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    L'ONDA: ALLE RADICI DELL'OBBEDIENZA CIECA COME INQUIETANTE STATUS PSICOLOGICO SOCIALE

    Dal 26° Torino Film Festival

    "Non ho mai smesso di farmi questa domanda: potrebbe ancora accaderci una cosa del genere? Nella Germania di oggi, così democratica e illuminata, in cui dedichiamo tanto tempo a parlare di Nazismo e Terzo Reich? Ci cascheremmo ancora? È una domanda così intrigante, che ho voluto tentare di trovare una risposta".
    Il regista e sceneggiatore Dennis Gansel

    (Die Welle GERMANIA 2008; 101'; drammatico; Produz.: Christian Becker RAT PACK FILMPRODUKTION co-prodotta da Constantin Film Produktion/ Medienfonds GFP I KG & B.A. Produktion; Distribuz.: BIM)

    Locandina italiana L'onda

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    Trailer

    Titolo in italiano: L'onda

    Titolo in lingua originale: Die Welle

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Dennis Gansel

    Sceneggiatura: Dennis Gansel e Peter Thorwarth

    Soggetto: Tratto dal racconto di William Ron Jones e dal film-tv The Wave (L’Onda) di Johnny Dawkins e Ron Birnbach (*).

    PRELIMINARIA:

    Ancora oggi, il fenomeno dell’ ‘obbedienza cieca’ all’autorità, come si è manifestato durante il Terzo Reich, non è stato del tutto compreso scientificamente. Diversi noti esperimenti nel campo della psicologia sociale, tuttavia, hanno esaminato il comportamento di individui in situazioni di gruppo, con risultati spesso inquietanti.
    (Da: Il fenomeno dell’obbedienza cieca, >Press-Book< de L'Onda)

    (*) Da più di vent’anni, il romanzo di Morton Ruhe Die Welle (L’Onda) è un classico della letteratura per ragazzi, e una lettura obbligatoria in molte scuole tedesche. È un’opera di fantasia, ma ispirata a un fatto reale. L’esperimento originale è stato condotto nel 1967 da Ron Jones, insegnante di storia al Cubberley High School di Palo Alto, in California. 1967.
    Insieme al noto produttore tedesco Christian Becker (Uibu – Fantasmino fifone), il pluripremiato regista tedesco Dennis Gansel (Premio del Cinema Tedesco e Hamptons International Audience Award per NaPolA) ha rivisitato in chiave moderna e credibile questa storia-quasi-vera, con la collaborazione di Ron Jones, che ne è stato l’ispiratore. Dennis Gansel ha sviluppato il soggetto con l’amico e collega regista Peter Thorwarth (Bang Boom Bang – Ein todsicheres Ding, Was nicht paßt, wird passed gemacht). Insieme hanno deciso di ambientare la vicenda nella Germania d’oggi, in una scuola qualsiasi di una città qualsiasi.
    Le riprese de L’Onda si sono svolte nel luglio-agosto del 2007 a Berlino e dintorni. Il film è stato
    realizzato con il contributo della Medienboard Berlin-Brandenburg (Commissione per i Media Berlino-
    Brandebburgo), della FFA (Filmförderungsantalt - Commissione Federale Tedesca per il Cinema) e del DFFF (Deutscher Filmförderfonds Cinema - Fondo Federale Tedesco per il Cinema).

    Cast: Jürgen Vogel (Rainer Wenger)
    Frederick Lau (Tim)
    Max Riemelt (Marco)
    Jennifer Ulrich (Karo)
    Christiane Paul (Anke Wenger)
    Elyas M’Barek (Sinan)
    Cristina Do Rego (Lisa)
    Jacob Matschenz (Dennis)
    Maximilian Vollmar (Bomber)
    Maximilian Mauff (Kevin)
    Ferdinand Schmidt-Modrow (Ferdi)
    Tim Oliver Schultz (Jens)
    Amelie Kiefer (Mona)
    Odine Johne (Maja)
    Fabian Preger (Kaschi)

    Musica: Heiko Maile

    Costumi: Ivana Milos

    Scenografia: Knut Loewe

    Fotografia: Torsten Breuer

    Scheda film aggiornata al: 28 Ottobre 2016

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Per spiegare la genesi di una dittatura un professore mette in atto un ‘singolare’ esperimento. Una classe di
    una trentina di studenti viene indotta a forme di cameratismo attraverso l’uso della disciplina,
    dell’uniforme, e di un gesto di riconoscimento (l’onda per l’appunto. L’esperimento finirà per sfuggirgli
    tragicamente di mano quando il ‘movimento’ creato acquisterà vita propria.

    IN ALTRE PAROLE:

    Germania, oggi. Durante la settimana delle esercitazioni, l’insegnante di liceo Rainer Wenger (Jürgen Vogel) propone un esperimento per mostrare ai suoi studenti come funziona un governo totalitario. Inizia così un gioco di ruolo dalle tragiche conseguenze.
    Nel giro di poche settimane, quella che era cominciata come un’innocua illustrazione di concetti come disciplina e comunità, si trasforma in un vero e proprio ‘movimento’ – L’Onda. Arrivati al terzo giorno, gli studenti cominciano a ostracizzare e a minacciare gli altri.
    E quando alla fine il conflitto esplode in tutta la sua violenza durante una partita scolastica di pallanuoto, l’insegnante decide di interrompere l’esperimento.
    Ma ormai è troppo tardi, l’Onda è sfuggita al suo controllo...

    Dal Press-Book de L'onda

    Commento critico (a cura di ENRICA MANES)

    Gansel mette davanti allo spettatore un documento di importante riflessione sulla cultura contemporanea che strizza l’occhio al passato in maniera imbarazzante, realistica e in cui tematiche, problemi, punti di vista non sono solo corsi e ricorsi di una storia da dimenticare.
    Analizzando archetipo per archetipo, ricostruisce la genealogia di un movimento e punta il dito su quella società di oggi che, preda di buonismo, crede di poter essere lontana dalla macchia del totalitarismo e dai suoi vizi di sistema.
    Perché anche nella migliore macchina, un ingranaggio può rappresentare un problema.
    La dinamica è quella del gruppo, elemento che caratterizza i regimi del secolo scorso quanto il mondo di oggi e la capacità di fare breccia nel cuore di giovani predisposti, interessati, che hanno a cuore il cambiamento e che sentono il bisogno e la guida di un punto di riferimento.
    In un momento storico e culturale in cui tutto questo manca, in cui

    genitori e scuola sono solo noiosi e assenti, Gansel inserisce la figura cardine di Reiner Wenger, insegnante carismatico e stimato dai suoi studenti, per farsi carico del messaggio di cui il film è portatore quanto mai attuale e capace di sviluppare punto per punto con cinico occhio critico.
    Invece che inoltrarsi in una storia di denuncia e cadere nel documentarismo, la strada è quella della rielaborazione e dell’analisi raffinata delle dinamiche sociali, di gruppo, dei punti di vista dei giovani sul mondo circostante da cui traspare un netto “non ci sto” allo schema per cui il gruppo diventa sempre branco e i giovani non hanno più ideali, perché anzi, qui accade il contrario.
    L’Onda fa leva sulle voci di una moderna classe di studenti che portano con sé affetti, sensibilità, idee, dubbi, sogni, aspettative, che a tratti richiamano alla mente i fotogrammi drammatici di quel filone adolescente-esistenziale di cui L’attimo fuggente di

    Peter Weir è emblema e capostipite.

    Il movimento dell’Onda parte dalla consapevolezza dei problemi del mondo, diversità , differenze sociali, culturali e razziali, disoccupazione e quel malcontento che serpeggia e miete le vittime dell’insoddisfazione, e fa leva sul sentimento e sulla volontà di cambiare il mondo, di non sovvertire un ordine precostituito ma di migliorare la vita.
    I presupporti divengono però nuove regole non scritte, un linguaggio settario e fortemente interiorizzato, cifrario di un qualunque tipo di regime che Gansel riesce con acume particolare a recepire e sviluppare senza alcuna pretesa di commento o schieramento politico.
    Con un linguaggio molto vicino alla cultura pop-adolescente, si tratteggia uno scenario a episodi in cui lo spaccato giovanile è inteso e presentato senza veli, con un occhio attento volto a catturare gli interessi dei giovani, tra rave party, feste sulla spiaggia, bullismo.
    Ciò che colpisce è la riflessione sul modo e la motivazione per cui tutto

    ha il suo inizio, perché, oggi come lo ebbe nella realtà totalitaria di metà Novecento, gli intenti primi sono positivi e volti davvero al bene comune.
    A provarlo, le stesse impressioni nei temi dei ragazzi, i primi avvenimenti capaci di affiancare, creare affiatamento e infine amicizia, e non per uguaglianza ma per diversità; si assiste alla nascita di un gruppo genuino che agisce per proteggere i più deboli, che insieme si diverte, fa bravate, in cui apparentemente è il più debole ed indifeso ad imporsi, a cercare riscatto e a votarsi in tutto alla causa.
    Fino a un punto di non ritorno che gradualmente porta ad assaporare il potere che come un’onda finisce per travolgere le menti e il resto delle persone; ciò che prima era gruppo che univa, ora è distinzione, divide gli uni dagli altri ed i simboli sono fatti per distinguersi dagli altri, per formare una elite scelta

    ed autarchica che a sua volta si confronta e si scontra con altre ideologie.
    Esempio lucido e tremendamente cinico per mostrare come, anche oggi, per partito, preso le menti possano essere plasmate e possano, guidate, giungere ad una soglia pericolosa di autoconvinzione.

    Links:

    • Dennis Gansel (Regista)

    1

    Galleria Video:

    L'onda (versione italiana).mov

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