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    Home Page > Movies & DVD > Rush

    RUSH: A FIRMARE IL BIOPIC D'AUTORE SUL CELEBRE PILOTA DI FORMULA 1 NIKI LAUDA SONO IL TANDEM RON HOWARD ALLA REGIA E PETER MORGAN ALLA SCENEGGIATURA

    Speciale omaggio a Niki Lauda (Vienna, 22 febbraio 1949 – Zurigo, 20 maggio 2019) - RECENSIONE ITALIANA e PREVIEW in ENGLISH by PETER DEBRUGE (www.variety.com) - Dal 19 SETTEMBRE

    "I problemi di Nürburgring erano facilmente visibili. La conformazione della pista la rendeva la più difficile al mondo. Era pressoché impossibile rendere sicuri 14,2 miglia di pista costeggiata da alberi... Oggi vedo la sconfitta ai mondiali del 1976 diversamente da come la vedevo allora, anche se non ho rimpianti. Se fossi stato meno teso al momento clou, se me la fossi presa con più calma e gestito quel paio di punti che mi servivano per il titolo, oggi sarei il detentore di quattro mondiali invece di tre. Ma, ad essere sinceri, non me ne frega niente".
    Niki Lauda (nell'autobiografia Meine Story)

    "E’ stato arduo, incredibilmente impegnativo per tutti ma siamo soddisfatti del risultato ottenuto e di quanto siamo riusciti a ricreare l’atmosfera del mondo della Formula 1. E sono convinto che abbiamo riportato in vita quest’epoca in un modo capace di catturare il glamour, il rischio e l’eccitazione di un periodo ricco di colori... Siamo stati nel punto esatto dove è avvenuto l’incidente. La prima volta che siamo andati lì per vedere la location è stato agghiacciante. È stato come entrare in una chiesa, conoscendo Niki e quello che ha passato, poi il pensiero che l’avremmo ricreato e messo nuovamente in scena. Durante i giorni delle riprese, l’adrenalina aveva raggiunto livelli così alti che avevamo smesso praticamente di prenderla con filosofia. Abbiamo affrontato la situazione in maniera più pratica, ma tutti hanno avvertito che c’era qualcosa di straordinario nell’opportunità di girare lì e le responsabilità che una cosa del genere comportava... Io sono un neofita, ma era chiaro anche a me il livello tecnico richiesto per eccellere in un luogo del genere mentre percorrevamo quella pista ondulata e attorcigliata a Nürburgring. Era come un grande campo da golf. Non c’è bisogno di prendere parte ad uno sport per capire che quel posto ha qualcosa di unico, specifico e speciale... Gli ostacoli incontrati durante la lavorazione di 'Rush' sono stati considerevoli. Il tempo, ricreare gli anni settanta, far rivivere delle gare realmente avvenute: le sfide sono state impegnative e numerose. Ma da un punto di vista del cast questo è stato uno dei miei film più semplici. Tutto alla fine ha preso forma".
    Il regista Ron Howard

    (Rush; USA 2013; Biopic drammatico; 123'; Produz.: Cross Creek Pictures/Exclusive Media Group/Imagine Entertainment/Revolution Films/Working Title Films; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Rush

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    See SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: Rush

    Titolo in lingua originale: Rush

    Anno di produzione: 2013

    Anno di uscita: 2013

    Regia: Ron Howard

    Sceneggiatura: Peter Morgan

    Soggetto: PRELIMINARIA - LOCATIONS:

    Il film è stato girato nel Regno Unito, Germania e Austria. Tra le location vi sono i leggendari circuiti di Formula 1 di Silverstone e Nurburgring.

    PRELIMINARIA: L’inizio di una Rivalità: verso il Campionato Mondiale del 1976

    Nel 1975 il pilota austriaco Niki Lauda vinse il campionato di Formula 1 (comunemente conosciuto come F1) alla guida di un motore Ferrari, ponendo così fine all’egemonia della Ford durata sette anni. La sua vittoria diventa il presupposto per la drammatica stagione del 1976 durante la quale viene raccontata la nostra storia.

    Cast: Chris Hemsworth (James Hunt)
    Daniel Brühl (Niki Lauda)
    Olivia Wilde (Suzy Miller)
    Alexandra Maria Lara (Marlene Knaus)
    Pierfrancesco Favino (Clay Regazzoni)
    Natalie Dormer (Gemma)
    Tom Wlaschiha (Harald Ertl)
    Joséphine de La Baume (Agnes Bonnet)
    Lee Asquith-Coe (Fiji Pit Crew)
    Julian Seager (Il milionario Rockstar)
    Jamie Sives (Meccanico della BRM)
    Christian McKay (Alexander Hesketh)
    Rebecca Ferdinando (Damigella d'onore)
    Alistair Petrie (Stirling Moss)
    Kate Sweeney (F3 Fan)

    Musica: Hans Zimmer

    Costumi: Julian Day

    Scenografia: Mark Digby

    Fotografia: Anthony Dod Mantle

    Montaggio: Mike Hill

    Effetti Speciali: Wolfgang Higler

    Makeup: Sharon O'Brien (supervisore)

    Casting: Nina Gold

    Scheda film aggiornata al: 23 Maggio 2019

    Sinossi:

    IN BREVE:

    La storia ricostruisce il duello consumatosi negli anni Settanta tra il carismatico playboy inglese Hunt e il rigido e riservato pilota austriaco Lauda, ma anche tra i loro team, McLaren e Ferrari.

    Il film è interpretato da Chris Hemsworth (The Avengers, Thor), nel ruolo del carismatico inglese James Hunt, e Daniel Brühl (Goodbye Lenin, Bastardi senza Gloria) in quello di Niki Lauda, un austriaco disciplinato e perfezionista, i cui duelli sulle piste del Grand Prix sintetizzano il contrasto tra questi due straordinari personaggi che si riflette anche nelle loro vite private.

    Ambientato nell’affascinante età d’oro delle corse di Formula 1, Rush racconta la vera storia di due dei più grandi rivali che il mondo abbia conosciuto - Hunt, il bel playboy inglese e il suo avversario Lauda, metodico e brillante. Rush rivela le loro vite dentro e fuori dai box e segue i due piloti mentre mettono a dura prova la loro resistenza fisica e psicologica, in un mondo in cui non ci sono scorciatoie per la vittoria, né margini per un errore. Se sbagli, muori.

    See SHORT SYNOPSIS:

    A biography of Formula 1 champion driver Niki Lauda and the 1976 crash that almost claimed his life. Mere weeks after the accident, he got behind the wheel to challenge his rival, James Hunt.

    Set against the sexy, glamorous golden age of Formula 1 racing in the 1970s, the film is based on the true story of a great sporting rivalry between handsome English playboy James Hunt (Hemsworth), and his methodical, brilliant opponent, Austrian driver Niki Lauda (Bruhl). The story follows their distinctly different personal styles on and off the track, their loves and the astonishing 1976 season in which both drivers were willing to risk everything to become world champion in a sport with no margin for error: if you make a mistake, you die.

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Non era facile riuscire nell’impresa di rappresentare quello che i piloti non dicono e il dietro le quinte di altri tempi, lontani da quelle telecamere e dai diritti tv che fanno oggi dei box una zona blindata, interdetta, e il pregio di Rush è proprio quello di cogliere la storia, narrata, di un tempo in cui i piloti potevano ancora parlare, essere se stessi, dire la verità, intessere amicizie e inimicizie. Questo continuo oscillare tra valori, cuore, devozione ed avversione, sentimento, solitudine, affetti in due uomini così diversi – nel dualismo Hunt e Lauda – finisce però per creare una strana confusione tra generi, in un copione che pare spesso incerto se tracciare un biopic che a tratti strizza l’occhio allo stile più swing di Baz Luhrman e, nel tratteggiare il ritratto di James Hunt si disperde negli accenti stereotipici tra un dipinto di Hogarth, in qualche reminescenza alla Barry

    Lindon, come in una sorta di stralcio di fine Ottocento decadente alla Dorian Gray, fatto di lord, campagne inglesi e belle donne, indugiando davvero troppo in anni Settanta quasi irriconoscibili ove il confine glamour-cabaret è labile.

    Non so se quel mondo che intreccia fiction e corse sia stato quello vero della Hesketh oppure una rielaborazione dal triste volto di commedia tra guasconi, seppure molto autentici, ma certo è che la ricetta di troppa “ratio e sregolatezza” rischia di far ricadere tutto in quel sano buonismo hollywoodiano che pure risiede nel finale-memoriale, strappalacrime rivisitazione di un carpe diem sportivo del secolo scorso e ben lontano dallo spirito travolgente del cuore da corsa.

    Sarebbe interessante chiedere ai piloti di fare recensione critica a Ron Howard: piacerà a quel Räikkonen che di Hunt è solito indossare il casco in riproduzione durante il Gp di Montecarlo, o a quell’Alonso considerato il calcolatore ed ingegnere della

    moderna generazione di campioni? E che ne penseranno i più giovani Vettel, Rosberg ed Hamilton, o il veterano intramontabile Schumacher?

    Certo che il bello, il buono, il brutto, il cattivo, così uniti in un anomalo chiasmo e infilati tutti in un unico film – che però non è un western – turbano la buona atmosfera di pista, percorrendo invece la china del decisamente esagerato, schierato con la parzialità che contraddistingue film e documentari sui più celebri duelli sportivi, specialmente nel circus della F1, quando la storia vera che rende partecipi del mondo delle corse si intreccia con il romanzo di genere.

    Forse nella vita le parole dette sono state queste, o forse no, ma quel che è certo è che le corse sono espresse in pista e impresse negli occhi dietro alle visiere abbassate.

    Valgono il film il volto accorato e bellissimo di una eccellente Alexandra Maria Lara nei panni di

    Marlene Lauda, immagine di quelle donne-mogli di piloti che appartengono al passato, e le sequenze finali del Gran Premio del Fuji, auto perfette nel dettaglio, soggettive, campi lunghi e inquadrature strettissime sugli scarichi, i motori, le fiancate che fendono l’aria, gli alettoni, le gomme che strappano l’asfalto, i rumori, i colori, gli odori e le immagini, le riproduzioni fedelissime di scenari e luoghi, la fotografia, voce da corsa, antiche gesta di eroi.

    Secondo commento critico (a cura di PETER DE BRUGE, www.variety.com)

    Mozart vs. Salieri. Kennedy vs. Khrushchev. Gates vs. Jobs. Add to that list of epic clashes Formula One adversaries James Hunt and Niki Lauda, whose larger-than-life bout for the 1976 world championship title fuels Ron Howard¡¦s exhilarating ¡¡±Rush¡¨ ¡X not just one of the great racing movies of all time, but a virtuoso feat of filmmaking in its own right, elevated by two of the year¡¦s most compelling performances. It¡¦s high-octane entertainment that demands to be seen on the bigscreen, assembled for grown-ups and executed in such a way as to enthrall even those who¡¦ve never watched a race in their life.

    Audience skepticism could give ¡¡±Rush¡¨ a slow start in theaters, as folks question why they should care about such a subject ¡X or wonder what Howard, who has spent the past decade churning out respectable middle-brow entertainments, can bring to the material. But if Universal gives word of mouth

    a chance to build (screening the film at the Deauville and Toronto film festivals is a good start), they should have a huge worldwide phenomenon on their hands.

    The hook couldn¡¦t be simpler: ¡¡±Rush¡¨ pits two personalities from opposite ends of the spectrum against one another in a sport where the stakes are no less than life and death. An Austrian with an innate gift for racing but no sense when it comes to social interaction, Lauda (as played by ¡¡±Good Bye Lenin¡¦s¡¨ Daniel Bruhl) is the pragmatist to Hunt¡¦s British playboy. Already plenty dashing in real life, bad-boy Hunt proves even more irresistible in the hands of ¡¡±Thor¡¨ star Chris Hemsworth, who makes Hunt¡¦s driving look like the least reckless thing about him.

    Whereas Hollywood screenwriters tend to give us clear-cut heroes and villains, real life deals in far more ambiguous rivalries, and Peter Morgan¡¦s script manages to deliver complicated

    personalities with elegance and efficiency, relying on these two fine actors to flesh them out onscreen. The two racers meet in the lower divisions, where Hunt sparks a deep animosity with Lauda by pulling a risky move that could have gotten them both killed. However irresistible the call of glory, ¡¡±Rush¡¨ makes clear the potential cost of ego by depicting an accident early on: A competitor¡¦s car has smashed through a barrier and the driver is nowhere to be seen, replaced by an ugly smear running down the length of the hood.

    ¡¡±Twenty-five people start Formula One, and each year, two die. What kind of person does a job like this?¡¨ asks Lauda at the outset. Those who know what happens to Lauda can appreciate the gravity of his question, which perfectly conveys the edge-of-your-seat incredulity with which sane, feet-on-the-ground types watch such races. Nothing could be worth putting oneself in

    such danger, even in ideal driving conditions, and yet, the visceral thrill is undeniable ¡X and the mere presence of a worthy adversary enough to push great racers to peak performance.

    Modern audiences have been conditioned by the sheer volume of bad screenwriting they encounter day in, day out to be wary of scripts that articulate their own themes as eloquently as humanly possible. ¡¡±Rush¡¨ is such a film, a rare thing where every utterance is ¡¡±on the nose,¡¨ and yet so perfectly calibrated, it would be a crime to force the characters to bury their thematic concerns in subtext. Who needs inane reality-show naturalism when you can have life-and-death philosophy delivered at 200 miles per hour?

    As Hunt cavalierly describes his car (in Morgan¡¦s words, of course), ¡¡±It¡¦s just a little coffin, really, surrounded by high-octane fuel all around ¡X for all intents and purposes, it¡¦s a bomb on wheels.¡¨ No

    wonder the ladies find him so damned sexy: Every time at the wheel could be his last. Even Lauda, with his pinched-in cheeks and rat-like face, has spent more time on the brink of death than any sane mortal hopes to experience in a lifetime. Hunt seems to view the time between races as bonus rounds, to be lived to the fullest, and the movie doesn¡¦t shy away from depicting his R-rated habits ¡X or the streak of spontaneous romanticism that inspires him to propose to model Suzy Miller within moments of meeting, condensed from a courtship of several weeks in real life. (As Miller, Olivia Wilde makes a strong enough impression one can¡¦t help but envy Hunt¡¦s chutzpah.)

    ¡¡±Rush¡¨ works so well because Lauda embodies everything Hunt isn¡¦t, and though he too has the good fortune of meeting and marrying a compatible woman (Alexandra Maria Lara) during the 1976 season,

    their relationship signifies something safer, more calculated and built to endure. Both racers buy their way into F1, where Lauda engineers a faster car, but Hunt embodies the reckless spirit audiences have come to love. It would be too easy to paint the cool-headed Germanic strategist as the villain here, but the film is more balanced than that. It¡¦s as if two completely antithetical philosophies are on the line, and the only way to settle the dispute is on the track.

    The thrill of ¡¡±Rush¡¨ would stall if the off-road scenes were any less dynamic, but of course, it¡¦s the racing moments that take the film to the next level. Partnering with d.p. Anthony Dod Mantle, Howard seizes the opportunity to innovate in these retro-saturated sequences, denying the boredom inherent in watching fast cars zip round and around the same track, and integrating compact digital cameras directly into the automotive machinery

    itself. He takes audiences places that human eyes could never fit as the cars hurtle forward at top speed, pioneering an intuitive visual logic that flows from the stands to the cars to the subjective perspective of the racers themselves ¡X never more frightening than during the climactic Mount Fuji Circuit race, where rain reduces visibility and the drivers may as well be steering by ¡¡±the Force.¡¨

    Though ¡¡±Rush¡¨ extends across the duration of Hunt and Lauda¡¦s hyper-competitive 1976 season, no two races resemble one another, as Howard and editors Daniel P. Hanley and Mike Hill find ways to condense an astounding amount of story into a hyper-efficient 123-minute running time. Another filmmaker might have made it shorter still, and yet, Howard recognizes the vitality of every moment, how any sacrifice would diminish what makes these two characters so relatably human. Meanwhile, the racing footage is white-knuckle stuff, even ¡X or

    perhaps especially ¡X when one of them is out for the count, watching on TV while he has his lungs vacuumed in hospital.

    To witness this level of storytelling skill (applied to a subject only a fraction of the public inherently finds interesting) is to marvel at not only what cinema can do when image, sound and score are so artfully combined to suggest vicarious experience, but also to realize how far Howard has come since his directorial debut, 1977¡¦s bang-up ¡¡±Grand Theft Auto.¡¨ The technique is so cutting-edge, it¡¦s impossible to tell where the practical photography ends and visual effects begin ¡X and besides, the two leading men are so enthralling, audiences¡¦ minds have little time to drift away from the human-interest story at its core.

    Too often in the intervening years, Howard has played it safe, but here, his choices are anything but obvious. He embraces the power of music

    to heighten the experience, but goes the opposite direction that one might expect with it, using Hans Zimmer¡¦s cello-driven score to steer things to a deeper place. The same goes for the story itself: Who else would have imagined F1 as an appropriate conduit for existential self-examination? And yet, you¡¦ve seldom felt more alive in a movie theater than you will experiencing ¡¡±Rush.¡¨

    Bibliografia:

    Nota: Si ringraziano 01 Distribution e Serena Giovinazzo (WaytoBlue)

    Pressbook:

    PRESSBOOK Completo in ITALIANO di RUSH

    Links:

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    • Chris Hemsworth

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    • Alistair Petrie

    • Daniel Brühl

    • Rebecca Ferdinando

    • Libri - STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI di MARKUS ZUSAK (Frassinelli editore) (CineSpigolature)

    • E SE VIVESSIMO TUTTI INSIEME? - INTERVISTA al regista STÉPHANE ROBELIN (Interviste)

    • LA MIGLIORE OFFERTA - INTERVISTA al regista e sceneggiatore GIUSEPPE TORNATORE (Interviste)

    • LA MIGLIORE OFFERTA di GIUSEPPE TORNATORE - INTERVISTA agli attori GEOFFREY RUSH, JIM STURGESS e SYLVIA HOEKS (Interviste)

    • I FIGLI DELLA MEZZANOTTE - INTERVISTA alla regista DEEPA MEHTA (A cura dell'inviata ELISABETTA VILLAGGIO) (Interviste)

    • THE GIVER - IL MONDO DI JONAS - VIDEO-INTERVISTA all'attrice ODEYA RUSH (Interviste)

    • RUSH: RON HOWARD SI CIMENTA CON L'EPICA DEL MONDIALE DI FORMULA UNO DEL 1976 QUANDO I PRIMI DUELLANTI IN PISTA ERANO NIENTEMENO CHE NIKI LAUDA E JAMES HUNT. Dal 19 Settembre al cinema distribuito da 01 (Anteprime)

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