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    Home Page > Movies & DVD > Cloud Atlas

    CLOUD ATLAS: DAL ROMANZO BEST-SELLER DI DAVID MITCHELL IL DRAMMA EPICO IN CELLULOIDE DI TOM TYKWER ('THE INTERNATIONAL'), ANDY E LANA WACHOWSKI ('MATRIX'). SEI BINARI PARALLELI DI UN'UNICA STORIA CHE ATTRAVERSA EPOCHE DIVERSE NELL'ARCO DI CINQUECENTO ANNI. A NASCERE E RINASCERE, PASSANDO DA UNA VITA ALL'ALTRA E' UN CAST STELLARE CAPITANATO DA TOM HANKS ED HALLE BERRY

    RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by PETER DEBRUGE (www.variety.com) - Dal Toronto Film Festival 2012 - Dal 10 GENNAIO 2013

    "I punti che vengono toccati hanno un’enorme risonanza per tutti noi. In semplici, singole osservazioni troviamo delle verità con le quali chiunque di noi può rapportarsi ma, oltre a questo, ‘Cloud Atlas’ inserisce i singoli momenti in un contesto drammatico più ampio, in un più vasto arco temporale e così facendo ci mostra la condizione umana sotto una luce affascinante."
    Il regista Tom Tykwer

    "È stata la portata delle idee di ‘Cloud Atlas’ che ci ha subito attratti, la compassione per gli esseri umani, il coraggio e una qualità al tempo stesso classica e però di assoluta novità. Dal punto di vista del soggetto il film trascende i confini di razza e di genere, geografici e temporali, per raccontare una storia che ci mostra come la natura dell’umanità vada ben oltre quei confini. È stato questo a incuriosirci quando abbiamo letto il romanzo e poi quando abbiamo cominciato a lavorare alla sceneggiatura."
    La regista Lana Wachowski

    "Il punto è abbandonare l’idea che si tratti di sei storie separate. È una storia unica. Ciascuno dei periodi temporali si riflette sugli altri nel corso di tutto il film. Via via che ognuna di queste anime si evolve, la vediamo entrare in rapporto con le altre e seguiamo la sua evoluzione nel tempo."
    Il regista Andy Wachowski

    "Non è solo una persona, ma sono tutti i personaggi principali in ognuno di questi mondi. Anche i loro rapporti e la natura di essi si evolvono. In un universo dove la reincarnazione è possibile e in un film dove passato, presente e futuro coesistono, la morte è solo una porta che si chiude e un’altra che si apre".
    Lo scrittore autore del romanzo David Mitchell

    (Cloud Atlas; GERMANIA/USA/HONG KONG/SINGAPORE 2012; Sci-Fi; 172'; Produz.: Warner Bros. Pictures/A Company/Anarchos Pictures/Ascension Pictures/Five Drops/X-Filme Creative Pool; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana Cloud Atlas

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    Trailer

    Titolo in italiano: Cloud Atlas

    Titolo in lingua originale: Cloud Atlas

    Anno di produzione: 2012

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Tom Tykwer
    Lana Wachowski
    Andy Wachowski

    Sceneggiatura: Tom Tykwer, Andy e Lana Wachowski

    Soggetto: Dal romanzo Cloud Atlas-L'atlante delle nuvole di David Mitchell (Frassinelli Editore,
    pagg. 608, € 14.90)

    Cloud Atlas è una storia epica e profondamente umana, in cui le azioni e le conseguenze delle nostre vite hanno impatto l'un l'altra attraverso passato, presente e futuro, come se una sola anima trasformasse un assassino in un salvatore e un unico atto di gentilezza si espandesse attraverso i secoli per ispirare una rivoluzione.

    PRELIMINARIA - TRAMA DEL LIBRO:

    Cloud Atlas è un romanzo epico che intreccia sei storie ambientate in secoli diversi: un viaggio fantastico nella storia e nel futuro dell’uomo. Il tempo scorre veloce dalle grandi esplorazioni dell’ottocento ai fascismi tra le due guerre mondiali, dall’edonismo reaganiano al liberismo della Thatcher, dai nuovi schiavi di un futuro prossimo al giorno successivo all’apocalisse. Anche lo spazio apre i suoi confini e, come nuvole, i personaggi di Mitchell viaggiano dagli oceani incontaminati all’Europa, dalla California a Londra, dalla Corea alle isole del Pacifico. C’è qualcosa, però, che li unisce tutti: piccoli segni a forma di cometa sulla pelle, e inafferrabili coincidenze nei loro destini. Ciascuna narrazione si interrompe, a effetto, per poi ricominciare intersecando le altre in una sontuosa architettura narrativa.

    Quando Cloud Atlas è stato pubblicato per la prima volta nel 2004 ha ricevuto le lodi degli scrittori e dei critici delle grandi testate anglosassoni. Nessuno però, e tantomeno il suo autore, avrebbe mai pensato che da questo romanzo così sfaccettato, mobile e cangiante nello stile si potesse trarre un film. David Mitchell introduce la nuova edizione italiana con un testo inedito.

    Cast: Tom Hanks (Dr. Henry Goose/Gestore di una locanda/Isaac Sachs/Dermot Hoggins/Attore interprete della vita di Cavendish/Zachry)
    Hugo Weaving (Haskell Moore/Tadeusz Kesselring/Bill Smoke/Infermiera Noakes/Boardman Mephi/Vecchio Georgie)
    Jim Sturgess (Adam Ewing/Ospite della locanda/Papà di Megan/Highlander/Hae-Joo Chang/Adam, cognato di Zachry)
    Halle Berry (Donna maori/Jocast Ayrs/Luisa Rey/Ospite dell'Indian Party/Dr. Ovid/Meronym)
    Hugh Grant (Rev. Giles Horrox/Impiegato d'Albergo/Lloyd Hooks/Denholme Cavendish/Seer Rhee/Capo Kona)
    Susan Sarandon (Signora Horrox/Ursula adulta/Immagine di Yusouf Sulieman/Abbadessa del villaggio)
    Ben Whishaw (Mozzo/Robert Frobisher/Commesso di un negozio di dischi/Georgette Cavendish/Compagno di tribù di Adam)
    Keith David (Kupaka/Joe Napier/Voce di Ancor Apis/Preveggente 1)
    Jim Broadbent (Capitano Molyneux/Vyvyan Ayrs/Timothy Cavendish/Musicista coreano/Preveggente 2)
    James D'Arcy (Rufus Sixsmith giovane/Rufus Sixsmith vecchio/Infermiere James/Archivista del governo)
    Doona Bae (Tilda/Mamma di Megan/Donna messicana/Sonmi-351/Sonmi-451/Prostituta Sonmi)
    Xun Zhou (Manager del Talbot Hotel/Yoona-939/Rose)
    Zhu Zhu (Megan Sixsmith/12th Star Clone)
    David Gyasi (Autua/Lester Rey/Duophysite)
    Raevan Lee Hanan (Ragazzina in preghiera al Papa Song's/Catkin/Parente di Zachry)
    Cast completo

    Musica: Reinhold Heil, Johnny Klimek e Tom Tykwer

    Costumi: Pierre-Yves Gayraud

    Scenografia: Hugh Bateup e Uli Hanisch

    Fotografia: Frank Griebe e John Toll

    Montaggio: Alexander Berner

    Effetti Speciali: Wesley Barnard

    Makeup: Daniela Skala; Sian Richards (per Halle Berry)

    Casting: Lora Kennedy e Lucinda Syson

    Scheda film aggiornata al: 06 Febbraio 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Un viaggiatore riluttante attraversa il Pacifico nel 1850; un compositore diseredato che vive un'esistenza precaria tra le due guerre in Belgio; un nobile giornalista nella California governata da Reagan; un vanitoso editore in fuga dai suoi creditori malavitosi; un geneticamente modificato "servitore di cene" nel braccio della morte, e Zachry, un giovane delle isole del Pacifico che assiste al tramonto della scienza e della civiltà. Sei storie ambientate in momenti e posti diversi che si intersecano l'una con l'altra.

    IN DETTAGLIO:

    Il film segue sei differenti storie in sei epoche diverse, eppure gli eventi di ogni storia sembrano legarsi a tutte le altre, mostrano alcuni minimi comuni denominatori costanti:

    Il Viaggio nel Pacifico di Adam Ewing (1839): incentrata sulle discriminazioni razziali, il protagonista è il ricco rampollo dell'alta società Adam Ewing (Jim Sturgess), alle prese col clandestino nero Autua (David Gyasi) e sotto le angherie del Dr. Goose (Tom Hanks);

    Lettere da Zedelghem (1936): ambientata a Zedelghem, vicino a Brugge (Belgio), dove il Robert Frobisher (Ben Whishaw), giovane musicista bisessuale, lavora come amanuense per il compositore Vyvyan Ayris (Jim Broadbent). La storia è narrata attraverso le sue lettere all'amico e amante Rufus Sixsmith (James D'Arcy) ed è incentrata sulle discriminazioni omofobe;

    Half-Lives - Il primo caso di Luisa Rey (1972): ambientata a Buenas Yerbas, in California, più marcatamente noir, vede la giovane reporter Luisa Rey (Halle Berry) coinvolta in un'inchiesta giornalistica sulla vociferata insicurezza della nuova centrale nucleare. La storia assume una piega inaspettata quando s'imbatte in Rufus Sixsmith (James D'Arcy - amante di Frobisher nel segmento del 1936) in versione anziana, ottenendo informazioni confidenziali ed imbattendosi nella composizione "Cloud Atlas Sextet" di Frobisher. Questo segmento è incentrato sui poteri delle compagnie energetiche;

    L'orribile impiccio del Signor Cavendish (2012): l'editore Timothy Cavendish (Jim Broadbent) viene ricattato dai tirapiedi di un suo scrittore di successo, ma di fatto criminale. Costretto a pagarli una cifra esorbitante, chiede aiuto al fratello più anziano, il quale è però rancoroso nei suoi riguardi per le continue richieste di aiuto finanziario e per la relazione adulterina che ha avuto con sua moglie. Come vendetta, fa richiudere Timothy in una casa di riposo per anziani, di fatto un carcere, da cui il signor Cavendish non sembra poter fuggire. Questo segmento è incentrato sul tema della senilità e dei riguardi della società verso i più anziani, che generalmente li rinchiude in strutture specializzate senza ulteriori ripensamenti;

    La Preghiera di Sonmi~451 (2144): ambientato in Nea So Copros, è un futuro distopico che si scopre aver luogo a Neo Seoul, nella Corea del Sud, dove il totalitarismo sfrutta gli essere umani alla stregua di carne da macello con il mero scopo di portare avanti il sistema. Sonmi~451 (Bae Doona) è una fabbricante (o clone) che, con l'aiuto del ribelle Hae-Joo Chang (Jim Sturgess), riesce ad evadere dal locale in cui è ridotta a schiava, per portare il messaggio di denuncia contro il sistema. Questo segmento pare indirizzarsi agli orrori del totalitarismo e del sistema;

    Sloosha Crossing e tutto il resto (2321): raccontata dal vecchio Zachry (Tom Hanks), si ambienta sullo scenario primitivo post-apocalittico della Grande isola delle Hawaii. Il suo popolo, gli autoctoni della valle, sono pacifici contadini, spesso razziati dai terribili uomini della tribù di Kona. Il popolo di Zachry professa un culto dedito alla dea Sonmi e vivono in un mondo successivo alla cosiddetta Caduta, ossia quando i Vecchi Antenati, ossia i civili abitanti della Terra, scomparvero e i superstiti furono ridotti a uno stato primitivo. Quando una preveggente, una donna di nome Meronym (Halle Berry) si presenta al villaggio e salva la vita della figlia di Zachry, l'uomo si sente in debito e accetta la sua richiesta di farle da guida fin sulla sommità del Mauna Kea, un luogo che la sua gente teme in quanto si vocifera di tempi misteriosi sulle sue alture. Successivamente, Meronym arriverà a scioccare Zachry rivelandogli che la loro dea Sonmi era una comune essere umana, e gli mostrerà un video della sua Preghiera. Ma quando avranno fatto ritorno al villaggio, nulla sarà più come prima. Questo segmento è incentrato sulle organizzazioni religiose.

    SHORT SYNOPSIS:

    Six stories set in a different time and place become intricately related to each other.

    An exploration of how the actions of individual lives impact one another in the past, present and future, as one soul is shaped from a killer into a hero, and an act of kindness ripples across centuries to inspire a revolution. Everything is connected: an 1849 diary of an ocean voyage across the Pacific; letters from a composer to his friend; a thriller about a murder at a nuclear power plant; a farce about a publisher in a nursing home; a rebellious clone in futuristic Korea; and the tale of a tribe living in post-apocalyptic Hawaii, far in the future.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    L'ESAME DEI LEGAMI DELLA SPECIE UMANA ATTRAVERSO IL TEMPO TARGATO WACHOWSKI-TYKWER, MESSO IN MOTO DALL'ACCENSIONE EPICO-LETTERARIA DI MITCHELL, DECOLLA IN CELLULOIDE SULLA SCIA APRIPISTA DEL 'THE FOUNTAIN/L'ALBERO DELLA VITA' DI DARREN ARONOFSKY. MA IN 'CLOUD ATLAS' GLI ORIZZONTI SI AMPLIFICANO OLTRE MISURA, CON BEN SEI DIVERSI CANALI TEMPORALI MIXATI IN UNO STILE 'PATCHWORKS' APPLICATO ANCHE SUGLI STESSI DIVERSI GENERI CINEMATOGRAFICI, OLTRE CHE SULLE SINGOLE IDENTITA' PERSONALI, COLTE IN UNA PARABOLA EVOLUTIVA ALLE VOLTE VERAMENTE SPIAZZANTE. UN'IMPRESA COLOSSALE IN CUI RIUSCIRE A CONVOGLIARE IL TUTTO SOTTO UN UNICO COMUN DENOMINATORE, PASSANDO PERALTRO PER UNA REGIA A TRE MANI, CON IL FERMO OBIETTIVO DI MANTENERE UN EQUILIBRIO CHE SA EVITARSI FATALI DERAGLIAMENTI, E' GIA' DI PER SE' UN VERO MIRACOLO. SE A QUESTO SI AGGIUNGE LA SCELTA DI UN MONTAGGIO ESTREMAMENTE PRESSANTE AFFIDATO AD UN CONTINUO ED INSISTITO 'CAMBIO DI CANALE', PER UNA VERA E PROPRIA PIOGGIA DI FRAMMENTARIE FREQUENZE INCROCIATE, DA

    CUI TALORA LAMPEGGIANO PERSINO STRANI IDIOMI LINGUISTICI, 'CLOUD ATLAS' HA BUONE PROBABILITA' DI ERGERSI A NUOVA 'BABELE'. A TOM HANKS VA LO SCETTRO REGALE DEI TRASFORMISMI, SEGUITO A RUOTA DA HUGO WEAVING, MA CON LA METAFISICO-SPIRITUALE SOMNI - L'AUTENTICO COLLANTE, IL FILO CHE CUCE INSIEME I RITAGLI DELL'INTERO PATCHWORKS - E' LA GIOVANE SUDCOREANA DOONA BAE A RUBARE LA RIBALTA DEL PALCOSCENICO 'OMNIVORO' DI 'CLOUD ATLAS'

    La nostra vita non ci appartiene. Dal grembo materno alla tomba, siamo legati agli altri. Passati e presenti. E da ogni crimine, e da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro”. - Sonmi-451, 2144

    A chi a tratti si ritrovasse a perdere il filo che lega tra loro la montagna di frammenti che ci piovono sulla testa in una perturbazione incessante che confonde ed ammalia allo stesso tempo fin dai primi minuti delle tre ore di pellicola che seguiranno - ma paradossalmente risucchiati dallo 'tsunami' in corso

    quasi non ce ne accorgiamo - potrà trovare conforto nel mantra che irrora di linfa vitale e di una spiritualità profonda ad ampio spettro - pur sempre filo-orientale nel segno di Induismo, Giainismo, Sikhismo e Buddhismo in primis - un caleidoscopio umano cangiante in diversità quanto in affiliazione, sull'onda del continuo evolversi dei vari divenire che ogni anima conosce sulla linea infinita del suo rigenerarsi ad ogni sua nuova esistenza. Dobbiamo tenerlo ben presente se non vogliamo rischiare di perderci nei labirinti di esperienze umane quotidiane eterogenee quanto i vari personaggi che si avvicendano nei sei canali narrativi attraverso i più sensazionali trasformismi che la storia del make up hollywoodiano abbia mai sfoggiato sulle sue star: in tal senso Tom Hanks fa la parte del leone ma viene richiesto molto anche agli altri, protagonisti di un cast a dir poco sontuoso (Hugo Weaving ad esempio, indossa personaggi maschili ma anche

    uno femminile). Dobbiamo tenerlo presente perché per quanto ci si sia prodigati nel propagandare come fluidi i vari passaggi, di storia in storia, di persona in persona nelle varie epoche di riferimento - si attraversano ben 5 secoli! - individuare chiaramente quei legami e riconoscervi vari momenti connessi tra loro in un unico flusso, non è affatto così è facile.

    Un avvocato di San Francisco offre rifugio ad uno schiavo in fuga durante un fatale viaggio di ritorno dalle isole del Pacifico nel 1849... un povero compositore di talento nella Scozia degli anni Trenta cerca di comporre la sua opera suprema prima di dover pagare il conto di un atto sconsiderato commesso nel passato... nel 1973 una giornalista fa di tutto per evitare un disastro nucleare... un editore di oggi, alla vigilia del suo più grande successo, viene ingiustamente tenuto prigioniero... nell’anno 2144 una clone operaia avverte il proibito risveglio di

    una coscienza umana... e nel futuro remoto e devastato del 2300, un pastore di capre combatte contro i rimorsi di coscienza per ciò che ha fatto per rimanere in vita... Queste grosso modo, le tracce narrative prescelte dai registi, amici di lunga data, Tom Tykwer (The International) e i fratelli Andy e Lana Wachowski (i creatori di Matrix), qui stretti in un'inedita alleanza artistica, sulla scia della condivisa passione per l'epico romanzo di David Mitchell (edito in Italia da Frassinelli col titolo esplicativo Cloud Atlas - L'atlante delle nuvole). Romanzo che ha dato il là alla loro frantumazione narrativa in celluloide da cui occhieggiano, queste si, alte e chiare, le note tematiche appuntate su: discriminazioni di varia natura - razziali, culturali, sociali (vedi ad esempio il trattamento riservato agli anziani, qui venato di un umorismo sarcastico con il mattatore Jim Broadbent) - così come sugli effetti devastanti e distruttivi del

    potere, sia esso delle compagnie energetiche o di sistemi totalitaristi.

    Non vi è alcun dubbio che Cloud Atlas sia un film ambizioso, se non persino pretenzioso, che si prefigge un obiettivo per sua natura quasi irraggiungibile nella sua pienezza: quello di affrontare quelle domande sulla vita e sul suo senso che l’umanità non ha mai smesso di porsi e che ha portato questa regia congiunta sulle pericolose rapide di una linea temporale infinita, là dove i vari percorsi individuali si avvicendano nei secoli, muoiono e rinascono affinché ogni anima abbia l'opportunità di rinnovare i propri legami con le stesse od altre anime, seguendo una sorta di processo evolutivo di maturazione pressoché ciclico. Processo in cui gli errori possono ripetersi così come essere rivisti e corretti, la libertà guadagnata o persa, i conflitti risolti in epoche successive a quelle in cui sono insorti, così come le varie ingiustizie e discriminazioni e ogni

    genere di processo emozionale possono trovare man mano un diverso registro, in un'instancabile anello di ricerca verso quell’amore che trascende e sopravvive ad ogni ciclo.

    La vita e il suo significato più profondo dunque. Quanti punti di domanda intorno alla sua esistenza si è posto e continua a porsi l'uomo? Quanti kilometri di celluloide si sono consumati cercando di scavare in qualche angolo di questa 'voragine' senza ancoraggi certi, se non negli incavi offerti dalla Fede nei vari credo religiosi? Uno per tutti, a suo modo già ambizioso, proprio nell'attraversamento di diverse epoche da parte degli stessi personaggi in qualche modo dipendenti da vite precedenti nella parabola evolutiva della loro anima, The Fountain (L'albero della vita) di Darren Aronofsky. Film che sembra aver aperto un varco (qui le epoche attraversate sono solo tre) per l'epico sviluppo condotto in Cloud Atlas in cui, ad esempio Tom Hanks, compare in sei ruoli che

    rappresentano il viaggio di una singola anima osservata, per l'appunto, in diversi punti del suo cammino.

    E se il processo di maturazione di ogni persona, e di ogni suo sentimento ed azione non giungesse mai a completezza, ma si distribuisse in un continuo divenire attraversando il tempo sulla linea infinita delle interazioni cosmico-universali? La chiave che apre una serie infinita di porte affacciate sui sempre nuovi orizzonti in epoche diverse dagli stessi protagonisti, di volta in volta attraverso il filtro delle diverse identità, per il romanziere David Mitchell non è mai stata un'opzione o un semplice punto di domanda, bensì una certezza: "Non è solo una persona, ma sono tutti i personaggi principali in ognuno di questi mondi. Anche i loro rapporti e la natura di essi si evolvono. In un universo dove la reincarnazione è possibile e in un film dove passato, presente e futuro coesistono, la morte è solo

    una porta che si chiude e un’altra che si apre".

    Certamente tutto questo sia molto affascinante ma è anche vero che la traduzione in celluloide Tykwer-Wachowski, tende all'intorbidamento delle acque in punta di quel trascendimento a tutto tondo di ogni linea e confine, che va ad includere persino inediti idiomi linguistici (di curiosa matrice dialettale ricreata), oltre ai vari generi cinematografici, indipendenti e/o contaminati tra loro (dal Sci-Fi al dramedy, dallo storico in costume all'avventura su più livelli, dal thriller-noir al semi preistorico sposato con lo stesso Sci-Fi), qui riuniti sotto l'unico tetto di un eterogeneo collage shakerato con una certa frenesia: un cocktail che non si fa mancare nulla, neppure un mix di sentori vari, assaporati sulla punta di una generosa spruzzata di citazionismo: lo stesso Matrix, V° elemento, Minority Report, A.I. Intelligenza artificiale, Blade Runner... Apocalypto, fino all'alito atavico de Le storie incredibili, qui, in Cloud Atlas raccontate ad

    un ansioso ed ammaliato pubblico di bambini di fronte ad un fuoco da nonno Tom. Ma su questo 'omnivoro' palcoscenico micro-esistenzialista - iconica metafora di quell'oceano fatto di miliardi di gocce che dà un senso all'apparente inutilità degli sforzi fatti da ogni persona in qualsivoglia epoca, spesso malgrado il fallimento annunciato, in punta del libero arbitrio che orienta sulle diverse scelte individuali - una cellula di 'metafisica-spiritualità' sopra le righe domina e veglia in una sorta di Entità in grado di trascendere spazio e tempo per farsi gradualmente Illuminazione. Per questo la Somni-451 della impareggiabile giovane interprete Doona Bae (attrice, modella e fotografa sudcoreana), con la sua preghiera-mantra, è colei che, oltre a mostrarsi quale autentico collante di questo dilagante e disordinato flusso narrativo a patchworks, alla fine si offre volontaria per confortarci fuori dal cinema ed accompagnarci a casa, adagiando sui nostri cuori un piccolo 'amuleto', in omaggio alla

    nostra, più o meno accidentata, 'cosmogonia individuale'.

    Secondo commento critico (a cura di PETER DEBRUGE, www.variety.com)

    An intense three-hour mental workout rewarded with a big emotional payoff, "Cloud Atlas" suggests that all human experience is connected in the pursuit of freedom, art and love. As inventive narratives go, there's outside the box, and then there's pioneering another dimension entirely, and this massive, independently financed collaboration among Tom Tykwer and Wachowski siblings Lana and Andy courageously attempts the latter, interlacing six seemingly unrelated stories in such a way that parallels erupt like cherry bombs in the imagination. The R-rated epic should find a substantial audience when Warner Bros. releases it Oct. 26, assuming critics don't kill it in the cradle.

    Based on David Mitchell's novel -- more like six novels really, with each one executed in a different genre, then split and wrapped around the next in a nested, "The Saragossa Manuscript"-style construction -- this daunting adaptation rejects the book's innovative, but overly literary format in favor or

    a more cinematic approach, opting to tell all half-dozen tales at once. Like juggling Ginsu blades, the tricky feat is part stunt, part skill, but undeniably entertaining to witness as half a millennium of world history unfolds, much of it set in centuries still to come.

    Whereas the directors' earlier films hook viewers from the opening scene, this one functions more like a symphony, laying out snatches of all six separate strands and gradually building toward grand movements in which these elements merge in different combinations. Playing to their respective strengths, the Wachowskis tackle the earliest and two future-set segments, while Tykwer manages the three more contempo episodes, including a comedic one featuring Jim Broadbent as Timothy Cavendish, a borderline-senile book editor set in present-day London.

    Broadbent, like the rest of the multiculti cast, reappears in the other sections as well, fully reinventing himself as a briny sea captain and

    a world-famous composer, plus a couple other bit roles so cleverly disguised by makeup, auds might not recognize him on first viewing. Each of the stories involves some measure of romance, beginning in 1849, with American lawyer Adam Ewing (Jim Sturgess) separated from his beloved (Doona Bae) by seafaring adventures among the Pacific Islands, and extending to the year 2346, where a lowly goat-herder (Tom Hanks) falls for an emissary (Halle Berry) from the opposite end of the technological spectrum in post-apocalyptic Hawaii.

    Berry also stars in her own thread, playing Luisa Rey, a San Francisco reporter circa 1973 investigating the imminent threat of a nuclear reactor meltdown, receiving key assistance from scientist Rufus Sixsmith (James D'Arcy), who might just be the same man seen in the Cambridge-set 1936 chapter, a touching same-sex love story involving an aspiring musician (Ben Whishaw) attempting to write what will become the film's theme,

    "The Cloud Atlas Sextet," a beautiful piece actually composed by Tykwer, Johnny Klimek and Reinhold Heil.

    The riskiest and most essential of the threads -- the one on which the entire tapestry depends -- takes place in NeoSeoul, 2144, a socially stratified "Blade Runner"-like city in which genetically cloned fabricants serve their consumerist masters. (By 2346, the middle class has been so ruthlessly eliminated that the world may as well be divided into cave-dwellers and astronauts.) Because the six segments naturally assume different styles, the division of labor among directors and their respective units complements rather than compromises the project's overall success, with the makeup and visual effects departments each carrying off seemingly impossible feats of transformation.

    In Mitchell's novel, readers must draw their own connections between the tales, with only the recurring motif of a comet-shaped birthmark to suggest the continuity of a single soul across time. The film

    makes the congruities clearer, as Adam Ewing's Pacific journal is read by Frobischer, whose epistolary correspondence with Sixsmith resurfaces in the Luisa Rey mystery, eventually published by Cavendish, whose own story is adapted to film and viewed as a futuristic recording much later by Sonmi-451 (Bae) in NeoSeoul. The final connection is best left for auds to discover, but suffice to say that common themes echo throughout the film, where the gesture of liberating a slave in 1849 reverberates through time, culminating in a paradigm-changing insurrection whose denouement occurs two centuries later.

    Certain links are impossible to miss by virtue of the way the three writer-directors assemble the film, and yet, given the sheer scope of the source material, so much has been omitted that one's attention must be engaged at all times as the mosaic triggers an infinite range of potentially profound personal responses.

    No less exciting is the

    way "Cloud Atlas" challenges its actors to portray characters outside their race or gender. For instance Hugo Weaving plays villains in nearly every age, ranging from a heartless Korean consumerist to a Nurse Ratched-like ward master. Indeed, the filmmakers put the lie to the notion that casting -- an inherently discriminatory art -- cannot be adapted to a more enlightened standard of performance over mere appearance, reminding us why the craft is rightfully called "acting."

    Perle di sceneggiatura

    Bibliografia:

    Nota: Si ringrazia Marianna Giorgi (Ufficio Stampa Eagle Pictures)

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di CLOUD ATLAS

    Links:

    • Tom Tykwer (Regista)

    • Lana Wachowski (Regista)

    • Andy Wachowski (Regista)

    • Susan Sarandon

    • Tom Hanks

    • Jim Broadbent

    • Keith David

    • Jim Sturgess

    • Ralph Riach

    • Ben Whishaw

    • Halle Berry

    • Hugo Weaving

    • Hugh Grant

    • James D'Arcy

    • Xun Zhou

    • Doona Bae

    • Alistair Petrie

    • David Gyasi

    • Raevan Lee Hanan

    • Zhu Zhu

    • Cloud Atlas (BLU-RAY + DVD)

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    Galleria Video:

    Cloud Atlas - trailer

    Cloud Atlas - trailer HD

    Cloud Atlas - trailer HD 1080p

    Cloud Atlas - trailer 2

    Cloud Atlas - trailer 2 HD

    Cloud Atlas - trailer 2 HD 1080p

    Cloud Atlas - trailer (versione originale)

    Cloud Atlas - featurette 'Vite' (versione originale sottotitolata)

    Cloud Atlas - featurette 'Tutto è connesso' (versione originale sottotitolata)

    Cloud Atlas - featurette 'Portare in vita Cloud Atlas' (versione originale sottotitolata)

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