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    Home Page > Movies & DVD > The Iron Lady

    'THE IRON LADY': E DOPO HELEN MIRREN CON LA REGINA ELISABETTA E' LA VOLTA DI MERYL STREEP CON LA 'DAMA DI FERRO' MARGARET THATCHER

    62. Festival del Cinema di Berlino (9-19 Febbraio 2012) - PROIEZIONE per la consegna dell'ORSO D'ORO ALLA CARRIERA a MERYL STREEP - RECENSIONE - GOLDEN GLOBE e NOMINATION agli OSCAR 2012 alla 'MIGLIOR ATTRICE' (in drama) a MERYL STREEP - dal 27 GENNAIO

    "Ho immediatamente capito che non si tratta di un film politico, ma di un film quasi shakespeariano. È la storia di una grande leader, al tempo stesso meravigliosa e imperfetta in tutti i sensi. È una storia sul potere, sul tracollo a causa del potere e sull'epilogo della vita di un individuo che ha condotto un'esistenza traboccante di intensità sul piano professionale che all'improvviso finisce. Ma per molti aspetti è una storia universale, è uno specchio dell'esistenza di ognuno di noi, amplificata dalle dimensioni enormi ed epiche della vita che ha vissuto lei. È la storia di quello che accadrà a tutti noi quando le nostre carriere si concluderanno, quando perderemo le nostre capacità e dovremo affrontare la vecchiaia. Non abbiamo condotto una vita pubblica, importante e sempre in primo piano come la sua, ma comprendiamo tutti le difficoltà con i partner, i famigliari, l'accettazione, l'elaborazione e la rassegnazione, le perdite e i lutti e la necessità di sostenerci reciprocamente nei momenti di bisogno".
    La regista Phyllida Lloyd

    "Quando Phyllida mi ha detto che avrebbe diretto un film sulla vita di Margaret Thatcher e sulle tematiche della sua leadership, ha immediatamente stuzzicato il mio interesse. Non sono molte le donne leader e non sono molti i registi interessati a sondare cosa significa per una donna essere una leader. Riflettere sulle barriere che Margaret Thatcher ha dovuto abbattere per diventare la Premier del Regno Uniti significava entrare nella mente di una donna di fine anni '70, quando riuscì ad emergere e ad assumere il comando del suo partito. E io non faccio che ripetere alle mie figlie che allora il mondo era molto diverso e che tuttavia alcune cose restano molto simili. È stato interessante seguire le orme di una donna cresciuta durante la Guerra, scoprire la Gran Bretagna del dopoguerra, un periodo di privazioni e di ricostruzione, e vedere questa donna elaborare la propria filosofia e tradurla in pratica formulando soluzioni per quelle che lei considerava delle mancanze nel benessere economico del suo paese. È stato come osservare una persona, casualmente donna, che tenta di risolvere enormi problemi di portata mondiale in un modo del tutto inedito per una donna... La prospettiva di esplorare l'enorme impatto che ha avuto attraverso la storia di questa donna incredibile è una sfida che inibisce e stimola insieme. Ho cercato di affrontare il ruolo con il maggiore zelo, fervore e con l’attenzione ai dettagli che la vera Thatcher possiede — e posso sperare solo che la mia forza si avvicini alla sua!".
    L'attrice Meryl Streep

    (The Iron Lady; REGNO UNITO 2011; biopic drammatico; 105'; Produz.: Film4/Goldcrest Pictures/Pathé/UK Film Council; Distribuz.: BIM)

    Locandina italiana The Iron Lady

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    Celluloid Portraits:



    See ENGLISH SHORT SYNOPSIS
    Trailer

    Titolo in italiano: The Iron Lady

    Titolo in lingua originale: The Iron Lady

    Anno di produzione: 2011

    Anno di uscita: 2012

    Regia: Phyllida Lloyd

    Sceneggiatura: Abi Morgan

    Soggetto: The Iron Lady copre il periodo che portò alla guerra delle Falkland negli anni Ottanta, puntando l'obiettivo su Margareth Thatcher, detta 'la donna di ferro' per la fermezza con cui ha condotto un importante capitolo di politica britannica: una donna di carattere, capace di rompere le barriere più solide pur di essere ascoltata in un mondo dominato dagli uomini. Un ritratto al femminile incisivo e pungente stagliato in una storia sul potere ed il prezzo che questo richiede di pagare.

    Cast: Meryl Streep (Margaret, 'Maggie', Thatcher)
    Harry Lloyd (il giovane Denis Thatcher)
    Jim Broadbent (Denis Thatcher)
    Ronald Reagan (se stesso in riprese d'archivio)
    Roger Allam (Gordon Reece )
    Anthony Head (Geoffrey Howe )
    Richard E. Grant (Michael Heseltine )
    Alexandra Roach (la giovane Margaret Thatcher )
    Olivia Colman (Carol )
    David Westhead (MacDermott )
    Julian Wadham (Francis Pym )
    Susan Brown (June )
    Hugh Ross (Christopher Soames )
    Russell Balogh (autista di Margaret Thatcher negli anni Novanta )
    Michael Pennington (Michael Foot)
    Cast completo

    Musica: Clint Mansell e Thomas Newman

    Costumi: Consolata Boyle

    Scenografia: Simon Elliott

    Fotografia: Elliot Davis

    Montaggio: Justine Wright

    Effetti Speciali: Bernard Newton

    Makeup: Marese Langan; J. Roy Helland (per Meryl Streep)

    Casting: Nina Gold

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Londra, 2008. Nel suo appartamento ben arredato, l’ex Primo Ministro Margaret Thatcher prepara la colazione per il marito Denis, esattamente come ha fatto ogni mattina della loro vita coniugale. Fino a che l’assistente personale di Margaret non entra nella stanza, non vediamo che la donna siede al tavolo da sola. Denis è vivo solo nella sua immaginazione. Descritto in più di un’occasione quand’era in vita come “sempre presente, anche se non c’è mai”, Denis è ancora presente per Margaret.Bloccata nella forzata inattività del pensionamento a combattere la cattiva salute, Margaret è sommersa dai ricordi. Frammenti della sua vita privata e della sua premiership si susseguono nella sua mente e li rivive in vividi dettagli. Mentre Margareth lotta per mantenere il proprio equilibrio, Denis la prende in giro e la punzecchia. La lotta, i trionfi, i tradimenti - alla fine, cosa ha ottenuto? Ora che tutto è stato detto e fatto, ne valeva la pena? The Iron Lady è la storia di una donna che venne dal nulla per sfondare le barriere di genere e di classe, per farsi ascoltare in un mondo dominato dagli uomini. E ‘un film sul potere e il prezzo che viene pagato per il potere, una storia che è allo stesso tempo unica ed universale.

    IN ALTRE PAROLE:

    Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, ormai ottantenne, fa colazione nella sua casa in Chester Square, a Londra. Malgrado suo marito Denis sia morto da diversi anni, la decisione di sgombrare finalmente il suo guardaroba risveglia in lei un'enorme ondata di ricordi. Al punto che, proprio mentre si accinge a dare inizio alla sua giornata, Denis le appare, vero come quando era in vita: leale, amorevole e dispettoso.

    Lo staff di Margaret manifesta preoccupazione a sua figlia, Carol Thatcher, per l'apparente confusione tra passato e presente dell'anziana donna. Preoccupazione che non fa che aumentare quando, durante la cena che ha organizzato quella sera, Margaret intrattiene i suoi ospiti incantandoli come sempre, ma a un bel momento si distrae rievocando la cena durante la quale conobbe Denis 60 anni prima.

    Alla fine della serata, Margaret si ritira nella sua stanza, ma non riesce a prendere sonno. Si alza dal letto e si mette a guardare alcuni vecchi filmini di famiglia, riflettendo sui sacrifici che ha dovuto compiere nella vita privata per perseguire la carriera politica.

    Il giorno dopo, Carol convince sua madre a farsi vedere da un dottore. Margaret sostiene di stare benissimo e non rivela al medico che i vividi ricordi dei momenti salienti della sua vita stanno invadendo le sue giornate nelle ore di veglia.

    Di ritorno a Chester Square, Margaret lotta contro l'incessante rievocazione del passato. Impacchetta gli effetti personali di Denis e ribadisce la sua autonomia: certo, i ricordi l'accompagneranno sempre, ma ha anche la sua vita nel presente, meno ricca rispetto a prima, ma non meno degna di essere vissuta.

    IN DETTAGLIO:

    Chester Square, oggi. Un'anziana Margaret Thatcher elude la sorveglianza del suo staff ed esce a comprare un litro di latte, poi torna a casa a preparare la colazione per Denis, come ha fatto quasi tutte le mattine della loro vita coniugale. Scherzano amorevolmente, mentre lei gli serve un uovo alla coque, una serena e tenera routine.

    Solo quando June, assistente personale di Margaret, entra affaccendata nella stanza, ci rendiamo conto che Margaret siede a tavola da sola. Denis è vivo solo nella sua immaginazione. Descritto una volta come "sempre presente, mai in carne ed ossa", Denis è ancora presente per Margaret. Ma è un giorno particolarmente dolceamaro: Margaret ha finalmente deciso di mettere via gli effetti personali di Denis e di congedarsi definitivamente dal defunto consorte.

    Mentre autografa alcune copie della sua autobiografia, Margaret sente in lontananza una sirena e firma distrattamente con il suo nome da nubile, innescando un ricordo d'infanzia.

    Il Blitz. La nascita della passione politica di Margaret, osservando suo padre Alfred, fervente Tory e consigliere comunale, che tiene un discorso a un'assemblea municipale. Il suo orrore per il destino di sua madre, relegata a lavare le tazze del tè in cucina mentre gli uomini discutono di politica. La sua gioia per l'ammissione all'università di Oxford, considerata come un'opportunità di fuga.

    Tornando al presente, Margaret inizia a sgombrare gli armadi dagli indumenti di Denis, togliendo in fretta i suoi numerosi abiti scuri. Sua figlia Carol arriva a darle una mano e a preparare la cena che si terrà la sera.

    Mentre Margaret fa gli onori di casa con i suoi invitati, il ricordo di un'altra cena di molti anni prima riaffiora nella sua mente.

    Una giovane Margaret, celando la sua trepidazione, siede a tavola con i dignitari del Partito Conservatore britannico, sperando di essere scelta come candidata. Di fronte al loro connaturato snobismo e sessismo, mantiene la sua posizione con sorprendente arguzia e tenacia. Un giovanotto, Denis Thatcher, resta ammaliato. La comprende istintivamente e percepisce un'immediata sintonia.

    Nel corso della cena a Chester Square, agli ospiti più sensibili alla sua cagionevole salute non sfugge il momento di disorientamento di Margaret. Ma lei si riprende in fretta e torna ad essere più brillante che mai. Tuttavia, più tardi, mentre aiuta la madre a svestirsi, la preoccupazione di Carol è palpabile. Carol suggerisce a Margaret di farsi vedere da un medico il giorno seguente. Quando Carol la lascia sola, i pensieri di Margaret si rivolgono di nuovo al passato.

    In un polveroso municipio decorato con bandierine e pieno di volantini elettorali, una giovane Margaret siede furiosa dopo il tentativo fallito di farsi eleggere deputata. Un giovane Denis, divertente e premuroso, trova un modo originale per consolarla, proponendole una cena a base di fish and chips.

    Oramai l'ondata dei ricordi è inarrestabile…

    Le sue prime lotte alla Camera, il suo profilo sempre più in vista, forgiato dalle sue convinzioni e dalla sua ambizione, il dover abbandonare ogni giorno i figli piccoli e Denis.

    La presa di coscienza di poter guidare il partito e la trasformazione della sua immagine che ne consegue. Il suo primo arrivo trionfale a Downing Street, prima donna Premier della Gran Bretagna.

    Il mattino seguente Margaret si reca dal medico. Irritata dalle sue domande, dà buona prova della sua tempra e rifiuta con veemenza di ammettere che forse si sente confusa e disorientata.

    Di ritorno a Chester Square, la costante presenza di Denis le dimostra con ogni evidenza che le sue proteste con il medico erano tutt'altro che fondate. Si rivolge con rabbia al defunto marito, intimandogli di andarsene e di lasciarla in pace. Ma quando si ritira per andare a dormire, stanca e vulnerabile, è felice di ritrovarselo accanto mentre riprende a rievocare il passato…

    Margaret è alle prese con le pressioni subite nei primi mesi della sua leadership, quando il suo stesso esecutivo la supplica di recedere dalla sua politica economica. Dà prova della sua assoluta convinzione di fronte alle titubanze dei suoi ministri. Ma le tensioni continuano a crescere: scioperi, disordini e sommosse, l'IRA…

    A tarda notte, al Grand Hotel di Brighton, Margaret sta finendo di scrivere un discorso mentre Denis è nel bagno a prepararsi per andare a letto, quando all'improvviso la stanza è squarciata da una bomba. Per un terribile momento, Margaret teme di aver perso Denis… Fuori, lo shock dei colleghi feriti e la devastazione tutto intorno.

    Svegliata alle prime ore dell'alba da una telefonata del figlio Mark, i pensieri delle perdite, delle madri e dei figli scatenano il ricordo della sfida più grande che ha dovuto affrontare durante la sua premiership…

    L'Argentina ha invaso le Isole Falkland e Margaret è risoluta nel non scendere a patti con un dittatore per riaverle. Con convinzione assoluta e in diretto contrasto sia con il suo stesso governo, sia con l'opinione pubblica mondiale, compresa quella statunitense che vuole perseguire una soluzione diplomatica, Margaret invia una Task Force. Con l'ampliarsi del conflitto, affronta l'agonia delle vittime inglesi, ma rifiuta di tornare sui suoi passi. La sua ora più buia si trasforma finalmente nel suo più grande trionfo, quando la Gran Bretagna dichiara la vittoria.

    All'apice della sua popolarità, Margaret si gode il suo potere, prendendo posto tra i leader della terra, una star sul palcoscenico mondiale. Ma lo stile della sua leadership diventa sempre più autocratico e, mentre le sue scelte politiche lacerano la nazione, i suoi frustrati ministri le si rivoltano contro.

    Dopo aver subito un'umiliante strigliata da parte di Margaret durante una riunione del Consiglio dei Ministri, Geoffrey Howe, suo alleato storico, si dimette. È l'inizio di una vera e propria rivolta tra i ranghi del Partito Conservatore. Michael Heseltine annuncia la sua intenzione di sfidarla candidandosi alla leadership del partito. Inizialmente Margaret non si rende conto della minaccia e si reca a una conferenza dei leader europei a Parigi, mentre a Londra si riuniscono le forze contro di lei. È pronto lo scenario della sua caduta e quando, al suo ritorno, decide di lottare, è troppo tardi. Mentre uno dopo l'altro i suoi ministri la informano che non ha speranze di vincere, lei rimane sbigottita di fronte al tradimento. Distrutta, ma costretta a prendere atto che è il momento di lasciare, esce per l'ultima volta da Downing Street.

    Nella casa di Chester Square, Margaret affronta l'altra grande perdita della sua vita, la morte dell'amato marito. Rimirando i suoi vestiti, le sue scarpe e i ninnoli di famiglia accumulati nell'arco di una vita insieme, formula la sconcertante domanda ‘Sei stato felice, Denis? Dimmi la verità’. Una domanda che non troverà mai una risposta.

    Scossa dal doloroso pensiero, si muove per la stanza veloce come un lampo, mettendo via le cose di lui. A un tratto, Denis appare al suo fianco, in cappotto e cappello. Prendendo la sua valigia appena fatta, si dirige verso la porta. Margaret gli dà un ultimo bacio, contenendo l'emozione, risoluta. Ma, mentre lui si allontana sempre più da lei nell'androne, si lascia andare ad un ultimo grido di dolore. Non vuole essere lasciata sola...

    Eppure, la mattina dopo, quando si sveglia e arriva Carol, percepiamo un cambiamento in lei. Margaret sembra aver trovato un nuovo motivo di determinazione nell'accantonare il passato e nel vivere il presente.

    SHORT SYNOPSIS:

    It's the story of a woman who smashed through the barriers of gender and class to be heard in a male-dominated world. The story concerns power and the price that is paid for power, and is a surprising and insightful portrait of an extraordinary and complex woman.


    English Source: www.obsessedwithfilm.com

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    CONFESSIONI, ANZI, AUTOCONFESSIONI, MOLTO PERICOLOSE, NEL RITRATTO IMMAGINARIO DELLA 'LADY DI FERRO' BRITANNICA MARGARET THATCHER. RITRATTO CHE PHYLLIDA LLOYD SCREZIA SUL GRANDE SCHERMO, CHIEDENDO VOLTO E ANIMA - PER LA SECONDA VOLTA DOPO 'MAMMA MIA!' - ALL'INOSSIDABILE E SUPERBA MERYL STREEP, CON JIM BROADBENT NEI PANNI DEL MARITO DEFUNTO RIEVOCATO A PRESENZA COSTANTE QUALE VEICOLO ELETTIVO DEI RIGURGITI DI COSCIENZA DELL'ANZIANA MOGLIE. NEL SERRATO MONTAGGIO MIRATO ALLA SINTESI DI UN QUARANTENNALE BIOPIC SUL FILO DELL'INTUIZIONE PIU' CHE DEI DOCUMENTI, NELLA DOMINANTE E DISSIMMETRICA STRUTTURA ARTICOLATA TRA UN PRESENTE TRISTEMENTE SOLITARIO E UN PASSATO IMPONENTE DA SURCLASSARE LO STESSO PRESENTE, OCCHIEGGIANO SCHEGGE VERITE' CON INSERTI DOCUMENTARISTICI DI FILMATI DI REPERTORIO. FORMULA CUI SI RICORRE VOLENTIERI DOVENDO RITRARRE PERSONAGGI ICONICI DELLA POLITICA INEVITABILMENTE LEGATI A DETERMINATI EVENTI NELLA STORIA: VEDI I BEN PIU' POTENTI 'BOBBY'/ROBERT KENNEDY DI EMILIO ESTEVEZ E LO STESSO 'THE QUEEN' DI STEPHEN FREARS. LA SCOPERTA DELLA PERSONA DIETRO

    L'IMMAGINE PUBBLICA, DELLE RAGIONI DI SCELTE PERSONALI E PIANIFICAZIONI POLITICHE, GIUSTE O SBAGLIATE CHE SIANO, IN RITRATTI COME QUESTO, RIENTRANO POI NEL NORMALE ORDINE DELLE COSE. INTELLIGENTEMENTE LA REGIA OSSERVA CON DISCREZIONE, MENTRE NE OFFRE LO SGUARDO COLLETTIVO CERCANDO LE TONALITA' DI COLORE MIGLIORI PER L'ANALISI CHE SCARTA DAL GIUDIZIO. E OSSERVANDO, RISCOPRE UNA DONNA CHE FU IN CARRIERA - ASSOLUTAMENTE PRIORITARIA SULLA FAMIGLIA - PER VOCAZIONE, SOPRATTUTTO IN UN'EPOCA IN CUI (COME EVIDENZIA UN'INCISIVA RIPRESA DALL'ALTO) IL SUO FEMMINILE CAPPELLINO SI TROVAVA A NAVIGARE SPERDUTO IN UNA MAREA DI COPRICAPO MASCHILI. A RIVISITARE SUL FILO DEI RICORDI QUESTA TURBOLENTA NAVIGAZIONE CONTROCORRENTE, TRA ORGOGLIO E UN CERTO IMBARAZZO SUGLI ECCESSI, E' CHIAMATA IN CAUSA LA STESSA PROTAGONISTA NELL'ETA' PIU' FRAGILE E VULNERABILE CHE, D'ALTRA PARTE, NON RINUNCIA ALL'OSTINATA DETERMINAZIONE COME UN GRANCHIO ABBARBICATO AL SUO SCOGLIO. UN CARATTERE CHE SOLO MERYL STREEP POTEVA FAR LEVITARE IN TUTTE LE SUE VELATURE

    DALLE PIEGHE DI UN TRUCCO NECESSARIAMENTE PESANTE, SENZA D'ALTRA PARTE RAGGIUNGERE IL TOP DELLA RAFFINATEZZA TOCCATO DALLA COLLEGA HELEN MIRREN CON 'THE QUEEN'

    Che cosa spinge certi registi a scegliere di ritrarre sulla celluloide personaggi tanto iconici - nel bene e nel male - quanto 'scomodi' e controversi in seno alla storia, alla politica? Le ragioni possono essere le più disparate ma tutte potrebbero confluire nell'unica ragione sovrana che si tratta di personaggi-cornucopia, di una tale ricchezza di elementi da raccontare che nella maggior parte dei casi si impone una sapiente selezione. E quando si ha l'ambizione di abbracciarne il 'pacchetto globale' il discorso si complica ulteriormente. Si presenta il problema prioritario di una struttura narrativa adeguata nonché della fedeltà al vero quando magari non si hanno neppure gli elementi sufficienti in seno ad una documentazione d'obbligo per disporre di un quadro verosimilmente esaustivo atto a ricomporre il puzzle. Ognuno ricerca

    a suo modo un'inedita intimità con questo genere di personaggi, normalmente documentati attraverso eventi pubblici e attività professionali ma di cui ben poco ci è dato di conoscere come individualità private, nei lati più riservati dell'essere, quelli più autentici del loro carattere. Ad esempio, Stephen Frears con The Queen, tanto per rimanere su pilastri britannici, ha trovato un felice incontro di dramma e commedia, mirato proprio a scoprire e dar risalto ai risvolti più intimi e privati del carattere del suo personaggio, iconico per eccellenza, almeno in Gran Bretagna. Ruolo che ha valso ad Helen Mirren la, meritatissima, Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Proprio di recente, Clint Eastwood con J. Edgar ha scelto invece di far parlare in prima persona il suo personaggio (la voce fuori campo del protagonista Leonardo Di Caprio passando per l'autobiografia di Edgar), evitando di sfoderare giudizi espliciti e comunque leggibili tra le

    righe. Per altri versi Phyllida Lloyd con The Iron Lady, ha fatto una scelta analoga, e pur distante nella dinamica di conduzione, a quella eastwoodiana: ha cercato un suo modo per guardare intimamente al personaggio in questione, l'ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher, non facile da scoprire e trattare da nessun punto di vista, oltretutto non disponendo di grandi strumenti, visto che il marito ormai defunto, l'unico che avrebbe potuto - ma avrebbe voluto? - testimoniare sulla vera personalità della consorte, oltre che su dinamiche decisionali sul piano professionale e familiare, non può più farlo.

    Ma al di là delle rimostranze di dissenso manifestate soprattutto sul campo politico britannico - qualcuno ci è andato giù pesante tacciando la pellicola alla stregua di 'pagliacciata' e tentando il boicottaggio della proiezione - la scelta strutturale narrativa di Phyllida Lloyd per The Iron Lady si rivela un meccanismo funzionante piuttosto fluido, valido espediente

    atto ad alleggerire la pesantezza di spicchi di un vissuto inevitabilmente ricalcabili su dinamiche ed eventi di politica allo stato puro: si tratta di una struttura, felicemente dissimmetrica, articolata tra il precario presente di un'anziana signora, condiviso tra schegge di realtà e porzioni ben più grandi e dominanti provenienti dal suo passato, privato e soprattutto professionale, divenuto una presenza pressoché costante nello stesso presente. Ne è prova l'interazione che l'anziana Thatcher (incarnata sottilmente dall'inossidabile Meryl Streep nuovamente in corsa per l'Oscar) intrattiene con il marito ormai defunto Denis (Jim Broadbent rapito da una levità umoristica charlottiana), una sorta di veicolo elettivo, specchio di coscienza della protagonista per autoconfessioni a dir poco pericolose, talora visibilmente inconfessabili a nudo persino a se stessa. Una condizione di inedita fragilità che le fa sentire la necessità del 'filtro-sostenitore' di una persona cara, indubbiamente la più vicina, per accettare a cose fatte il prezzo pagato

    al potere in prima persona in anni più verdi. E' il prezzo piuttosto salato pagato da una donna negli anni di un maschilismo oggettivamente imperante, ben più potente di quanto non sia rimasto nella società odierna - perché in misura ridotta sopravvive anche oggi - il cui enorme bagaglio di ambizione e determinazione sembrano averle reso indubbiamente meno pesante il sacrificio.

    E' questa un'autoconfessione per spicchi di ricordi filtrati da questa pressoché costante presenza (il marito defunto appunto) che si limita ad ammonire amorevolmente senza giudicare, quasi in un'indiretta intercessione per una sottesa richiesta di clemenza - sottoscritta da lei stessa "Volevo dare vita a qualcosa di nuovo..." - per tanto rigore e spietata determinazione, in tempi e circostanze che, come spesso succede, sembrano tanto lontani quanto attuali: la storia della 'medicina amara ma necessaria' sembra sventolata ad oltranza, allora in Gran Bretagna dalla Thatcher quanto oggi altrove, e francamente sta

    diventando pateticamente annosa! Schegge di documenti di repertorio per gli eventi storici più cruenti si intromettono poi con incisiva discrezione in questo 'biopic' rivisto e corretto alla luce di una donna che sembra qui essersi imposta di essere 'di ferro' su tutta la linea, per poter, secondo i suoi personali intendimenti, svolgere al meglio delle possibilità il suo ruolo e dare un contributo al Paese, lasciando un segno nella storia: "Devi essere esperto se vuoi stare alla guida..." non trascurando look e dizione (vedi le esercitazioni vocali come ne Il discorso del re, in questo caso solo per correggere l'intonazione).

    Piuttosto significativa, in tal senso, la sequenza che vede i bambini intenti a trattenere una madre protesa su altro registro e che non indugia per evitare di tornare sui suoi passi e recedere dall'obiettivo puntato sul versante politico di contro alle esigenze di famiglia. Una sorta di soldato un pò crudele

    che ha voluto credere alla legittimità del sacrificio di molte vite pur di non cedere agli invasori (la sanguinosa vicenda delle Isole Falkland) pensando fosse sufficiente condividere per lettera il dolore delle famiglie delle vittime. E' probabile che l'etica spielberghiana promossa con Salvate il soldato Ryan fosse del tutto estranea a quella politica del 'costi quel che costi' perseguita dalla Thatcher ma qui, in The Iron Lady, le è stata data la possibilità di guardarsi indietro, rileggere le ragioni che l'hanno spinta a tanto, e riflettere, se possibile, quando la stagione dei saldi, degli sconti, va volgendo al termine. Nel caso facesse troppo male, come consigliatole affettuosamente dallo stesso Denis (Broadbent): "Meglio non scavare troppo nei ricordi, non sai cosa potresti trovare...!".

    Bibliografia:

    Nota: Si ringrazia Silvia Palermo (QuattroZero Quattro)

    Pressbook:

    PRESSBOOK ITALIANO di THE IRON LADY

    Links:

    • Meryl Streep

    • Jim Broadbent

    • Olivia Colman

    • THE IRON LADY - INTERVISTA alla regista PHYLLIDA LLOYD (Interviste)

    • THE IRON LADY - INTERVISTA alla sceneggiatrice ABI MORGAN (Interviste)

    • THE IRON LADY - INTERVISTA all'attrice MERYL STREEP (Interviste)

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    Galleria Video:

    The Iron Lady - trailer

    The Iron Lady - trailer (versione originale)

    The Iron Lady - clip 'Benvenuta in manicomio'

    The Iron Lady - clip 'La voce di un leader'

    The Iron Lady - clip 'Una donna Primo Ministro'

    The Iron Lady - clip 'Le voglio indietro'

    The Iron Lady - intervista video a Meryl Streep 'Margareth 'Maggie' Thatcher' (versione originale sottotitolata)

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