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    Home Page > Movies & DVD > Nella casa

    NELLA CASA: DALLA PIECE TEATRALE DELLO SPAGNOLO JUAN MAYORGA ALLA CELLULOIDE DI FRANÇOIS OZON (POTICHE-LA BELLA STATUINA), PRENDE CORPO UNA COMMEDIA SOFISTICATA CHE RIFLETTE SUL BINOMIO CHIAVE (EDITORE-SCRITTORE, PRODUTTORE-CINEASTA, LETTORE-SCRITTORE, SPETTATORE-REGISTA) DI OGNI OPERA DI CREAZIONE. NEL CAST, CON FABRICE LUCHINI ED ERNST UMHAUER, KRISTIN SCOTT THOMAS ED EMMANUELLE SEIGNER

    5 NOMINATION ai CESAR e vincitore del PREMIO 'MIGLIOR FILM' e 'MIGLIORE SCENEGGIATURA' al San Sebastian Film Festival 2012; dal Toronto Film Festival 2012 - RECENSIONE - Dal 18 APRILE

    "Sono rimasto particolarmente colpito dal rapporto insegnante-studente quando ho letto l'opera. Si tifa sia per l'insegnante che per lo studente. Sono presentati entrambi i punti di vista, a turno. Di solito gli studenti imparano dai propri insegnanti, ma in questo caso l'apprendimento va da entrambe le parti. E l'andirivieni tra realità e scrittura si presta ad una riflessione giocosa sul raccontare storie e sull'immaginazione. Queste domande, in qualche modo teoriche, vengono fatte vivere nella pièce. Il rapporto tra Germain e Claude rappresenta la partnership essenziale in ogni processo creativo: l'editore e lo scrittore, il produttore e il regista, anche il lettore e lo scrittore o il pubblico e il regista. Quando ho letto l'opera di Mayorga, ho visto una chance per parlare indirettamente del mio lavoro, il cinema, dell'ispirazione e delle sue fonti, di cosa vuol dire creare ed essere spettatore".
    Il regista e sceneggiatore François Ozon

    (Dans la maison; FRANCIA 2012; Thriller dramedy; 105'; Produz.: FOZ/France 2 Cinéma/Mandarin Films/Wild Bunch; Distribuz.: BIM)

    Locandina italiana Nella casa

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    Titolo in italiano: Nella casa

    Titolo in lingua originale: Dans la maison

    Anno di produzione: 2012

    Anno di uscita: 2013

    Regia: François Ozon

    Sceneggiatura: François Ozon

    Soggetto: La commedia drammatica Dans la maison è l'adattamento dell’opera dello spagnolo Juan Mayorga, Le garçon du dernier rang.

    Cast: Fabrice Luchini (Germain)
    Ernst Umhauer (Claude Garcia)
    Kristin Scott Thomas (Jeanne Germain)
    Emmanuelle Seigner (Esther Artole)
    Bastien Ughetto (Rapha Artole figlio)
    Denis Ménochet (Rapha Artole padre)
    Catherine Davenier (Anouk)
    Jean-François Balmer (Preside del liceo)

    Musica: Philippe Rombi

    Costumi: Pascaline Chavanne

    Fotografia: Jérôme Alméras

    Montaggio: Laure Gardette

    Casting: Sarah Teper

    Scheda film aggiornata al: 16 Maggio 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    La storia inizia con un professore di francese, avvilito dai compiti in classe dei suoi nuovi allievi. Ma uno di loro, che preferisce un posto discreto in ultima fila, dà prova di un acuto senso di osservazione, e anche di un sottile voyeurismo. Il ragazzo affascina uno dei suoi compagni di classe, la cui famiglia stranamente lo appassiona. Incoraggiato dall’insegnante, comincia a scrivere un racconto a puntate, penetrando l’universo di questa famiglia, ma anche quella del professore. In un gioco sottile, la realtà e la finzione cominciano a confondersi. Ma quali oscure intenzioni nasconde questo ragazzo e fino a dove spingerà le sue azioni?

    SHORT SYNOPSIS:

    A sixteen-year-old boy insinuates himself into the house of a fellow student from his literature class and writes about it in essays for his French teacher. Faced with this gifted and unusual pupil, the teacher rediscovers his enthusiasm for his work, but the boy's intrusion will unleash a series of uncontrollable events.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    L'ESSENZA DELLA CREAZIONE FA LA SUA DIVERTITA E SOFISTICATA INCURSIONE SUL GRANDE SCHERMO GRAZIE AD UN FRANÇOIS OZON SEMPRE PIU' AUTORIALE

    L'approccio narrativo sembra ordinario ma non passa molto tempo prima che ci si interroghi sulla vera natura delle cose, se stiamo osservando qualcosa che accade veramente o se in quel momento si è inserito il braccio lungo dell'immaginazione. Non stupisce che il dramedy Nella casa (Dans la maison) di François Ozon derivi da una pièce teatrale (Le garçon du dernier rang dello spagnolo Juan Mayorga), perché per quante modifiche abbia richiesto l'adattamento cinematografico, l'anima scenica del teatro vi sopravvive nella sua integrità e lo stesso Ozon le rende omaggio con un artificio di rappresentazione che noi italiani definiremmo 'pirandelliano'. Il che è tutto dire perché come ognuno sa, 'dal dire al fare c'è di mezzo il mare': se lo sappiamo ben riconoscere, difficilmente sappiamo ricrearlo come si deve sul

    grande schermo. Un timido ma felice approccio lo ricordo in Un viaggio chiamato amore di Michele Placido che, in altro contesto (Ovunque sei) ci ha riprovato con le stesse disastrose conseguenze in cui è incorso il collega Roberto Faenza (I giorni dell'abbandono). Ma fortunatamente il francese François Ozon (Potiche-La bella statuina) è fatto di ben altra pasta e lo si vede nel risultato che lo stesso artificio sortisce nel suo nuovo film Nella casa: elegantemente efficace in quanto ben motivato e felicemente intessuto nelle maglie intercomunicanti di un'ottica bipartisan, vale a dire registrata in entrambe le direzioni dei suoi due personaggi chiave di Claude e Germain, che qui intervengono ad incarnare un binomio pilota, tra i vari possibili, in seno ad ogni opera di creazione, tramite i quali sofisticatamente si ammicca. Germain, il prof. di francese, con un insignificante libro alle spalle e velleità di scrittura indipendente riposte nel cassetto

    e sostituite con il frustrante insegnamento ad allievi cui non riesce a trasmettere l'amore per la grande letteratura - non solo a Gustave Flaubert Ozon intitola lo stesso Liceo ma richiama il classico autore più volte con il prestito del libro Madame Bovary, in buona compagnia di molti altri - e non ottiene riscontri dignitosi in componimenti che riflettono la cultura stringata e spesso vuota, priva di creatività, tipica delle generazioni da cellulari & Co. Fatta eccezione per il ragazzo dell'ultimo banco, Claude Garcia, cui il giovane interprete Ernst Umhauer (The Monk) conferisce uno strano, ibrido cote', vagamente inquietante, dal fondo di una quasi calcolata timidezza. La classica acqua cheta in grado di sfondare le cassette dopo averne contaminato il contenuto.

    L'altro binomio satellite è qui costituito dalle due interpreti femminili, necessariamente antitetiche, Kristin Scott Thomas che ritrae la bruna gallerista d'arte contemporanea Jeanne Germain in un personaggio estremamente ansiogeno e

    concentrato su un lavoro non privo dei suoi rischi - campo fertile che dà ad Ozon la giusta temperatura per seminare, distillandoli, i suoi semi di umoristico sarcasmo cavalcando la sottile linea rossa che distingue l'arte dalla pseudo-arte - ed Emmanuelle Seigner, qui assorbita nell'apparentemente scolorito ritratto della bionda donna borghese per eccellenza, d'altra parte non priva del suo fascino, occhieggiante dalla nebbia di condensa della sua annoiata, frustrata, quotidianità, targata come 'normale', di fatto ristretta e obbligata entro gli angusti gli argini di un contesto familiare standard. Famiglia la cui ordinarietà non priva delle sue falle di inceppamento, viene resa 'speciale' quando 'penetrata' dall'acuto ed irriverente spirito di osservazione, animato da un sottile voyeurismo che per molti aspetti la mette alla berlina, trasparente dai componimenti redatti da Claude in una sorta di racconto a puntate. Un racconto che prende corpo dallo stesso autore tramite una voce fuori capo che

    di quella famiglia, in quella casa, tratteggia il capillare ritratto, finché gradualmente 'le immagini dell'immaginazione' non prendono il sopravvento, la sua voce si fa meno frequente per ricomparire confusa con quella dello stesso professor Germain, presente sulle scene ad incarnare la personale visione narrativa. Artificio che diventa un faro di luce particolarmente illuminato ed illuminante su un dibattito teorico che sa, dall'alto di un cotè surreale, risultare affascinante e paradossalmente rivestito di un suo mordente di sostanziale concretezza. La concretezza visionaria con cui possono prendere corpo, catturando in un rapimento estatico, i versi di una poesia dedicata, suggerita direttamente dai dardi di un Cupido anch'esso in bilico tra realtà e finzione: "...ma a piedi nudi la pioggia non potrà danzare...". Tra poesie, quadri o non quadri, classici letterari e cinematografici, tra cui l'ombra lunga e sentita del Teorema di Pasolini, ci si può stupire di come Ozon sia stato capace

    di contrarre in matrimonio tanta erudizione ed argomentazioni teorico-intellettuali con tutta la levità e l'umorismo tipici della commedia che, come sue testimoni, sfoggia pungenti schegge di satira e critica sociale.

    La messa in scena dei componimenti di Claude è solo uno dei colpi del maestro Ozon, un virtuoso della celluloide imprescindibile da una ricca ed accuratissima sceneggiatura di base. Nulla è per riempimento, non ci sono vuoti, né parole di convenevole circostanza, ogni tessera va dritta al suo posto, e l'anima umorale ed umorista che soffia ossigeno su un soggetto di per sé particolarmente virtuosistico, quando non propriamente tecnico, finisce per renderlo leggero senza perdersi per strada neppure una goccia della sua intensa ricerca, uno scavo colto e raffinato, persino arditamente sofisticato, intorno al processo creativo di un'opera d'arte in senso lato. Ozon inquadra in questo binomio chiave, Claude/Germain, la colonna vertebrale entro il corpo del processo di creazione

    di un'opera: nello specifico dominano letteratura ed arte contemporanea ma come si poteva dimenticare il cinema? Non è un caso che l'ansiosa Jeanne/Scott Thomas, fin da una delle primissime scene del film chieda al marito, il prof. Germain/Luchini, di andare al cinema e che molti fotogrammi più tardi, ad indicare il cinema come loro consuetudine, li si ritrovi alla proiezione del Match Point di Woody Allen (almeno così pare di intravedere dalla locandina all'esterno). Un'incursione 'un passant' che mentre ribadisce l'amore per la letteratura anche nella sua trasposizione cinematografica, ammicca a tutti i binomi possibili in ogni opera di creazione: è lo stesso Ozon ad elencarceli in una sua intervista: "l'editore e lo scrittore, il produttore e il cineasta e persino il lettore e lo scrittore o lo spettatore e il regista". Un vasto caleidoscopio emblematicamente rappresentato nell'esemplare dittico 'Claude/Germain' vivente nel film in straordinario bilico tra la realtà dei

    fatti e la finzione alimentata dall'immaginario che partorisce un'opera letteraria, per un viscerale ritratto de "l'essenza di un creatore e di uno spettatore". Uno sguardo condiviso anche sulle diversità di percezione, in uno stato di perenne, reciproca contaminazione - per quanto non priva della sua spina dominante in grado di arrecare ferite alquanto devastanti - su cui Ozon applica un gioco sottile sia all'inizio che alla fine, con effetto analogo a quanto realizzato, con altri intenti e motivazioni, da Mike Nichols con la sequenza finale di Una donna in carriera: il sottile gioco che passa, seguendo in parte la classica struttura circolare di andata e ritorno, dall'inquadratura globale appuntata in una delle prime sequenze di avvio del film con un grande mosaico di foto tessera degli studenti man mano ridotti di numero fino a raggiungere il soggetto particolare, a quella finale, puntata sui personaggi di un'unica finestratura, palcoscenico elettivo di

    una nuova storia con un caleidoscopio di vari potenziali copioni, di lì a poco trasmutata nel campo medio-lungo di molte altre finestrature con differenti protagonisti ed eventi. Quel che resta, oltre ad una sconfinata ammirazione per l'autorialità di un regista come François Ozon, già in odore di croisette (è atteso al 66. Festival del Cinema di Cannes, che aprirà i battenti il prossimo 15 maggio, con l'inedita pellicola Jeune et Jolie, in concorso), è la sensazione che la finzione possa risultare necessaria, addirittura vitale, ancor più quando la realtà si presenta deficitaria: e questo può essere vero per il creatore quanto per lo spettatore. L'arte della creazione può diventare l'ossigeno della vita reale e Ozon ne ha catturato l'essenza.

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano BIM distribuzione e Serena Giovinazzo (WayToBlue)

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di NELLA CASA

    Links:

    • François Ozon (Regista)

    • Kristin Scott Thomas

    • Emmanuelle Seigner

    • Fabrice Luchini

    • Denis Ménochet

    • Bastien Ughetto

    • Ernst Umhauer

    • Jean-François Balmer

    • LA SORGENTE DELL'AMORE - INTERVISTA al regista RADU MIHAILEANU (I. PARTE) (Interviste)

    • NELLA CASA - INTERVISTA al regista FRANÇOIS OZON (Interviste)

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    Galleria Video:

    Nella casa - trailer

    Nella casa - trailer (versione originale) - Dans la maison

    Nella casa - clip 'Il compito'

    Nella casa - clip 'Nella casa del mio amico'

    Nella casa - clip 'Una famiglia perfetta'

    Nella casa - clip 'La madre del mio amico'

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