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2012: QUEL CHE SI DICE, UNA CATASTROFE PLANETARIA ANNUNCIATA!
"Ogni civiltà sul pianeta ha un mito legato al diluvio. Le cose vanno male, la società non funziona più e il pianeta ricomincia da zero. Alcune persone hanno una seconda opportunità di iniziare una nuova cultura, una nuova società, una nuova civiltà".
Lo sceneggiatore, produttore e compositore Harald Kloser
(2012 USA/CANADA 2009; Thriller drammatico SciFi; 158'; Produz.: Centropolis Entertainment/Farewell Productions/Sony Pictures Entertainment (SPE); Distribuz.: Sony Pictures Releasing Italia)
Premise:
The world is devastated by a cataclysm in the year 2012, leaving survivors to struggle for their lives. The film is inspired by several hypotheses that state the ancient Mayans predicted a doomsday event will occur sometime around the 2012 solstice. The original basis for this comes from the end of the current cycle in the Mesoamerican Long Count calendar, on December 21, 2012.
(See Flash Review by Todd McCarthy, "www.variety.com", here - Voice: 'Il giudizio della critica' - 'International Press')
Trailer
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Titolo in italiano: 2012
Titolo in lingua originale:
2012
Anno di produzione:
2009
Anno di uscita:
2009
Regia: Roland Emmerich
Sceneggiatura:
Roland Emmerich & Harald Kloser
Soggetto: PRELIMINARIA:
Secoli fa, i maya ci hanno lasciato il loro calendario con una chiara data di conclusione e tutto quello che implica questa scelta. Da allora, gli astrologi hanno analizzato questa profezia, i numerologi hanno trovato dei modelli che la annunciano, i geologi sostengono che è un evento atteso sulla Terra e anche gli scienziati governativi non possono negare il cataclisma di proporzioni cosmiche che attende il nostro pianeta nel 2012. Una profezia nata con i maya e che ora è stata ben delineata, discussa, messa in evidenza ed esaminata. Arrivati al 2012, non potremo negare di essere stati avvertiti.
Cast: John Cusack (Jackson Curtis)
Thandie Newton (Laura Wilson)
Amanda Peet (Kate)
Woody Harrelson
Danny Glover (Presidente Wilson)
Morgan Lily (Lily)
Chiwetel Ejiofor (Adrian Helmsley)
Oliver Platt (Carl Anheuser)
Jimi Mistry (Satnam Tsurutani)
John Billingsley (Professor West)
George Segal (Tony Delgado)
Thomas McCarthy (Gordon)
Patrick Bauchau (Roland Picard)
Johann Urb (Sasha)
Anna Mae Routledge (Officer Tay)
Liam James (Noah)
David Richmond-Peck (assistente politico)
Musica: Harald Kloser
Costumi: Shay Cunliffe
Scenografia: Barry Chusid
Fotografia: Dean Semler
Scheda film aggiornata al:
20 Giugno 2010
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Sinossi:
La storia inizia nel 2009, il Professor West viene a conoscenza - tramite un suo collega - di alcune tempeste solari di forte intensità che hanno colpito il pianeta. I due, cercando invano di far capire la pericolosità del fenomeno e dei suoi risvolti negativi sulla stabilità futura del clima, vengono osteggiati dalla comunità scientifica, non riuscendo peraltro nell'intento di comunicare le informazioni al presidente degli Stati Uniti d'America. Gli eventi si spostano al 2010, viene convocato un G8 in Spagna per discutere sulle precauzioni da prendere per l'imminente catastrofe. Contemporaneamente, nella regione del Tibet, i monaci hanno iniziato la costruzione di una gigantesca diga. Un anno dopo, fa scandalo la scoperta che la figlia del presidente degli USA, ha stanziato dei fondi per replicare tutte le opere d'arte più celebri al mondo, nascondendole poi in un luogo segreto situato nelle Alpi. La storia si sposta nel 2012, la west coast degli Stati Uniti è continuamente soggetta a terremoti, che stanno lacerando il terreno già instabile. Qui, fa apparizione il protagonista Jack Curtis, che giunge a Los Angeles dalla ex moglie per portare i figli Lilly e Noah ad una gita al parco di Yellowstone. Contemporaneamente, il musicista Harry Helmsley sta intrattenendo gli ospiti di una nave da crociera, quando improvvisamente un'onda anomala la colpisce. Il caso della figlia del presidente, Laura, si fa sempre più eclatante, infatti un direttore che scopre la cruda realtà dietro all'organizzazione che replica quadri celebri, viene ucciso da un attentato dinamitardo. Le scene si inquadrano al parco di Yellowstone, infatti Jack e i suoi figli vengono intrattenuti insieme agli altri campeggitori da un corpo dell'esercito. Tramite una "spia", alla gente viene fatto sapere che si sta sviluppando precocemente un'imminente disastro naturale, che iniziando dai terremoti della West Coast raggiungerà Yellowstone per poi dilagare in tutto il mondo. All'intera umanità viene fatto sapere, che durante il G8 tenutosi nel 2010, è stato deciso di costruire delle astronavi su cui accogliere le personalità più ricche ed influenti del pianeta e, una volta finita la serie a catena distruttiva, ritornare sulla Terra e ripopolarla. Ormai consci del pericolo, Jack e i figli si dirigono a L.A. per portare in salvo l'ex moglie e il nuovo coniuge; infatti la metropoli verrà distrutta da un violento terremoto poco dopo. Sulla via della salvezza, i protagonisti scoprono che a Yellowstone è sorto un gigantesco vulcano attivo, che è in attesa di eruttare.
Quando la Terra è ormai avvolta da tsunami, terremoti, uragani e altri fenomeni distruttivi, moltissima gente è giunta in Tibet dove i monaci hanno costruito le astronavi.
Da "www.wikipedia.org"
Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)
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LA CATASTROFE PLANETARIA ANNUNCIATA DAL CALENDARIO MAYA PER IL 21 DICEMBRE 2012 HA ISPIRATO IL REGISTA ROLAND EMMERICH PER UN KOLOSSAL IN CHIAVE TRAGICOMICA
Il sospetto era già forte all’altezza del secondo trailer. Mentre il primo, che puntava su un eminente Lama in vetta al Tibet emanava un alito di spirituale attesa congiunta ad un assaggio ammiccante all’imminente catastrofe, si profilava quale intrigante chicca, nel secondo - eh si perché ora i trailer si moltiplicano a dismisura e partoriscono a loro volta clip e video integrativi finché non siamo già saturi ancor prima di raggiungere la sala cinematografica - quale sarebbe stato il reale target del film non era più un mistero, bensì una deludente certezza.
Roboante e barocca macchina hollywoodiana con cui Roland Emmerich, già ben navigato in fatto di catastrofi (Indipendence Day-Il giorno della riscossa, L’alba del giorno dopo/The Day after Tomorrow) si tira dietro gran parte degli svariati |
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disastri ‘apocalittici’ immortalati negli anni dalla celluloide, non disdegnando numerose citazioni (Dante’s Peak, The Mist, Titanic, Posesidon, Deep Impact…), 2012 sembrerebbe imporsi all’attenzione più come catastrofe che come film di genere ‘catastrofico’. Ma non la diremmo giusta fino in fondo. Chi ama gli effetti speciali ne avrà in sovrabbondanza - e un kolossal degno di questo nome deve durare a lungo altrimenti che kolossal è? - ma è anche vero che chi avrà una qualche speranza di non veder tradito del tutto quel barlume di verosimiglianza che non dovrebbe mai mancare per dare un senso alle cose, a meno che non si tratti di una commedia, resterà amaramente deluso. 2012 non rinnega affatto la gettonatissima tradizione hollywoodiana doc in cui alla celluloide è consentita qualsiasi cosa impossibile nella realtà: e come in ogni giro di giostra o favola che si rispetti, brucia o annega solo chi vogliamo, per il resto |
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l’essere uomo sulla celluloide sembra avere nove vite come si dice per i gatti. Ma non mancano neppure effetti artistici più discreti: dal controluce planetario sui titoli di testa, alle varie eruzioni solari o persino l’animazione del blog del pazzo lungimirante dell’emittente radio, tanto per fare qualche esempio. E i personaggi risultano per lo più ben assestati, John Cusack in testa, il più convinto e convincente del copioso cast, nelle canoniche vesti hollywoodiane dell’eroe per caso in situazioni straordinarie. Più straordinarie di così! E là dove i clichè abbondano, spunta nuovamente la famiglia perduta e poi ritrovata in mezzo alla catastrofe di turno e al pericolo imminente (vi rammentate di Twister?).
Di una cosa però vogliamo rendere merito a Roland Emmerich: l’aver ribadito a chiare lettere una cosa scontata ma che non risulta mai banale né retorico sottoscrivere ogni volta che se ne presenta l’occasione: “la cultura è l’anima dell’umanità” ed |
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è dunque un bene imprescindibile da salvaguardare. E non si dice solo delle opere d’arte emblema della cultura mondiale tra cui la Gioconda di Leonardo che nel film il Louvre a Parigi provvede a sostituire con una copia per preservare l’originale in cassaforte, si dice soprattutto delle opere di scrittori, magari non propriamente di successo (Cusack), con l’obiettivo di una vita di trasmettere attraverso una storia il proprio messaggio personale. Peccato che dopo aver inneggiato a tutto questo Emmerich sembra avere un ripensamento rischiando di contraddirsi, lasciandosi tentare da schegge di marca più farsesca che politica - e dire che in quanto a cultura l’Italia non scherza anche se il passato fu ben più glorioso del presente! E, non ancora soddisfatto, Emmerich prosegue poi con insistiti ammiccamenti al ben noto premier tricolore, eroico quanto lo stesso Presidente degli Stati Uniti, perché entrambi rimangono a terra di loro spontanea volontà, insieme |
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alla maggior parte della gente non provvista dei milioni di dollari necessari per mettersi in salvo a bordo di avveniristiche - neppure poi più di tanto - arche, ammiccanti al Diluvio Universale: non a caso fu la prima catastrofe di proporzioni ‘bibliche’…appunto! Ma ce n’è per tutti - gli europei, si intende - contro i quali Emmerich lancia volentieri i suoi goliardeschi strali: dalla regina Elisabetta in mise azzurrina con cagnetti al seguito, alla ‘signora di ferro’ della Germania che parla, guarda caso, anche a nome del premier italiano rimasto nella Cappella Sistina a pregare con gli altri fedeli: ogni riferimento è puramente casuale!
Ma l’intero film potrebbe passare se si fosse mantenuta una certa coerenza di stile: considerate le battute e la verve che permea un po’ tutta la storia, l’alito dominante sembra senz’altro quello della farsa, e sembra invitarci a non prendere nulla troppo sul serio, salvo |
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poi invece decidere di tornare su registri più seri, e lasciandosi contagiare persino da schegge mélo. Emmerich insaporisce la sua grande torta pure con generose spruzzate di moralismi filosofeggianti talora di marca new age e di dinamiche politiche su scala mondiale, plausibili e necessarie più che mai in casi di catastrofi annunciate di queste proporzioni, salvo poi puntualmente sfociare nell’ironia o nella pura comicità: come nel caso della battuta sulla credibilità del governatore della California alle prese con l’opera di persuasione pubblica che tutto va per il meglio - trattandosi di Arnold Swarzenegger “è un attore che legge un copione” non dice la verità). Si può persino scadere nel macchiettiamo, ad esempio con il russo che nel modo di parlare ricorda il comico Sasha Baron Cohen.
Beh, con tanti motivi di ritorno sul tema, va a finire che per 2012 la vera novità sta nell’aver trattato sulla celluloide - |
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non ricordiamo precedenti - un evento apocalittico in chiave tragicomica.
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Links:
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(Anteprime)
Galleria Fotografica:
2012.flv
2012 - clip.wmv
Nuova clip.wmv
   Una nuova clip del 'disaster movie' di Roland Emmerich; si ringrazia Francesco Carlo di 'WAYTOBLU'
   Una nuova featurette esclusiva del film che alterna delle brevi interviste a tutti i protagonisti con immagini del film; si ringrazia nuovamente Francesco Carlo di 'WAYTOBLU'
Il giudizio della critica
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The Best of Review
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International Press
TODD MCCARTHY (www.variety.com)
“The notion of playing God is implicit in the job of a film director, and rarely has the sense of a wrathful, vengeful deity at the helm, albeit a pagan one, been so comprehensively felt as in 2012. For demolition maestro Roland Emmerich, Independence Day, Godzilla and The Day After Tomorrow were mere appetizers for the lip-smacking smorgasbord of global annihilation laid out here. This simultaneously spectacular and risible concoction looks likely to trigger a worldwide B.O. tsunami for Sony”.
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Italian
Press
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