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THE WARD-IL REPARTO: UN HORROR ESSENZIALE, CLAUSTROFOBICO E TESISSIMO NELLE CORDE DI UN MAESTRO DEL GENERE QUALE JOHN CARPENTER
Dal 28. Torino Film Festival (26 Novembre-4 Dicembre 2010) - RECENSIONE - Dal 1° APRILE
"In un copione cerco soprattutto una storia. Se mentre lo leggo riesco a visualizzare il film e a rendermi conto di come sono delineati i personaggi e di quanto sia acuto lo sceneggiatore, allora mi interessa. Per me dipende sempre tutto dalla possibilità di visualizzarlo. Ho avuto una formazione molto intensa: ho frequentato una scuola di cinema, ho imparato le varie fasi della lavorazione e so come far funzionare la macchina di un film. Non mi lascio mai influenzare da altri fattori nelle mie scelte: faccio tutto per me, per il film che ho in testa e che cerco di realizzare".
Il regista John Carpenter
(The Ward; USA 2010; horror; 88'; Produz.: Echo Lake Productions/A Bigger Boat/North by Northwest Entertainment/Premiere Picture; Distribuz.: BIM)
Trailer
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Titolo in italiano: The Ward - Il reparto
Titolo in lingua originale:
The Ward
Anno di produzione:
2010
Anno di uscita:
2011
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura:
Michael Rasmussen e Shawn Rasmussen
Soggetto: Il film è stato girato alla fine dell'estate del 2009 all'interno e nei dintorni dell'Ospedale Psichiatrico Eastern Washington State nei pressi di Spokane, nello stato di Washington.
Cast: Lyndsy Fonseca (Iris)
Amber Heard (Kristen)
Danielle Panabaker (Sarah)
Jared Harris (Dr. Stringer)
Mika Boorem (Alice)
Mamie Gummer (Emily)
Sydney Sweeney (la giovane Alice)
Sean Cook (Jimmy)
Laura-Leigh (Zoey)
Milos Milicevic (Predator)
Sali Sayler (Tammy)
Jillian Kramer (il mostro Alice)
D.R. Anderson (Roy)
Susanna Burney (l'infermiera Lundt)
R.J. Hampton (il paziente psichiatrico Ward)
Musica: John Carpenter e Mark Kilian
Costumi: Lisa Caryl
Scenografia: Paul Peters
Fotografia: Yaron Orbach
Montaggio: Patrick McMahon
Casting: Pam Dixon e Nike Imoru
Scheda film aggiornata al:
13 Aprile 2011
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Sinossi:
IN BREVE:
Dopo aver incendiato una fattoria abbandonata, Kristen, colpita da amnesia, viene rinchiusa in un istituto psichiatrico. Ci sono altre quattro ragazze con lei e l'atmosfera della clinica è cupa e percorsa di mistero. Quando le sue compagne cominciano una ad una a scomparire, Kristen capisce di essere in pericolo.
IN DETTAGLIO:
THE WARD, un thriller psicologico ambientato negli anni '60 che ha come protagonista una giovane donna rinchiusa in un misterioso ospedale psichiatrico, è il primo lungometraggio che il maestro icona del genere horror John Carpenter realizza in sette anni.
Kristen (Amber Heard), una giovane donna bella e disturbata, si ritrova coperta di lividi e di tagli, imbottita di sedativi e rinchiusa contro la sua volontà in un inaccessibile reparto di un ospedale psichiatrico. È completamente disorientata e non ha idea di quale sia il motivo per cui è finita in quel posto, né alcuna memoria della sua vita prima del ricovero. La sola cosa che sa è che non è al sicuro.
Le altre pazienti del reparto, quattro giovani donne altrettanto disturbate, non sono in grado di fornirle alcuna risposta e ben presto Kristen si rende conto che le cose non sono come sembrano. L'aria è densa di segreti e di notte, quando l'ospedale è buio e sinistro, sente dei suoni strani e terrificanti. A quanto pare non sono sole.
Una ad una, le altre ragazze cominciano a scomparire e Kristen deve trovare il modo di fuggire da quel luogo infernale prima di diventare anch'essa una vittima. Mentre lotta per riuscire a scappare, scopre una verità di gran lunga più pericolosa e sconvolgente di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare.
Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)
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IN NUOVI 'SEMI DELLA FOLLIA' DI JOHN CARPENTER HANNO PRODOTTO OTTIMI FRUTTI
Sembra proprio che i 'semi della follia' siano competenza privilegiata di John Carpenter, maestro dell’horror così come di una personale rilettura del genere sci-fi, tradotto in cose e persone aliene (La cosa, Starman, Essi vivono) o infernali (Christine la macchina infernale), di ossessioni e paranoie fino alla personificazione dell’essenza malefica (Il signore del Male). Maestro dell’insolito terrificante, che venga esso nel giorno di Halloween (Halloween: la notte delle streghe) o da una quotidianità non necessariamente segnalata dal calendario, magari dal profondo di una fittissima nebbia (Fog), o da un villaggio di dannati. E un maestro come Carpenter sa ben scegliere gli ingredienti giusti per creare, e poi distillare, la giusta dose di suspense mixata ad un horror che nulla nasconde, ma che si guarda comunque bene dal raggiungere l’irritante invadenza dello splatter. Le sue sono schegge acuminate ma discrete, |
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striscianti e sinuose come serpenti, in cui l’eccellenza del compositore con un preciso senso della misura e dell’equilibrio in ogni sua opera permette a serpentine sonore di aprirsi tracciati di percorrenza talora impercettibili ma costantemente presenti. Questo perché l’opera carpenteriana paga pegno ad un sapore antico che sovrasta effetti speciali minimalisti, si direbbe un gusto acquisito nel tempo da un divoratore di B-Movie così come di classici di fantascienza ed horror. Ma in definitiva, la semplicità sembra essere la ricetta vincente di John Carpenter, avvezzo a budget low-cost che nulla tolgono al risultato finale di una sua opera. E’ ben nota la sua predilezione, con divertito appagamento, a scomporre l’architettura narrativa filmica in particelle elementari: il linguista e antropologo russo Vladimir J. A. Propp (Morfologia della fiaba) docet e la favolistica in The Ward-Il reparto si traduce in scorci di animazione trasmessi dal piccolo schermo, alludendo palesemente alla regressione infantile |
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in età adulta tipica di menti disturbate.
Proprio con The Ward-Il reparto, John Carpenter mostra di aver ritrovato un rinnovato smalto marcatamente artistico. Lo esprimono a chiare lettere già le prime sequenze del film: poche battute nel più classico degli ambienti, alcova dei vari caleidoscopi di follie individuali, vale a dire l’ospedale psichiatrico, e con i titoli di testa Carpenter apre le cateratte per far scorrere un fiume lento e sinuoso di immagini che potremmo definire multi-sensoriali, metaforiche, metafisiche ed estatiche, con la complicità dello straordinario ralenti di frantumazione di specchi, là dove l’arte dell’incisione rievoca drammatiche storie individuali e orripilanti ‘terapie’ di accertate o presunte malattie mentali (con corrispettivi documentati peraltro da una recente mostra a Siena). La rara bellezza di questa sorta di prologo si carica di immenso sul piano dei significati su cui domina l’ammiccamento alla frantumazione della psiche in realtà e individualità altre, ed è questo per |
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l’appunto il brano con cui Carpenter ci consegna la chiave per aprire la porta di decodifica di quanto vedremo in questo nuovo ospedale, inspiegabilmente, almeno per gran parte del film, ‘degli orrori’. Ma, in quanto ad ammiccamenti, Carpenter fa ampio ricorso anche nel resto del film, dall’hitchcockiano Psycho, sia in forma più o meno diretta (la sequenza della doccia collettiva) che mediata, ad esempio da - pure hitchcockiano - Le verità nascoste di Robert Zemeckis (visioni e segnali dallo specchio appannato), fino all’affiliazione tematica contemporanea con il recente Shutter Island.
Grazie a Dio l’elegante discrezione e cifra stilistica usata sul tema da Carpenter nulla ha a che vedere con la mano forzata sui decibel e non solo su quelli, usata dallo spagnolo Jaume Balaguerò ad esempio con il penoso Fragile. Neppure Carpenter si fa mancare qualche colpo secco in grado di farci sussultare sulla sedia ma sa distribuirli con parsimonia |
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affidandosi più amabilmente e generosamente a semplici ‘artifici’ di montaggio che vedono la dissolvenza di un fotogramma sull’altro così come inserti incerti e misteriosi avvolti dalla metaforica ‘nebbia’ sortita da una fotografia carica di filtri, incarnazione regina di un qualcosa di non chiaro che Carpenter si premura di far rilevare allo spettatore, come in ogni buon thriller che si rispetti, preannunciandogli il germe di una insolita risoluzione. D’altra parte, non si fa mancare neppure qualche momento distensivo come la sequenza con il ballo delle ragazze su note musicali anni Sessanta. Così, attraverso la nebulizzazione della realtà, specchio di soggettive di individualità sedate o di rigurgiti di memorie personali, ci si fa strada, aprendo piccoli varchi tra il ‘manipolo di ragazze’ che popolano l’inquietante ospedale con la Cerbero-infermiera, ognuna opportunamente caratterizzata da individualità molto diverse. E la cosa non è di secondaria importanza. Vi invitiamo calorosamente ad andare a scoprire perché, |
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ne vale la pena. |
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Bibliografia:
Nota: Si ringrazia Orazio Bernardi (QuattroZero Quattro).
Pressbook:
PRESSBOOK in ITALIANO di THE WARD
Links:
• John Carpenter (Regista)
Galleria Fotografica:
1
Galleria Video:
The Ward-Il reparto - trailer
The Ward-Il reparto - featurette - Il regista John Carpenter introduce la storie e le ambientazioni del suo ultimo lavoro (versione originale sottotitolata)
The Ward-Il reparto - Intervista video alle ragazze protagoniste del film (versione originale sottotitolata)
The Ward-Il reparto - Intervista video ad Amber Heard 'Kristen' (versione originale sottotitolata)
The Ward-Il reparto - clip 'Titoli di testa'
The Ward-Il reparto - clip 'Benvenuta al reparto'
The Ward-Il reparto - clip 'Vai da qualche parte, tesoro?'
The Ward-Il reparto - clip 'Chi è venuto qui stanotte?'
The Ward-Il reparto - clip 'Io non sono pazza'
The Ward-Il reparto - clip 'Dei vestiti per te'
The Ward-Il reparto - clip 'Che cos'ha quella ragazza?'
The Ward-Il reparto - clip 'C'era qualcuno qui'
The Ward-Il reparto - clip 'L'obitorio'
The Ward-Il reparto - clip 'Apri quella porta'
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