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    Home Page > Movies & DVD > I Love Radio Rock

    I LOVE RADIO ROCK: CAVALCANDO L'ONDA-REVIVAL DEI MITICI ANNI SESSANTA, IN UN 'BARCONE ROCK' UN COCKTAIL ESPLOSIVO DI SOLIDARIETA' MASCHILE E ATMOSFERA COMICA. E, SOPRATTUTTO, TANTA BUONA MUSICA!

    'CELLULOID PORTRAITS' rende Omaggio alla Memoria di PHILIP SEYMOUR HOFFMAN - "CELLULOIDPORTRAITS" ha eletto I LOVE RADIO ROCK
    MIGLIOR FILM dell'ANNO 2009

    "Tutte le persone della mia generazione hanno lo stesso ricordo. Andavi a letto la sera e mettevi la radiolina a transistor sotto al cuscino, la accendevi e sentivi questa musica fantastica che non si sentiva da nessun’altra parte. E i tuoi genitori dal piano di sotto urlavano ‘Vai a letto! Spegni la luce; dormi!’ E’ stata una delle cose che più mi hanno fatto amare la musica pop, questo sottile senso di illecità e illegalità... Ho cominciato a scrivere alcune scene di cose che potevano andare storte su una barca con tanti maschi sopra. Immediatamente inizi a pensare: Qual’è il rapporto di questi uomini con le donne? E le donne vengono ogni quindici giorni a fare sesso con loro? Che succede se uno di loro vuole una fidanzata? Come fai a trovare una fidanzata?...".
    Il regista e sceneggiatore Richard Curtis

    (The Boat That Rocked UK 2009; commedia; 129'; Produz.: Working Title Films/Portobello Studios in associazione con Tightrope Pictures; Distribuz.: Universal Pictures International Italy)

    Locandina italiana I Love Radio Rock

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: I Love Radio Rock

    Titolo in lingua originale: The Boat That Rocked

    Anno di produzione: 2009

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Richard Curtis

    Sceneggiatura: Richard Curtis

    Soggetto: PRELIMINARIA: (*)

    Richard Curtis, regista del film, ha composto e caricato su 8 i-pod, 8 diverse selezioni musicali di circa 30 brani, in modo da permettere agli 8 attori protagonisti del film di ascoltarle sempre e ovunque, in modo da entrare in sintonia con la psicologia e lo stile del DJ impersonato. Queste speciali selezioni sono state realizzate da Richard Curtis e i produttori con l’aiuto di Johnnie Walker, uno dei pionieri delle radio pirata inglesi degli anni Sessanta.

    Dopo il successo internazionale del suo esordio alla regia, Love Actually – L’amore davvero, Richard Curtis ha cominciato a prendere in considerazione delle idee per il film successivo. Mentre immaginava delle nuove storie, Curtis si è messo a riflettere sui suoi ricordi d’infanzia fatti di nottate trascorse ad ascoltare trasgressivi deejay di rock-and-roll che trasmettevano da barche e altri natanti ancorati appena fuori le acque territoriali britanniche verso la fine degli anni ’60.
    Queste stazioni radio hanno fatto conoscere ad un enorme pubblico entusiasta pietre miliari come i Beatles, i Rolling Stones e i Kinks, oltre a leggendari artisti solisti del calibro di Jimmy Hendrix, Dusty Springfield, Janis Joplin e Aretha Franklin. Il governo vedeva la pirateria con grande disappunto e fece del suo meglio per sopprimere queste trasmissioni illegali che dal mare arrivavano nelle case di milioni di inglesi che amavano tutto ciò che ascoltavano.

    Cast: Gemma Arterton (Desiree)
    Emma Thompson (Charlotte)
    Philip Seymour Hoffman (il Conte)
    Bill Nighy (Quentin)
    Kenneth Branagh (Ministro Dormandy)
    January Jones (Eleonore)
    Tom Wisdom (Mark)
    Nick Frost (Dave)
    Jack Davenport (Twatt)
    Rhys Ifans (Gavin)
    Talulah Riley (Marianne)
    Tom Sturridge (Carl)

    Musica: (*)

    Costumi: Joanna Johnston

    Scenografia: Mark Tildesley

    Fotografia: Danny Cohen

    Scheda film aggiornata al: 05 Febbraio 2014

    Sinossi:

    IN BREVE

    Una commedia ambientata negli anni Sessanta su una stazione radio illegale nel Mare del Nord.

    IN DETTAGLIO:

    Nel 1966 – il periodo più straordinario per il pop britannico – la BBC trasmetteva solo 2 ore di rock and roll alla settimana. Ma una radio privata trasmetteva musica rock e pop, da una nave al largo della Gran Bretagna, 24 ore al giorno. E 25 milioni di persone – più di metà della popolazione britannica – ascoltava questi pirati ogni giorno. Dopo essere stato espulso da scuola, Carl (Tom Sturridge) viene spedito dalla sua ricca madre, frequentatrice dei salotti alla moda, presso il suo padrino Quentin (Bill Nighy), con la speranza che capisca ciò che vuole fare nella vita. Ma Quentin è il capo di Radio Rock, una radio libera pirata che trasmette da una nave bel mezzo del Mare del Nord, con a bordo un eclettico equipaggio di DJ di rock ‘n’ roll. Sono capeggiati da The Count (Il Conte) (Phillip Seymour Hoffman), grosso, diretto, americano, un Dio delle frequenze in FM e assolutamente pazzo per la musica. Lo coadiuvano il suo braccio destro Dave (Nick Frost) – ironico, intelligente e dall’umorismo crudele; Simon (Chris O’Dowd), super-gentile e alla ricerca del vero amore; Midnight Mark (Tom Wisdom), enigmatico, attraente e capace di portarsi a letto qualsiasi cosa che assomigli anche lontanamente ad una donna; Wee Small Hours Bob, un DJ capellone che trasmette a tarda notte, i cui hobbies sono la musica folk e la droga; Thick Kevin (Tom Brooke), con il cervello più piccolo di tutta l’umanità; On The Hour John, che legge le notizie e Angus ‘The Nut’ Nutsford, che potrebbe essere l’uomo più fastidioso di tutta l’Inghilterra. La vita nel Mare del Nord è costellata da avvenimenti importanti. Simon trova la donna dei suoi sogni, Elenore (January Jones), e si sposa sulla nave…solo per farsi lasciare dalla moglie il giorno dopo. Il grande DJ Gavin (Rhys Ifans) ritorna dal suo viaggio nella droga in America per riprendersi il suo giusto posto di più grande DJ d’Inghilterra e così facendo si scontra con The Count. E Carl scopre l’altro sesso e chi è il suo vero padre. Ma la radio pirata ha attirato l’attenzione del Ministro Dormandy (Kenneth Branagh) che da la caccia a questi fuorilegge. In un epoca in cui i polverosi corridoi del potere si adoperano per reprimere qualsiasi cosa abbia a che vedere con l’esuberanza giovanile, Dormandy coglie l’occasione di raggiungere un risultato politico, e il Marine Offences Act è approvato nel tentativo di mettere fuorilegge i pirati e rimuovere la loro nefasta influenza dal Paese una volta per tutte. Il risultato è letteralmente una tempesta in alto mare. Con Radio Rock in pericolo, i suoi devoti fan si radunano e mettono in scena un epico salvataggio alla Dunkirk, con centinaia di barche mobilitate per salvare i loro eroi deejay. Alcune cose possono anche finire, ma il rock and roll non muore mai.

    Commento critico (a cura di ERMINIO FISCHETTI)

    Esplosivo e dinamico esempio di cinema inglese, e soprattutto di commedia, è “l’esperienza” I Love Radio Rock con il quale Richard Curtis, regista di Love Actually e, soprattutto, sceneggiatore di Quattro matrimoni e un funerale raggiunge il suo punto più alto e supera di gran lunga se stesso e i suoi maestri. Attraverso la storia di questa radio pirata inglese (molte in quell’epoca erano le frequenze di questa tipologia), che nel 1966 trasmetteva rock’n roll, ascoltato da oltre metà della popolazione della regina Elisabetta II, da un peschereccio nel Mare del Nord, e del tentativo da parte dell’allora ministro inglese Dormandy di boicottarla c’è tutta l’essenza di un generazione che credeva veramente nella concezione che la musica e l’arte avrebbero potuto cambiare le vesti e le ipocrisie di un mondo arcaico e bigotto. E così sembra davvero nel vedere questo film, la cui lunga durata non pesa minimamente, anzi

    si desidererebbe stare ancora un altro paio d’ore in compagnia di questi esilaranti protagonisti. In sostanza questa operazione nostalgica trasuda cinema da tutti i pori, ma anche quell’inconfessabile amore per l’umorismo inglese e per il suo senso aggressivamente dissacrante. Curtis scriveva copioni e sketch per Rowan Atkinson (l’intramontabile Mr. Bean) e si vede tanta goliardia derisoria tipica dei Monty Python (che in quel periodo muovevano i loro primi passi) negli intrecci e nelle battute che vengono lanciate come bombe ad orologeria, ma tanti altri ancora possono essere i riferimenti alla cultura britannica. L’analisi ad una società che stava uscendo da un periodo moralista e vetusto si nota in tutti i personaggi e nelle loro storie. Protagonisti che vivono le loro vite su questo peschereccio in maniera libera e lontana, letteralmente perché passano le loro giornate in mare per poter trasmettere i loro programmi, dalle costrizioni della terra ferma. Quel peschereccio

    sembra quasi un’ancora di salvezza per la libertà. Un luogo dove tutti possono sognare felici, sulla base dei più importanti capolavori musicali dell’epoca.

    Il lavoro fatto da quei pazzi sognatori rendeva momenti lieti a tutti coloro che li ascoltavano: persone, di varie estrazioni sociali e culturali, che attraverso la musica e le battute sboccate e anticonvenzionali dei loro dj potevano farsi una risata sincera, dimenticare le tristi sorti quotidiane e passare il tempo canticchiando quelle bellissime note che venivano continuamente lanciate. C’è un forte senso di malinconia in questo film, divertentissimo, ma anche amaro per come riesce a far riflettere semplicemente, senza tante arie spocchiose e snobistiche, sul senso di mancanza e di illusioni di un periodo storico cruciale per la formazione del mondo contemporaneo e della sua cultura. La musica era diventata, inoltre, il centro essenziale della cultura giovanile, attraverso la quale circolavano le idee politiche e tanto altro

    ancora. Simbolo di aggregazione sociale, essa aveva determinato, in qualche modo, anche un più rapido crollo delle differenze di classe, un elemento all’epoca ancora ben ancorato nella vecchia Inghilterra post-colonialista. Era quello il baluardo di un attimo in cui molti credevano che tutto era possibile, che tutto si poteva cambiare in meglio, come solo una giovinezza fatta di sentimenti puri può immaginare. Ironico e beffardo, Curtis affida a ciascun personaggio un sottotesto critico di rara cattiveria, ma allo stesso tempo pieno di affetto, infatti, perfino la maschera costruita addosso a Kenneth Branagh sul ministro Dormandy, fondamentalmente un moralista bacchettone, risulta simpatica e accattivante, mentre il cameo di Emma Thompson come madre tardona, snob, ma aperta sessualmente è da antologia. E che dire delle diatribe fra il conte di Philip Seymour Hoffman e il Gavin di Rhys Ifans? E “l’armatore dandy” Quentin di Bill Nighy? Béh, sicuramente le parole tacciono

    di fronte a loro.

    La confezione della pellicola, ovviamente, non può essere definita meno che perfetta, a cominciare dalla sensibile e straordinaria scelta dei successi musicali più belli di quella generazione perduta, che si intrufolano nel plot narrativo in maniera logica e senza mai essere fini a se stessi. Anzi fanno parte “della sceneggiatura”. Curtis, così, dimostra una calcolata raffinatezza stilistica nel saper fare di un film, che apparentemente non ha alcuna pretesa, un gioiello assoluto e indimenticabile. E poi come non si può non riconoscere in lui (classe 1956) quel bambino che si intravede qua e là in alcuni fotogrammi che ascolta, invece di dormire e di nascosto dai genitori, Radio Rock!? È una nostalgia pura e sincera la sua, sempre attenta ad un realismo sotterraneo, mai smielata, zuccherosa. Straordinariamente interpretato, registicamente perfetto e scritto ancora meglio, I Love Radio Rock si presenta alla fine di una stagione cinematografica mediocre

    come una boccata d’aria pura e dimostra che per fare un capolavoro basta poco. Esce in Italia il 12 giugno, relegato barbaramente in un periodo di particolare infelicità per la distribuzione italiana, mentre sarebbe stato perfetto per il periodo pasquale (come è successo in Inghilterra e in altri Paesi). Che dire ancora per invogliarvi ad andare a vedere questo film? Se continuo a tesserne le lodi rischio di diventare noioso e ripetitivo e mi sa che già ci sono cascato! Anche se fa caldo, andate al cinema perché non ve ne pentirete assolutamente e perché I Love Radio Rock è una piacevole sorpresa e ha la capacità di trasformare una brutta giornata in una piacevole, elemento da non sottovalutare in questi periodi così duri. Bellissimo, incantevole, meraviglioso, straordinario, sorprendente. Insomma credo che sia sufficiente per dirvi: ANDATE, ANDATE, ANDATE AL CINEMA A VEDERE I LOVE RADIO ROCK! Ve lo

    devo cantare anche? È meglio non tentarmi!

    Perle di sceneggiatura

    Il Conte (Philip Seymour Hoffman):

    Sono le nove e tutti i barbogi del pianeta seduti sul sofà, sorbiscono sherry… mentre quelli che amano il rock ed il roll… sono pronti a rockare e rolleggiare ancora una volta. Siete su Radio Rock e io sono il Conte. E conto su di voi per il conto alla rovescia… all’estasi... e al rock all day – and all of the night

    Gavin (Rhys Ifans):

    "La cosa che da’ un senso a questo mondo folle è il rock and roll. E io sono stato folle a pensare che avrei mai potuto abbandonarlo".

    Quentin (Bill Nighy):

    "Ti illustro la situazione: le autorità già non ci sopportano, se lo fai ci odieranno e di riffe o di raffe troveranno il modo di chiuderci".
    —Quentin

    Links:

    • Richard Curtis (Regista)

    • Philip Seymour Hoffman

    • Rhys Ifans

    • Emma Thompson

    • Bill Nighy

    • Nick Frost

    • Gemma Arterton

    • January Jones

    • COMMEDIA REVIVAL ANNI SESSANTA TARGATA RICHARD CURTIS: 'I LOVE RADIO ROCK'. QUEL CHE SI DICE 'UNA CHICCA DA NON PERDERE! (Anteprime)

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    1

    Galleria Video:

    I Love Radio Rock - Scena tagliata presente nei contenuti speciali del DVD.wmv

    I Love Radio Rock - Ancora una scena tagliata tratta dal film (versione originale sottotitolata).flv

    Trailer by 'YOUTUBE'

       Clip esclusiva tratta dai contenuti speciali del DVD, in cui il regista RICHARD CURTIS racconta, con la consueta ironia ed eleganza, il processo di creazione degli stessi e del film in generale (versione originale con sottotitoli) per gentile concessione di Francesco Carlo di 'WAYTOBLU'

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