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    Home Page > Movies & DVD > Chéri

    CHÉRI: MICHELLE PFEIFFER, KATHY BATES E RUPERT FRIEND CONDOTTI DA STEPHEN FREARS NELLA PARIGI ANNI VENTI PER UNA ROMANTICA STORIA TRATTA DA UNA PIECE DELLA DRAMMATURGA FRANCESE COLETTE

    Dal 59. Festival del Cinema di Berlino - (Dal 28 Agosto 2009)

    In DVD: Dal 20 GENNAIO

    "È un periodo storico molto affascinante che raggiunse il suo apice alla fine del diciannovesimo secolo e si stava incamminando verso il suo declino al tempo in cui la storia prende atto. Le cortigiane sono state una classe della società che ha saputo arricchirsi e godere di buona salute. Molto unite tra loro, visto come venivano considerate e trattare dal resto della società, avevano vite molto interessanti, in quanto erano donne raffinate e colte, diverse da qualsiasi altro gruppo contemporaneo a cui si può pensare. Molto moderne in quanto rappresentavano l’avanguardia della donna emancipata":
    Lo sceneggiatore Christopher Hampton

    "La sceneggiatura di Chistopher (Hampton) era magnifica, così come Colette è una scrittrice brillante. La storia a mio avviso mi è sembrata molto fresca. È una storia bella, vecchio stile, frivola ma anche tragica e malinconica, carica di grande significato. Questo perché Colette era una scrittrice superba. Un’impressionista. La storia è una serie di impressioni e sensazioni, unirle in un filo unico è una bella sfida. È il film più estremo che abbia mai fatto e la storia più originale su due personaggi che vivono in un sogno. Queste donne erano molto potenti e avevano moltissima influenza, ma vivevano in una società chiusa che le sopportava forzatamente. Non a caso Léa dice a Madame Peloux che solo tra di loro si possono capire e aiutare. Naturalmente sono anche ben consapevoli della loro fine una volta che la loro bellezza sarà sfiorita".
    Il regista Stephen Frears

    "Ciò che adoro degli scritti di Colette è che Léa non è la caricatura di come una cortigiana avrebbe vissuto e agito a quel tempo. Lei è intelligente, ha un grande senso dell’umorismo ed è di animo gentile. È una donna di classe e molto elegante, una donna d’animo nobile, cosa davvero inaspettata. È molto felice della sua vita. Le cortigiane del calibro di Léa erano molto emancipate e indipendenti, donne abilissime negli affari e sempre in viaggio con la nobile aristocrazia. Ma poi ecco che arriva nella sua vita questo acerbo e bellissimo ragazzo, Chéri e lei perde la prospettiva della sua razionalità e cade preda del suo cuore per la prima volta nella sua vita. Credo che lei rimpianga il fatto di non essersi mai lasciata andare all’amore, ma lo ha sempre giustificato come una conseguenza delle scelte che ha fatto nel corso della sua vita. Forse sente che questa potrebbe essere la sua ultima possibilità. Dopotutto sta affrontando quella fase della vita in cui una donna deve fare i conti con il trascorre del tempo, ha superato la soglia dei quaranta. Con la fine della sua relazione non può negare che sta invecchiando, ma lo accetta e continua dritta per la sua strada".
    L'attrice Michelle Pfeiffer

    (Chéri UK 2008; romantico; 110'; Produz.: Bill Kenwright Films/MMC Independent/Reliant Pictures; Distribuz.: 01 Distribution)

    Locandina italiana Chéri

    Rating by
    Celluloid Portraits:



    (See Flash Review by Derek Alley, "www.variety.com", here - Voice: 'Il giudizio della critica' - 'International Press')

    Titolo in italiano: Chéri

    Titolo in lingua originale: Chéri

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2009

    Regia: Stephen Frears

    Sceneggiatura: Christopher Hampton

    Soggetto: Film tratto dalla celebre piéce della drammaturga francese Colette, secondo l'adattamento, poi anche sceneggiato, di Christopher Hampton.

    PRELIMINARIA - LE CORTIGIANE - cenni storici:

    Alla fine del diciannovesimo secolo le cortigiane erano le donne più alla moda di Parigi. Rinomate in tutto il mondo per la loro bellezza, arguzia e vivace ingegno, queste donne demi-mondaine erano il centro della vita politica e sociale parigina. Intrattenevano potenti uomini di governo, reali e artisti, tuttavia rimanevano tagliate fuori dalla società e relegate in un loro mondo esclusivo. Hanno influenzato la moda, vivendo con stili di vita sempre al limite che hanno dimostrato quanto potenti fossero i loro amanti e quanto veementemente venivano richieste dalla ricca aristocrazia europea, che non esitava a competere tra loro pur di assicurarsi i loro favori. Tra le più famose cortigiane del tempo ricordiamo Apollonie Sabatier il cui salotto accoglieva grandi intellettuali tra cui Baudelaire e Flaubert, Marie Duplessis che venne immortalata nel film di Alexandre Dumas La Dame Aux Camélias, Esther Pauline Lachmann che prese il soprannome di La Paiya e sposò il Conte Henckel von Donnersmark e infine Cora Pearl, di origine inglese, tra i cui amanti annovero il principe Napoleone.

    Cast: Michelle Pfeiffer (Lea de Lonval)
    Kathy Bates (Madame Peloux)
    Rupert Friend (Cheri)
    Felicity Jones (Edmee)
    Frances Tomelty (Rose)
    Anita Pallenberg (La Copine)
    Harriet Walter (La Loupiote)
    Iben Hjejle (Marie Laure)

    Musica: Alexandre Desplat

    Costumi: Consolata Boyle

    Scenografia: Alan MacDonald

    Fotografia: Darius Khondji

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Ambientato nel sontuoso mondo delle cocotte d'alto bordo della Parigi Pre-Prima Guerra Mondiale, Chéri racconta la storia della relazione d’amore tra la bellissima e raffinata cortigiana Léa de Lonval (Michelle Pfeiffer) e Chéri (Rupert Friend), il figlio della sua vecchia collega e rivale Madame Peloux (Kathy Bates). Léa introduce il viziato e inesperto ragazzo all’arte dell’amore ma, dopo sei anni, la madre, Madame Peloux, pianifica segretamente il matrimonio di Chéri con Edmée (Felicity Jones) la figlia di un’altra ricca cortigiana, Marie-Laure (Iben Hjejle). Con l’avvicinarsi della inevitabile separazione, Léa e Chéri cercano di affrontare la difficile situazione nel migliore dei modi. Tuttavia, più il tempo passa e maggiore è la consapevolezza che il loro amore ha delle radici profonde tali da fargli comprendere quanto l’uno sia importante per l’altro.

    IN DETTAGLIO:

    Parigi 1906. Con l’arrivo del ventesimo secolo la città venne riconosciuta come la più elegante e alla moda di tutta Europa. I suoi artisti e scrittori si erano fatti conoscere in tutto il mondo, era quindi la città più all’avanguardia in ambito sia culturale che intellettuale. Per questi motivi era la meta obbligata per la maggior parte delle persone ricche e potenti del periodo. È stata inoltre la patria delle più belle cortigiane dell’epoca, donne così belle, argute ed esperte nell’arte dell’amore che eredi ai troni d’Europa, gran duchi e capitani d’arme arrivavano da ogni parte per avvalersi dei loro favori, che avevano sempre un prezzo. Una delle cortigiane più famose era Léa de Lonval, diventata ricca grazie al suo spiccato talento e ingegno per gli affari. Giunta alla soglia dei 40, ma rimanendo sempre una donna bellissima, trascorreva la sua vita in un’elegante casa in stile liberty, godendosi i frutti della sua meritata indipendenza. Un giorno Léa viene invitata a pranzo dalla sua vecchia amica e collega Madame Peloux. Se una volta è stata una bella donna, Madame Peloux è ben consapevole che il passare del tempo si è fatto sentire anche sul suo aspetto fisico rendendola una donna di mezza età astiosa e sgradevole. Léa non nutre un affetto sincero per la donna, ma sa che quelle come lei non hanno molti amici su cui confidare. Il figlio di Madame Peloux si chiama Fred, ma Léa preferisce al suo vero nome quello di Chéri. Il ragazzo è un immaturo diciannovenne che vive la sua vita immerso in una dimensione di puro edonismo. Madame Peloux comprende che il figlio ha bisogno di maturare alla svelta e vede in Léa la perfetta mentore che lo addestrerà a crescere e a prepararsi al suo futuro. L’idea che Chéri ha di Léa non è molto lontana da quella che il ragazzo ha della madre, anche se adora flirtare in modo allegro con lei. Tuttavia, sembra che quei sentimenti siano qualcosa di più che un semplice affetto infatti, quando il giovane bacia appassionatamente Léa – mentre stanno parlando nella serra – lei perde momentaneamente la sua calma e lui piomba in uno stato di confusione. Nonostante questo, l’accordo tra le donne è siglato. Léa si occuperà di Chéri finché il ragazzo non sarà diventato un uomo e quindi pronto per il matrimonio. Ha inizio il gioco dell’educazione all’amore di un indolente ragazzino da parte di una donna matura, un azzardo in cui entrambe le parti sono convinte di essere in possesso di solide difese contro gli inconvenienti che un tale coinvolgimento emotivo comporta.

    Doveva durare al massimo qualche settimana, ma sei anni trascorrono e Chéri vive ancora nella casa di Léa. Insieme passano le giornate serenamente, provocandosi e bisticciando teneramente tra loro come una normale coppia innamorata e infine abbandonandosi nel tenero abbraccio l’uno dell’altro. Quando Chéri viene invitato dalla madre a partecipare a un pranzo al quale partecipano Marie-Laure, cortigiana amica della madre e la figlia Edmée, sia lui che Léa sono sorpresi che quest’ultima sia stata invitata ad unirsi a loro solo per l’orario del tè. Quando Léa arriva, Madame Peloux le spiega che sta organizzando il matrimonio di Chéri. Anche se scioccata dalla scoperta, Léa riesce a mascherare le sue emozioni. La notizia arriva come una doccia fredda. Comprende che Edmée è la fortunata ragazza che diventerà la sposa di Chéri e che tra Madame Peloux e Marie-Laure è stato stipulato un accordo, in modo che la cortigiana possa ritornare ai suoi affari libera dalla presenza della figlia. Il matrimonio è previsto nel giro di qualche settimana. Lo stesso pomeriggio Léa affronta Chéri riguardo alle novità sul suo futuro, consapevole che il ragazzo ne era a conoscenza da alcuni mesi ma è stato troppo codardo per confessarglielo. Il suo atteggiamento, all’apparenza indifferente, nasconde invece un grande dolore e un tormento interiore. Lo stesso Chéri è molto affranto e preoccupato per il futuro di Léa. Cosa farà d’ora in avanti? Lui vorrebbe essere l’ultimo giovane uomo ad aver sfiorato il suo candido corpo ma in cuor suo sa benissimo che la donna non cambierà il suo stile di vita. È innegabile per entrambi che il matrimonio decreterà la fine della loro relazione. Sebbene Chéri voglia continuare a essere presente nella vita di Léa, lei sa bene che questo non è possibile e che deve allontanarlo per sempre dalla sua vita. È questa consapevolezza che li uccide entrambi. Durante la luna di miele in Italia, tutta la rabbia e la frustrazione di Chèri vengono riversate sulla giovane e innocente moglie che ne rimane scioccata. Intanto Lèa di ritorno a Parigi deve sopportare i pesanti commenti di Madame Peloux, che trae profondo piacere nel vedere la sua rivale così vulnerabile. Decide così di partire per Biarritz e fa credere a Madame Peloux di essere in compagnia di un nuovo amante. Non a caso, quando la cortigiana arriva sulla costa, incontra un giovane di nome Roland che con gioia si avvale delle arti amatorie delle donna. Quando Chéri e Edmée ritornano è evidente che il viaggio non li ha resi più intimi e vicini. E cosa più palese è il tormento che ancora Chéri prova nei riguardi di Léa. La giovane sposa per questo raggiunge il suo limite e non sopportando più il comportamento freddo e indifferente di Chéri lo rimprovera. Il ragazzo esasperato lascia la casa durante la notte. Trova alloggio all’Hotel Regina e trascorre i suoi giorni in parte sorvegliando la villa di Léa in attesa del suo ritorno e in parte in una fumeria d’oppio gestita da una ex-cortigiana di nome La Copine. Tre settimane dopo Léa rientra a Parigi e Chéri decide con grande gioia di tornare a casa della madre e tra le braccia di Edmée; in fin dei conti l’attesa era finita. Madame Peloux volontariamente fa visita a Léa. Sentendola pronunciare il nome dell’amato figlio, Léa ha un sussulto di malinconia, cosa che rende molto felice Madame Peloux.
    Quella stessa notte, Chèri affronta Léa, introducendosi nel suo salotto. Léa è travolta dalla gioia alla sua presenza e la coppia finisce in un tenero abbraccio. Il giorno seguente Léa inizia a organizzare i preparativi per la loro partenza probabilmente verso la costa, un luogo lontano dove la loro relazione non desterà molto scandalo. Tuttavia Chéri è immerso nelle sue riflessioni. Non si aspettava di certo questa situazione. Lui voleva che Léa rimanesse a Parigi e fosse uno svago dalla sua vita coniugale. In fin dei conti sapeva benissimo che con Edmée lui poteva essere un uomo, al contrario con Léa sarebbe sempre rimasto un ragazzo. Léa non regge il colpo, tutto questo per lei è troppo. Dopo un doloroso e straziante abbraccio, la donna distrutta lo obbliga ad andar via, dandogli così un’ultima prova d’amore. Mentre lo osserva svanire in lontananza, Léa inizia a meditare una vita senza di lui.

    Dal >Press-Book< di Chéri

    Nota: Si ringraziano Valerio Ventrone e Alessandro Russo (Ufficio Stampa 'AleRusso').

    Commento critico (a cura di ERMINIO FISCHETTI)

    La perfezione maniacale per i dettagli si mescola con l’asciuttezza narrativa di un’opera fortemente cinematografica, tratta da un romanzo profondamente letterario, ovvero Chéri di Colette. Il regista Stephen Frears, lo sceneggiatore Christopher Hampton e l’attrice Michelle Pfeiffer tornano insieme a raccontare i fasti del cinema in costume, il cui eccelso professionismo li aveva già visti collaborare insieme con il soggiogante Le relazioni pericolose. Lo sfondo in questo caso è la Francia della Bella Epoque e il mondo delle cocotte. La storia è quella di un amore impossibile, quello fra la bellissima Lea de Lonval, una cortigiana dalla folgorante carriera, e Chéri, il figlio ricco, bello, viziato, annoiato, infelice e superficiale di Madame Peloux, una navigata “professionista” di lungo corso. Una relazione nata come richiesta di quest’ultima alla splendida Lea per mettere fine alla “confusione” del giovane e scaturita in una passione durata sei anni, interrotta per quella drammatica e beffarda

    ipocrisia delle regole sociali, ma destinata a durare per sempre e distruggere l’anima dei due protagonisti che ne vengono travolti e consumati. Una storia d’amore atipica, cruda, quasi violenta, basata sul senso d’appartenenza e sulla perdita di qualsiasi speranza. Analisi di un dualismo filosofico di etica e morale, maschile e femminile, giovinezza e vecchiaia. La forma della pellicola è impeccabile, dominata da un’estetica imprescindibile del bello: scenografie dettate da un gusto raffinato, oltre che dalla precisione della ricostruzione storica, colonna sonora che è parte integrante della storia, le cui note di Alexandre Desplat si crogiolano in un vorticoso connubio d’amore e psiche, fotografia di Darius Khondji alternata dalla vorticosa essenza di colori spumeggianti e dalla oscurità man mano che l’ironia fa posto alla drammatizzazione del senso dell’esistenza. La scrittura di Colette si avvicina sardonicamente con il cinema di Stephen Frears, che hanno in comune un raro senso di stringatezza (il

    romanzo è di circa 150 pagine, il film dura poco più di novanta minuti) mescolato ad una raffinata estetica di una forma moderna e, allo stesso tempo, classica con la quale entrambi plasmano la loro materia. Il regista inglese, infatti, costruisce un film per niente laccato (anche se apparentemente può sembrarlo), asciutto (sebbene dominato da una leggera lentezza narrativa in principio), rielabora una storia d’amore che non si sbrodola in patetismi, ma si presenta prosciugata, essenziale nella sua esposizione come lo era stata nell’originale testo della scrittrice francese. Con movimenti semplici, essenziali, la macchina da presa segue impietosa la Francia del primo decennio del Novecento, i suoi protagonisti, lo stile di vita di un certo tipo di classe sociale come quello delle cocotte, donne bellissime, affascinanti, raffinate, ammirate e amate dagli uomini più potenti al mondo come monarchi, capi di Stato, ma tenute nell’ombra del loro magnifico fulgore e destinate

    ad una decedente solitudine quando la loro bellezza appassirà. In fondo è questo il tema portante della vicenda, il senso del bello, la sua vacuità, la sua dannazione, la sua facile distruzione. La voce fuori campo acquisisce una valenza determinate (e mai superflua) per lo sviluppo della storia; ironica e beffarda, possiede una leggerezza e un ritmo che appartiene tipicamente a quello scorcio di secolo e alla cultura francese. La sceneggiatura di Christopher Hampton, affidata per la maggior parte del tempo ad una recitazione di sguardi e ad una sottrazione di dialoghi, è un esempio di rara maestria per come postula il tradimento e la fedeltà al testo di Colette, scrittrice dall’accezione moderna di forma e contenuti. Non è un caso che la storia di Lea e Chéri, apparentemente così lontana dalla praticità delle vita moderna, sia in realtà così contemporanea! La pellicola non è solo una complessa storia

    d’amore e passione, ma rappresenta un pezzo di società, è un’analisi demistificatrice della corruzione, del senso della Storia e della distruzione dell’essere umano attraverso la metafora della vecchiaia. In parte si avvicina, per l’appena citato concetto di fedeltà e tradimento, ad un altro grande lavoro cinematografico tratto da un’altrettanto brillante lavoro letterario come L’età dell’innocenza della scrittrice americana Edith Wharton e adattato da Martin Scorsese. Credo che abbiamo detto tutto. Ah, no dovrei sprecare qualche parola per gli interpreti! Michelle Pfeiffer brilla di luce propria e anche solo per l’ultima struggente inquadratura (un omaggio auto celebrativo del regista alla sua cinematografia e al suo Le relazioni pericolose) meriterebbe una nomination agli Oscar. Per di più i duetti con Kathy Bates, impagabile nel ruolo della gretta e meschina Madame Peloux, sono da antologia. La figura fisica di Rupert Friend, di per sé, rappresenta a priori tutte le caratteristiche del suo personaggio.

    Quanto scommettiamo per i prossimi Oscar?

    Links:

    • Stephen Frears (Regista)

    • Kathy Bates

    • Michelle Pfeiffer

    • Felicity Jones

    • Rupert Friend

    1

    Galleria Video:

    Il giudizio della critica

    The Best of Review

    International Press

    DEREK ELLEY ("www.variety.com"):

    "Like a passable bottle of champagne, 'Chéri' fizzes and slides down quite easily but lacks real body and doesn't really hit the spot. Driven along by Alexandre Desplat's busy score, scrumptious duds by Consolata Boyle, pastel-tinged widescreen lensing by Darius Khondji and, most of all, by Kathy Bates' scene-stealing turn, this Stephen Frears-Christopher Hampton adaptation of Colette's famous Belle Epoque tale of romance between an experienced older courtesan and a spoiled youth is, like Michelle Pfeiffer's lead perf, short on real passion and emotion. Moderate rather than sparkling biz looks likely".

    Italian Press

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