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    Home Page > Movies & DVD > E venne il giorno

    E VENNE IL GIORNO: M. N. SHYAMALAN ('IL SESTO SENSO', 'SIGNS') SULLE TRACCE DI UN NUOVO, INSPIEGABILE EVENTO

    "Mi stavo recando a New York... Era una giornata magnifica e gli alberi circondavano l’autostrada. Improvvisamente, ho pensato a cosa succederebbe se un giorno la natura si rivoltasse contro di noi. In quel momento, mi è venuta in mente tutta la struttura di 'E venne il giorno' e i personaggi sono emersi subito in maniera chiara. Era una sensazione magnifica, perché i film sono sempre più accessibili quando l’elemento predominante è la struttura... Ero consapevole di voler realizzare una pellicola elettrizzante, semplice e dinamica... Ritengo che quello che fa veramente paura in questo film è che la gente inizia ad agire in maniera opposta a quello a cui siamo abituati. Un comportamento inesplicabile è sempre molto inquietante e ci sono tante azioni proibite in questa storia. Dopo tutto, cos’è che manda avanti una specie, se non l’istinto di mantenersi lontani dalle cose pericolose, di proteggere se stessi e gli altri? E se elimini questo istinto, cosa succede? Le cose cambiano rapidamente... Il film è un’analisi di coscienza, ma penso che il pubblico possa rispondere da solo alle domande e non c’è bisogno che la pellicola spieghi tutto quello che avviene. Ci sono dei personaggi che parlano di quello che succede, ma che vengono confutati e derisi dagli altri. Tuttavia, credo che la responsabilità umana per quello che sta avvenendo sia una parte importante della pellicola, così come il concetto che questo è il giorno del Giudizio Universale".
    Il regista e sceneggiatore M. Night Shyamalan

    "'E venne il giorno' porta molti degli elementi sovrannaturali ed emozionanti tipici delle pellicole di Night ad un nuovo livello. E questa storia contiene anche una domanda ancora più affascinante: noi esseri umani ci siamo spinti troppo oltre?".
    Il produttore Sam Mercer

    (The Happening USA/INDIA 2008; Thriller drammatico SciFi; 91'; Produz.: Blinding Edge Pictures/Spyglass Entertainment/Twentieth Century-Fox Film Corporation/UTV Motion Pictures/UTV; Distribuz.: Twentieth Century Fox)

    Locandina italiana E venne il giorno

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    Trailer

    Titolo in italiano: E venne il giorno

    Titolo in lingua originale: The Happening

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2008

    Regia: M. Night Shyamalan

    Sceneggiatura: M. Night Shyamalan

    Cast: Mark Wahlberg (Elliot Moore)
    Zooey Deschanel (Alma Moore)
    John Leguizamo (Julian)
    Ashlyn Sanchez (Jess)
    Betty Buckley (Mrs. Jones)
    Spencer Breslin (Josh)
    Robert Bailey Jr. ((Jared)

    Musica: James Newton Howard

    Costumi: Betsy Heimann

    Scenografia: Jeannine Oppewall

    Fotografia: Tak Fujimoto, ASC

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    "... Ritmo serrato su una famiglia in fuga da un evento inspiegabile e impossibile da arrestare, che minaccia non solo il genere umano… ma anche un istinto primordiale: la sopravvivenza. Tutto ha inizio all’improvviso, senza avvertimenti. In pochi minuti, diverse morti strane ed inquietanti nelle maggiori città americane sfuggono alla ragione e sconvolgono le menti delle persone con i loro scioccanti effetti distruttivi. Cosa provoca questo improvviso mutamento nel comportamento umano? È un nuovo attacco terroristico, un esperimento andato a male, una diabolica arma tossica o un virus fuori controllo? Viene trasmesso grazie all’aria, all’acqua o… come? Per l’insegnante di scienze che lavora in un liceo di Philadelphia Elliot Moore (il candidato al Premio Oscar Mark Wahlberg) la preoccupazione principale è trovare un modo per fuggire a questo fenomeno misterioso e mortale. Sebbene lui e la moglie Alma (Zooey Deschanel) si ritrovino nel mezzo di una crisi coniugale, viaggiano prima in treno e poi in macchina assieme all’amico di Elliot, l’insegnante di matematica Julian (il vincitore dell’Emmy Award John Leguizamo) e a sua figlia di otto anni Jess (Ashlyn Sanchez), dirigendosi verso le fattorie della Pennsylvania, dove sperano di trovare un rifugio sicuro da questi spaventosi attacchi, che diventano sempre più forti. Tuttavia, in breve tempo diventa chiaro come nessuno sia veramente al sicuro, perché questo terribile assassino non può essere seminato. Soltanto quando inizia a scoprire la vera natura di quello che sta accadendo e che ha scatenato questa forza minacciosa per il futuro dell’umanità, Elliot riesce a trovare un barlume di speranza per la sua vulnerabile famiglia e un modo per tentare di sfuggire a questi eventi".

    Dal >Press-Book< di E venne il giorno

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    FILM DELUDENTE DA OGNI PUNTO DI VISTA MALGRADO LA DISCRETA PARTENZA, CON UN IMPATTO EMOTIVO INTRIGANTE. IL FILM RINNEGA DIFATTI STRADA FACENDO, IL NATURALE ED ADEGUATO GERMOGLIO DI QUANTO SEMINATO IN PRIMA BATTUTA IN UN TERRENO DI PER SE’ FERTILE. L’IDEA DI UN MISTERIOSO ATTACCO AMBIENTALE CHE ATTACCA LA MENTE UMANA DISATTIVANDONE IL CONNATURATO ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA E DI AUTOCONSERVAZIONE NON ERA AFFATTO MALE. PECCATO CHE UN SOGGETTO COSI’ ACCATTIVANTE SIA STATO FARCITO DA TROPPE INCONGRUENZE, NAVIGANDO SULLE ONDE DI UNO SCRIPT A TRATTI DAVVERO RISIBILE, CON L’IMPROPRIA INTROMISSIONE DEL GENERE COMMEDIA E, CHE, PERSINO IL CAST, IN PARTICOLARE PROPRIO GLI ATTORI PROTAGONISTI, ABBIA MANCATO COSI’ TANTO DI CONVINZIONE. LO SPETTATORE E’ COSTRETTO, SUO MALGRADO, A SEGUIRLI, NON SENZA UN CERTO IMBARAZZO, LA’ DOVE INEVITABILMENTE SI CAVALCA LA NOIA

    M. Night Shyamalan torna alle sue radici con un thriller alimentato da un nuovo mistero inspiegabile, offrendo l’inquietante visione di disastri apocalittici

    non provocati dall’uomo, là dove si appunta il richiamo all’eterno conflitto tra la prorompente e inarrestabile forza della natura e una sempre più disarmata umanità. Tema che in termini ben più discreti - nonché di gran classe - aveva a suo modo affrontato Peter Weir con il suo splendido Mosquito Coast, là dove un individuo un po’ sopra le righe come Allie Fox (Harrison Ford) in rappresentanza elettiva del genere umano fuggiva con la famiglia, suo malgrado, da un disastro in parte reale (il consumismo distruttivo cittadino a stelle e strisce) e in parte immaginato (la guerra responsabile del ‘tabula rasa’ in America). Tema altresì anticipato dallo stesso Weir in tutt’altri termini con il nobile Picnic ad Hanging Rock. Mentre più di recente, con Into the Wild-Nelle terre selvagge, Sean Penn ha cercato di illustrare sul grande schermo un altro genere di conflitto estremo tra uomo e natura, purtroppo non

    immaginato, piuttosto rievocato in quanto realmente accaduto.
    Da sempre la natura ha affascinato l’uomo, lo ha attratto nei suoi anfratti più bui e non si è fatta scrupolo di dare spettacolo di se stessa con più o meno devastanti effetti distruttivi.

    Con The Happening (E venne il giorno) Shyamalan - così dice - ha inteso realizzare una versione contemporanea dei thriller paranoici degli anni Cinquanta e Sessanta: da Gli uccelli di Alfred Hitchcock, Godzilla, fino a L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel.
    Il genere di film che alimenta la tensione sul filo di imminenti catastrofi, là dove i registi stimolano sadicamente lo spettatore cavalcando l’onda di un crescente senso di inquietitudine, incertezza e paura, lasciando trasparire tra le righe alcuni interrogativi sulla direzione presa dalla società moderna.

    Ma non lasciatevi ingannare, sono queste solo dichiarazioni di intenti che non trovano di certo in E venne il giorno adeguato riscontro in risultati tangibili.



    Si diceva uomo e natura. Il movente di E venne il giorno è difatti un attacco ambientale che colpisce la mente umana: un’idea accattivante dal punto di vista del soggetto da sviluppare e, almeno in prima battuta, siamo intrigati nel vedere quel che succede dopo le precoci sequenze in cui, a cominciare da Central Park di New York, all’improvviso, accadono cose raccapriccianti e, soprattutto inspiegabili: due ragazze su una panchina, intente nella lettura conversano normalmente, finchè una delle due non si accorge del mutamento repentino del comportamento della gente che affolla il parco: gente che a un certo punto è come paralizzata e molte persone cominciano a camminare all’indietro. Non potrà parlarne all’amica perché questa non le risponderà più, anzi, togliendosi il punteruolo ferma capelli se lo infilza prontamente nel collo. Un altro sconvolgente esempio è dato dall’operaio su un cantiere edile che diventa, suo malgrado, testimone incredulo, quanto impotente,

    delle morti a catena che coinvolgono parecchi suoi compagni di lavoro: li vedrà camminare nel vuoto uno ad uno dall’alto del palazzo e dunque stramazzare a terra senza vita. Comincia ad essere evidente che l’istinto di autoconservazione dell’uomo è stato messo fuori uso. Ma da che cosa? Le prime trasmissioni televisive avanzano le prime congetture.
    L’inizio prometteva bene anche se il germe ‘fantascientifico’ flirta da subito, senza troppi preamboli, con il genere horror. Ci si attendevano comunque sviluppi degni dell’avvio. Poi la m. d. p. inizia a spostare l’attenzione su una giovane coppia: l’insegnante di scienze Elliot e sua moglie Alma Moore (Mark Wahlberg e Zooey Deschanel), in fuga, con l’amico Julian e sua figlia Jess, dall’incomprensibile fenomeno che nel frattempo si allarga a macchia d’olio in altre città. Ancora poche mosse e si vede subire all’amico - che nel frattempo ha affidato la figlia alla coppia con l’intento di

    andare a recuperare la moglie - la stessa infausta sorte degli altri. E già il film comincia a perdere in mordente, fino a sortire nell’effetto trascinamento, condito da schegge appartenenti di diritto alla sfera del risibile: dalle spiegazioni possibili del fenomeno (la reattività chimica delle piante al genere umano sentito come minaccia per il pianeta) espresse quasi fossero la lista della spesa, alle battute da clichè che vanno a rivelare i piccoli tradimenti reciproci, veri o fittizi, della giovane coppia, credendo di essere sul punto di morire - Indiana Jones e il regno del Teschio di Cristallo è arrivato prima e con maggiore coerenza, dato che si tratta di una commedia d’avventura, mentre in questo caso ci sarebbe stato ben poco da ridere. Improbabile, poi, date le circostanze, il frequente cambio di abiti della giovane moglie, neanche fosse stata a una sfilata di moda. E che dire dei contenuti

    del dialogo - anche lo script fa acqua da tutte le parti - del nostro protagonista con una pianta da appartamento, nell’intento di convincerla a non ‘infierire’ con la tossina killer contro di loro, salvo poi accorgersi che è di plastica? Si potrebbe proseguire con l’altrettanto improbabile, perché assurdamente incauto, comportamento dei due protagonisti nei confronti del tizio barricato in casa che spara dalla finestra a due loro compagni di fuga: anziché proteggersi si chinano tranquillamente sugli uccisi facendo da possibile bersaglio. E questi non sono altro che alcuni esempi delle numerose incongruenze trasparenti da E venne il giorno. Sorvoliamo sulle sequenze che preparano al finale. E così, quel filo di irrequietezza e di curiosa attesa per gli sviluppi sul tema degli inizi cede il passo alla noia indotta da varie altre clamorose pecche proprie di questa alquanto deludente pellicola: a cominciare dalla scarsa convinzione nel calarsi nei rispettivi ruoli

    da parte degli attori, in particolare degli interpreti protagonisti. Sì che non si percepisce mai, salvo, ripetiamo, all’inizio del film, un autentico, palpabile smarrimento, né un tangibile, diffuso panico nella gente ancora integra, di conseguenza, non può neppure esserci, da parte dello spettatore, una complice partecipazione con quello che avrebbe dovuto essere un dramma davvero ‘da paura’ per i personaggi. Anche perchè, a questo punto, il presunto dramma è da tempo sfociato in farsa.

    Perle di sceneggiatura

    "La scienza troverà qualche spiegazione da inserire nei libri, ma alla fine sarà soltanto una teoria. Così, potremo evitare di riconoscere che ci sono delle forze che vanno al di là della nostra comprensione".

    Commenti del regista

    "Il genere della fine del mondo mi forniva una sensazione piacevole, perché se scrivo qualcosa che sembra una partita di scacchi con il pubblico, gli spettatori se lo aspettano, anche se io non voglio fare questo gioco. Tuttavia, talvolta una storia è soltanto una storia. Nel caso di E VENNE IL GIORNO, parla di una famiglia che cerca di sopravvivere e imparare ad amarsi ed è questo che mi attirava maggiormente. Il mio obiettivo è sempre stato quello di realizzare un film dal ritmo rapido, dove diventi paranoico per le cose che avvengono nel mondo, tutti eventi che non avevi mai considerato prima di quel momento... Per me, le idee di una storia sono sempre dei catalizzatori che spingono i personaggi ad avere delle conversazioni sull’amore e sulla vita umana e a rivelarsi a livello spirituale ed emotivo. Attraverso il rapporto tra Elliot ed Alma si scoprono i meccanismi dell’amore, l’essenza delle relazioni, cosa significa essere il cacciatore o la preda, e cosa ci potremmo dire se pensassimo di essere impegnati nella nostra ultima conversazione. Quello che mi interessava di Elliot è che ha una grande fede in sua moglie ed è convinto che lei riuscirà a farcela".

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    • John Leguizamo

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