ARCHIVIO HOME PAGE

SPECIALI

FLASH NEWS

  • • Ultime News
  • • Archivio News
  • ANTEPRIME

    RITRATTI IN CELLULOIDE

    MOVIES & DVD

  • • In programmazione
  • • Di prossima uscita
  • • New Entry
  • • Archivio
  • • Blu-ray & Dvd
  • CINEMA & PITTURA

    CINESPIGOLATURE

    EVENTI

    TOP 20

  • • Films
  • • Attrici
  • • Attori
  • • Registi
  • LA REDAZIONE

    • Registi

    • Attori

    • Attrici

    • Personaggi

    • L'Intervista

    • Dietro le quinte

    Avengers: Endgame

    AVENGERS: ENDGAME

    Dal 24 Aprile

    "È stato un esperimento davvero unico. Sono 10 anni di storytelling ....
    [continua]

    The Song of Names

    THE SONG OF NAMES

    New Entry - Clive Owen e Tim Roth protagonisti di una "storia poliziesca emotiva" .... [continua]

    Il professore e il pazzo

    IL PROFESSORE E IL PAZZO

    Ancora al cinema - Tra i più attesi!!! - La prima volta insieme .... [continua]

    Home Page > Movies & DVD > La solitudine dei numeri primi

    LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI: UN COMMOVENTE MEDITAZIONE SULLA SOLITUDINE, SULL'AMORE E SULLE CONSEGUENZE DELL'INFANZIA

    67. Mostra del Cinema di Venezia (1-11 Settembre 2010) - IN CONCORSO - RECENSIONE - Dal 10 SETTEMBRE

    "E’ la storia dei corpi di Alice e Mattia. Del loro stravolgimento nel corso di un ventennio (1984-2007). Credo che LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI sia un horror sentimentale sulla famiglia e sulla sua impossibile emancipazione, accompagnato dalle note blu elettrico di un synt analogico... La fortuna di un romanzo come quello di Giordano, best seller da un milione e mezzo di copie con grande capacità di penetrazione, è anche stata merito di un titolo forte e di una copertina riuscita. Dunque, per avere la libertà di mutare la storia e renderla nuova al ai sensi del lettore/spettatore, abbiamo cercato di fare un lavoro sul colore verde della copertina dell’edizione Mondadori: il colore che l’inconscio del lettore associa al libro ritorna spesso nel film. In questo modo lo spettatore, pur trovandosi di fronte a qualcosa di diverso nella forma e nella sostanza, noterà una forte verosimiglianza con il materiale di partenza. La memoria di un best seller reperibile ovunque, tra le pile delle librerie come negli scaffali degli autogrill, è rappresentata dal volto ambiguo e inquieto di una ragazza che guarda 'qualcosa' tra le foglie di un cespuglio: Cosa guarda? Abbiamo usato questa domanda come architrave per costruire la nuova storia. Nel film il verde delle foglie che ritorna come elemento cromatico raggiunge il suo culmine quando Alice, all’apice del suo digiuno, trapassa il tempo attraversando un tunnel di foglie che la porta dalla sua casa nel 2007 a quella di Mattia nel 1984, la notte dell’abbandono della sorellina. La ragazza ritratta nella copertina sta guardando il dolore originario dell’uomo che la completerebbe. Sta guardando la sua assenza".
    Il regista e co-sceneggiatore Saverio Costanzo

    (La solitudine dei numeri primi ITALIA 2010; drammatico; 118'; Produz.: Offside/Bavaria Pictures/Les Films Des Tournelles/Le Pacte/Medusa Film; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana La solitudine dei numeri primi

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: La solitudine dei numeri primi

    Titolo in lingua originale: La solitudine dei numeri primi

    Anno di produzione: 2010

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Saverio Costanzo

    Sceneggiatura: Saverio Costanzo e Paolo Giordano

    Soggetto: Saverio Costanzo e Paolo Giordano.

    Dall'omonimo romanzo, opera prima di Paolo Giordano, edito da Mondadori (Premio Strega e Premio Campiello opera prima 2008). Romanzo di formazione, narra le vite parallele di Alice e Mattia attraverso le vicende spesso dolorose che ne segnano l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta.

    TRAMA DEL ROMANZO:

    Il romanzo racconta la storia di due persone, entrambe torinesi, Alice Della Rocca e Mattia Balossino, le cui vite vengono gravemente segnate da vicende accadute nella loro infanzia. Sebbene Torino non sia mai menzionata in modo esplicito, vengono fatti riferimenti alla chiesa della Gran Madre, dove si svolge il matrimonio di Viola Bai, ed alla basilica di Superga.

    Alice viene presentata come una bambina di sette anni che pur odiando la scuola di sci e non mostrando alcuna attitudine particolare per questo sport, viene costretta a frequentarne un corso dal padre, che nutre grandi aspettative nei suoi confronti. Una mattina, Alice si separa dal resto del gruppo e, nel tentativo di tornare a valle, finisce in un dirupo rimanendo gravemente ferita. La ragazza rimarrà zoppa per il resto della vita.

    Mattia è un bambino dotato ed intelligentissimo, al contrario della gemella Michela che invece è affetta da una forma di ritardo mentale. Isolato dal resto dei coetanei per via della sua "scomoda" sorella, Mattia vive la propria infanzia in solitudine. Poi, un giorno, per poter partecipare alla festa di compleanno di un compagno di classe, lascia la sorella in un parco, pensando di andarla a riprendere più tardi. Ma al suo ritorno Michela è scomparsa, probabilmente annegata in un fiume vicino.

    Questi avvenimenti segnano profondamente la vita dei due ragazzi. Il racconto si sposta nel periodo della loro adolescenza: Alice soffre di anoressia ed è snobbata dai ragazzi per la zoppia. Con una vita sociale pressoché nulla, Alice attira l'attenzione di Viola Bai, compagna di classe molto popolare, che decide di ammetterla nel proprio giro di amicizie. Grazie all'incoraggiamento di Viola, Alice conosce Mattia. Quest'ultimo è un ragazzo problematico: non ha alcun interesse nelle interazioni sociali e ha una malsana attitudine all'autolesionismo.

    Alice e Mattia stringono un'amicizia particolare: ognuno svolge la propria esistenza autonomamente, ma ogni volta tornano a cercarsi. Continuano a frequentarsi anche dopo il liceo, quando Mattia si iscrive a matematica e Alice sviluppa la propria passione per la fotografia. Nel frattempo, Fernanda, la madre di Alice, si ammala di un tumore e viene fatta ricoverare in ospedale. Lì, Alice conoscerà Fabio Rovelli, un giovane medico. Mattia intanto consegue la laurea ed ottiene un prestigioso posto di lavoro in Scandinavia, che non sa se accettare. In questo periodo della sua vita, Mattia racconta per la prima volta ad Alice la storia di Michela, e per la prima volta i due ragazzi si scambieranno un bacio. Ciò nonostante un litigio fra Alice e Mattia convince il ragazzo a partire. Alla fine Fernanda muore ed Alice sposa Fabio, mentre Mattia vive in Scandinavia in solitudine.

    Il matrimonio tra Fabio ed Alice declina lentamente: Fabio infatti vuole un figlio da Alice, ma lei, non avendo più le mestruazioni da anni per via dell'anoressia, non può restare incinta. La coppia si separa e Alice cade in depressione. Nel frattempo Mattia esercita in Scandinavia la professione di insegnante di topologia algebrica e conosce un collega, Alberto, anch'esso italiano. I due fanno un'importante scoperta che riguarda l'algebra e vanno a festeggiare a casa di Alberto. Lì, Mattia conosce una donna, Nadia, amica del collega, con cui passerà una notte di sesso. Alice decide di tornare in ospedale a chiarire il rapporto con Fabio, però vede una ragazza che somiglia molto a Mattia, e che ad Alice fa tornare in mente Michela, la gemella scomparsa. Nonostante non sia sicura di quanto ha visto, Alice decide di avvisare Mattia.

    Mattia, pur non sapendo di cosa si tratti, accorre all'invito di Alice di raggiungerla e torna in Italia. Alice non trova il coraggio di raccontare a Mattia ciò che credeva di aver visto, ma i due amici passano un pomeriggio insieme e approfittando di un momento, la ragazza lo bacia, scoprendo così di essere ancora innamorata di lui. Nonostante ciò non riescono a superare il muro di solitudine che li separa, e Mattia ripartirà senza che il loro rapporto abbia avuto alcuno sviluppo.

    I due ragazzi sono infatti paragonati a due numeri primi gemelli (i numeri primi che differiscono tra loro di due): accomunati dalle stesse particolarità, attratti l'uno verso l'altra, non riescono mai ad unirsi, separati da un solo invalicabile ostacolo.

    Da: www.wikipedia.org.

    Cast: Alba Rohrwacher (Alice)
    Luca Marinelli (Mattia)
    Filippo Timi (Clown)
    Isabella Rossellini (Adele)
    Maurizio Donadoni (Umberto)
    Martina Albano (Alice bambina)
    Arianna Nastro (Alice adolescente)
    Tommaso Neri (Mattia bambino)
    Vittorio Lomartire (Mattia adolescente)
    Aurora Ruffino (Viola)
    Giorgia Pizzo (Michela bambina)
    Roberto Sbaratto (Pietro)
    Giorgia Senesi (Elena)

    Musica: Mike Patton

    Costumi: Antonella Cannarozzi

    Scenografia: Antonello Geleng, Marina Pinzuti Ansolini

    Fotografia: Fabio Cianchetti

    Montaggio: Francesca Calvelli

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    1984, 1991, 1998, 2007… Lungo questi anni le vite di Mattia e Alice scorrono parallele senza mai riuscire a congiungersi. Due infanzie difficili, compromesse da un avvenimento terribile che segnerà le fragili esistenze dei protagonisti fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Mattia e Alice, portano dentro e fuori di loro i segni del passato. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli ad un isolamento inevitabile ma consapevole.

    IN DETTAGLIO:

    I numeri primi sono divisibili soltanto per uno e per se stessi. Sono numeri solitari e incomprensibili agli altri. Alice e Mattia sono entrambi “primi”, entrambi perseguitati da tragedie che li hanno segnati nell'infanzia: un incidente sugli sci per Alice, che le ha causato un difetto a una gamba, la perdita della sorella gemella per Mattia. Quando, da adolescenti, s'incontrano nei corridoi di scuola, riconoscono il proprio dolore l'uno nell'altra.
    Crescendo, i loro destini s'intrecciano in un'amicizia speciale, finché Mattia, laureatosi in fisica, non decide di accettare un posto di lavoro all'estero. I due si separano per molti anni e sarà una sequenza di eventi a ricongiungerli, per riportare in superficie una quantità di emozioni mai confessate e costringere Alice e Mattia ad affrontare la domanda delle loro esistenze: due numeri primi potranno mai trovare un modo per essere insieme?

    Dal >Press-Book< de La solitudine dei numeri primi

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Un film come questo o lo si odia o lo si ama alla follia. Io sono tra quelli - pare pochi - che lo hanno amato alla follia. E detto da me che non sono certo una patita del cinema italiano, cui guardo sempre con un certo sospetto, accordando normalmente altre preferenze su scala internazionale, è già un segnale forte. Questo film era indubbiamente una sfida alla luce della implicita responsabilità nei confronti dell’acclamato best seller La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. Una iperbole del dolore condotta attraversando una dinamica già alternata fin dalle origini letterarie dei due protagonisti nell’arco di un ventennio, delicata, incompiuta, si direbbe per sottrazione, soprattutto di immagini. Come dar corpo e anima ad una materia così sottilmente tragica e imponente?

    La consapevolezza di tanta responsabilità, la ricerca di una cifra stilistica di rispetto, di valorizzazione del messaggio letterario nella sua trasposizione cinematografica, ha poi

    portato, pare a seguito di qualche tentennamento iniziale sul da farsi, al diretto coinvolgimento del giovane e geniale scrittore Paolo Giordano nel processo della sceneggiatura. E, personalmente, trovo che il risultato finale della trasposizione in celluloide ad opera del regista Saverio Costanzo (Private) approdi, in tutta raffinatezza ed eleganza, secondo un’impronta in cui si fatica a riconoscere la mediocrità degli stardard italiani, ad uno sguardo di grande impatto emotivo, sostanzialmente complementare a quello letterario. Un tipo di sguardo che Costanzo raggiunge cavalcando in maniera intelligente la metafora: per immagini, scelte cromatiche e musicali, silenzi viscerali, rumori e cadenze sonore, nonché il generoso e spettacolare ricorso a filtri particolari, passando ora per le dominanti di un blu elettrico (fin dai titoli di testa), ora di un ‘profondo rosso’ o magari per le aure rarefatte, nebulizzate e soffuse che una fotografia mozzafiato rende speculari a stati d’animo non certo facili di per

    sé da riprodurre per immagine, soprattutto alla luce della reale portata del loro incontenibile spessore e complessità.

    I tagli adoperati sugli scorci narrativi presenti nel libro rendono poi ancor più potente e incisiva la prospettiva di questo nuovo sguardo con cui si torna, per altri versi, a seguire le orme questi due destini incrociati sull’argine delle rispettive sofferenze e di una storia d’amore così elettivamente ‘sospesa’: là dove un sapiente e consapevole montaggio allenta o intensifica il ritmo delle alternanze dei due percorsi nelle diverse età, nei vari momenti chiave, sfumando e riprendendo, ora su un motivo ora sull’altro, a tutto vantaggio di una potenza espressiva che non viene mai meno e che non si fa mancare svariati climax che le stesse immagini potranno comunicarvi più di quanto non possa io stessa tradurvi in parole. Potenza che emerge fin da quella sorta di prologo con la recita mascherata solo apparentemente legata

    ad un paragrafo di cronaca d’infanzia, in cui la dinamica di ripresa e la generosa incidenza su specchi e superfici riflettenti sembra, per qualche momento, riprendere le fila di quella valenza visionaria - che torna ad affacciarsi più avanti mutata di segno - in bilico tra lo sguardo vagamente inquietante del doppio sè, in altro modo introdotto da Darren Aronofsky per il suo Black Swan presentato in apertura in questa stessa edizione lagunare dell’annuale mostra del cinema. Non è così un caso che Costanzo faccia poi ricorso ad inserti imprestati dai Goblin o da Ennio Morricone sull’onda de L’uccello dalle piume di cristallo, inserti che richiamano volutamente ad atmosfere di un horror qui poi così marcatamente interiorizzato. Repertorio allargato a motivi diversi per una sorta di ricercata ‘storicizzazione’ di questa elettiva ‘epica dei corpi’ sublimata dalle viscerali interpretazioni di Alba Rorhwacher (Alice) così come dall’esordiente Luca Marinelli (Mattia), imponenti su

    quel fitto scenario collettivo in cui Isabella Rossellini si ritaglia l’interessante ritratto della madre di Mattia.

    Così la delicatezza letteraria non solo non è tradita ma regalmente celebrata in tutto il film mentre si prepara ad incontrare il suo climax finale.

    Links:

    • Saverio Costanzo (Regista)

    • Alba Rohrwacher

    • Filippo Timi

    • Luca Marinelli

    • 67. Mostra del Cinema di Venezia: LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI - INTERVISTA al regista SAVERIO COSTANZO (Interviste)

    1 | 2

    Galleria Video:

    La solitudine dei numeri primi - trailer

    TOP 20

    Dai il tuo voto


    <- torna alla pagina Movies & DVD

    Torna a casa, Jimi! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro

    TORNA A CASA, JIMI! 10 cose da non fare quando perdi il tuo cane a Cipro

    RECENSIONE - Un padrone pronto a tutto per il suo amico a quattro zampe nel .... [continua]

    Shazam!

    SHAZAM!

    RECENSIONE in ANTEPRIMA - Dal 3 Aprile

    "Per me la grande attrazione del personaggio ....
    [continua]

    Cafarnao - Caos e miracoli

    CAFARNAO - CAOS E MIRACOLI

    VINCITORE del Premio della Giuria a Cannes 2018 - Dall'11 Aprile

    "'Cafarnao' ....
    [continua]

    Book Club - Tutto può succedere

    BOOK CLUB - TUTTO PUO' SUCCEDERE

    RECENSIONE - Dal 4 Aprile

    "A Hollywood, nella società, c'è una fortissima discriminazione dell'età ....
    [continua]

    Dumbo

    DUMBO

    Ancora al cinema - RECENSIONE in ANTEPRIMA - Dal 28 Marzo

    "L’idea di ....
    [continua]

    Bentornato Presidente

    BENTORNATO PRESIDENTE

    Ancora al cinema - RECENSIONE - Il Presidente Peppino Garibaldi (Claudio Bisio) torna a .... [continua]

    Green Book

    GREEN BOOK

    Ancora al cinema - VINCITORE agli OSCAR 2019 di 3 statuette: 'Miglior Film', .... [continua]