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    Home Page > Movies & DVD > Pelham 1 2 3 - Ostaggi in metropolitana

    PELHAM 1 2 3 - OSTAGGI IN METROPOLITANA: DENZEL WASHINGTON ANCORA NEL RAGGIO D'AZIONE DI TONY SCOTT DOPO 'MAN ON FIRE-IL FUOCO DELLA VENDETTA', QUESTA VOLTA ALLE PRESE CON DEI DIROTTATORI DELLA METROPOLITANA A NEW YORK. LO AFFIANCA JOHN TRAVOLTA

    In DVD: Da 13 GENNAIO

    "E’ una storia magnifica, tuttavia è sconosciuta alle nuove generazioni di spettatori. Il mondo e in particolare New York sono cambiati molto dal 1974... Garber lavora per la MTA NYC Transit sopra il livello del suolo e quando abbiamo svolto delle ricerche, abbiamo scoperto che era un posto ultratecnologizzato, come la NASA. Ho preso quel mondo, le caratteristiche tranquille, pulite e tecnologiche del MTA, e le ho bilanciate con l’oscurità e la sporcizia delle metropolitane di New York".
    Il regista Tony Scott

    "Abbiamo visto nuovamente il film e abbiamo capito che era veramente una storia avvincente... Sembrava che la cosa migliore non fosse un remake, ma una nuova narrazione che si sarebbe distaccata dalla precedente, offrendo nuove possibilità"
    Il produttore Todd Black

    "Io ero interessato a sviluppare un rapporto più profondo tra il responsabile delle
    metropolitane e il dirottatore, ritengo che né il romanzo né il film originale costringessero veramente Garber e Ryder a mettersi nei panni l’uno dell’altro per immaginare cosa sarebbe potuto succedere... Lui
    (Garber) ritiene che, se riuscisse ad aiutare le persone sul treno, potrebbe redimersi, Garber cerca la redenzione".
    Lo sceneggiatore Brian Helgeland

    Non è un poliziotto, ma un dipendente pubblico. Quando deve confrontarsi con le richieste di Ryder, lui si chiede ‘dov’è il negoziatore degli ostaggi? Non è questo
    il mio lavoro’. Walter Garber non è un supereroe e ha paura
    ".
    L'attore Denzel Washington

    "Interpretare un cattivo è liberatorio, perché i buoni sono limitati. Con un cattivo puoi creare la sua struttura morale con varie sfumature e normalmente con un’ampia gamma caratteriale. Io posso essere scatenato, calmo, pazzo, affascinante o qualsiasi altra cosa desideri".
    L'attore John Travolta

    (The Taking Pelham 123 USA/GRAN BRETAGNA 2009; Thriller drammatico; 121'; Produz.: Columbia Pictures e Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) presentano una produzione Scott Free Productions/Escape Artists/Relativity Media; Distribuz.: Sony Pictures Releasing Italia)

    Locandina italiana Pelham 1 2 3 - Ostaggi in metropolitana

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    Trailer

    Titolo in italiano: Pelham 1 2 3 - Ostaggi in metropolitana

    Titolo in lingua originale: The Taking of Pelham 123

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Tony Scott

    Sceneggiatura: Brian Helgeland

    Soggetto: Remake del film Il colpo della metropolitana (1974) e terzo adattamento del romanzo di John Godey.
    Il libro Pelham 1 2 3 - Ostaggi in metropolitana è edito in Italia da Rizzoli.

    PRELIMINARIA:

    PELHAM 1 2 3: OSTAGGI IN METROPOLITANA ha preso vita come un fortunato romanzo scritto da John Godey. L’enigma fondamentale del libro portava i lettori a interrogarsi intensamente. Chi rapinerebbe un treno della metropolitana? Bisognerebbe essere pazzi, considerando che si tratta di un sistema chiuso. Anche se ottieni i soldi, non puoi fuggire da nessuna parte. Il romanzo è stato adattato per la prima volta sullo schermo nel 1974, con protagonisti Walter Matthau e Robert Shaw, diventando un classico che
    mantiene ancora oggi il suo status.

    Cast: Denzel Washington (Walter Garber)
    John Travolta (Ryder)
    Luis Guzmàn (Phil Ramos)
    Victor Gojcai (Bashkin)
    Robert Vatai (Emri)
    John Turturro (Camonetti)
    Michael Rispoli (John Johnson)
    Ramon Rodriguez (Delgado)
    James Gandolfini (Sindaco)
    John Benjamin Hickey (Vice Sindaco LaSalle)
    Alex Kaluzhsky (George)
    Gbenga Akinnagbe (Wallace)

    Musica: Harry Gregson-Williams

    Costumi: Renee Ehrlich Kalfus

    Scenografia: Chris Seagers

    Fotografia: Tobias A. Schliessler

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Un poliziotto è costretto a fronteggiare il dirottamento e il rapimento di ostaggi in un treno della metropolitana di New York.

    IN ALTRE PAROLE:

    In PELHAM 1 2 3: OSTAGGI IN METROPOLITANA, Denzel Washington interpreta un dipendente della metropolitana di New York Walter Garber, che vede una giornata come tante altre trasformarsi in un incubo a causa di un crimine estremo: il dirottamento di un treno della metropolitana. John Travolta incarna Ryder, la mente criminale che, come capo di un gruppo armato di quattro persone, minaccia di far fuori i passeggeri del treno, a meno che non venga
    pagato loro un ingente riscatto nel giro di un’ora. Mentre la tensione sale, Garber sfrutta la sua vasta conoscenza del sistema di metropolitane in una battaglia per sconfiggere in astuzia Ryder e salvare gli ostaggi. Ma c’è un enigma che Garber non riesce proprio a risolvere: anche se i ladri otterranno i soldi, come faranno a scappare?

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    IL DUO TRA IL ‘BUONO DENZEL WASHINGTON’ E ‘IL CATTIVO JOHN TRAVOLTA’ FUNZIONA - CON IL SECONDO CHE SEMMAI RUBA LA SCENA ALL’ILLUSTRE COLLEGA - MA SOLO A META’. IL FILM MOSTRA TUTTA LA SUA DEBOLEZZA STRUTTURALE E DI SCENEGGIATURA, MALGRADO L’IMMANCABILE TARGET IMPRESSIONISTA-ESPRESSIONISTA DI TONY SCOTT, QUI DILUITO IN UN MARE DI CLICHE’

    Non è colpa della ‘sindrome da remake’. Qui non si tratta di questo. Il fortunato romanzo di John Godey era difatti già stato adattato per il grande schermo nel lontano 1974 con i protagonisti Walter Matthau e Robert Shaw. Non era neppure nelle intenzioni dei realizzatori di affrontare il nuovo adattamento come un remake di quel classico. Oltretutto, dal nostro punto di vista, siamo fermamente convinti che ogni film, remake o non remake, abbia e meriti una dignità sua propria, e pertanto debba essere considerato solo per se stesso, senza il vizio di forma critica che

    cavalca il confronto. E non si tratta neppure del nuovo duetto tra il buono (Denzel Washington) e il cattivo (un frizzante John Travolta che qui buca lo schermo e ruba la scena, almeno in tutta la prima parte, all’illustre collega). Ciò che manca a Pelham 1 2 3 : Ostaggi in metropolitana è una struttura svincolata da una fiumana di clichè e una sceneggiatura di un certo spessore. E questo stupisce non poco se pensiamo che alla regia c’è nientemeno che Tony Scott (Top Gun, Giorni di tuono, Revenge, Man on Fire - Il fuoco della vendetta, Déjà Vu - Corsa contro il tempo).

    Il primo elemento ad entrare in scena è proprio il target stilistico, sempre autorevole, di Tony Scott che finisce però qui per crogiolarsi in una sorta di rievocazione di se stesso, nel tipico imprinting da videoclip musicale: immagini mosse, strascicate, sfocate, folle catturate in accelerazione (che ora

    peraltro fanno tanto tendenza), spicchi di fotogrammi al ralenti, in un umore generale si direbbe, nelle consuete corde scottiane, legate ad un tipo di cinematografia impressionista ed espressionista ad un tempo. Ma in altri casi, con i suoi notevoli virtuosismi tecnici, Tony Scott era riuscito ad essere più coinvolgente (Man on Fire- Il fuoco della vendetta in testa).

    Ed ecco un’altra corsa contro il tempo - scandita regolarmente da didascalie dei minuti restanti enfatizzate dal fermo immagine - che, più che affidarsi all’azione, gioca sulla negoziazione verbale tra i due protagonisti - Garber/Washington-Ryder/Travolta - opportunamente presentati allo spettatore fin dalle prime battute del film volte ad inquadrare, proprio sull’onda impressionista-espressionista, i rispettivi ruoli (il ruolo da supervisore burocrate di John Turturro, alquanto circostanziato e tecnico, resta relegato sullo sfondo). Altri personaggi secondari in attesa al metro, alla stregua di un palcoscenico di teatro, si presentano così indirettamente allo spettatore,

    tra un titolo di testa e l’altro.

    E dunque il corpo centrale del film si affida a questa negoziazione tra i due protagonisti, costeggiando peraltro il clichè della minaccia di uccidere un ostaggio per ogni minuto di ritardo sulla consegna del denaro: fattore che ci fa tornare in mente l’Air Force One di Wolfang Petersen, quando il terrorista Gary Oldman cavalcava minaccia similare nei confronti della Casa Bianca e del Presidente degli Stati Uniti interpretato da Harrison Ford, con la variante del caso sulla la posta in gioco. Ma la negoziazione tra Garber/Washington e Ryder/Travolta assume un po’ la connotazione della reciproca scoperta psicologica con i rispettivi talloni di Achille, versante che si fa peraltro appetibile sul filo del ricatto: un tergiversare d’altra parte non troppo elettrizzante, e questo malgrado l’impegno viscerale innescato nel suo personaggio soprattutto da John Travolta, prima di far sfociare il tutto nel canonico ‘eroico riscatto’

    del buono, rimarcato poi in termini estremamente hollywoodiani sul finale. Ma non solo sul finale: che dire dei ripetuti e risibili incidenti d’auto della polizia in corsa per la consegna del denaro? - Tra l’altro si direbbero più numerosi i caduti in polizia per tutta l’operazione che non gli ostaggi da salvare - O che dire del paradossale indugio di Garber al telefono con la moglie quando il tempo di consegna è agli sgoccioli e in palio c’è la vita di tutti gli ostaggi? E come se non bastasse la moglie - per fargli coraggio certo - non trova di meglio da dire che quando torna deve portare il latte. Più hollywoodiano di così!

    Links:

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    • Denzel Washington

    • John Travolta

    • John Turturro

    • James Gandolfini

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    • Luis Guzmàn

    • Michael Rispoli

    1

    Galleria Video:

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