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    Home Page > Movies & DVD > Questo piccolo grande amore

    QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE: RIFLESSIONE POSTUMA DI CLAUDIO BAGLIONI SU UNA SUA CELEBRE CANZONE. NE ESCE UNA CONFEZIONE-REGALO PER IL GRANDE SCHERMO

    "Ho qualche anno meno di Baglioni ma girando questo film mi sono trovato a raccontare senza immaginarlo un vissuto che era anche un po' mio: nel 1971, a 16 anni, quando vivevo la mia prima storia d‟amore importante ascoltavo spesso 'Questo piccolo grande amore' e così, pur rispettando la vicenda e gli snodi raccontati nel disco, ho finito più o meno consapevolmente col portare in scena anche la mia storia. Andrea, il giovane protagonista, poi, porta in scena un braccialetto che mi regalò una mia ragazza di tanto tempo fa della quale non ho più avuto notizie: lo conservavo in un cassetto di un mobile, l'ho dato alla nostra costumista e questo oggetto e' diventato subito parte integrante degli accessori dell'abbigliamento del personaggio principale provocando in me ricordi, sensazioni ed emozioni molto speciali: sono un regista che prende la storia e se la 'mastica', anche se non firmo la sceneggiatura non sono un semplice esecutore, ma metto in scena, compio sempre una rivisitazione e - pur nel rispetto assoluto di quello che è un pezzo di vita vissuta di Claudio - devo dire che questa storia me la sono sentita proprio addosso. Io torinese mi sono permesso di raccontare Roma con un occhio più incantato rispetto al disincanto tipico della gente di Roma, una città dove dopo 20 anni mi sento ancora un fortunato turista...".
    Il regista Riccardo Donna

    (Questo piccolo grande amore ITALIA 2009; commedia romantico-musicale; 110'; Produz.: 11 Marzo Film/Aurora Film/Medusa Film in collaborazione con Sky, e con la collaborazione della Film Commission Torino Piemonte; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana Questo piccolo grande amore

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    Trailer

    Titolo in italiano: Questo piccolo grande amore

    Titolo in lingua originale: Questo piccolo grande amore

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Riccardo Donna

    Sceneggiatura: Claudio Baglioni e Ivan Cotroneo

    Soggetto: Claudio Baglioni e Ivan Cotroneo.

    PRELIMINARIA (Dall'album al Film):

    Fin dalla prima ideazione del film, un paio di anni fa, la scelta produttiva e artistica di Matteo Levi e Giannandrea Pecorelli è stata quella di non realizzare né un musical, ovvero con i protagonisti che cantano, né, come nei musicarelli, utilizzare le canzoni esclusivamente come riempitivo di scene o a commento delle scene stesse. Nella stesura del trattamento di Ivan Cotroneo, il percorso raccontato nell'album di Claudio Baglioni nonché i testi delle canzoni hanno costituito, molto probabilmente per la prima volta nel cinema italiano, un punto di riferimento analogo a quello che si utilizza quando un libro o un racconto vengono adattati per il grande schermo. In particolare le canzoni che compongono il disco hanno tutte un punto di vista maschile con un preciso io narrante (qualche esempio: "Mi trovo a correre come un dannato non ho più fiato non so dove andare… Io ti prendo come mia sposa… Quella sua maglietta fina tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto… In licenza son tornato e son qua per comprarmi dei blue jeans al posto di questa divisa e stasera poi le faccio una sorpresa") per cui l'elaborazione del soggetto è partita dalla creazione del personaggio femminile, disegnata sulla copertina del disco e raccontata con brevi quanto efficaci indicazioni fin dalla prima canzone ("la maglietta scollata, una faccia pulita"). Le canzoni, con la voce di Claudio Baglioni, pertanto entrano nel film con la stessa valenza di un io narrante, di una voce fuori campo del protagonista, rimandando e sottolineando i suoi stati d'animo, le sue speranze, il suo amore. In accordo con Claudio Baglioni, la sceneggiatura valorizza l'ambientazione fortemente romana del disco, con canzoni che tracciano un percorso facilmente riconoscibile sia nei titoli delle canzoni (da “Piazza del Popolo” a “Porta Portese”) sia nei testi ("E lungo il Tevere che andava lento lento noi ci perdemmo dentro il rosso del tramonto") e riflette e racconta i sogni e la vita di chi a 18/20 anni, al di là dell‟epoca in cui vive, pensa sia possibile cambiare il mondo attraverso un amore travolgente.

    Dal >Press-Book< di Questo piccolo grande amore

    Cast: Emanuele Bosi (Andrea)
    Mary Petruolo (Giulia)
    Daniela Giordano (Anna)
    Mariella Valentini (Vittoria)
    Federico Galante (Leo)
    Claudio Cotugno (Vincio)
    Valentino Campitelli (Secco)
    Giulia Amato (Irene)
    Veronica Corsi (Cinzia)
    Matteo Urzia (Nico)
    Stefano Masciolini (Marco)
    Veronica Bruni (Prof.ssa Greco)
    Giancarlo Previati (Sergio)
    Piero Cardano (Sasà)
    Andrea Gherpelli (Lubrano)
    Antonio Gerardi (Reggiani)
    Ivano Marescotti (Prete)
    Federico Costantini (Ragazzo Finale)

    Musica: Claudio Baglioni

    Costumi: Mary Montalto

    Scenografia: Alessandra Panconi e Leonardo Conte

    Fotografia: Federico Schlatter

    Sinossi:

    Primi anni Settanta, a Roma.
    Andrea ha diciannove anni, Giulia diciassette. Si incontrano per la prima volta in un bar, per caso. Ancora non lo sanno, mentre si scambiano le prime parole e si guardano negli occhi come scoprendosi, ma quello è un incontro che segnerà per sempre le loro vite. Andrea è al primo anno di architettura, immagina di poter cambiare il mondo con i suoi progetti, i suoi disegni, i suoi sogni. Giulia è all'ultimo anno di liceo classico, è timida, inesperta, impaurita dal primo vero sentimento della sua vita. Vengono da mondi diversi, hanno amici diversi, e due vite diverse che li chiamano prepotentemente in direzioni opposte. Attraversano insieme un pezzo di vita, conoscendosi, amandosi disperatamente, rifugiandosi uno nelle braccia dell'altra, con l'incoscienza e la paura di chi fa ogni cosa per la prima volta, usando parole, gesti, sguardi che non sono mai stati conosciuti prima. Questo Piccolo Grande Amore racconta la prima, vera storia d'amore di due ragazzi, l'ultima avventura dell'adolescenza prima di diventare adulti, il sogno di una passione senza limiti e senza fine che si scontra con la realtà quotidiana. Una storia così travolgente da costringere il mondo a ritirarsi, a farsi da parte, a cedere alle visioni d'amore dei due ragazzi. Le strade e le piazze della città si trasformano nello scenario del loro sogno romantico, mentre le canzoni dell'album di Claudio Baglioni scandiscono i momenti più importanti della loro storia: il primo bacio sul Lungotevere, la paura di perdere la libertà, la loro prima volta, la gelosia, la separazione improvvisa, il lacerante senso di mancanza, la paura del tradimento e infine, nel ritrovarsi, la coscienza di avere vissuto la più grande avventura della loro vita di ragazzi. Di avere attraversato giorni che resteranno irripetibili per le loro vite a venire. La storia del primo amore di Andrea e Giulia, che diventa la storia di tutti gli indimenticabili primi amori delle nostre vite.

    Dal >Press-Book< di Questo piccolo grande amore

    Commento critico (a cura di ERMINIO FISCHETTI)

    La pellicola di Riccardo Donna, al suo esordio cinematografico, dopo aver lavorato costantemente per quasi trenta anni come regista di prodotti Rai (inclusi Un medico in famiglia e Raccontami), pecca di inutilità ed è l’ennesima classica operazione da film di San Valentino. I toni sono, ovviamente, quelli di una superficie appena carezzata. Infatti, gli anni Settanta che, in una storia di questo tipo, dovrebbero essere raccontati con accuratezza, se si considera l’elemento nostalgia degli anni passati sul quale si impernia la vicenda, sono privi di qualsiasi riferimento storico, escludendo l’uso dei cosiddetti jeans 'a zampa d’elefante'.
    Questo piccolo grande amore viene, così, in contatto con la tipologia televisiva della serie Raccontami (da cui 'recupera' anche la giovane protagonista, Mary Petruolo), e degli intervalli musicali di Tutti pazzi per amore (che ha in comune con quest’opera lo sceneggiatore Ivan Cotroneo). In realtà, il film di cui stiamo parlando trae il suo esempio

    da quel certo Tre metri sopra il cielo, che lanciò Riccardo Scamarcio, la malattia adolescenziale degli ultimi anni, ossia la 'scamarcite' e creò problemi di viabilità a Ponte Milvio a Roma. La cosa positiva, in questo caso, è che i due giovani non vanno in giro attaccando lucchetti ai pali, anche se Andrea dipinge e attacca disegni sui muri ovunque si trovi (scuola di lei e caserma dove fa il militare compresa). Siccome il film è destinato ad un pubblico per adolescenti non possono mancare acronimi come 'QPGA', a lettere cubitali sui muri del lungotevere, che non sta per "Questo piccolo grande amore", ma per
    Qui passarono Giulia e Andrea”. Ora dobbiamo aspettarci la “bosite” e storie d’amore illustrate sui muri delle strade? Operazione commerciale che spera di accalappiare, non solo i ragazzi, ma anche coloro che in quel 1972 vivevano le prime emozioni sentimentali e ascoltavano i dischi in

    vinile di Claudio Baglioni.

    Consiglio: se volete riascoltare le canzoni del popolare cantante andate a comprare il cd con le sue hit.

    Links:

    1

    Galleria Video:

    Questo piccolo grande amore (versione originale italiana).mov

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