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SAVAGE GRACE: JULIANNE MOORE AL CENTRO DI UNA STORIA D'AMORE TABU' CULMINANTE NELLA TRAGEDIA, PER UN PERSONAGGIO ANCORA UNA VOLTA 'LONTANO DAL PARADISO'
I ‘RECUPERATI’ di ‘CelluloidPortraits’
"Molti autori hanno raccontato le vite tormentate di americani espatriati come Fitzgerald, Hemingway, Bowles e James. Il ruolo della classe sociale nella cultura americana continua a definire ogni interazione sociale. ‘Savage Grace’ è la storia di questa particolare famiglia e insieme un ammonimento rivolto a chi si spinge così lontano da casa (letterariamente e spiritualmente) da smarrire la via del ritorno".
Il regista Tom Kalin
(Savage Grace SPAGNA/USA/FRANCIA 2007; drammatico; 93'; Produz.: A Contraluz Films/ATO Pictures/Killer Films/Montfort Producciones Distributors; Distribuz.: BIM)
Trailer
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Titolo in italiano: Savage Grace
Titolo in lingua originale:
Savage Grace
Anno di produzione:
2007
Anno di uscita:
2007
Regia: Tom Kalin
Sceneggiatura:
Howard A. Rodman
Soggetto: Tratto dal libro omonimo - Savage Grace - di Natalie Robins e Steven ML Aronson.
Cast: Julianne Moore (Barbara Baekeland)
Stephen Dillane (Brooks Baekeland)
Eddie Redmayne (Antony Baekeland)
Elena Anaya (Blanca)
Unax Ugalde (Black Jake)
Belén Rueda (Pilar Duràn)
Hugh Dancy (Seth)
Musica: Fernando Vélazquez
Costumi: Gabriela Salaverri
Scenografia: Victor Molero
Fotografia: Juan Miguel Azpiroz
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Sinossi:
"SAVAGE GRACE ... racconta l’incredibile storia vera di Barbara Daly, ragazza di bassa estrazione sociale che sposa il magnate Brooks Baekeland, aitante erede della fortuna accumulata dal padre, Leo, inventore della bakelite. Barbara è bella, rossa e carismatica, ma disperatamente inadeguata alla classe sociale e al mondo del marito. La nascita dell’unico figlio della coppia, Tony, rischia di compromettere il precario equilibrio di questa unione di estremi. Crescendo, il ragazzo si sente un fallimento agli occhi del padre e sviluppa un rapporto sempre più simbiotico e morboso con la madre, che getterà le basi di una tragedia di spettacolare efferatezza e decadenza. Il film si sviluppa in 6 atti, che abbracciano un periodo di tempo che va dal 1946 al 1972. Le grandi ambizioni sociali dei Baekeland e la loro scintillante 'bella vita' li portano in giro per il mondo. Seguiamo così l’inarrestabile ascesa e la tragica caduta di questa famiglia, sullo sfondo di New York, Parigi, Cadaqués, Maiorca e Londra".
Dal >Press-Book< di Savage Grace
Commento critico (a cura di ENRICA MANES)
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Savage Grace è la storia morbosa eppure delicata, a tratti folle, della perversione di una donna che sente come suo il diritto e il desiderio di fare degli altri ciò che lei non è riuscita ad essere, attraverso un eclettismo di pura forma di cui si attornia e che si ripercuote su di un figlio, cresciuto debole, sensibile e distante.
Storia di una famiglia particolare e fuori dalle righe, in bilico fra alta borghesia e forma di fasti di un tempo, di una rendita che ne ha fatto la fortuna ma che ne intesse lenta la trama della fine.
Barbara Baekeland, madre che esce dai canonici parametri del ruolo, e che facilmente confonde fra ‘bon ton’ ed emancipazione, dei sessi, delle menti, delle forme più sublimi di sentimento che ricerca, mentre vive di un rancore perverso e profondo che la pervade tutta.
E quando amori incerti generano amori incerti, le persone che anelano |
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all’affetto, raggiungono solo un gioco di fraintendimenti, cadendo così vittime gli uni degli altri proprio a dispetto della ricerca di sé e di passione, di amore puro e totale.
La figura più bella appare quella di Sam, così speciale nel suo ruolo di equilibratore, nel momento in cui il nido sembra ricrearsi e si ha l’illusione che l’amore possa essere trovato, dopo tanto travaglio di cuore e sentimento, grazie a colui che riesce a dare a tutti: a ciascuno secondo il bisogno, in un abbraccio strano, anomalo ma intenso, per sussurrare ad ognuno da che parte viaggi il sentimento e che ruolo ha.
Una grazia selvaggia, storia di tracollo e di passione, di ricerca di sé che però non è mai compiuta e che consuma la tragedia folle e liberatoria della madre e del figlio costretto a diventare padre, marito, amante, nel suo ultimo atto, per una donna sola e insoddisfatta, morbosamente |
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mai sazia di sé e degli altri, così incapace di dare affetto e di donare sentimenti trattenendo per sé qualcosa al di là della forma.
Kalin fa del film un cammeo delicato ma anche forte, che passa attraverso i tempi in cui si dipana la vita delle anime in gioco, attraverso una regia composta e straordinariamente pacata, e pur in grado di tenere i sensi dello spettatore allertati per quel climax che si percepisce come prossimo e che prelude alla tragedia.
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Links:
• Julianne Moore (Attrice)
• Belen Rueda (Attrice)
• SAVAGE GRACE - INTERVISTA con il regista TOM KALIN (Interviste)
Galleria Fotografica:
1
savagegrace_ING.mov
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