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    Home Page > Movies & DVD > Io, loro e Lara

    IO, LORO E LARA: CARLO VERDONE E' UN PRETE MISSIONARIO IN CRISI CON LA FEDE. IL RITORNO DALLA MISSIONE IN AFRICA NELLA PROPRIA FAMIGLIA DI ORIGINE PER RITROVARE SE STESSO E UN PO' DI CONFORTO SARA', AL CONTRARIO, ALQUANTO TRAGICO. E LA COMPARSA DI LARA (LAURA CHIATTI) ALL'ORIZZONTE NON FARA' CHE AUMENTERE LO SCOMPIGLIO

    In DVD: Dal 25 MAGGIO
    Dal 5 GENNAIO

    "L’idea... di un sacerdote missionario, da dieci anni in Africa, che è costretto a rientrare a Roma in seguito ad una lenta ed inesorabile perdita della fede, mi sembrava un ottimo tema anche se delicatissimo. E se il consiglio che riceve, con buon senso dai suoi superiori, è quello di prendersi una 'pausa di riflessione' tornando a vivere per un mese dalla sua famiglia vera, ecco che il soggetto comincia a delinearsi più chiaramente facendo presagire colpi di scena e forti contrasti... Credo che la forza del film risieda nel far entrare un sacerdote 'moderno' all’interno dei problemi attuali di una famiglia e di coinvolgerlo fino alle estreme conseguenze che lo porteranno ad agire in situazioni veramente imbarazzanti con fatica improba. E alla fine
    fargli compiere una specie di 'miracolo': quello di creare un clima di tolleranza, di buon senso e di concordia in tutti. Il messaggio finale del film è chiaro, commovente ma liberatorio. Perché è un’immagine che tutti noi vorremmo vedere nel nostro nucleo famigliare e nella società d’oggi. E sicuramente in Carlo, dopo essersi imbattuto nelle nevrosi del mondo 'occidentale', così sbandato ed effimero, la voglia di tornare da dove è partito, dove i problemi sono veri e pesanti, si fa sempre più pressante...
    ".
    Il regista, co-soggettista, co-sceneggiatore e attore Carlo Verdone

    (Io, loro e Lara ITALIA 2009; commedia; 115'; Produz. Warner Bros.; Distribuz.: Warner Bros.)

    Locandina italiana Io, loro e Lara

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Io, loro e Lara

    Titolo in lingua originale: Io, loro e Lara

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2010

    Regia: Carlo Verdone

    Sceneggiatura: Carlo Verdone, Francesca Marciano e Pasquale Plastino

    Soggetto: Carlo Verdone, Francesca Marciano e Pasquale Plastino.

    Cast: Carlo Verdone (Carlo Mascolo)
    Laura Chiatti (Lara)
    Anna Bonaiuto (Beatrice Mascolo)
    Marco Giallini (Luigi Mascolo)
    Sergio Fiorentini (Alberto Mascolo)
    Angela Finocchiaro (Elisa Draghi)
    Olga Balan (Olga)
    Agnese Claisse (Aida)
    Tamara Di Giulio (Eva)
    Cristina Odasso (Mirella Agnello)
    Giorgia Cardaci (Francesca)
    Marco Guadagno (Padre Giulio)
    Roberto Sbaratto (Padre Savastano)
    Loukoula Letizia Sedrick Boupkouele (Madou)
    Antoinette Kapinga Mingu (Sofia)
    Cast completo

    Musica: Fabio Liberatori

    Costumi: Tatiana Romanoff

    Scenografia: Luigi Marchione

    Fotografia: Danilo Desideri

    Montaggio: Claudio Di Mauro

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Padre Carlo Mascolo è un missionario che vive in un villaggio nel cuore dell’Africa dove - parole sue - fa "il medico, il preside, l’agricoltore, il meccanico e lo sceriffo a tempo pieno”. Da qualche tempo avverte i sintomi di una crisi spirituale che lo angoscia sempre di più. Dunque decide di tornare a Roma per parlarne ai suoi superiori. Il suo padre spirituale lo tranquillizza, a volte è necessaria una pausa di riflessione. Lo esorta a trascorrere un po’ di tempo in famiglia per ritrovare se stesso attraverso il calore dei propri cari. Intanto da un’altra parte della città, in un minuscolo appartamentino di periferia, una
    misteriosa ragazza fa dei colloqui con un assistente sociale. Sembra che la ragazza, Lara, abbia avuto dei seri problemi in passato che adesso sta cercando di risolvere. Ma nonostante l’aria da educanda che ostenta con l’assistente sociale, Lara conduce una doppia vita. Di notte, di fronte ad una web cam si trasforma in una sensualissima modella in latex e tacchi a spillo. Nel frattempo, Carlo si presenta a casa di suo padre Alberto, nel grande appartamento dove è cresciuto insieme ai due fratelli Luigi e Bea. Qui cominciano le prime sorprese. Suo padre ha un aspetto decisamente ringiovanito e arzillo. Infatti Alberto ha dato una sterzata alla sua vita di vedovo in pensione e ha appena sposato Olga, la prosperosa badante
    ucraina. Carlo trasecola. Ora Alberto e Olga frequentano lezioni di danza latino americana, in casa non vi è più traccia della presenza della madre, il passato sembra spazzato via per sempre. Carlo corre dalla sorella e dal fratello per chiedere spiegazioni di questa trasformazione. Li trova imbestialiti e decisi a sferrare guerra all’ucraina usurpatrice. Senza mezzi termini Bea e Luigi gli espongono le loro ragioni: quella donna sta sifonando tutti i risparmi del padre dal suo conto in banca e finirà per prendersi anche l’appartamento. Per accelerare i tempi, Olga ha un piano diabolico: sfiancare il padre con le lezioni di ballo, sottrargli le
    medicine per il cuore e farlo fuori in tempi brevissimi. Carlo tenta debolmente di ridimensionare la situazione e calmare i fratelli. Ma quelli insistono: bisogna sferrare un attacco durissimo prima che sia troppo tardi altrimenti Carlo si troverà a dover celebrare il funerale di Alberto. Se, rientrando in famiglia, Carlo sperava di trovare conforto, parole che potessero aiutarlo a superare la sua crisi spirituale, si trova invece costretto a fronteggiare rancori, dirimere questioni di denaro, placare furori razzisti. E non c’è nessuno assolutamente interessato ad ascoltarlo. Una notte squilla il telefono, è un vicino di casa del padre che li avvisa di venire subito. E’ successa una disgrazia. Ma le cose non sono andate come i fratelli avevano pronosticato. Il destino a volte gioca brutti scherzi. Infatti, da questo momento, i destini della famiglia Mascolo cominciano ad intrecciarsi con quello di Lara, il personaggio enigmatico e sorprendente che nessuno si aspettava di dover fronteggiare. Sarà lei a portare il vero scompiglio nella vita dei tre fratelli e in quella di Carlo in particolare.

    Dal >Press-Book< di Io, loro e Lara

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    PILLOLE DI SAGGEZZA VERDONIANE DA PADRE CARLO

    Non che vi sia niente di trascendentale: la lezione, o, per meglio dire, i ‘messaggini’ inviati da Carlo Verdone sono quanto di più semplice e di elementare ci si possa immaginare. Ma questa è sempre stata la sua scelta stilistica, anche se i risultati in termini di commedia brillante su questo fronte non sono sempre stati all’altezza degli intenti: basta pensare al precedente Grande, Grosso e… Verdone (2008) con cui il nostro Carlo nazionale voleva in qualche modo rivisitare le sue prime orme calcate sul campo professionale. Beh, di frizzante c’era ben poco! E comunque, ridendo e scherzando, o almeno ammiccando, Carlo-Arlecchino si confessa sempre volentieri, amichevolmente, al cospetto del suo pubblico di fan e non, che non ha bisogno di tante recensioni per sentire l’input di andare al cinema allo scopo di stare, più o meno piacevolmente, in sua compagnia. E’ la consueta,

    affettuosa risposta, all’invio, senza troppi fronzoli o grandi pretese, degli SMS in celluloide verdoniani.

    Del resto, questa volta, in Io, loro e Lara, per se stesso Carlo Verdone sceglie uno dei personaggi per i quali non si concede gag ad ampio respiro, né troppo sgangherate o sopra le righe: preferisce invece, auto investitosi di una sorta di polo riequilibrante anomalìe vaganti, sia pure per caso e suo malgrado, mantenere toni ‘relativamente’ contenuti, così come ci si aspetterebbe da un sacerdote a tutti gli effetti. D’altra parte, contenuti fino a un certo punto: perché di motivi per sbottare fino a sciorinare un rosario ‘alternativo’, in verità piuttosto colorito, ne avrà, il nostro Padre Carlo. E come se ne avrà! Ne avrà persino a sufficienza per ritornare giulivo alla sua missione in Africa, dopo esser stato messo a dura prova con il suo ritorno in famiglia per una cosiddetta ‘pausa di riflessione’.

    Capitolo peraltro centrale, condito di una buona dose di paradossi da cui il povero Padre Carlo dovrà giocoforza districarsi: paradossi studiati ad hoc per veicolare il facile accesso a rivoli di ironia e schegge di pura comicità: quelli in cui, più e più volte, come dice lui stesso, lo vedranno assolutamente “basito”: dalla trasformazione dei propri familiari, con l’improbabile matrimonio tra il padre ottantenne con la prosperosa badante moldava Olga, dal senso di avidità di beni patrimoniali ed eredità di un fratello che ora scopre cocainomane e puttaniere, e di una sorella divorziata e un po’ isterica - una straordinaria Anna Bonaiuto, mina vagante nella storia che quasi surclassa l’intero cast, persino la sempre squisita Angela Finocchiaro, qui in veste, a lei familiare, di psicologa. E ancora ‘basito’ dall’improvvisa comparsa in famiglia di Lara (Laura Chiatti che in un passaggio del film ‘cita’ la Natalie Portman di Closer), ragazza sconcertantemente

    nebulosa ed ambigua, nonché - per una delle gag più divertenti - dal gergo di spacciatori e ‘acquirenti’ quando, trovandosi egli ‘per caso’ in discoteca, appena in disparte, gli chiedono paste, prugne e confetti. Ma persino per Padre Carlo sarà presto evidente che, non essendo in pasticceria, ogni riferimento è puramente casuale.

    Così, avendo scelto - grazie a Dio, era ora! - di lasciarsi alle spalle l’impronta macchiettistica e caricaturale di Un sacco bello, Acqua e sapone, Viaggi di nozze ecc., il nostro Carlo questa volta tratteggia un ritratto non troppo lontano dalla realtà per macroscopizzare, ancora una volta sul filo della commedia - qui sortita da se medesimo, una sorta di pesce fuor d’acqua in circostanze di vita corrente - certe spine nel fianco di impianto socio-politico-etico-morale: dallo sfruttamento della prostituzione di giovani donne africane e dai sistemi di controllo per l’affidamento dei figli a ragazze madri senza stabile lavoro

    e dimora, ai multipli risvolti legati all’ingresso in famiglia di badanti giunte in Italia dall’Est fino ai, non ultimi, possibili motivi di smarrimento da parte di un prete missionario, del suo rapporto con il mondo occidentale, con la missione e con se stesso. Un’apprezzabile ‘riflessione’ da parte di Carlo Verdone da Padre (il Padre Carlo del film) a padre (suo padre nella vita reale). Carlo Verdone ha difatti dedicato questo film a suo padre Mario, recentemente scomparso.

    Commenti del regista

    "L’dea di 'Io, Loro e Lara' si concretizza nel settembre 2008 dopo aver passato quasi due mesi a costruire un soggetto, poi messo nel cassetto, sulla storia di una grande famiglia. Era questo un film molto complesso ed ambizioso e il motivo dell’abbandono risiedeva nei
    tempi molto lunghi che richiedeva la stesura della sceneggiatura. In poche parole non avremmo consegnato in tempo il copione alla Warner per metà Gennaio 2009. Ma spesso da una crisi nasce, quasi per miracolo, un’altra intuizione folgorante. Quando Pasquale Plastino mi chiese di riflettere sulla figura di un 'prete moderno' e Francesca Marciano aggiunse 'missionario' ed io replicai 'in crisi con la fede', rimanemmo per molti minuti in silenzio ad elaborare velocemente in che modo un prete potesse entrare in un racconto di commedia. Volevo evitare assolutamente gli stereotipi visti e stravisti nelle precedenti commedie italiane degli ultimi quarant’anni. E, pur nella comicità di un racconto brillante, mi appassionava molto l’idea di interpretare un ruolo molto delicato, assolutamente agli
    antipodi dalle figure clericali, presenti come 'macchiette perfette', in Un Sacco Bello, Acqua e Sapone e Viaggi di Nozze. No, qui si trattava di entrare perfettamente nella
    psiche di un sacerdote dei giorni d’oggi, rendendolo 'vero' con le sue fragilità, i suoi
    momentanei tormenti, la sua disciplina interiore e il suo grande buon senso. Di aiuto mi
    sono stati alcuni miei amici sacerdoti, ben distanti da una vecchia impostazione clericale.
    Amici con i quali parlo di tutto, mi confido, polemizzo e condivido interessi culturali. E non ultimo l’aver constatato che mentre le chiese del centro storico sono poco frequentate, quelle di alcune periferie, seguite da preti giovani e molto preparati, sono affollate e piene di ragazzi. E il successo di queste parrocchie decentrate risiede proprio in un approccio
    molto diretto, in colloqui senza tabù, nella personalità non solo autorevole, ma semplice e
    abbordabile di giovani preti che hanno saputo stendere un formidabile filo comunicativo
    con i fedeli. L’amico Filippo Di Giacomo, ex missionario, ci è
    stato molto d’aiuto nell’indicarci la personalità del mio Don Carlo, al fine di evitare quelle figure clericali stereotipate, spesso
    edulcorate, che la tv ci presenta in sceneggiati su personaggi della Chiesa. L’idea quindi di un sacerdote missionario, da dieci anni in Africa, che è costretto a rientrare a Roma in seguito ad una lenta ed inesorabile perdita della fede, mi sembrava un ottimo tema anche se delicatissimo. E se il consiglio che riceve, con buon senso dai suoi superiori, è quello di prendersi una 'pausa di riflessione' tornando a vivere per un mese dalla sua famiglia vera, ecco che il soggetto comincia a delinearsi più chiaramente facendo presagire colpi di scena e forti contrasti. Si, perché Don Carlo entrerà nel vortice nevrastenico, confuso e aggressivo di una famiglia che non ritrova più come quella che ha lasciato. Un padre che si è sposato la badante moldava, un fratello cocainomane, una sorella psicanalista che necessiterebbe lei stessa della cura di un neurologo, la nipote depressa che ha abbracciato la moda 'emo', è per lui un tragico ritorno in un mondo 'occidentale' i cui problemi, in confronto a quelli che ha visto in Africa, sono il frutto di una società miserabile alla canna del gas. Nessuno gli chiede niente del suo ritorno, non una domanda e neanche il tempo, per lui, di esporre le sue crisi. Tutti a coinvolgerlo, violentemente e comicamente, in fatti e situazioni imbarazzanti per un sacerdote. Carlo è un pugile stremato all’angolo che subisce con pazienza e resistenza incredibili le sollecitazioni di una famiglia in pieno esaurimento nervoso.
    Se a loro aggiungiamo 'l’ingresso a sorpresa', nella trama, di Lara (Laura Chiatti), le cose per Carlo si fanno molto, molto complicate. Chi è la 'mina vagante' Lara? Una prostituta
    professionista che lavora in una chat erotica? Una tossicodipendente? Una sbandata dalla mentalità bipolare? Il colloquio iniziale fra lei e un’assistente sociale (Angela Finocchiaro) ci confonde molto le idee e non ci fornisce un quadro chiaro della ragazza. Ma fa intuire che di problemi Lara ne ha veramente parecchi. E’ un bel personaggio questo di Lara: misterioso, inafferrabile, sbandato, tenero, seducente. Ed era l’elemento dinamitardo ideale per farla vivere per più di metà del film accanto ad un prete che ne subirà violentemente la personalità forte e tormentata. Sul personaggio di Lara e su come entrerà con prepotenza nel nucleo famigliare è meglio non
    spiegare troppo, perché si svelerebbero alcuni colpi di scena che sono il punto di forza
    della struttura del film. Che un leggero ed inevitabile turbamento si insinui in Carlo è più che naturale, ma il mio sforzo è stato quello di evitare la trama più banale e sfruttata del mondo: l’innamoramento di un prete per una seducente ragazza. Credo che la forza del film risieda nel far entrare un sacerdote 'moderno' all’interno dei problemi attuali di una famiglia e di coinvolgerlo fino alle estreme conseguenze che lo porteranno ad agire in situazioni veramente imbarazzanti con fatica improba. E alla fine fargli compiere una specie di 'miracolo': quello di creare un clima di tolleranza, di buon
    senso e di concordia in tutti. Il messaggio finale del film è chiaro, commovente ma
    liberatorio. Perché è un’immagine che tutti noi vorremmo vedere nel nostro nucleo famigliare e nella società d’oggi. E sicuramente in Carlo, dopo essersi imbattuto nelle nevrosi del mondo 'occidentale', così sbandato ed effimero, la voglia di tornare da dove è partito, dove i problemi sono veri e pesanti, si fa sempre più pressante...".

    Links:

    • Carlo Verdone (Regista)

    • Laura Chiatti

    • Angela Finocchiaro

    • Marco Giallini

    • Carlo Verdone

    • Anna Bonaiuto

    • Cristina Odasso

    • IO, LORO E LARA - INTERVISTA all'attrice LAURA CHIATTI (Interviste)

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