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    Home Page > Movies & DVD > Il figlio più piccolo

    IL FIGLIO PIU' PICCOLO: DOPO LA STORIA 'CORALE' DE 'GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA', PUPI AVATI AFFRONTA UN NUOVO 'RITRATTO DI FAMIGLIA', TRA IL VISSUTO DEL PRESENTE E IL RICORDO DEL PASSATO

    RECENSIONE IN ANTEPRIMA - Dal 19 FEBBRAIO

    "'Il figlio più piccolo' è la storia di un immobiliarista romano in crisi, interpretato da Christian De Sica, che ha perso molti soldi nel tracollo della sua holding, una struttura costruita su una serie di scatole vuote. Allora il suo commercialista, che è Luca Zingaretti, gli consiglia di intestare la società con tutte le perdite al figlio che vive a Bologna. È una storia molto dura, incentrata sul denaro e sulla ricerca del successo a qualsiasi costo, non a caso ambientata in Emilia, dove una persona conta per quello che ha”.
    Il regista, sceneggiatore e soggettista Pupi Avati

    (Il figlio più piccolo ITALIA 2010; Commedia Drammatico; 100'; Produz.: Medusa Film e DueA Film; Distribuz.: Medusa)

    Locandina italiana Il figlio più piccolo

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    Celluloid Portraits:


    Trailer

    Titolo in italiano: Il figlio più piccolo

    Titolo in lingua originale: Il figlio più piccolo

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Pupi Avati

    Sceneggiatura: Pupi Avati

    Soggetto: Da Il figlio più piccolo di Pupi Avati, edito da Garzanti.

    Cast: Christian De Sica (Luciano Baietti)
    Laura Morante (Fiamma)
    Luca Zingaretti (Bollino)
    Nicola Nocella (Baldo Baietti)
    Sydney Rome (Sheila)
    Massimo Bonetti (Pilastro)
    Manuela Morabito (Betty Chirone)
    Alessandra Acciai (Dina Diasparro)
    Fabio Ferrari (Sainati)
    Alberto Gimignani (Carosi)
    Maurizio Battista (Nazareno)
    Giulio Pizzirani (Amadei)
    Matilde Matteucci (Roberta)
    Marcello Maietta (Paolo Baietti)
    Vincenzo Failla (Notaio Gabutti)
    Aurora Cossio (Zoe)
    Gisella Marengo (Elvira Bagdikan)
    Tiziana Buldini (Carlotta Moré)
    Pilar Abella (invitata)
    Christian Marazziti (Vicesindaco)
    Massimiliano Varrese (Capiano Taddei)
    Emanuele Salce (organizzatore)
    Simone Arcese (conduttore radio)
    Luciano Luminelli (invitato)

    e con:

    Pino Quartullo (elicotterista)
    e Omar Pedrini e la sua Band

    Musica: Riz Ortolani

    Costumi: Steno Tonelli

    Scenografia: Giuliano Pannuti

    Fotografia: Pasquale Rachini

    Montaggio: Amedeo Salfa

    Scheda film aggiornata al: 20 Giugno 2010

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Protagonista della vicenda l'industriale Luciano Baietti il quale, dopo un matrimonio riparatore, si allontana dalla giovane moglie, Fiamma, e dai suoi figli, Paolo e Baldo. Anni dopo Luciano, coinvolto in affari poco puliti, ricompare nella vita di Baldo, spinto dalla necessità di evitare un tracollo economico e trascinandolo cinicamente in un giro rischioso e più grande di lui.

    IN DETTAGLIO:

    È un giorno d'estate del 1992 a Bologna. Il matrimonio di Luciano Baietti (Christian De Sica) e Fiamma (Laura Morante), già genitori di due bambini di pochi anni, si consuma affrettatamente. Appena il tempo di un brindisi nei bicchieri di carta e lo sposo parte in compagnia di uno strano personaggio e con un mazzo di documenti con i quali la sposa gli intesta i suoi beni immobili. Anni dopo, ai giorni nostri, i due bambini sono cresciuti: il maggiore, Paolo Baietti (Marcello Maietta), lavora in un locale del centro e odia quel padre scomparso nel nulla; il figlio più piccolo, Baldo Baietti (Nicola Nocella), buono e generoso, studia cinema e vive modestamente con la mamma e con Sheyla (Sydne Rome), percussionista americana neohippy, accompagnando le due donne nei loro patetici tentativi di carriera musicale e assistendo Fiamma nelle sue frequenti crisi esistenziali. Nel frattempo, nella campagna laziale, Luciano fa la bella vita nella sua lussuosissima villa: con i soldi della ex moglie e i consigli di Sergio Bollino (Luca Zingaretti), vera eminenza grigia della Baietti Enterprise, è presidente e uomo immagine di una holding che vive di loschi traffici e spudorate raccomandazioni e connivenze. Ma i tempi si fanno difficili e gli appoggi iniziano a vacillare pericolosamente: il matrimonio tra Luciano e una ricca figlia di papà è un primo passo per recuperare terreno, ma la grande idea è trovare un prestanome sufficentemente ingenuo e fiducioso su cui scaricare la responsabilità delle situazioni più compromesse. Qualcuno che non sappia e non possa dire di no, qualcuno facile da raggirare, magari facendo appello a improbabili ragioni del cuore: Baldo. Travolto da un vortice di avvenimenti, il giovane Baietti viene condotto alla villa, da quel padre che non ha mai fatto parte della sua vita. Mentre firma decine di documenti gli viene fatto balenare un inatteso futuro di prosperità, in cui realizzare ogni sogno suo e della sua famiglia, magari accanto a suo padre... A Bologna Fiamma si scatena in illusioni e Paolo in previsioni pessimistiche. Ma il sogno dura poco: Baldo dovrà aprire gli occhi, Luciano dovrà rendere conto dei suoi errori, Bollino cercherà di salvare il salvabile. Tutti i nodi verranno al pettine, nel modo più eclatante e doloroso. Qualcuno si rassegnerà, qualcuno andrà avanti comunque, qualcuno coronerà i suoi sogni. Come nella vita.

    Commento critico (a cura di MARIA PAOLA FORLANI)

    Un tempo Pupi Avati amava scavare nei ricordi, ispirandosi soprattutto agli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, ripercorrendo vite di persone care, o quelli vissuti nella sua infanzia o giovinezza a Bologna. Ma ora, non vuole guardare indietro, il presente è troppo preoccupante e deve essere scavato, osservato, e denunciato attraverso il suo racconto per immagini. E così, con Il figlio più piccolo, da lui scritto e diretto, (autore, anche, dell’omonimo romanzo Il figlio più piccolo - "Uno straordinario ritratto dell’Italia di questi anni" Garzanti Editore) dal 19 febbraio nelle sale, vuole offrire un ritratto dell’Italia di oggi, quella dei “truffatori senza scrupoli” o dei “furbetti da quartiere”, quella che non guarda in faccia a niente e a nessuno pur di fare soldi facili.

    Il figlio più piccolo comincia con la cacciata dal convento di padre Sergio (Luca Zingaretti), per la sua attività troppo terrena di consulente finanziario: tornato nel mondo, diventa

    l’anima di Luciano Baietti (Christian De Sica) che dopo aver sposato l’innocente Fiamma (Laura Morante) già madre dei due suoi figli, scompare con il diabolico e losco burattinaio che ancora, memore della sua prima vita in convento, con i piedi nudi porta sandali francescani. Anni dopo Luciano è diventato uno di quegli imprenditori immerso in una ricchezza abbagliante, appariscente, fatua ed imbrogliona. I suoi affari si reggono attraverso certi politici, loschi avvocati ed ambigui, servili porta borse, cinici nella loro esistenza e volgarmente ossequiati tra lusso e crimine. Luciano, per salvare gli interessi, sta per sposare una volgarona dell’ambiguo giro, ma ormai è troppo tardi e lo avvisano che il suo illegale impero sta per affondare. Si ricorda, a questo punto, della prima moglie, a cui con un raggiro aveva portato via i pochi beni che le appartenevano, ingenua, sensibile e senza rancore, l’aveva lasciata a Bologna con i figli

    ormai ventenni senza mai averli più rivisti. La vita di Luciano è circondata da ogni conforto, in una antica villa appariscente ed affrescata, in un'opulenza ricca di ogni ben di Dio. Mentre quella della moglie e dei figli è misera e piena di stenti. Fiamma, depressa e nevrotica, strimpella senza alcun successo canzoni folk con un’amica che suona il tamburello (Sydney Rome). Il figlio maggiore (Marcello Maietta) fa il barista e prova profondo rancore per il padre che li ha abbandonati. Il minore, Baldo (Nicola Nocella) ciccione, ingenuo come la madre, sogna di diventare regista di film horror truculenti, dove si divorano minestroni di membra umane. Quando il padre, dopo sedici anni, lo invita, sotto la regia complice di Zingaretti, nella sua reggia dorata, ma soltanto per intestargli tutte le sue fasulle società sull’orlo del fallimento, Baldo si lascia commuovere da quell’estraneo bugiardo, non comprendendo la truffa atroce a suo

    danno.

    Luciano Baietti questa figura di uomo superficiale, senza dignità, un infame senza scrupoli Avati lo ha voluto affidare a Christian De Sica, sottraendolo per una volta ai ruoli comici e ai cinepanettoni. Pupi Avati è bravo a narrare e sa dirigere belle storie di tutti i giorni, soprattutto di provincia, ambientate in un passato non troppo lontano, dove la vivezza del racconto e della fantasia accompagna lo spettatore in quel suo mondo, quasi sempre autobiografico. Con Il papa di Giovanna, narrato con una stringata e severa sceneggiatura e con una crescente tensione psicologica, Pupi ha fatto vincere, meritatamente, il premio di migliore attore alla Mostra del Cinema di Venezia a Silvio Orlando, padre appassionato della figlia assassina. Avati sa entrare nel cuore delle persone, ne sa interpretare i sentimenti e le sfumature, meno efficaci sono le sue interpretazioni politico sociali. Lui stesso dice che il suo non è mai

    stato un cinema di denuncia, non fa parte della sua poetica. In quest’ultima opera Il figlio più piccolo, in cui ha sentito il bisogno di raccontare la scorrettezza umana, praticata con la massima indifferenza, la narrazione ha qualche impaccio e questa storia, in apparenza così attuale, con personaggi troppo macchiettistici, esasperanti nella loro ingenuità, non crea indignazione, e sfuggono anche, gli aspetti ironici che dovrebbero rendere più graffiante la storia. La narrazione sfocia in un montaggio piatto che non crea tensione nell’evolversi degli eventi malvagi, ma resta più l’elemento bozzettistico e inconcluso che porta ad un finale del tutto prevedibile. Bella, come sempre, la musica del fedele Riz Ortolani.

    Con Il figlio più piccolo Avati ha terminato la trilogia della figura paterna. Il primo film era stato La cena per farli conoscere con Diego Abatantuono. In seguito la bella pellicola Il papà di Giovanna. Ci auguriamo che nella prossima

    produzione, che già sta girando, ritorni la sua graffiante poesia di chi sa cogliere l’animo umano nella “piccola provincia emiliana”.

    Bibliografia:

    Scheda film aggiornata il 6 Febbraio 2010.

    Links:

    • Pupi Avati (Regista)

    • IL FIGLIO PIU' PICCOLO - INTERVISTA al regista, sceneggiatore e soggettista PUPI AVATI (Interviste)

    • IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE - INTERVISTA al soggettista regista e sceneggiatore PUPI AVATI (Interviste)

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    Galleria Video:

    Il figlio più piccolo - trailer.flv

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