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    Home Page > Movies & DVD > Brothers

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    2 Nomination ai Golden Globe Awards 2010
    RECENSIONE in ANTEPRIMA - Dal 23 DICEMBRE

    "Per me, questa storia parla di famiglia. Non è tanto il fatto di uccidere le persone, ma l’effetto che queste azioni hanno sui vivi”.
    Il produttore Sigurjon Sighvatsson

    "La pellicola originale (quella danese di Susanne Bier) era un’esplorazione magnifica di due aspetti: quali sono le cose che formano un uomo nella sua vita e quali quelle che lo distruggono? Per il fratello più giovane, ex galeotto, far parte di una famiglia lo risolleva dall’orlo
    dell’autodistruzione. E invece il fratello maggiore, che ha rappresentato un pilastro in tutta la sua vita, viene quasi distrutto dalla guerra, la prigionia e la perdita violenta della chiarezza morale. I due fratelli quasi si scambiano di ruolo ed era questa dinamica che mi attirava e mi ha spinto a esplorare la storia in un contesto americano
    ”.
    Il produttore Michael De Luca

    "Sono due fratelli, uno che ha sempre seguito un percorso corretto e ha ottenuto grandi risultati senza deludere nessuno, mentre il fratello minore è
    quello che ha sempre combinato casini
    ".
    Lo sceneggiatore David Benioff

    "I Cahill fanno parte della classe operaia, un ambiente che conosco bene. Loro sono distrutti dalla guerra e la pellicola parla di come rimettere assieme i pezzi... l’esperienza di Sam in Afghanistan va oltre la comprensione comune e cambia la storia. E’ ben superiore a una semplice tragedia e io ero attirato dalle emozioni eccessive che emergono da questa situazione".
    Il regista Jim Sheridan

    (Brothers, USA 2009; Drammatico; 108'; Produz.: Michael De Luca Productions/Lionsgate/ Relativity Media; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Brothers

    Rating by
    Celluloid Portraits:


    Trailer

    Titolo in italiano: Brothers

    Titolo in lingua originale: Brothers

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Jim Sheridan

    Sceneggiatura: David Benioff

    Soggetto: Basato sul dramma danese del 2004 Non desiderare la donna d’altri, scritto e diretto da Susanne Bier.

    Cast: Natalie Portman (Grace Cahill)
    Tobey Maguire (Sam Cahill)
    Jake Gyllenhaal (Tommy Cahill)
    Bailee Madison (Isabelle Cahill)
    Taylor Geare (Maggie Cahill)
    Patrick Flueger (Joe Willis)
    Sam Shepard (Hank Cahill)
    Mare Winningham (Elsie Cahill)
    Clifton Collins Jr. (Maggiore Cavazos)
    Josh Berry (Sergente Freeman)

    Musica: Thomas Newman

    Costumi: Durinda Wood

    Scenografia: Tony Fanning

    Fotografia: Frederick Elmes, ASC

    Montaggio: Jay Cassidy, ACE

    Casting: Avy Kaufman

    Scheda film aggiornata al: 20 Giugno 2010

    Sinossi:

    Quando un marine pluridecorato viene dato per disperso in Afghanistan, a casa, suo fratello minore, considerato la pecora nera della famiglia, inizia ad occuparsi di sua moglie e delle sue due figlie.
    Le conseguenze ribalteranno i ruoli e metteranno in discussione le fondamenta dell’intera famiglia.
    BROTHERS racconta l’avvincente storia di due fratelli: il trentenne, Capitano Sam Cahill (Tobey Maguire) e suo fratello minore Tommy Cahill (Jake Gyllenhaal), che rappresentano due personalità opposte. Sam, un marine in procinto di partire per la sua quarta missione, è un affidabile padre di famiglia sposato con la fiamma del liceo, Grace (Natalie Portman), con cui ha avuto due bimbe (Bailee Madison, Taylor Grace Geare). Tommy è invece il carismatico fratello minore, uno sbandato appena uscito di prigione, che ha sempre puntato sul suo fascino e sulla sua carica di simpatia. Perfino alla cena di commiato di Sam con la famiglia riunita e i loro genitori, Elsie (Mare Winningham) e Hank Cahill (Sam Shepard), un marine in pensione, presenti, Tommy non rinuncia al suo ruolo di provocatore.
    Inviato in Afghanistan, Sam viene considerato morto quando il suo elicottero Black Hawk viene abbattuto sulle montagne. A casa, la famiglia Cahill deve improvvisamente affrontare un vuoto scioccante, e Tommy cerca di sostituire il fratello facendosi carico di nuove responsabilità per sé, Grace, e le bambine.
    Ma Sam non è morto: insieme ad un commilitone è stato catturato dai combattenti talebani. E mentre nelle remote Montagne del Pamir in Afghanistan, Sam subisce traumi che minacciano di privarlo della sua umanità, in patria Tommy si responsabilizza ed acquisisce una nuova consapevolezza di sè. E nel dolore e nella stranezza delle loro nuove vite, Grace e Tommy iniziano a sentirsi attratti l’uno dall’altra. La freddezza che aveva sempre caratterizzato il loro rapporto si dissolve, ma entrambi sono impauriti e provano vergogna per l’attrazione reciproca che è subentrata.
    Quando Sam inaspettatamente ritorna negli Stati Uniti, estremamente traumatizzato dai giorni di prigionia, diventa scostante e sempre più sospettoso nei confronti del nuovo legame che unisce il fratello alla moglie. Così, con i ruoli che ora sono quasi ribaltati, Sam e Tommy finiscono per fronteggiarsi in uno scontro sia fisico che psicologico. In questa deriva familiare in continua evoluzione, chi sarà il vincitore? E come faranno i due fratelli a superare questo confronto che si gioca sul piano emotivo dell’amore fraterno e coniugale?

    Commento critico (a cura di ERMINIO FISCHETTI)

    Quello che si prova alla fine della visione di questo film è la sensazione di trovarsi di fronte ad un’occasione mancata. C’erano tutti gli ingredienti per rendere questo Brothers, basato sull’apprezzata pellicola danese Non desiderare la donna d’altri di Susanne Bier, un ottimo lavoro: il grande regista, il grande cast, la grande storia. Eppure qualcosa sfugge, come se all’interno della ricetta mancasse l’ingrediente segreto. L’opera dell’irlandese Jim Sheridan si rivela, così, priva di alcuni tasselli della storia, le sfumature della sceneggiatura non sembrano del tutto al loro posto, e quelle emozioni, quelle sensazioni, che temi come quelli della guerra e dei delicati rapporti e meccanismi famigliari dovrebbero trasmettere in tali situazioni, restano nell’oblio di una correttezza che scade nell’indifferenza e a volte lasciano il posto a qualche interrogativo a proposito della loro veridicità e del loro realismo.

    La pellicola, però, parte molto bene descrivendo con asciuttezza il rapporto fra

    i due fratelli e il modo differente con cui sono guardati dal padre, fiero nei confronti dell’eroe di guerra, deluso per quelli dell’ex-carcerato, e i conseguenti ruoli rivestiti all’interno di una famiglia perfettamente incasellata negli standard medi americani. Ma nella parte centrale, nel voler focalizzarsi su due binari, il film ad un certo punto perde di vista entrambi. Infatti, sia il triangolo amoroso (a conti fatti solo vagamente accennato) sia le conseguenze psicologiche di un uomo che ritorna dall’Afghanistan e del disagio creato ai famigliari vengono affrontati senza trasporto, senza un reale approfondimento, e anche quando il film sembra che stia per cedere a qualcosa di più, che qualche molla straordinaria stia per scattare nel suo meccanismo improvvisamente ritorna sui suoi passi. E viene una rabbia e un dispiacere terribile in questi casi perché lo spettatore soffre per tutto quello che viene lasciato in potenza e non sfruttato, vuole afferrare,

    sentire, provare, soffrire e immergersi nella tragedia di queste vite raccontate e non gliene viene concessa la totale possibilità. Involontariamente, sono i personaggi stessi (in particolare quelli della moglie e del padre) ad apparire freddi e distaccati di fronte a quello che sta capitando alla persona che dicono di amare di più. Inoltre, come al solito nella lunga tradizione dei film americani sui veterani di guerra, anche in questo caso, il ruolo femminile della donna divisa, si fa per dire, fra i due uomini (il cui plot sembra una strana mescolanza fra Il cacciatore e Pearl Harbor) viene sviluppato in maniera alquanto stantia e superficiale: non trasmette le emozioni che, si intuisce, debba possedere e, fondamentalmente, oltre a spaventarsi e piangere di fronte alle reazioni del marito, Grace appare come una donna egoista, inutile e incapace di aiutarlo nel suo doloroso viaggio interiore così come non prende una posizione nel

    suo rapporto con Tommy.

    Fanno il loro dovere i tre protagonisti, anche se Natalie Portman non sembra molto in parte come giovane sposa e madre di famiglia di un soldato e Tobey Maguire, nonostante la complessità del suo ruolo e tutti i suoi lodevoli sforzi, viene limitato dal suo faccino di bravo ragazzo. Sullo sfondo due grandi consumati interpreti come Sam Shepard e Mare Winningham nelle vesti di padre e matrigna dei due fratelli, mentre un particolare plauso và espresso per la piccola Bailee Madison, nelle vesti della piccola Izzy, la maggiore delle due figlie di Grace e Sam.

    Sheridan, solido, asciutto, ma al tempo stesso coinvolgente regista de Il mio piede sinistro, Nel nome del padre e In America, dirige meccanicamente, senza ispirazione e sentimento, un film che non appare nelle sue corde, forse perché narra di una storia che non sembra appartenergli e soprattutto di una realtà come quella

    americana distante da quella delle sue origini; nonostante questo, però, bisogna dargli atto che non và mai al di sotto della correttezza formale, così come l’apparato tecnico della confezione, composto di un montaggio alquanto scolastico per non dire inesistente, una fotografia piatta, se non dotata di qualche voluta sgranatura nella parte della prigionia di Sam in Afghanistan, una colonna sonora (di Thomas Newman) che c’è ma si dimentica.

    Links:

    • Jake Gyllenhaal (Attore)

    • Natalie Portman (Attrice)

    • Tobey Maguire (Attore)

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    Galleria Video:

    Brothers - trailer.wmv

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