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    UN GIORNO PERFETTO: ECCO UN'ALTRA INDAGINE CONDOTTA DA FERZAN OZPETEK NEL PROFONDO DI ANIME SCOMPAGINATE

    Dalla 65. Mostra del Cinema di Venezia

    Desiderare un’altra persona nel modo in cui avviene in ‘Un giorno perfetto’ è una cosa che mi affascina molto. Non si capisce chi è la vittima e chi il carnefice; alla fine si confondono. Forse il carnefice è semplicemente la vita.
    Il regista Ferzan Özpetek

    (Un giorno perfetto ITALIA 2008; drammatico; 105'; Produz.: Fandango in collaborazione con RaiCinema; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Un giorno perfetto

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    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Un giorno perfetto

    Titolo in lingua originale: Un giorno perfetto

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2008

    Regia: Ferzan Ozpetek

    Sceneggiatura: Ferzan Ozpetek e Sandro Petraglia

    Soggetto: Tratto dall'omonimo romanzo di Melania Mazzucco

    Cast: Valerio Mastandrea (Antonio)
    Isabella Ferrari (Emma)
    Stefania Sandrelli (Adriana)
    Monica Guerritore (Mara)
    Nicole Grimaudo (Maja)
    Valerio Binasco (Elio Fioravanti)
    Angela Finocchiaro (Silvana)
    Federico Costantini (Aris)
    Nicole Murgia (Valentina)
    Gabriele Paolino (Kevin)
    Milena Vukotic (Professoressa Aris)
    Serra Yilmaz (Gelataia)

    Musica: Andrea Guerra

    Costumi: Alessandro Lai

    Scenografia: Giancarlo Basili

    Fotografia: Fabio Zamarion

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Emma e Antonio, sposati con due figli, sono separati da circa un anno. Antonio vive da solo nella casa dove abitava con la moglie, mentre Emma è tornata da sua madre, portando con sé i bambini. Poi, una notte qualunque, una volante viene chiamata nel palazzo e la polizia si accinge a fare irruzione nell’appartamento da cui qualcuno ha sentito provenire degli spari. Un giorno perfetto, in un serrato rincorrersi di avvenimenti, racconta le ventiquattro ore che precedono questo momento, la vita semplice eppure “unica” di un gruppo di personaggi pedinati passo dopo passo: Camilla compie sette anni, il fratello Aris fa un esame all’università, Emma perde il lavoro in un call-center, sua figlia Valentina incontra un ragazzo che le piace, l’onorevole Elio Fioravanti è in giro per comizi elettorali, Maja, la sua bella moglie, scopre di essere incinta, il piccolo Kevin viene invitato a una festa lussuosa, la professoressa Mara ha un appuntamento col suo amante e Antonio vede la moglie per l’ultima volta. Le storie si incrociano sul grande palcoscenico di una Roma frenetica e inquietante che sembra portare alla tragedia, anche se un minimo gesto, una sola parola, potrebbe deviare la traiettoria del destino. Un giorno perfetto racconta con ironia, commozione e pietà una feroce storia d’amore, quella che separa e unisce Emma e Antonio. E mette in scena mondi diversi e lontani, che si incrociano come in un giallo inesorabile.

    Un mondo perfetto, Catalogo della 65. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2008)

    IN ALTRE PAROLE:

    Emma e Antonio, sposati con due figli, sono separati da circa un anno. Antonio vive da solo nella casa dove avevano abitato insieme, Emma è andata a stare da sua madre coi bambini. Poi, una notte qualunque, una volante viene chiamata nel palazzo e la polizia si accinge a fare irruzione nell’appartamento dove qualcuno dice di aver sentito degli spari. Un giorno perfetto, in un serrato rincorrersi di avvenimenti racconta le ventiquattro ore che precedono questo momento, la vita semplice eppure ‘unica’ di un gruppo di personaggi pedinati passo passo: Camilla compie sette anni, suo fratello Aris fa un esame all’università, Emma perde il lavoro in un call-center, sua figlia Valentina incontra un ragazzo che le piace, l’Onorevole Elio Fioravanti è in giro per comizi elettorali, la sua bella moglie Maja scopre di essere incinta, il piccolo Kevin viene invitato a una festa lussuosa, la professoressa Mara ha un appuntamento col suo amante - e Antonio vede la moglie per l’ultima volta. Le loro storie si incrociano sul grande palcoscenico di una Roma frenetica e inquietante, che sembra portare alla tragedia - anche se un minimo gesto, una sola parola, potrebbe deviare la traiettoria del destino.
    Un giorno perfetto racconta con ironia, commozione e pietà, una feroce storia d’amore, quella che separa e unisce Emma e Antonio. E mette in scena mondi diversi e lontani, che si incrociano come in un giallo inesorabile. Scorrono davanti ai nostri occhi le aule scolastiche e i bus affollati, le tangenziali di periferia e le strade del centro, i ricchi e i poveri, i privilegi e il precariato, le madri e i padri, i figli e le figlie, lungo un percorso che si addentra nei territori del presente, cercando di dare forma a una realtà caotica, sfuggente, e sconosciuta.

    Dal >Press-Book< di Un giorno perfetto

    Nota: Si ringrazia Emanuela Cavallari (Ufficio Stampa 'Fandango')

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    COME UNA SCHEGGIA DI CRONACA NERA SI COLORO’ DI MELODRAMMA METROPOLITANO, TRASMIGRANDO DALLA CARTA STAMPATA ALLA CELLULOIDE, SULLE ORME STILISTICHE DI UNO SCENEGGIATO TELEVISIVO

    Il primo elemento ad entrare in scena coi titoli di testa è un respiro. Pochi istanti prima che lo si possa ricongiungere ad un bambino che dorme. Ferzan Özpetek non è Ingmar Bergman, ma prova comunque a tenere alta l’attenzione dello spettatore con il piano sequenza iniziale. Là dove l’occhio inquisitore della macchina da presa si insinua per un volo d’uccello nell’interno di quella casa, accompagnato unicamente dal rumore della pioggia scrosciante. E’ questa comunque a nostro avviso l’unica sequenza di un qualche interesse di tutto il film. Un giorno perfetto, liberamente tratto da Ferzan Ozpetek dall’omonimo romanzo di Melania Mazzucco, sortisce in, quel che si dice, un brano da cronaca nera amaramente narrato alla stregua di un melodramma, sulle orme del classico timbro da sceneggiato televisivo.

    Come troppo di frequente ormai accade - l’eccezione non fa la regola - ogni qualvolta ci si incontra con un nuovo capitolo di cinema italiano, si vive un impatto emozionale non troppo dissimile dal una storia illustrata sul piccolo schermo. Non è un caso che gli stranieri ancora oggi riescano ad identificare il cinema italiano solo con il neorealismo, con Federico Fellini o con altri grandi autori dello storico passato in celluloide made in Italy universalmente riconosciuto come ‘cult’. Comunque, tornando a Un giorno perfetto, a fare difetto al film, non sono certo le piaghe a carattere sociale, come la violenza sulle donne, i loro drammi personali speculari a quelli dei figli, fino alle estreme conseguenze, o le argomentazioni che vorrebbero rendere protagonisti i macabri registri di un quotidiano purtroppo vivo e vegeto nella realtà in cui viviamo. Non si tratta del soggetto, quanto proprio della conduzione stilistica e della

    resa emozionale di quel medesimo soggetto, ottenute nella traduzione per la celluloide. Si dice della superficialità con cui sono tratteggiati i profili di questi personaggi (è forse Valerio Mastandrea a dare il meglio di sé per il suo personaggio Antonio, corroso dall’ossessione e ormai ‘out limit’ conclamato: la classica acqua cheta pronta ad esplodere alla prima occasione in una nuova scheggia di violenza, alla stregua di un’irrinunciabile dipendenza). Tutti gli altri protagonisti, l’ex moglie Emma (Isabella Ferrari) e sua madre Adriana (Stefania Sandrelli) in particolare, sembrano non aver capito bene con chi hanno a che fare, malgrado la stessa sceneggiatura, alquanto semplicistica e stereotipata su più livelli, tenda a rimarcare la pericolosità della circostanza in cui ci si possa trovare da soli con lui (parola di avvocato, anche se nel film si preferisce l’accezione ‘borgatara’ ed inutile di ‘avvocatessa’). Tanti personaggi ‘cameo’ volgono più al riempimento che ad un arricchimento

    di contenuto. Ed altri ancora si vestono e parlano secondo clichè televisivi, con il concorso di lungaggini o furbi inserti che, appiccicati lì alla stregua di post-it, sembrano più corteggiare l’indice di gradimento del pubblico che contribuire a dare spessore alla storia (vedi ad esempio la scelta di far entrare in scena Emma/Ferrari in mutande anziché in camicia da notte appena alzata dal letto o lo show del bambino alla festa di compleanno). Se poi Opzetek con l’incontro tra Emma (Ferrari) e la professoressa della figlia, Mara (Monica Guerritore) voleva offrire un intenso brano di solidarietà femminile, là dove doveva leggersi anche lo sguardo del regista in scena che segue il personaggio, partecipando direttamente al suo dolore, si direbbe aver equivocato al punto da dare più l’impressione di un approccio ‘lesbico’ che altro. Quanto era sicuramente animato dalle migliori intenzioni evidentemente non ha sortito l’effetto sperato.

    Links:

    • Ferzan Ozpetek (Regista)

    • Stefania Sandrelli

    • Angela Finocchiaro

    • Valerio Mastandrea

    • 65 Mostra: Lido di Venezia 30 agosto 2008 PRESS CONFERENCE & DINTORNI: UN GIORNO PERFETTO di FERZAN ÖZPETEK (Il film esce al cinema il 5 settembre in 400 copie) (Interviste)

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