzo che paga una famiglia in un divorzio, né cosa significhi realmente per i figli perdere un padre nella vita quotidiana… Cosa si prova? Come si sente una donna, come si sentono i figli? Se ne parla tanto ma raramente una situazione del genere viene approfondita come invece fa questo film. Penso che Mike abbia fatto centro e riuscirà a colpire le persone, senza essere pedante, ma persino divertente. Il suo è un approccio leggero a un fenomeno assai diffuso nella cultura globale di questi ultimi decenni… La prima volta che ho letto il copione, mi è sembrato subito una commedia anche se vi sono momenti di grande intensità. So che Mike mira alla multidimensionalità del film e della storia, e in particolar modo del mio personaggio, giacché non vuole che mostri solo un lato di sé. Questo ha movimentato parecchio le riprese perché un giorno Terry è incredibilmente gentile e il giorno dopo è una furia scatenata e il giorno dopo ancora è noiosissima. Come attrice devo vivere una grande varietà di stati d’animo… Il film è una commedia in cui L’umorismo nasce proprio dalla vita reale dei personaggi. Non dimentichiamo che c'è molto umorismo nella vita reale”.

    Kevin Costner (Denny Davies): “ Denny non è il tipico giocatore di basaball: ora fa il dj radiofonico, parla di tutto e non solo di baseball e vuole che la sua vita vada avanti. Non è affatto il prototipo dell’atleta che cerca sempre di rimorchiare le ragazze. Non cerca di rendersi interessante per il suo glorioso passato, vuole solo vivere bene e sistemarsi in qualche posto… E’ un copione davvero completo che ha dato vita a un film molto personale. E’ pieno di rabbia e di ilarità, di buio e di luce. Ma soprattutto è un film speciale e volevo farne parte perché si desidera sempre far parte di qualcosa di nuovo e di diverso e soprattutto di una bella storia. Io stesso ho vissuto il dramma del divorzio perciò mi riconosco molto nella storia del film. Tutto viene raccontato in modo leggero, ma allo stesso tempo commovente. A volte è anche un pugno nello stomaco… Questo è un film che resisterà alla prova del tempo. E’ uno di quei film adatto a chi vuole riflettere sulla propria vita, o per chi vuole vedere qualcosa di avvincente. Un film tipo ‘American Beauty’ – per gente che ama il cinema, che sa gustare un film e che è esigente nei confronti di un prodotto cinematografico”.

    Dal >Press-Book< di Litigi d’amore

    Altre voci dal set:

    Il produttore Alex Gartner: “Kevin ha dato un grande contributo a creare il personaggio di Denny; il pubblico avrà una bella sorpresa quando vedrà un Kevin Costner così insolito. Il suo personaggio è sexy e divertente e il pubblico femminile se ne innamorerà perdutamente… Penso che il pubblico da un lato riderà ma dall’altro sarà toccato intimamente dal tema del film. Spero che questo film farà capire alla gente che non è importante etichettare un film in un genere specifico affinchè funzioni”.

    Il produttore Jack Binder: “Kevin ha mostrato un entusiasmo incredibile e una grande forza drammatica, che ha perfettamente controbilanciato la presenza femminile del film. Ha un talento incredibile e ha aggiunto un grande spessore al suo personaggio e al film.”

    Links:

    • Mike Binder (Regista)

    • Kevin Costner

    • Joan Allen

    • Evan Rachel Wood

    • Keri Russell

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