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    Home Page > Movies & DVD > Nessuno mi può giudicare

    NESSUNO MI PUO' GIUDICARE: UN RACCONTO CORALE SULLA GENERAZIONE DEL COMPROMESSO IN CHIAVE COMICO-SENTIMENTALE, MA ANCHE UNA STORIA DI AMICIZIA E SOLIDARIETA' PER RIDERE E PER... RIFLETTERE

    Seconde visioni - Cinema sotto le stelle - RECENSIONE - Dal 16 MARZO

    (Nessuno mi può giudicare, ITALIA 2011; commedia; 95'; Produz.: Italian International Film in collaborazione con RAI Cinema; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Nessuno mi può giudicare

    Rating by
    Celluloid Portraits:


    Trailer

    Titolo in italiano: Nessuno mi può giudicare

    Titolo in lingua originale: Nessuno mi può giudicare

    Anno di produzione: 2011

    Anno di uscita: 2011

    Regia: Massimiliano Bruno

    Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone con la collaborazione di Fausto Brizzi

    Soggetto: Fausto Brizzi.

    Cast: Paola Cortellesi (Alice)
    Raoul Bova (Giulio)
    Rocco Papaleo (Lionello Frustace)
    Anna Foglietta (Eva)
    Giovanni Bruno (Filippo)
    Hassani Shapi (Aziz)
    Valerio Aprea (Biagio)
    Lillo (Enzo)
    Lucia Ocone (Tiziana)
    Awa Ly (Abeba)
    Raul Bolanos (Marcelo)
    Maurizio Lops (Bonetti)
    Pietro De Silva (Bompadre)
    Caterina Guzzanti (Sofia)
    Massimiliano Delgado (Denis)
    Massimiliano Bruno (Francesco Graziani)
    Dario Cassini (Pietro)
    Valerio Mastandrea (Voce narrante)
    Riccardo Rossi (Presentatore)

    Musica: Giuliano Taviani e Carmelo Travia

    Costumi: Alberto Moretti

    Scenografia: Sonia Peng

    Fotografia: Roberto Forza

    Montaggio: Luciana Pandolfelli

    Casting: Caterina Costa e Alessia Loreti

    Scheda film aggiornata al: 27 Luglio 2011

    Sinossi:

    La trentacinquenne Alice vive in una bella villetta di Roma nord, ha un marito, un figlio di 9 anni e tre domestici extra-comunitari. La sua caratteristica principale è la superficialità ma annovera tra le sue qualità anche l’antipatia e il classismo. La sua vita sembra un sogno dorato ma si rivelerà ben presto un incubo. Suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore in un incidente e lei rimane sul lastrico con un debito fortissimo da saldare e con lo spauracchio che i servizi sociali le portino via il figlio. A questo punto Alice e suo figlio Filippo lasciano i quartieri alti e sono costretti ad andare a vivere in periferia, nel palazzo del cameriere Aziz. Bel trauma!
    Alice deve inventarsi qualcosa per salvare la sua vita e quella del figlio e l’unico modo possibile per guadagnare molto denaro in poco tempo è fare il mestiere più antico del mondo. Si informa su internet e si fa dare una mano da una escort di professione: Eva, una trentenne bellissima apparentemente superficiale e cinica. Sarà lei a introdurre Alice nel mondo che conta. Alice avrà a che fare con artisti, politici, imprenditori, personaggi sportivi e tutta la vasta gamma di clienti tipici delle signorine d’alto bordo. Certo all’inizio è molto dura perché Alice, oltre a non essere sexy, è anche una vera imbranata e non ha proprio le caratteristiche per fare 'il mestiere', poi però la donna si tappa il naso e spinta dal bisogno si butta a capofitto nella sua missione.

    Ma la storia racconta anche i percorsi delle brave persone, quelle che lottano onestamente per la dignità, che lavorano seriamente e che mandano avanti il paese. In particolare Giulio, gestore di un Internet Point di fronte alla nuova casa di Alice, ha la fortuna/sfortuna di incontrare Alice. I due inizialmente si evitano perché troppo diversi ma poi cominciano ad apprezzarsi e si innamorano tra le strade di una periferia che ai loro occhi diventa sempre più allegra. Giulio è uno di sani principi che odia le bugie e l’ipocrisia. E’ normale quindi che andrà in crisi quando scoprirà che Alice fa la escort e gli ha raccontato un sacco di bugie. Il film non racconta solo le storie di Alice, Eva e Giulio ma è una storia corale, raccontata da tanti personaggi più o meno bizzarri che abitano nel quartiere. Un affresco di quell’Italia a due facce, piena di solidarietà ed amicizia e allo stesso tempo strabordante di contraddizioni.
    C’è Lionello, portiere del palazzo, che sfoggia quel razzismo italico un po’ qualunquista. E’ politicamente scorretto in tutto ciò che dice ed è il monumento al tipico italiano becero dal cuore d’oro. Ci sono Enzo e Tiziana, quarantenni sposati ma senza figli che fanno del buon vicinato una ragione di vita. C’è Aziz, cameriere pakistano dal cuore grande, l’unico che aiuta Alice nel momento peggiore. C’è Biagio, che lavora nell’internet point e soffre per amore perché la sua fidanzata Sofia l’ha tradito con un giocatore di rugby… peraltro neanche titolare. C’è tutto un mondo di cinesi, cingalesi, indiani, magrebini, sudamericani… gli italiani di prima generazione, quelli che per fortuna ancora non possono permettersi di pagare 1.500 euro per passare una notte con una escort.

    Alice è una donna piegata dalla vita, costretta ad accettare l’inaccettabile… nel suo piccolo è eroica. Una di quelle donne che vale la pena di raccontare. Il film analizza in chiave comica la generazione del compromesso, quella che non ha scelta e deve prendere decisoni estreme per tirare a campare. Una fotografia divertente dell’Italia di oggi dove le notizie di attualità spesso superano incredibilmente ogni
    immaginazione.

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Nessuno ci può giudicare, perché, “quando vuoi bene a qualcuno nella vita, fai pure le cose che non ti piacciono”, e sembra davvero questa la chiave di questa brillante commedia, perfetta sintesi fra il modello italiano e quello anglosassone e che riesce nell’intento di catturare l’attenzione tanto con l’ironia quanto con la fatalità di situazioni perfettamente realistiche.

    Un clima ironico a permeare l’intera vicenda, fatta di personaggi e clichè che tuttavia non si riducono a semplici maschere di un quotidiano “coatto” e buonista ma che contribuiscono a mettere a fuoco tematiche ben precise attraverso un semplice ma raffinato palcoscenico di quartiere in cui le figure si muovono a proprio agio e creano una sorta di storia nella storia, in cui ciascuno recita la sua parte ma senza mai risultare macchiettistico e noioso.

    Una commedia giocata sui contrasti, prima di quartiere appunto, specchio di due società perfettamente diverse e che strizzano l’occhio con

    sagace ironia a dinamiche situazionali tristemente vere e del tutto plausibili in questo periodo di crisi non soltanto del nostro paese ma anche di valori.

    E tutto ruota sugli affetti, come una buona commedia deve fare, puntando il dito sugli atteggiamenti e sulle dinamiche del bisogno. Perché quando si è nella difficoltà troppo spesso ci si ritrova soli e l’aiuto vero arriva inaspettato in questo regno di contraddizioni che è il mondo e la società in cui viviamo, in cui il pregiudizio spadroneggia e il buonismo cinico è alle porte.

    E la riuscita del film questa volta non sta nel calcare la mano su panorami già visti, sfrontatamente goderecci di quartieri in cui i valori sono ostentati, conservati gelosamente nel contrasto fra ricco, borghesotto e di periferia, qui non si punta il dito, non si esagera con pacchianeria, ma la scelta precisa è di dare un taglio proprio e anche nuovo, che

    si confà alla commedia in piena regola e che sa un po’ da metateatro contemporaneo ma anche induce a riflettere non tanto su una facile denuncia di costumi ma su un lieto fine, aperto, sincero e brillante.

    E sarebbe stato facile invece scadere nel banale, nel piagnone, nel triste già visto o nell’arguto volgare, cosa che non accade nel film di Massimiliano Bruno che, grazie ad una Paola Cortellesi quanto mai poliedrica, riesce nell’intento di far sorridere e riflettere.

    E allora qualche pregiudizio ci può stare ma a dominare sono in fondo i buoni sentimenti.

    Pressbook:

    PRESSBOOK in ITALIANO di NESSUNO MI PUO' GIUDICARE

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