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NOI CREDEVAMO: LA STORIA PIU' SCONOSCIUTA DELLA NASCITA DEL PAESE, DEI CONFLITTI IMPLACABILI TRA I 'PADRI DELLA PATRIA', DELL'INSANABILE FRATTURA TRA NORD E SUD, DELLE RADICI CONTORTE SU CUI SI E' SVILUPPATA L'ITALIA IN CUI VIVIAMO
Di nuovo nelle sale il film simbolo dei 150 anni dell'UNITA' D'ITALIA - Dalla 67. Mostra del Cinema di Venezia - RECENSIONE IN ANTEPRIMA -
"In Italia nel 2011 ricorrerà il centocinquantesimo anniversario dell’unità del paese, un tema oggi cruciale e molto discusso. 'Noi credevamo' tratta di alcuni aspetti della lotta che si è combattuta per realizzare questa unità, ma non è un film di occasione. L’ho immaginato sette anni fa, e non avrei mai creduto che la sua realizzazione avrebbe necessitato di tempi così lunghi. In tanti vi abbiamo lavorato ostinatamente per anni: ora che il viaggio è approdato fatalmente a questa data e alla mostra di Venezia, città simbolo di quella lotta, non possiamo che esserne felici".
Il regista e co-sceneggiatore Mario Martone
(Noi credevamo ITALIA/FRANCIA 2009; drammatico; 204'; Produz.: Palomar / Les Films d'Ici, in collaborazione con Rai Cinema / Rai Fiction / arte France Cinéma e con il supporto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) / Film Commission Torino-Piemonte / Apulia Film Commission / Regione Puglia / Regione Piemonte; Distribuz.: 01 Distribution)
Trailer
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Titolo in italiano: Noi credevamo
Titolo in lingua originale:
Noi credevamo
Anno di produzione:
2009
Anno di uscita:
2010
Regia: Mario Martone
Sceneggiatura:
Mario Martone e Giancarlo De Cataldo
Soggetto: Liberamente ispirato a vicende storiche realmente accadute e al romanzo di Anna Banti “Noi credevamo”
Cast: Luigi Lo Cascio (Domenico)
Valerio Binasco (Angelo)
Francesca Inaudi (Cristina di Belgiojoso giovane)
Guido Caprino (Felice Orsini)
Renato Carpentieri (Carlo Poerio)
Ivan Franek (Simon Bernard)
Andrea Bosca (Angelo giovane)
Edoardo Natoli (Domenico giovane)
Luigi Pisani (Salvatore)
Stefano Cassetti (Carlo Rudio)
Michele Riondino (Saverio)
Franco Ravera (Antonio Gomez)
Andrea Renzi (Sigismondo di Castromediano)
Anna Bonaiuto (Cristina di Belgiojoso)
Toni Servillo (Giuseppe Mazzini)
Roberto De Francesco (Don Ludovico)
Luca Barbareschi (Antonio Gallenga)
Fiona Shaw (Emilie Ashurst Venturi)
Luca Zingaretti (Francesco Crispi)
Alfonso Santagata (Saverio o’trappetaro)
Peppino Mazzotta (Carmine)
Edoardo Winspeare (Nisco)
Giovanni Calcagno (Attore della Vicaria)
Vincenzo Pirrotta (2° Attore della Vicaria)
Musica: Hubert Westkemper
Costumi: Ursula Patzak
Scenografia: Emita Frigato
Fotografia: Renato Berta
Montaggio: Jacopo Quadri
Effetti Speciali: Ivan Tozzi (effetti visivi)
Makeup: Vittorio Sodano
Casting: Paola Rota e Raffaele Di Florio
Scheda film aggiornata al:
23 Marzo 2011
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Sinossi:
Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del processo risorgimentale per l’unità d’Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche.
Commento critico (a cura di SONIA CINCINELLI)
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In Noi credevamo, Mario Martone porta in scena la storia di tre rivoluzionari, Domenico, Angelo e Salvatore che maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, attraverso quattro episodi riferiti all'unità d'Italia il regista esplora gli stati d'animo dei protagonisti sospesi tra rigore morale e pulsione omicida. Tutto questo li rende schizzofrenici nella completa coerenza delle loro scelte. Una pellicola che ha avuto una lunga gestazione con lunghi anni di duro lavoro. Film in concorso al sessantasettesimo Festival di Venezia in odore di premio, proprio per gli eventi attuali che hanno investito l'opera di Martone. Infatti in corrispondenza dell'inizio del Festival, è stato ucciso Angelo Vassallo il sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, da nove proiettili sparati da efferati sicari camorristi. Il sindaco, obbiettivo della malavita organizzata per le sue politiche progressiste, era stato invitato al Festival di Venezia per presentare proprio il film di Martone, |
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ma misteriosamente il primo cittadino di Pollica ha chiesto di essere sostituito per l'evento. Semplici coincidenze?
Noi credevamo è un kolossal ed un affresco vivido di un'epoca con un'attenzione particolare ai mutamenti della psicologia dei personaggi coinvolti nell'azione. Ironia della sorte anche uno dei protagonisti si chiama Angelo come il sindaco ucciso. Negli occhi dell'Angelo cinematografico ritroviamo la stessa voglia di cambiare il mondo dello sventurato sindaco. Valerio Binasco, che interpreta Angelo adulto, attraversa magistralmente tutti gli stati d'animo contrastanti di un rivoluzionario diviso moralmente. Binasco è l'attore che convince di più insieme a Tony Servillo che interpreta Giuseppe Mazzini, delude un po' l'interpretazione di Luigi Lo Cascio.
Molto più di una lezione di Storia quella di Martone e il montaggio di Jacopo Quadri conferisce il giusto ritmo all'opera che, anche se molto lunga, non getta lo spettatore nella narcolessia totale. Imponente e realistica la scenografia di Emita Frigato che sta |
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dimostrando di meritare un posto di riguardo nella storia del cinema. La sceneggiatura del film è stata liberamente ispirata a vicende storiche realmente accadute e all'omonimo romanzo di Anna Banti. Questo elemento è molto importante, in quanto è necessario portare alla luce una letteratura che per troppo tempo la Storia ha sepolto perché fatta di uomini e per gli uomini. Esplorando gli eventi storici anche dal punto di vista dei “personaggi minori”, che poi non lo sono per niente, si scopre che la Storia è fatta da donne straordinarie, innovatrici e geniali: come Anna Banti e tante altre scrittrici, giornaliste, poetesse, pensatrici e anche donne di cinema, come giornaliste cinematografiche e registe. Si tende a ricordare spesso le donne solo per le loro professioni di attrici e modelle, ma queste sono molto di più.
Così il compito di Martone si rivela ben fatto e necessario in un Italia che ha bisogno |
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di capire e ricordare il passato. Anche se il cinema oggi non ha più il potere di educare le masse (come fino agli anni Cinquanta) si spera che almeno i cinefili e il pubblico sensibile capiscano la lezione perché una vicenda come quella del sindaco di Pollica non si ripeta mai più.
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Pressbook:
PRESSBOOK in ITALIANO
Links:
• Mario Martone (Regista)
Galleria Fotografica:
Galleria Video:
Noi credevamo - trailer
Noi credevamo - trailer HD
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