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    Home Page > Movies & DVD > Un alibi perfetto

    UN ALIBI PERFETTO: MICHAEL DOUGLAS ANCORA SULL'ONDA DEL REMAKE IN NOIR. MA QUESTA VOLTA IL NOIR E' IN DIGITALE. VALE A DIRE UN SALTO NEL PASSATO (FRITZ LANG) IN CHIAVE MODERNA (PETER HYAMS)

    "Desideravo con tutto me stesso realizzare un film che non fosse stracarico di effetti speciali, come quelli che avevo diretto recentemente …. Desideravo dirigere un thriller, che avesse l’aspetto di un classico del genere noir, tranne il fatto che desideravo attori giovani. Non lo volevo interpretato da adulti... Il film che desideravo realizzare, con il mix di personaggi giovani e giornalismo, mi è sembrato assolutamente rilevante perché parla di avidità, di lussuria e di mancanza di onestà in contesti che dovrebbero essere regolati solo dall’onestà. E mi ha colpito perché ho pensato che i giovani potranno identificarsi facilmente perché parla di loro, parla di persone che pensano di sapere molto di più di quello che veramente sanno".
    Il regista, sceneggiatore e direttore della fotografia Peter Hyams

    "Esistono tutta una serie di remake che hanno avuto molto successo, film che attingono a vecchi generi, come i thriller di Hitchcock. Credo che il pubblico ami i film moderni che hanno un non so che di classico".
    L'attore Joel David Moore

    (Beyond a Reasonable Doubt USA 2009; Mistery drammatico; 105'; Produz.: ForesightUnlimited/RKO Pictures/Signature Pictures; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana Un alibi perfetto

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Un alibi perfetto

    Titolo in lingua originale: Beyond a Reasonable Doubt

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Peter Hyams

    Sceneggiatura: Peter Hyams

    Soggetto: Remake odierno del film Beyond a Reasonable Doubt (L'alibi era perfetto) diretto da Fritz Lang nel 1956 (il suo ultimo film americano) (*), il film di Peter Hyams riporta in auge il genere noir con numerosi colpi di scena.

    (*) scritto da Douglas Morrow e interpretato da Dana Andrews e Joan Fontaine.

    PRELIMINARIA - VEDERE ROSSO: La vita in 4K

    Per Peter Hyams e i suoi, uno degli aspetti più elettrizzanti di girare UN ALIBI PERFETTO è che UN ALIBI PERFETTO non è stato girato su pellicola ma utilizzando un nuovo mezzo tecnologico noto sotto il nome di “La macchina da presa rossache cattura i soggetti su un video digitale “4K” che assicura la stessa qualità di immagine e la stessa profondità di campo della pellicola a 35mm. Le difficoltà insite nel lavorare con una tecnologia così nuova rappresentano alcuni dei temi più rilevanti per l’industria cinematografica odierna e Hyams e i suoi attori sono stati degli autentici pionieri... Amante delle sperimentazioni e sempre desideroso di scoprire i nuovi mezzi che la tecnologia offre al mondo del cinema, la Macchina da Presa Rossa ha permesso a Hyams di proseguire la sua esplorazione creativa scoprendo nuovi orizzonti.

    Cast: Michael Douglas (Mark Hunter)
    Jesse Metcalfe (C. J. Nicholas)
    Amber Tamblyn (Ella Farrell)
    Orlando Jones (Ben Nickerson)
    Joel David Moore (Corey Finley)

    Musica: David Shire

    Costumi: Susanna Puisto

    Scenografia: James A. Gelarden

    Fotografia: Peter Hyams

    Montaggio: Jeff Gullo

    Effetti Speciali: Bob Trevino, Richard E. Perry e Jack Lynch

    Makeup: Rose Librizzi

    Casting: Ryan Glorioso

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Il giovane e talentuoso cronista C.J. Nichols (Jesse Metcalfe) si fa volontariamente coinvolgere in un processo per omicidio con il preciso scopo di smascherare i loschi affari del famoso procuratore distrettuale Mark Hunter (Michael Douglas) che ritiene corrotto. Il processo nell’aula di tribunale sarà lungo e complesso e, soprattutto, prenderà una piega del tutto inaspettata, anche alla luce del fatto che nulla è come sembra…

    IN DETTAGLIO:

    UN ALIBI PERFETTO racconta la storia di C.J. Nicholas, un giovane e ambizioso giornalista (interpretato da Jesse Metcalfe) (*) che indaga su un procuratore distrettuale corrotto facendosi passare per il maggiore indiziato di omicidio e finendo con l’essere incriminato a sua volta dallo stesso procuratore (interpretato da Michael Douglas) che ha scoperto l’inganno.

    Un giornalista desideroso di dimostrare l’insufficienza delle prove circostanziali usate da procuratore distrettuale corrotto con un curriculum incredibile decide di affrontare la questione facendosi accusare di omicidio. Ad accompagnarlo in questa folle avventura, c’è il suo collaboratore (interpretato da Joel David Moore) che seguirà ogni sua singola mossa essendo l’unico in grado di dimostrare la sua totale innocenza.
    Ma tra il piano di C.J e le ambizioni del procuratore Martin Hunter ci si mette la giovane assistente del procuratore, Ella (Amber Tamblyn). Tra i due giovani nasce una storia d’amore ma le cose si complicano mano a mano che il piano di C.J. va avanti implicando anche Ella. Ignara del piano di C.J, Ella si metterà contro il suo capo per portare a galla le prove e dimostrare la sua innocenza. E come in qualunque film 'noir' che si rispetti, il destino del nostro eroe è in serio pericolo… con la terribile prospettiva di un uomo innocente rinchiuso in prigione e un procuratore distrettuale determinato a diventare sindaco e godersi la sua ennesima vittoria…

    (*) Il protagonista della storia è un giornalista giovane, combattivo e ambizioso, C.J. Nicholas, fermamente convinto che il popolare e affermato procuratore distrettuale Mark Hunter abbia vinto una serie incredibile di 17 cause di altissimo profilo (contribuendo in maniera decisiva alla sua già eccellente fama) falsificando la prova del DNA. Deciso a smascherare questa storia di corruzione, C.J. mette in piedi un piano piuttosto ambizioso che prevede la falsificazione di una serie di prove circostanziali che lo indicheranno come principale indiziato di un omicidio, con l’obiettivo di svelare il trucco nel momento in cui il procuratore Hunter tirerà fuori la sua prova del DNA a sorpresa, smascherando così il procuratore corrotto. Ma Hunter si rivela un avversario molto più astuto e pericoloso del previsto e il giovane giornalista dovrà fare affidamento sull’amore e la fiducia di Ella Crystal, un giovane avvocato emergente che lavora nell’ufficio di Hunter, per salvare la carriera e la vita. Con un colpo di scena finale assolutamente inaspettato...

    Dal >Press-Book< di Un alibi perfetto

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Ed ecco di nuovo Michael Douglas nei panni di un altro personaggio doppio, Mark Hunter, la cui invidiabile e laccatissima facciata di procuratore di successo nasconde il lato oscuro di una persona altra, anche se non poi così straordinariamente originale: si tratta difatti di uno tra i tanti, purtroppo, arrampicatori sociali capaci di ogni cosa pur di scalare tutto lo scalabile per raggiungere la vetta sul piano della carriera professionale: nel caso specifico diventare governatore. Personaggio per il quale, d’altra parte, il regista Peter Hyams (Capricorn One e i celebri Sci-Fi Atmosfera Zero e 2010-L’anno del contatto, sequel di 2001: Odissea nello spazio) - con cui Douglas aveva peraltro già lavorato per Condannato a morte per mancanza di indizi - si direbbe aver previsto una sorta di cameo allargato più che un vero ruolo da protagonista. Personaggio in qualche modo ulteriormente ‘castigato’ dal doppiaggio italiano che lo dota di una

    voce ex novo cui è necessario fare l’orecchio prima di convincerci che la cosa può funzionare.

    E questo perché Hyams, pur ispirandosi ad un classico di noir come Beyond a Rasonaible Doubt (1956) di Fritz Lang, per il suo Un alibi perfetto ha preferito di proposito spostare l’ago della bilancia su un legal thriller di marca contemporanea giovanile. La sua scelta per i protagonisti di punta cade su Jesse Metcalfe (il giovane giardiniere della fortunata serie televisiva ABC Disperate Housewives), nelle vesti del giornalista C. J. Nicholas, reporter di un’emittente televisiva con pruriginose velleità investigative e su Amber Tamblyn (The Ring, The Grudge 2) nei panni di Ella Farrell, la giovane assistente del procuratore Mark Hunter. Non siamo del tutto convinti che questa sia stata una scelta vincente perché almeno per tutta la prima parte del film i due non bucano certo lo schermo, almeno finché il nervo strutturale della storia

    non comincia a prendere corpo e a scaldarsi con qualche colpo di scena che ispira i due giovani attori verso una vena un po’ più profonda. Profondità estesa all’ambientazione là dove i banali e più che orecchiati inseguimenti in auto si trasformano in scorci aperti su una sorta di tunnel avvolgenti di un certo interesse: magia della pionieristica tecnologia digitale in 4K. Anche se non si può sottacere l’ingenuità di far condurre i vari pedinamenti ai diretti interessati o quasi: è come andare a fare una rapina a volto scoperto e francamente questo non risulta molto credibile.

    Ma il graduale decollo nella seconda parte della storia riesce a far prendere veramente quota al film, assumendo finalmente come proprie le fosche tinte del noir, solo man mano che ci avviamo a raggiungere le ultime battute, là dove quel rampante giovanotto dalla faccia d’angelo animato da entusiasta determinazione, potrebbe riservarvi davvero qualche

    inaspettata sorpresa.

    Commenti del regista

    Shreveport, località della Louisiana, un 'personaggio molto fotogenico':

    "Quando sono arrivato a Shreveport, mi sono guardato intorno e ho capito che è una città molto interessante. E’ attraversata dal Red River, ci sono i casinò ed è impossibile guardare Shreveport senza vedere un qualcosa che non è tipicamente locale e quindi mi è sembrato assolutamente idiota cercare di prendere questa città dall’aspetto così interessante e farla passare per un’altra... I quartieri belli sono molto interessanti dal punto di vista dell’aspetto, ma anche i quartieri meno belli sono altrettanto interessanti. La città è dominata dal fiume che la attraversa e dagli immensi casinò. Ha un centro molto moderno e congestionato circondato da una zona assolutamente non moderna. Mi ha colpito perché mi è sembrata un luogo molto fotogenico".

    Ciak...AZIONE!:

    "Nella storia del cinema sono stati realizzati tantissimi inseguimenti con le auto. E non c’è nessuno al mondo che li abbia fatti meglio di William Friedkin o di Peter Yates, siete d’accordo? Io ho tentato di realizzare un inseguimento che fosse:
    A) una sorpresa - non era previsto che ci fosse e quindi la sua presenza è un autentico shock; non dura troppo; è improvviso e violento.
    E B) volevo rendere la scena più soggettiva possibile perché per me, se guardi obiettivamente qualcuno in pericolo, la cosa non ha lo stesso impatto sul pubblico rispetto a quando vivi il pericolo soggettivamente. E quindi le angolazioni della macchina da presa sono state scelte in pratica perché erano angolazioni emotive e non obiettive
    ".

    Girare con la 'macchina da presa rossa in 4K:

    "E’ una tecnologia nascente. E presenta tutti i problemi che hanno le cose nuove... Desideravo a tutti i costi girare questo film in digitale. E ho aspettato fino a quando la macchina da presa 4K non è uscita sul mercato. Un anno e mezzo prima era già uscita la prima macchina 4K ma era grande quanto una Pontiac da Gran Premio e non avrebbe certamente funzionato per questo film. Poi la Red Cam ha prodotto una macchina da presa 4K portatile e allora mi sono messo al lavoro... Non sono uno di quei direttori della fotografia che crede che l’unico mezzo possibile e benedetto sia la celluloide. L’obiettivo è ottenere le immagini più belle che tu riesca ragionevolmente ad avere… Credo che tra dieci anni la pellicola tradizionale non verrà più usata da nessuno. Quando hai una macchina da presa 4k di questo livello che è fatta perché riesci a ottenere tutto quello che puoi avere con una macchina da presa tradizionale. Non è né più semplice né più difficile di una normale macchina da presa con pellicola. Ha i suoi vantaggi ma anche tantissimi svantaggi che ti fanno letteralmente impazzire, così come la macchina da presa tradizionale ha i graffi sul negativo e i capelli sull’obiettivo, e magari giri un film da cento milioni di dollari che sembra girato dall’ultimo dei cameraman dentro un camion surriscaldato.... Credo che tutto il misticismo che circonda il lavoro del direttore della fotografia sparirà con la fotografia digitale perché i cineasti potranno sedersi davanti a dei monitor a alta definizione, e tra un paio d’anni i monitor saranno a 4K, e su quelli sarà praticamente possibile vedere il film finito immediatamente".

    Commenti dei protagonisti:

    MICHAEL DOUGLAS (Mark Hunter):

    "Avevo parecchie domande sull’accento perché non sapevo fino a dove mi sarei potuto spingere ma Shreveport è vicina al confine con il Texas e questo fa sì che l’accento sia un mix eclettico tra il dialetto del sud, il texano e l’inglese parlato dagli americani di classe media. Insomma, un bel potpourri".

    Altre voci dal set:

    Lo scenografo JAMES GELARDEN su Shreveport, il look della Louisiana:

    "Il film era stato scritto per Atlanta, con la sua architettura così patinata e con il suo Acquario che era stato naturalmente inserito nella sceneggiatura. Ero già stato a Shreveport per girare 'Factory Girl' e conoscevo piuttosto bene la sua architettura e nella mia intervista iniziale con Peter, gli avevo detto che non ero certo che saremmo riusciti a ricostruire Atlanta a Shreveport e che forse sarebbe stato meglio se Shreveport restasse Shreveport... E quando Peter (Hyams) è venuto qui, si è guardato intorno e ha cominciato a ripensare alla storia e a cercare 'l’autentico look di Shreveport, il look della Louisiana' e ha capito che si poteva fare. Con questa scelta il film ha un sapore decisamente 'sudista' perché l’ambientazione diventa un altro personaggio del film".

    La costumista SUSANNA PUISTO:

    "Il film ha sfruttato il look alla 'Shreve’ come lo chiamiamo noi, accentuandolo visto che non si tratta di un documentario ma di un film. Shreveport non è proprio la capitale mondiale della moda, tuttavia ci sono tante signore molto eleganti ed è facile trovare ispirazione ovunque".

    Links:

    • Michael Douglas

    • Amber Tamblyn

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    Galleria Video:

    Un alibi perfetto.flv

    Un alibi perfetto (versione originale) - Beyond a reasonable doubt.flv

    Un alibi perfetto (versione originale 1956) - Beyond a reasonable doubt.flv

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