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    Home Page > Movies & DVD > The Orphanage

    THE ORPHANAGE: VINCITORE DI 7 PREMI GOYA ECCO L'INQUIETANTE RACCONTO DI FENOMENI SOVRANNATURALI DELLO SPAGNOLO J. A. BAYONA

    "The Orphanage tratta fondamentalmente della paura della separazione. I personaggi di questo film hanno vissuto tutti il trauma di una separazione nel loro passato, o vivono la minaccia di una separazione imminente. E questa paura si manifesta come qualcosa di vivo e presente nell’ambiente che li circonda, che trasforma il loro sogno della perfetta famiglia felice nell’incubo più spaventoso".
    Il regista Juan Antonio Bayona

    (El Orfanato MESSICO/SPAGNA 2007; Thriller Horror; 110'; Produz.: Esta Vivo! Laboratorio de Nuevo Talentos/Grupo Rodar/Rodar y Rodar Cine y Television S. L./Telecinco Cinema/Telecinco/Televisiò de Catalunya (TV3)/Warner Bros Pictures de España/Wild Bunch; Distribuz.: Key Films)

    Locandina italiana The Orphanage

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: The Orphanage

    Titolo in lingua originale: El Orfanato

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: Juan Antonio Bayona

    Sceneggiatura: Sergio G. Sànchez

    Cast: Belén Rueda (Laura)
    Fernando Cayo (Carlos)
    Geraldine Chaplin (Aurora)
    Montserrat Carulla (Benigna Escobedo)
    Mabel Rivera (Pilar)
    Roger Prìncep (Simòn)
    Andrés Gertrùdix (Enrique)
    Edgar Vivar (Prof. Leo Bàlaban)
    Óscar Casas (Tomàs)
    Mireja Renau (Laura ragazzina)
    Georgina Avellaneda (Rita)
    Carla Gordillo Alicia (Martin)
    Alejandro Campos (Victor)
    Carmen Lòpez (Alicia)
    Óscar Lara (Guillermo)

    Musica: Fernando Velàsquez

    Costumi: Maria Reyes

    Scenografia: Josep Rosell

    Fotografia: Óscar Faura

    Scheda film aggiornata al: 28 Gennaio 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Laura ha trascorso l'infanzia in un orfanotrofio e, trent'anni dopo, decide di restaurare ciò che ne rimane per adibirlo a ricovero per bambini disabili. Torna quindi in quel luogo, intriso di memoria e ricordi, con il marito Carlos e il figlioletto Simon di 7 anni. Sarà proprio quest'ultimo a denunciare alla famiglia la presenza di un bambino inquietante e pericoloso che si annida tra le ombre delle pareti. Il fantasma appare soltanto al piccolo, che però non viene creduto dal padre. Laura, invece, col passare dei giorni (e delle notti) capisce che qualcuno vive davvero lì con loro, e che la sua intenzione è fare del male.

    Sinossi by: "www.horror.it"

    IN DETTAGLIO:

    Laura ha trascorso gli anni più felici della sua infanzia in un orfanotrofio vicino al mare, accudita dal personale e dagli altri bambini orfani che lei ha amato come fossero fratelli e sorelle.
    Trent’anni dopo, torna in quel luogo con suo marito Carlos e il figlio Simon di sette anni, con il sogno di ristrutturare e riaprire l’orfanotrofio, a lungo chiuso e abbandonato, per farne una dimora per bambini disabili.
    La nuova casa e i suoi dintorni misteriosi stimolano l’immaginazione di Simon, e il ragazzo comincia ad intrecciare una tela di storie fantastiche e di giochi con amici immaginari... Una pericolosa tela che comincia a infastidire Laura, trascinata nello strano mondo del bambino che riecheggia di ricordi a lungo dimenticati e profondamente inquietanti della sua stessa infanzia. Mano a mano che il giorno dell’apertura si avvicina, la tensione cresce all’interno della famiglia. Carlos resta scettico, convinto che Simon stia inventando tutto nel disperato tentativo di attirare l’attenzione. Ma Laura lentamente si convince che qualcosa di terribile, rimasto a lungo nascosto, si aggiri nella vecchia casa, qualcosa che aspetta di venir fuori per fare del male alla sua famiglia.

    Dal >Press-Book< di The Orphanage

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    IL REGISTA JUAN ANTONIO BAYONA AL SUO PRIMO LUNGOMETRAGGIO CON ‘THE ORPHANAGE’, SEMBRA AVER MESSO A SEGNO UN’OTTIMA ESERCITAZIONE SCOLASTICA A TEMA. OTTIMA SOLO SE COMPARATA, PER L’APPUNTO, AD UN’ESERCITAZIONE SCOLASTICA O, TUTT’AL PIU’, AD UN GODIBILE FILM COMMERCIALE DI GENERE. FRANCAMENTE NON SI CAPISCONO MOLTO I BEN SETTE PREMI GOYA DI CUI IL FILM SI SAREBBE INSIGNITO. DOPO I VARI ‘POLTERGEIST’, ‘THE OTHERS’ E ‘FRAGILE’, SOLO PER CITARE ALCUNE TRA LE PELLICOLE BEN PRESENTI NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO IN MATERIA DI PARANORMALE E DEL CALEIDOSCOPIO DI POSSIBILITA’ OFFERTE DALLA CINEMATOGRAFIA IN MERITO ALL’ INCROCIO TRA IL REGNO DEI VIVI E QUELLO DEI MORTI - PELLICOLE DA CUI QUI SI ATTINGE PERALTRO A PIENE MANI – ‘THE ORPHANAGE’ GIUNGE A PROPOSITO PER OFFRIRE, A SUO MODO, UNA PIACEVOLE OCCASIONE PER UNA RISPOLVERATA SUL PROGRAMMA. PROTAGONISTA DELLA STORIA UN’OTTIMA BELEN RUEDA (LAURA) - AD OGNI MODO BEN LONTANA DALL’APPEAL DI NICOLE KIDMAN NEL

    BEN PIU’ INTRIGANTE ‘THE OTHERS’ DIRETTO DA ALEJANDRO AMENABAR - CHE SI VEDE SCOMPARIRE IL FIGLIO SOTTO GLI OCCHI IL GIORNO IN CUI, TORNATA ALL’ORFANOTROFIO DELLA SUA INFANZIA, DECIDE DI ADIBIRLO A CASA-FAMIGLIA PER BAMBINI DISABILI.
    COSI’ TRA SCENARI DA FAVOLA CON SCOGLIERE, GROTTE E AFFASCINANTE INFRANGERSI DI ONDE, DEGNI DEI PIU’ APPETIBILI PAESAGGI NORDICI, UN EDIFICIO NEL VERDE PIU’ IMPONENTE PER MAESTOSA BELLEZZA CHE PER CARATTERIZZAZIONE SINISTRA, STRANE ‘CACCE AL TESORO’, ‘AMICI INVISIBILI’ E INASPETTATE VISITE DA PERSONAGGI INQUIETANTI COME LA SEDICENTE ASSISTENTE SOCIALE – NON PRIVA DEI SUOI RISVOLTI HORROR IN PARTICOLARE NELLA SEQUENZA DELL’INCIDENTE DEL TUTTO AFFINE A QUELLA NEL FILM ‘GARDNER OF EDEN - IL GIUSTIZIERE DELLA LEGGE’ DI KEVIN CONNOLLY - TRA SEDUTE SPIRITICHE CON GERALDINE CHAPLIN COME MEDIUM - IN UN CAMEO ALQUANTO SCIALBO RISPETTO ALLA STRAORDINARIA TANGINA DEL POLTERGEIST - E TRA TUTTI I RUMORI CLASSICI DEGLI EDIFICI INFESTATI DA PRESENZE NON

    BEN IDENTIFICATE, VISIONI DI BAMBINI SCOMPARSI, INDIZI VARI, FALSE PISTE, SUPPOSIZIONI CHE GALLEGGIANO SULLA FEDE DELLA NOSTRA PROTAGONISTA QUANTO SULLO SCETTICISMO DI SUO MARITO, PASSO DOPO PASSO SI ARRIVA AD UN DISCRETO FINALE, IL SOLO FORSE, CON UN PIZZICO DI ORIGINALITA’ IN GRADO DI RISERVARE ALLO SPETTATORE UN QUALCHE COINVOLGIMENTO EMOTIVO. AL ‘THE ORPHANAGE’ DI BAYONA VA PERO’ RICONOSCIUTO ALMENO IL MERITO DI ESSERSI POSTO BEN AL DI SOPRA DELLO STESSO ‘FRAGILE’ DEL COLLEGA BALAGUERO’: PUR ATTINGENDOVI SENZ’ALTRO A PIENE MANI, BAYONA SI GUARDA BENE DAL CADERE NEL SUO TRANELLO, QUELLO DI SERVIRSI DEL SONORO PER AGGREDIRE LO SPETTATORE NELLA SPERANZA DI SPAVENTARLO LA’ DOVE ALTRIMENTI SI ANNOIEREBBE

    Commenti del regista

    A proposito di Belén Rueda per interpretare Laura):

    "Avevo bisogno di un’attrice molto poliedrica. Belén può apparire molto vulnerabile e allo stesso tempo ha una grande forza che le viene da dentro e che le dà potenza. Mi ricorda le eroine dei film di James Cameron. E poi è anche una madre straordinaria, cosa che ci è stata di grande aiuto quando abbiamo preparato insieme il personaggio... Ha perso più di otto chili durante le riprese e non si è mai preoccupata di non apparire al meglio della sua forma fisica... L’intera troupe applaudiva spontaneamente alla fine di alcune riprese. E’ stato molto commovente. Belén ha molto in comune con il personaggio di Laura. E’ stata molto coraggiosa ad accettare il ruolo e io le sarò eternamente grato".

    Commenti dei protagonisti:

    L'attrice BELEN RUEDA (Laura):

    "Non c’era nessuno a casa e avevo davvero paura mentre leggevo la sceneggiatura, ma non sono riuscita a fermarmi fino a quando non l’ho finita. La storia è affascinante e ti sorprende continuamente. Ogni tre o quattro scene ti inquieta, ti confonde e ti spinge a ripensare l’intera storia fino a quando non arrivi ad una conclusione implacabile. Le prime impressioni dopo aver letto una sceneggiatura sono essenziali per me. Quando ho finito 'The Orphanage' sapevo che dovevo fare il film".

    Altre voci dal set:

    Il produttore GUILLERMO DEL TORO:

    "Ho seguito per anni il lavoro di Juan Antonio Bayona, regista dei cortometraggi 'My Holidays' e 'The Sponge Man', e di un numero incalcolabile di deliranti video musicali che mi piacciono molto. Il suo talento richiedeva a gran voce che lui dirigesse un lungometraggio, perciò produrre 'The Orphanage' non è stato niente di più che una risposta a questa necessità. Avendo visto il film, credo che lo sforzo sia stato pienamente ripagato... Durante la mia lunga carriera nell’industria del cinema, ho ricevuto moltissime sceneggiature, anche per il mio noto interesse per il lavoro di nuovi registi. E molti registi mi hanno chiesto un’opinione o dei consigli sul loro lavoro. Purtroppo solo molto raramente ci si imbatte in una buona sceneggiatura. Una sceneggiatura può lasciare intravedere sprazzi di talento, ma quasi mai merita di essere trasformata in un film. Quando ho letto The Orphanage, mi sono reso immediatamente conto di avere a che fare con un’eccezione. La sceneggiatura di Sergio G. Sánchez era la migliore che mi capitasse di leggere da anni. Dopo appena poche pagine, mi sono accorto che non si trattava dell’ennesimo sofisticato rimaneggiamento degli elementi classici del genere: case stregate, fantasmi, universi paralleli... Questa sceneggiatura aveva una profondità davvero rara. The Orphanage è più di un film horror: il suo ritmo è impeccabile, la sua composizione visiva straordinaria, non fa affidamento sugli effetti speciali per far paura allo spettatore, e offre un’interpretazione molto personale dei luoghi e delle convenzioni del cinema di genere. The Orphanage contiene anche un’insolita profondità psicologica per questo tipo di film. Oltre ad essere un racconto molto inquietante di fenomeni sovrannaturali, è una delle storie meglio costruite e più belle che io abbia mai visto sul dolore profondo causato da una perdita. Bayona non ha creato solo una storia farcita di mistero e di suspense: ha anche dato vita ad un potente melodramma, delineandone i personaggi e i legami che intercorrono tra loro con cura e precisione. Bayona ha dato vita fedelmente alla sceneggiatura di Sánchez, ma allo stesso tempo ha dimostrato di padroneggiare il linguaggio audiovisivo in modo molto personale. Inoltre è riuscito ad ottenere dai suoi attori interpretazioni veramente indimenticabili, in particolare da Belén Rueda che brilla in un ruolo strabordante di coraggio e di interiorità. Ma, forse cosa più importante di tutte, Bayona si è divertito facendo questo lavoro, così come mi sono divertito io".

    Links:

    • Juan Antonio Bayona (Regista)

    • Belén Rueda

    • THE ORPHANAGE - INTERVISTA con il regista JUAN ANTONIO BAYONA (Interviste)

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    Galleria Video:

    The Orphanage (Versione Italiana).mov

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